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Discussione: Scoop!

  1. #21
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    Predefinito Re: Scoop!

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Mabuse Visualizza Messaggio
    penso di no, perché il tempo è pochissimo per fare danni

    salverei il buon rizzo che è più un pensatore che un politico
    Credimi, ultimamente Marco sta sbarellando duro. Sta distruggendo il suo partito.

  2. #22
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    Predefinito Re: Scoop!

    Citazione Originariamente Scritto da Vladimir Ilyich Visualizza Messaggio
    In effetti tra Rizzo, Paragone, cespugli no-vax e no green pass un bel po’ di voto di destra verrà sottratto a Lega e Meloni. Bisogna vedere se sarà sufficiente a fagli perdere la tanto agognata maggioranza.

    Se poi Draghi si presenta con una sua formazione, per la pescivendola è game over
    https://www.ilmessaggero.it/politica...a-6827244.html

    Chi può unire il "Grande Centro"? I quattro leader del «partito di Draghi» (ma manca un federatore)
    Gli aspiranti leader del terzo polo (o almeno, i più in vista di loro): Carlo Calenda, Luigi Di Maio, Matteo Renzi e Giovanni Toti

    Qualcuno a mezza voce già lo chiama il «partito di Draghi». Perché anche se il premier dimissionario difficilmente sarà in campo nella prossima campagna elettorale, è a lui, e ai suoi 17 mesi a palazzo Chigi, che guardano i protagonisti del centro. Convinti che la ricetta migliore per l’Italia sia quella di proseguire nel segno dell’agenda dettata da SuperMario. Con quattro punti cardinali: riformismo, pragmatismo, fede euro-atlantica e nessun veto ideologico di stampo novecentesco tipo destra-sinistra. Sono gli aspiranti leader del terzo polo (o almeno, i più in vista di loro): Carlo Calenda, Luigi Di Maio, Matteo Renzi e Giovanni Toti. Alfieri di uno schieramento ancora tutto da costruire, alternativo ai «bipopulismi» di Giuseppe Conte e Matteo Salvini (il copyright è del leader di Azione) e decisi – almeno per ora – a tentare la fortuna da soli. Uniti, ma divisi. Perché se i temi su cui battono i quattro terzopolisti sono più o meno gli stessi, i nodi vengono al pettine quando si parla di trovare un «federatore», una figura in grado di tenere insieme tutte le possibili componenti del centro (da Italia Viva a Insieme per il Futuro, fino all’Italia al Centro). Un passaggio obbligato: perché se è vero che per i sondaggisti il terzo polo può puntare a scavallare il 15%, secondo un esperto della materia come Nicola Piepoli la conditio sine qua non per riuscirci è una «unione federativa». «Lo spazio c’è ed è notevole – sentenzia il sondaggista – ma solo se correranno tutti d’amore e d’accordo intorno a un unico leader». Ci riusciranno?

    Gli avversari ancora gli rimproverano quell’incontro col leader dei “gilet gialli” francesi, nel febbraio del 2019. Ma tre anni in politica a volte equivalgono a un’era geologica. E nel caso del ministro degli Esteri sembra essere andata così. Perché Luigi Di Mai da tempo ormai ha poco a che spartire col “Vaffa” della prima era grillina. Non senza una certa dose di autocritica, il titolare della Farnesina si è avvicinato verso posizioni sempre più moderate. Fino alla scissione dai pentastellati di Insieme per il Futuro. Per ora gruppo parlamentare, in futuro (prossimo) anche partito. Con due stelle polari: fede atlantista e fedeltà all’agenda Draghi. «Riforme coraggiose, che non possono cadere nella polvere». Cardini che lo schierano di diritto nel campo centrista. Ieri è stato lo stesso ministro a tracciare i confini verso le urne: «Alleanze? Sicuramente non posso stare con quelli che hanno buttato giù Draghi», le parole di Di Maio. Dunque, niente patto coi pentastellati né col centrodestra, se mai fossero state due opzioni: «Sono quelli che hanno deciso di stare dalla parte degli estremismi e dei sovranismi». Chi rimane, allora? Il Pd e, appunto, i centristi. E non è un caso se negli ultimi mesi il ministro si è incontrato più volte col sindaco di Milano Beppe Sala, che molti vedrebbero bene come grande federatore del centro.

