











Certo. Perchè grazie all'aver imposto il dollaro come moneta delle transazioni commerciali, e al petroldollaro cioè grazie al pagamento in dollaro del greggio, siamo noi a finanziare il loro debito. Il pagamento del petrolio e di altre materie prime in dollari garantisce una domanda stabile di questa valuta, proveniente dall'estero, che serve a sostenerne il cambio.
Per questo gli USA sono così agitati che hanno bloccato il Nordstream 2 e a costo della guerra vogliono evitare il pagamento in rubli del gas. Il progetto del Presidente Putin, il rublogas, farà fare agli USA bancarotta. È solo questione di tempo.
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA PRIVATA, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"




Invece ha un fondamento di ragione, l'occidente è a un passo dal collasso.
Lo dico da liberista, l'occidente (se si eccettua realtà di nicchia come Norvegia, Svizzera, Australia, NZL, Irlanda, Lussemburgo) è bombato di debito. ive grazie a una sopravalutazione dei propri asset.
Solo la finanza lo tiene su. stravalutando gli asset e rendendo solida la propria moneta, ormai la massa monetaria di Euro e Dollaro soprattutto dollaro è arrivata all'assurdo.
Sono il risultato di decenni di politica keynesiana, all'estremo.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


Dario, evidentemente gli ex-comunisti si accontentano di sentirsi come dei rivoluzionari contro gli oligarchi russi che le TV gli additano come i nuovi capitalisti.
Ma intanto il mondo sta cambiando...
https://www.editorialedomani.it/poli...rubli-hmkowq4n
Draghi ammette che, se necessario, le nostre aziende pagheranno in rubli come chiede Mosca. L’Eni non ha ancora avviato le procedure per il conto in rubli, ma c’è ancora qualche giorno di tempo. L’Ucraina taglia le forniture perché non controlla più i tubi.
Le navi rigassificatrici che dovrebbero accogliere gas naturale liquido da altri paesi non sono ancora state contrattualizzate e comunque non saranno operative prima del 2023.
Non è un caso che il presidente Draghi abbia portato di nuovo all’attenzione internazionale uno dei paesi da cui l’Italia potrebbe aumentare l’importazione per miliardi di metri cubi, ma che al momento non sono disponibili: la Libia.
L’Italia non è pronta a staccarsi dal gas russo di Vladimir Putin e il presidente del Consiglio Mario Draghi è pronto ad aderire alla procedura di pagamento richiesta da Mosca, con il conto in rubli parallelo a quello in euro.
Durante la conferenza stampa all’ambasciata italiana di Washington, Draghi ha detto che i pagamenti continueranno: «Non c’è nessuna dichiarazione ufficiale che i pagamenti violino le sanzioni, quindi è una zona grigia». Inoltre, «il più grande importatore in Germania ha già pagato in rubli e la maggior parte degli importatori di gas hanno già aperto conti in rubli con Gazprom»
https://www.dinovalle.it/2022/04/06/...sulle-risorse/
Il Rublogas, la nuova valuta di riserva mondiale basata sulle risorse
Oltre il Rublogas
Questo meccanismo gas-per-rubli – chiamatelo Rublogas – è solo il primo tassello concreto nella costruzione di un sistema finanziario/monetario alternativo, in tandem con molti altri meccanismi: il commercio rublo-rupia; il petroyuan saudita; il meccanismo Iran-Russia per l’aggiramento dello SWIFT; e il più importante di tutti, il progetto dell’Unione Economica Cina-Eurasia (EAEU) di un sistema finanziario/monetario completo, la cui prima bozza sarà presentata nei prossimi giorni.
E tutto questo è direttamente collegato all’emergere sbalorditivo del rublo come nuova valuta di riserva basata sulle risorse.
Dopo le prevedibili fasi iniziali di negazione, l’UE – in realtà, la Germania – dovrà affrontare la realtà. L’UE dipende da forniture costanti di gas (40%) e di petrolio russo (25%). L’isteria delle sanzioni ha già generato un contraccolpo notevole
Il gas naturale rappresenta il 50% del fabbisogno dell’industria chimica e farmaceutica tedesca. Non c’è un sostituto degno di questo nome, dall’Algeria, dalla Norvegia, dal Qatar o dal Turkmenistan. La Germania è la centrale industriale dell’UE. Solo il gas russo è in grado di mantenere la base industriale tedesca – ed europea – in movimento e a prezzi molto convenienti in caso di contratti a lungo termine.
Distruggete questo sistema e avrete turbolenze terrificanti in tutta l’UE ed oltre.
L’inimitabile Andrei Martyanov l’ha riassunto così: “Solo due cose definiscono il mondo: l’economia fisica reale e il potere militare, che è il suo primo derivato. Tutto il resto sono derivati, ma non si può vivere di derivati.”
Il casinò turbo-capitalista americano crede alla propria “narrazione” derivata – che non ha nulla a che fare con l’economia reale. L’UE, alla fine, sarà costretta dalla dura realtà a passare dalla negazione all’accettazione. Nel frattempo, il Sud globale si adatterà velocemente al nuovo paradigma: il Grande Reset di Davos è stato distrutto dal Reset Russo.
NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA PRIVATA, SOLO DI STATO
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"Si possono beffare tutte le persone per alcuni periodi di tempo e alcune persone per tutto il tempo, ma non si possono beffare tutte le persone per tutto il tempo". Abramo Lincoln