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Re: Ragazze oggi
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Originariamente Scritto da
cimad5
Secondo me dipende prima di tutto se si è studentesse o meno, perché l'università ti fa posticipare altre cose.
Non sempre... io mi sono laureato nel 1997, avevo già una ditta di disinfestazione, avevo delle quote nella gestione di una discoteca a Erba.... e dal 1993 lavoravo per sei mesi all'anno in Africa (a 13mila dollari al mese + vari bonus)... insomma... mi sono laureato a 28 anni... ma avevo già fatto una vagonata di soldi.
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Re: Ragazze oggi
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Originariamente Scritto da
Triangolo nero
Non sempre... io mi sono laureato nel 1997, avevo già una ditta di disinfestazione, avevo delle quote nella gestione di una discoteca a Erba.... e dal 1993 lavoravo per sei mesi all'anno in Africa (a 13mila dollari al mese + vari bonus)... insomma... mi sono laureato a 28 anni... ma avevo già fatto una vagonata di soldi.
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Non sempre, è vero, però appartieni a due generazioni fa.
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Re: Ragazze oggi
"Omo de panza omo de sostanza"
@Cirillazzo
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Re: Ragazze oggi
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Originariamente Scritto da
cimad5
Non sempre, è vero, però appartieni a due generazioni fa.
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Significa che le ultime generazioni sono più vincolate mentalmente? Vivono secondo una scaletta? Prima il diploma, poi l'Università, poi il fidanzato, poi il matrimonio, poi i figli...
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Re: Ragazze oggi
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Originariamente Scritto da
Troller
Significa che le ultime generazioni sono più vincolate mentalmente? Vivono secondo una scaletta? Prima il diploma, poi l'Università, poi il fidanzato, poi il matrimonio, poi i figli...
Proprio il contrario. Molte persone non vogliono vincoli sentimentali (o pseudo) per poter provare a fare quello che piace.
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Re: Ragazze oggi
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Re: Ragazze oggi
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Originariamente Scritto da
Troller
Mannaggia, mi hai battuto sul tempo!
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Re: Ragazze oggi
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Originariamente Scritto da
Troller
Significa che le ultime generazioni sono più vincolate mentalmente? Vivono secondo una scaletta? Prima il diploma, poi l'Università, poi il fidanzato, poi il matrimonio, poi i figli...
Molti hanno potato per un cane al posto di un figlio. :(
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Re: Ragazze oggi
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Originariamente Scritto da
Triangolo nero
Non sempre... io mi sono laureato nel 1997, avevo già una ditta di disinfestazione, avevo delle quote nella gestione di una discoteca a Erba.... e dal 1993 lavoravo per sei mesi all'anno in Africa (a 13mila dollari al mese + vari bonus)... insomma... mi sono laureato a 28 anni... ma avevo già fatto una vagonata di soldi.
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vaaa....che avevo voglia de scivervi..:candle-096:
azzz.... @Triangolo nero ...che l'Attila per confidenza o chiama triangolino..tanto de cappello....;)
mentre l'Attila azz...qualche generazione prima...
faceva il corridore...e come sempre azz...bruciavo e tappe...
azz....era 1981, 21 anni me so sposato, Unno mezzo scapestrato,
mia moglie a Lucia ne aveva appena 18 di anni...
na gran gniocca, ma pure malgrado a gioventù azz..."du palle"
fosse solo per lo starmi accanto...e molto altro..naturalmant..:rolleyes:
anche se nessuno ci avrebbe dato Unno cent...
eravamo comunque due ottimi orefici...
con Unna poderosa fantasia artistica e costruttiva..
in Vicenza all'epoca città dell'oro, dell'argento..
e non ci abbiamo messo molto...a farci conoscere nell'ambiente,
pur essendo piuttosto giovani, e sufficientemente empatici per natura...
azz...Dio i fa e l'Attila i accoppia..."e ancor oggi Unno corpo e du animali.."
tre figli....e tanti sacrifici...:D
e l'età ebbe i suoi pro e alcuni contro...
tant'è che a 23 anni a prima casa..."costruita"...
quasi come fosse il trampolino de lancio...
