Quelli che sono feriti, quelli che sono incoerenti, quelli che piangono e gridano e sgomitano per una boccata d’aria.
Quelli che non hanno ancora guarito le loro ferite, quelli che portano con dignità la loro miseria, quelli che sanno bere ed ubriacarsi, quelli che hanno gli occhi lucidi di lacrime e di speranza.
Quelli che lottano, quelli che danno e prendono calci in culo, quelli che con la schiena dritta e le ginocchia molli.
Quelli che vivono prostrati ma muoiono in piedi.
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