
Originariamente Scritto da
Il viaggiatore notturno
Quando si esce in compagnia, è risaputo, si pone sempre il solito dilemma di accordarsi su come pagare il conto del cibo e delle libagioni. Molte amicizie sono state messe in discussione per questo motivo, e dopo millenni di storia non si è ancora trovata una soluzione definitiva e universalmente accettata.
Siccome sono uno a cui piace osservare e catalogare i comportamenti umani, ho pensato di abbozzare una lista, del tutto provvisoria e non esaustiva, dei metodi finora più diffusamente adottati dalla nostra specie.
Sentitevi liberi di indicarne altri, se ne conoscete.
Alla romana: non importa cosa abbia consumato ciascuno dei convitati o in che quantità, il conto si divide in parti uguali. Pare che questa usanza sia nata nelle trattorie di Trastevere, dove veniva richiesto di saldare in fretta e quindi non si badava troppo al dettaglio.
Alla genovese: ognuno paga esattamente ciò che ha consumato, anche a costo di perderci un'ora calcolatrice alla mano. Inutile spiegare perché viene chiamato così...
Alla napoletana: uno paga per tutti. Al terrone, e al napoletano in modo particolare, piace fare lo splendido quando si tratta di mangiare e bere. Se poi c'è di mezzo qualche occasione o ricorrenza speciale, allora si va proprio giù pesante.
Alla cinese: simile alla napoletana, con la differenza che tutto si decide con una scommessa. Chi perde paga. Ritrovamenti archeologici suggeriscono che il gioco d'azzardo sia stato inventato in Cina.
All'americana: tipico delle serate beverecce. A turno, ognuno offre un giro di drink. Non consigliato a chi non regge l'alcool.
Alla portoghese: si scappa via senza pagare. La più classica delle bischerate che si fanno in gioventù.
Per il momento è tutto, a voi la parola.
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