
Originariamente Scritto da
cimad5
https://www.ilgiornale.it/news/crona...a-2020390.html
Si chiamano amenità. Come amenità sono le congetture che dividono il Paese tra guerrafondai e pacifisti sull'approccio al conflitto. Dicono i secondi: bisognerebbe negoziare, privilegiare la diplomazia, ricercare il compromesso magari con un maggior coinvolgimento dell'Onu. Più che ragionamenti, sono riflessi condizionati, rituali che vanno in scena ad ogni guerra e che possono contare su attori di destra, di sinistra o di centro. Il problema è che sono assunti teorici che spesso non hanno nulla a che vedere con la realtà. Si tira in ballo la strada della mediazione come se qualcuno non la volesse, dimenticando un dato: i negoziati tra le due parti vanno avanti dal 28 febbraio, cioè sono iniziati quattro giorni dopo lo scoppio del conflitto, e per ora non hanno sortito nulla. Come pure le telefonate dei leader europei al Cremlino, l'intervento del leader turco, di quello cinese e il viaggio del premier israeliano a Mosca. Non parliamo poi dell'Onu: in questa crisi ha dimostrato - come se ci fosse bisogno di ulteriori prove - di essere un ente inutile, in Italia ne abbiamo una collezione. Addirittura non si sa ancora neppure cosa voglia Putin,
anzi lo si sa ma non lo si scrive sui giornali (corsivo nostro) visto che Zelensky ha rinunciato alla Nato e la Crimea e il Donbass sono già in mano allo Zar. Per cui la contrapposizione tra guerrafondai e pacifisti è sul nulla, visto che per ora a Mosca il negoziato è solo una tattica di guerra. Appunto, un'amenità.
Ma l'inganno più ameno, per scomodare il Leopardi delle Ricordanze, è il dilemma sulla fornitura di armi all'Ucraina. [omissis]