





Tutti guardano l'albero e nessuno vede la foresta.
Al mondo esistono solo due razze: gli uomini per bene e gli stronzi. Questi ultimi cercano quasi sempre di passare per i primi.




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When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
"Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)


https://news.robadadonne.it/scozia-a...atutiti-legge/
La Scozia è la prima nazione al mondo a garantire gratuitamente, per legge, la presenza obbligatoria di assorbenti e altri prodotti per le mestruazioni nei luoghi pubblici. Con l’entrata in vigore, il 15 agosto 2022, del Period Products Acts è stato confermato il decreto del 2020, il Period Products (Free Provision) Bill, che allora non era stato convertito in legge dal parlamento della regione più a nord del Regno Unito. Ora, finalmente, chiunque necessiti di prodotti mestruali in edifici pubblici (tra cui le scuole) può invece ottenerli gratuitamente.Un percorso iniziato da anni. Come riportato da Open, infatti, dal 2017 in Scozia sono stati spesi 27 milioni di sterline per garantire l’accesso gratuito ad assorbenti e tamponi. “Mentre il carovita avanza, il Period Products Act rappresenta un lume di speranza che mostra quello che si può ottenere quando la politica si unisce per il bene comune delle persone“, ha dichiarato la promotrice della legge, Monica Lennon, che mira ad abolire la povertà mestruale.
Questa che si manifesta mediante la difficoltà economica relativa all’acquisto dei prodotti igienici utili alle proprie mestruazioni e, spesso, troppo cari. Non solo nei paesi più poveri o in via di sviluppo, ma anche in quelli più ricchi e agiati.
“C’è un modo semplice di descrivere la povertà mestruale: vai al supermercato e ti trovi a dover scegliere tra un pacco di pasta e uno di assorbenti“, ha spiegato l’attivista Georgie Nicholson alla Bbc.
Secondo la stima dell’associazione Hey Girls, di cui Nicholson fa parte, nel Regno Unito una donna su quattro è stata vittima di povertà mestruale nel corso della propria vita, mentre il superamento di questo fenomeno è considerato un passo avanti verso la parità di genere.
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https://www.seventeen.com/fashion/ce...not-much-else/
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Io ho un debole per quelle con il taglio carrè medio - medio corto.
Mi intrigano da morire..
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Nel dubbio ricordate sempre la seguente regola: se qualcosa non piace alla sinistra, probabilmente è la cosa giusta da fare.


https://www.elle.com/it/magazine/wom...are-americana/
L'esultanza senza maglietta di Chloe Kelly, che nella finale degli Europei ha strappato la vittoria alla Germania con uno favoloso gol ai supplementari, ci ha ricordato quanto possa essere decisivo dotarsi di un buon reggiseno che sostenga, protegga, faccia traspirare e non comprima. Una "biomeccanica" sofisticata – così l'ha definita Elena Tebano sul Corriere –, che nello sport come nell'esercito può davvero fare la differenza. L'hanno capito in Inghilterra e pare anche in Usa dove, a 80 anni dalla creazione del Women's Army Corps, il ramo femminile dello United States Army nato nel 1942, l'esercito è pronto a includere, nella dotazione militare delle soldatesse il primo reggiseno sportivo ufficiale. "L'obiettivo generale è quello di produrre capi che non solo proteggano l'utente, ma riducano il carico cognitivo sulla soldatessa causato dal disagio e dalla cattiva vestibilità", spiega alla rivista Army AL & T la designer di abbigliamento e responsabile del progetto Ashley Cushon. "Raggiungere questo obiettivo migliorerà la prontezza generale e i livelli di prestazioni del Soldato, consentendo loro di concentrarsi sulla missione". Al momento sono in fase di sviluppo presso l'U.S. Army Combat Capabilities Development Command Soldier Center di Natick, Mass., quattro prototipi di reggiseno, noti come Army Tactical Brassiere (Atb). I modelli finali saranno presentati all'Army Uniform Board per l'approvazione in autunno, ma già si conoscono alcune delle caratteristiche chiave dell'accessorio, che sarà ignifugo, con chiusura anteriore, cuciture sagomate pensate per modellarsi sull'anatomia del corpo, spalline regolabili, coppe imbottite, sistemi di ventilazione e una tasca interna per le piastrine. Se l'Atb diventasse un programma ufficiale, sarebbe un grande traguardo per le donne soldato che finalmente potrebbero ricevere in dotazione al loro ingresso nell'esercito diversi modelli di reggiseno tra cui scegliere. Il progetto rientra in una serie di iniziative pensate per migliorare l'inclusione nell'esercito, dove le soldatesse nel 2018 costituivano il 16,5% delle forze arruolate. A titolo d'esempio, l'anno scorso è stata ammessa una maggiore flessibilità nei corpi femminili per quanto concerne il taglio dei capelli. Sono finiti i tempi di Soldato Jane: niente più skinhead, ora le ragazze possono portare code di cavallo e trecce. "Siamo molto grati che l'esercito si stia muovendo in questa direzione e sia più accomodante nei confronti delle sue soldatesse, che portano così tanto alla causa", spiega Madelynn Conner, ufficiale dell'intelligence di 24 anni di stanza a Vicenza. "Ne avevo bisogno nel 1997 nella formazione di base", ha commentato un'utente su Facebook. "Sono contento che l'esercito stia finalmente prendendo sul serio i bisogni della donna".
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