"na specie de sicurezza per improntare radiosi futuri..."..
azz...a 27 de anni l'Attila, per la troppa esuberanza,
e in parte inesperienza e magari troppa fiducia...
ebbe Unno stop...assai pesante per me in prima persona,
che naturalmente coinvolse tuta a sua mia famiglia...
lavoravo alla clemente, e avevo bisogno anzi credevo al tempo,
di aver bisogno di speciale carburante...
vaaa....che me piaceva tirarmi de coca, e finii in gabbietta...
luogo in cui o ti riassetti il cervello, o te perdi per sempre...
e a mia cara mogliettina, che e palle e aveva davvero...
mi fu di grandissimo aiuto, sarei ipocrita nel non ammetterlo...
e girammo a frittata...sai Dio i fa e Lucia i accoppia...
azz...dopo tre o quattro mesi usciiiii..."chiusi a parentesi e portone"
e siamo ripartiti alla grande non prima di ripulirmi a facciata...
e oggi altri due figli, na azienda che gira alla grande da quasi qurant'anni...
na casa che sembra a spelonca fata a posta per l'Attila, tanto l'è particolare...
eeee....avanti sempre...pure ora...che sento e poderose macchine girare...
ma a vita riserva sempre le più inaspettate sorprese...
e due mesi fa me ano diagnosticato Unno tumore al sangue,
azzz....mieloma multiplo...:eek1:
e alora, ritirato fuori i coglioni, e per farla breve,
azz...venderò cara a pelle....perchè poi mica l'è detto...
e come mi ha detto mio cugino,
docente alla Bicocca, dir. san. agli ospedali riuniti de bergamo...
o de brescia..va bhè no importa...
a prima cura mai abbattersi, e a guera dell'Attila appena iniziata..
e no è deto....che a perda...;)
p.s.
e ribadisco ai giovanotti ae stesse giovanotte,
mai disperare...e notando in linea generale
dei sani principi....tempo al tempo...
e mai smettere de cercarsi, de crearsi opportunità...;)
buona serata e cena...l'Attila che vive e lascia vivere...:rolleyes:
https://cdn-img-p.facciabuco.com/21/...-vaccata_a.jpg
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Re: Ragazze oggi
Anche queste sono ragazze d'oggi: https://www.dagospia.com/rubrica-29/...che-314703.htm
Jennifer Lopez sul palco del Los Angeles Blue Diamond Gala ha presentato sua figlia Emme Maribel Muniz, 14 anni, usando i pronomi neutri «them/they», né maschio né femmina. Munita di microfono color arcobaleno ha detto: «L'ultima volta che ci siamo esibiti insieme è stato in un grande stadio come questo. Da allora, chiedo loro (I asked "them") di cantare con me ma non l'ha fatto. Però questa è un'occasione molto speciale». Uno dei sette figli di Elon Musk ha avviato le pratiche per cambiare genere e nome. Xavier Musk, 18 anni, vuole diventare Vivian Jenna Wilson. Nei documenti pubblicati dal sito americano Tmz che dà la notizia si legge che la richiesta è motivata da «ragioni di identità di genere e dal fatto che non desidero essere imparentata con mio padre biologico in alcun modo o forma».
