







https://www.vanityfair.it/gallery/ti...piegati-boomer
Nell'ultimo decennio abbiamo visto il sistema moda rivoluzionarsi più volte - e più velocemente - di quanto sia mai accaduto. Soprattutto nelle modalità, prettamente digitali, e di conseguenza, nel volere e dovere arrivare a un nuovo target di riferimento: la Gen Z, coloro che non sanno letteralmente cosa significhi vivere in un mondo non iper-connesso. Il loro principale luogo di ritrovo è infatti la rete, dove condividere la propria vita ma anche ispirazioni e riferimenti estetici. E negli ultimi anni, nello specifico, questo luogo è stato TikTok: vero e proprio incubatore di tendenze, la piattaforma è una fonte infinita di novità e revival nostalgici rivisitati, che influenzano non solo i suoi principali consumatori online, ma la stessa industria fashion.
Perfettamente in linea con la teoria del bubble-up di Georg Simmel, secondo cui il sistema moda si nutre di ciò che si vede nelle strade - oggi, il feed di TikTok - i trend emersi sul social sono apparsi anche sulle passerelle, dall'allure preppy e gotica della Dark Academia, alle nuance pastello dello stile Coconut Girl. Ma cosa significa per le generazioni precedenti, come i millennials ma soprattutto i boomer, imbattersi in questo strano mondo fatto di mood e stili contrastanti e di nicchia? Una naturale, motivata, confusione. Qui di seguito, i fashion trend di TikTok spiegati a loro e chiunque veda ancora le aesthetics come un groviglio di sottoculture incomprensibili.
concorso cimad 2022


mi consenta: non c'è niente di più boomer della Barbie, e frasi come questa "Che si tratti di un body, di un corsetto o di un mini top, l'ispirazione arriva dagli anni '90 e sembra un perfetto mix tra lo stile di Victoria Beckham e quello di Geri Halliwell nelle Space Girls" non fanno certo onore alla generazione Z.
però dopo aver letto l'articolo mi sembra di avere capito che in pratica la generazione Z ha messo in rete Carnaby Street, rendendola fruibile per tutti e non solo per i fortunati che potevano permettersi un viaggio a Londra.
vergin di servo encomio e di codardo oltraggio


https://www.elle.com/it/magazine/a40...ecnico-torino/
Scuole e atenei italiani sono sempre più spesso territorio di battaglia per i diritti e la parità di genere. Laddove a livello istituzionale manca l'azione, sono i più giovani a portare avanti il cambiamento nella società. Smentendo l'adagio di chi dice "Ma vi sembra importante lamentarvi per queste questioni minori?" il bagno diventa luogo di rivendicazione. Succede al Politecnico di Torino dove il collettivo Alter.Polis ha raccolto i sentimenti degli studenti e proposto l'introduzione di bagni neutri, ovvero senza distinzione di genere. La richiesta è stata accolta in forma istituzionale e, giovedì 14, il Senato ha accettato di fare una valutazione degli spazi presenti nell'ateneo e di quelli che dovranno essere costruiti per introdurre questo servizio.
L'idea dei bagni genderless arriva da Oltreoceano e si sta lentamente diffondendo in Italia dove, nei mesi scorsi, in alcuni istituti superiori di Torino come al liceo Alfieri, è stato introdotto e/o affrontato in diverse assemblee di istituto. Per quanto riguarda le università, a Pisa i bagni neutri sono stati inaugurati nel mese di giugno, valutando l'iniziativa utile dal punto di vista culturale e logistico. I bagni genderless, in altre parole, fanno bene a tutti/tutte/tutt*: non solo perché permettono di smaltire più facilmente le code, ma anche perché introducono il concetto di un servizio che non sia legato all'identità di genere, che non sia attaccato dal binarismo. Che elimini quelle differenze sottocutanee invisibili ma lampanti, dai fasciatoi presenti solo nei bagni delle donne, alle code infinite nelle toilette femminili. Il bagno è quindi una delle frontiere su cui battersi per la parità di genere? Sì, perché i servizi vanno pensati per tutt*, perché la città deve essere sempre più inclusiva nel modo in cui viene costruita. Questo comprende anche una riflessione d'obbligo sulle persone con disabilità a cui va garantita la stessa cura, attenzione e accessibilità dello spazio. "La distinzione dei servizi avviene in base a una classificazione binaria che non ha più ragion d'essere. Nel nostro ateneo ad esempio le studentesse di Ingegneria stanno aumentando quindi andrebbero aumentati i bagni dedicati" ha spiegato Arianna Montorsi, referente del Rettore per la Parità di Genere e Diversity del Politecnico di Torino, a Repubblica. L'ateneo stava già affrontando questo tema, come punto da inserire nel Gender equality plan, "e con la sollecitazione da parte della rappresentanza studentesca abbiamo avuto l'occasione di fare un passo avanti". Infine, la referente fa sapere che la distinzione potrebbe rimanere in atto solo per i dipendenti pubblici, ma "pensiamo di poter andare incontro alla richiesta studentesca".
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Chissà perché tutti gli zoomer che si mobilitano in massa per queste menate poi non li vedi mai alzare un dito contro la macelleria economica e sociale che sta subendo il nostro Paese da anni, anzi spesso e volentieri li trovi ad appoggiare entusiasticamento qualsiasi provvedimento che vada a svantaggio della popolazione generale. Bei tempi quando la sinistra era Togliatti e non questa manica di radlib.
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https://www.ramispogli.it/
"…Credo che lo sapevo fin da principio. Lo sapevo che non ci saremmo mai arrivati. A lui piaceva tanto sentirne parlare che anch’io ho creduto fosse possibile."


@Legionarivs,
Ricordo una vignetta simile, manca Hitler sullo sfondo che se la ride, però papa Francesco messo nella sinistra![]()


https://www.ramispogli.it/
"…Credo che lo sapevo fin da principio. Lo sapevo che non ci saremmo mai arrivati. A lui piaceva tanto sentirne parlare che anch’io ho creduto fosse possibile."

