
Originariamente Scritto da
cireno
Ci sono personaggi qui sul forum che continuano a parlare di democrazia indicando i Paesi occidentali come i depositari di questo sistema sociale. Io non sono molto in sintonia con questi amici, a mio modo di vedere noi occidentali abbiamo solo una parvenza di democrazia, cioè a dire abbiamo la democrazia che chi davvero comanda ci fa credere che abbiamo.
Alcuni anni fa ho scritto queste parole. Le incollo
Voglio parlare di una questione essenziale: la democrazia.
Comincio invitando chi legge a meditare sulla supposta democrazia che abbiamo in Occidente, perché io sono convinto che la democrazia sia una cosa diversa da quella che qui viene spacciata come tale.
Secondo il Sabatini Coletti democrazia significa “ Concezione politica fondata sui principi della sovranità popolare, dell'uguaglianza giuridica dei cittadini, dell'attribuzione di diritti e doveri sanciti dalla costituzione, della separazione e indipendenza dei poteri” e quindi io sono costretto a pensare che di democrazia in Italia, ma non solo, non ce ne sia, a meno di voler credere che per democrazia si intenda “andare a votare per questo o quel partito”. Perché vorrei sapere, in primis, dove sta la “sovranità popolare”. Siamo certi di esercitare una qualche forma di “sovranità” sulla conduzione del Paese? Siete convinti che Berlusconi o Brunetta o Di Pietro siano giuridicamente uguali a voi? Ecco, basterebbe vi rispondeste seriamente a queste due domande per capire che la democrazia, quella descritta sul dizionario, non esiste. C’è, è vero, un facsimile di democrazia: puoi dire quello che vuoi senza tema di andare in un lager o in un gulag, puoi manifestare contro chi governa, anche se non sempre ti va bene con la polizia, puoi fare delle trasmissioni (pochissime) in televisione dove critichi chi governa, puoi editare giornali liberi(oddio, non sempre…)di scrivere quel che credono. Vero, questo è: però sei anche “democraticamente”libero di morire per strada se non hai mezzi per pagarti un affitto, democraticamente privo di sostentamento magari dopo aver lavorato una vita, sfruttato, e allora sei democraticamente liberissimo di andare a mangiare alla mensa dei frati, e ancora, sei democraticamente libero di essere disoccupato a 30 anni, di non trovare lavoro se ti licenziano quando ne hai 48 di anni, di avere problemi di esistenza se sei una donna che magari vorrebbe essere democraticamente libera di fare un figlio, ecc.ecc. E allora: sarebbe questa la democrazia?
Non parliamo poi del fatto che il popolo non ha nessuna influenza sul governo. Come no, sento dire, ci sono partiti e partiti…..se a uno non piace questo vota quell’altro. Palle, non è vero, prendi per esempio gli Usa, se voti repubblicano o democratico in sostanza non cambia niente, voti sempre lo stesso UNICO partito. Prendi l’esempio dell’Italia: siamo convinti di votare quello che davvero dovrebbe essere il nostro interesse di cittadino? Per avere elezioni veramente democratiche non ci dovrebbe essere propaganda elettorale, prima di tutto, e poi si dovrebbero scegliere i rappresentati che dovrebbero essere almeno conosciuti in collegi uninominali. E invece? Chi ha soldi(come in tutti gli altri Paesi del resto) vince sempre, perché dispone di mezzi per fare efficace propaganda. Quindi nessuna libera scelta, perché chi vota è INDOTTO a dare quel voto.
E parliamo della democrazia nella società. Domanda: perché il figlio di un operaio o di un precario deve avere minori possibilità di vita nei confronti del figlio del riccastro? Magari il primo è dieci volte più intelligente e potrebbe, se coltivato, dare aiuto alla società. Invece no, scuole diverse, dove chi ha soldi supera gli esami anche essendo un coglione. Le scuole diverse sono un segno di democrazia? E’ democratico avere scuole per ricchi e scuole per poveri?