Sono due notizie, le ultime di una lunga serie destinata ad accrescersi. Perché l'identità di genere è un tema attuale e non più ignorabile e perché le nuove generazioni sono fluide. Si adeguano gli abiti (viste le ultime sfilate di Prada e Gucci?) e la società richiede che si adeguino anche le parole. Se le parole servono a definire e a indicare, la dicotomia cisgender maschile/femminile non basta più. Il linguaggio non è mai neutro, e se non riteniamo più accettabile usare parole come «negro» o «invertito» è perché la nostra sensibilità è cambiata. Quello che prima era neutro, oggi è considerato razzista o sessista. Quindi They/Them, un generico pronome plurale per definire persone che in un dato momento della propria esistenza non vuole identificarsi in un genere. In Italia il maschile generico sta imboccando il viale del tramonto ed è aperto il dibattito sugli asterischi («care tutte o tutti» oppure car* tutt*?) e sulla schwa, la «e» rovesciata che non riesco a scrivere perché sulla mia tastiera non c'è, ma che probabilmente nelle future tastiere fluide e inclusive ci sarà. (Al proposito consiglio l'interessante saggio pubblicato da Einaudi Così non schwa, dove Andrea De Benedetti analizza quelli che lui ritiene «i limiti ed eccessi del linguaggio inclusivo»). La questione non è semplice. C'è sempre da capire se nasce prima l'uovo o la gallina, cioè se si parla in una certa maniera perché la società si è evoluta in una certa direzione (vedi il caso di «negro») o se è invece l'uso di certe parole che incentiva la società a evolvere in quella direzione. Mi spiego meglio con un aneddoto. Collaboro da anni al Ministry of Stories di Londra, il laboratorio di scrittura per bambini provenienti da realtà disagiate. Siamo un gruppo di scrittori, pubblicitari, creativi, disegnatori, registi, insegnanti eccetera e lavoriamo con l'immaginazione dei ragazzini per tirare fuori il loro potenziale e aumentare la loro fiducia grazie al potere delle parole e della scrittura. Prima di ogni sessione ci sediamo in circolo e ognuno si presenta. Nome, cosa fai nella vita, cosa ti aspetti oggi da questo laboratorio. Sembra una pratica da alcolisti anonimi, ma in Inghilterra si usa così. Da quando siamo tornati in presenza, dopo il nome è stato inserito il pronome. Anche ai bambini delle elementari viene chiesto quindi di definirsi: he/him, she/her oppure they/them. La cosa mi ha inizialmente spiazzato, per la questione dell'uovo e della gallina. Chiedere a dei bambini di sei o sette anni di definire il proprio genere mi è parso eccessivo.
Ho pensato che induca un pensiero che non avrebbero e che a quell'età è giusto non abbiano. Ma poi ho anche pensato che in quelle stanze, su quei piccoli tavoli, le parole sono importanti. Uno dei motti del Ministry è che con le parole si può cambiare il mondo. E quindi forse anche con un pronome. E quindi forse è giusto che se lo chiedano già a quell'età. Insomma, la questione non è facile, e da parte mia ho sospeso ogni giudizio. Però è chiaro che se anche al Ministry è arrivato il pronome, la questione non è più ignorabile. Se ce lo ponessimo anche qui, casi come quello del suicidio della professoressa trans Cloe Bianco non sarebbero neppure casi (ma questo è un discorso ancora più complicato e ci porterebbe troppo lontano).
Per rimanere ai due casi del giorno, molti teenager alle prese con la propria identità vorrebbero avere una madre come Jennifer Lopez, anche se 14 anni sono decisamente pochi per sapere se stai seguendo una moda o se è una presa di coscienza veramente consapevole. Mentre più chiara pare la scelta di Xavier/Vivian rispetto all'ingombrante padre Elon, che dopo aver votato Joe Biden ha cambiato di recente casacca e si è dichiarato repubblicano, allineandosi con un partito che sta cercando di limitare i diritti dei trans in molti stati d'America. Uno per tutti il governatore della Florida Ron De Santis, promotore della legge «Don't Say Gay» che impedisce di parlare di questioni legate all'identità di genere nelle scuole e ha suscitato la reazione indignata della Disney. Lo stesso Elon Musk che sulla questione dell'identità di genere aveva scritto un messaggio su Twitter - poi cancellato- dove diceva: «Sostengo assolutamente i trans, ma tutti questi pronomi sono un incubo estetico». E quindi eccoci tornati alla lingua, come laboratorio sociale e di vita. I pronomi sono solo un incubo estetico (come le schwa e tutti gli asterischi del caso) o sono sostanza? Sono flessibilità innovative oppure, come sostiene invece Andrea De Benedetti, solo storpiature finto-inclusive, perché «il linguaggio inclusivo è un'idea seducente, ma il cuore del problema sta quasi sempre altrove»? Porsi queste domande è già qualcosa.