Rivisto su un canale locale, con grande piacere. Tratto dal romanzo di Piero Chiara “La spartizione” e diretto da Alberto Lattuada, che vi interpreta un cameo.

Un oscuro ragioniere di provincia (Luino), non giovane ma astuto e calcolatore, dà la scalata al patrimonio di tre sorelle zitelle morigerate e inappuntabili, sposando la maggiore ma creandosi successivamente un harem personale cui tutte e tre si adeguano con grande naturalezza.
Con grande abilità il protagonista trasforma un nucleo familiare prima conformisticamente rigido e compresso in un lascivo consesso di gaudenti, tra pranzi gioiosi e luculliani e sesso a volontà, ogni notte con una sorella diversa: senza tante chiacchiere ma con molti fatti. Un autentico vorace, insaziabile benefattore.

Sorprendente l’escalation di trasformazione delle tre zitelle in donne goduriose e disinibite, ciascuna con le sue specifiche caratteristiche grate al”sultano”, liete di coccolarlo e servirlo in ogni modo, ricevendone i consistenti favori sessuali. Un trasformazione anche fisica, risolventesi in maggiore bellezza, capacità di godere dei piaceri della vita, eleganza, abbandono interiore ed esteriore. Fino a che, gli eccessi gastronomici e sessuali e la voracità edonistica non daranno la mazzata finale al poveretto proprio allorchè, dopo aver fatto sesso con tutte e tre le sorelle, una notte si accinge a concupire la giovane domestica.
Resterà stravolto da un ictus e su una sedia a rotelle, amorevolmente accudito dalle tre donne devote.

Strepitosa, straordinaria interpretazione di Ugo Tognazzi che tira fuori una gamma completa di espressività legata al suo ruolo: grottesco, autoritario e lucidamente materialista al punto giusto, padrone indiscusso della piccola comunità familiare, ma anche suo servo nel suscitare, far fuoruscire gli istinti repressi dal perbenismo delle tre donne facendone tre femmine appagate e felici, un microcosmo ruotante intorno alla sua capacità maieutica fondata sui principii del Mantegazza.

Molto brave anche le tre protagoniste e i caratteristi di contorno. Un film "avanti" se si considera che fu girato nel 1970, quando ancora certe tematiche non erano così rappresentate.

Molto godibile. Strappa più di un sorriso e insieme mostra la grande bravura di un attore scomparso. Consiglio a tutti di rivederlo, qualora se ne presenti l’occasione.