In libreria “Io vengo con te”: Amanda Knox si racconta dal carcere
Il 19 ottobre uscirà nelle librerie ''Io vengo con te - Colloqui in carcere con Amanda Knox'' di Rocco Girlanda. Il 26 ottobre si terrà la presentazione all Camera dei Deputati.
"Io vengo con te" nasce dagli appunti presi dall'onorevole Rocco Girlanda, durante i colloqui in carcere che, per più di un anno, si sono tenuti tra lui e Amanda Knox, rea in primo grado dell'omicidio di Meredith Kercher. Gli incontri non erano finalizzati alla stesura del libro, ma all'accertamento delle condizioni carcerarie della ragazza, in seguito alle polemiche su un possibile antiamericanismo del processo circolate in America: Girlanda, come presidente della Fondazione Italia-Usa (che cura i rapporti tra i due paesi), si è occupato del caso di Amanda per sue "le ricadute diplomatiche e politiche".
Così, subito dopo la sentenza di primo grado, una delegazione della fondazione è andata in carcere per un primo incontro con Amanda. Ne sono poi seguiti altri, per più di un anno, dopo ognuno dei quali, la Knox scrive a Girlanda, che parla di questo rapporto come di una "grande e profonda amicizia".
Di questi incontri, Girlanda tiene un diario: "Tutto nasce in me solo dalla voglia di conoscere meglio una ragazza americana dell’età di una delle mie figlie, che si trova a vivere la più drammatica esperienza della sua vita. Non mi interessava conoscere Amanda Knox, mi interessava conoscere Amanda. Credo in tanti mesi, in tanti incontri, di esserci riuscito».
Dai colloqui traspare una ragazza di 23 anni, assai lontana da quell'immagine mediatica delle indagini, tutta droga, sesso e rock and roll. Con un'espressione poco felice (che speriamo fraintenda la sua idea di ragazza tipica), l'Onorevolela definisce Amanda come una ragazza "atipica perchè profonda, con la volontà recepire tutto quel che c'è di culturale". Un'Amanda studiosa, quella in carcere, che si tiene in contatto con l'università attraverso il computer regalatole dalla fondazione stessa.
Attraverso la penna di Rocco Girlanda Amanda Knox si racconta, con le sue convinzioni, i ricordi del passato e le prospettive per il futuro; e poi, dà uno spaccato dell'esperienza carceraria che sta vivendo ("un limbo"). Elementi, questi, che risaltano ancor più grazie alla totale assenza di commenti sul caso Meredith, che in quella prigione l'ha costretta. Amanda di "Io vengo con te" perde il cognome, come ci suggerisce l'autore, e diviene una ragazza di 23 anni che ha già sulle spalle la dura esperienza del carcere.
Grande scalpore nell'opinione pubblica stanno facendo le prime indiscrezioni su quanto contenuto nell'opera. Sembra, infatti, che Amanda desideri fortemente adottare un bambino e diventare una scrittrice famosa; e la libertà, ovviamente. Indignazione che non capiamo: cosa ci si aspetta che desideri una ragazza di ventitré anni in carcere? Cosa vogliamo che ci risponda, quando la interroghiamo? Quanto ci copriamo gli occhi, sull'umanità ('troppa umanità') dell'assassinio e sull'irriducibilità di questa umanità? I desideri di Amanda Knox sono, più probabilmente, ordinari: e forse è questo il valore di "Io vengo con te", libro che "strucca" Amanda Knox e fa comparire Amanda.
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