    Sondaggi politici, Piepoli: «Il centro vale il 15%. Area con Toti, Calenda, Renzi, Di Maio, Gelmini e Brunetta»

    Carlo Calenda
    Azione balla da sola: il terzo polo siamo noi

    Combattere «i populismi di destra e di sinistra». È la missione che si è dato Carlo Calenda, che con i suoi candidati alle amministrative di giugno aveva raggiunto risultati oltre le aspettative. Ora il leader di Azione mira a bissare il successo alle politiche. Obiettivo? «Puntiamo al 10», aveva fissato l’asticella Calenda, prima che la maggioranza di unità nazionale si sgretolasse. Ma i piani dell’ex ministro dello Sviluppo non sono cambiati. «Si vota a settembre? Saremo pronti», è la linea. E anche se molti lo corteggiano, lui per ora insiste: «Andremo da soli. Il terzo polo – taglia corto Calenda – siamo noi». Nel Pd c’è chi si dice convinto che la posizione si ammorbidirà. E se in molti, anche tra i dem, ora guardano ad Azione come a un alleato naturale, lui tira dritto. Convinto che il Pd non sia ancora pronto a seppellire l’alleanza coi grillini: «In Sicilia faranno le primarie insieme», la critica che filtra. E gli altri centristi? Con Di Maio l’intesa sembra quasi impossibile, visto che anche ieri l’ex ministro è tornato a criticare il titolare della Farnesina. Con Renzi le cose non vanno molto meglio: «Sceglie le alleanze in base alle convenienze del momento», l’aveva rimbeccato Calenda dopo le comunali. Premesse che non lasciano ben sperare chi vedeva proprio nel leader di Azione il possibile tessitore del “grande centro”.

    L’operazione di scouting, il governatore ligure, l’ha già cominciata. Rivolta innanzitutto ai “governisti” in uscita da Forza Italia, il partito da cui Giovanni Toti proviene. E chissà che nelle prossime ore non possa dare i suoi frutti. «Caro Renato – ha twittato ieri il leader dell’Italia al Centro, rivolto al ministro Brunetta – questa storia può andare avanti perché i valori liberali, riformisti e popolari non sono morti. E siamo in tanti a credere che si possano portare avanti con coraggio e serietà». Come a dire: le nostre porte sono aperte. Anche per Mariastella Gelmini, tra gli ospiti alla convention romana di Toti di qualche settimana fa pensata proprio per sondare le varie anime del terzo polo. Perché il presidente della Liguria ne è convinto: è dal centro che bisogna ripartire. E per farlo è pronto a confrontarsi con tutti. Da Renzi a Calenda, da Mara Carfagna a, perché no, Luigi Di Maio. La stella polare, anche in questo caso, è l’agenda che Draghi ha dettato in parlamento. «È su quella che si può costruire un programma», ragionano a Genova. «Con chiunque si riconosca nelle parole del premier siamo aperti al confronto». Mentre con chi punta a fare nuovi scostamenti di bilancio, a «far naufragare» il Pnrr, niente da fare. E il leader, potrebbe essere proprio Toti? «Prima il programma».

    Matteo Renzi
    L’ex premier ci prova: uniti per l’agenda Draghi
    Il leader di Italia Viva ne era convinto da tempo. E ieri ha avuto la conferma che la strada immaginata era giusta. Quella di un «grande rassemblement» centrista, che «in nome dei princìpi portati avanti in questi mesi di governo Draghi – spiega Matteo Renzi – dica sì all’Europa e no a i sovranisti». L’ex premier l’ha ribadito anche ai suoi, durante la riunione convocata coi gruppi parlamentari di Iv per delineare la strategia verso la campagna elettorale: «Alle urne serve un progetto più grande di Italia Viva». Già, ma con chi? Carlo Calenda, per i renziani, è un «interlocutore naturale». «Diciamo le stesse cose nello stesso modo, apparteniamo alla stessa famiglia politica», confida uno di loro. Il problema, semmai, è tenere insieme i due “caratterini” dei leader. Anche con Giovanni Toti, Renzi si confronta spesso. A Genova i due erano schierati sullo stesso fronte, per sostenere il sindaco Marco Bucci. E con Di Maio, riuscirebbe ad allearsi l’ex premier? Qui le cose si complicano. Perché il ministro degli Esteri è l’inventore del reddito di cittadinanza, che Italia Viva si propone di abolire tramite referendum. Ma «non ragioniamo per veti», aprono da Iv. Dove sono convinti che l’asse col Pd sia già precluso: «Alla fine andranno coi Cinquestelle». Almeno su questo, Renzi e Calenda non litigano
    Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
    Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...

  3. #23
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    Predefinito Re: Scoop!

    Citazione Originariamente Scritto da Giulio962 Visualizza Messaggio
    https://www.ilmessaggero.it/politica...a-6827244.html

    Chi può unire il "Grande Centro"? I quattro leader del «partito di Draghi» (ma manca un federatore)
    Gli aspiranti leader del terzo polo (o almeno, i più in vista di loro): Carlo Calenda, Luigi Di Maio, Matteo Renzi e Giovanni Toti
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  4. #24
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    Predefinito Re: Scoop!

    Citazione Originariamente Scritto da Giulio962 Visualizza Messaggio
    https://www.ildolomiti.it/politica/2...no-ai-5-stelle



    Adinolfi sta con l'ex Casa Pound e vuole allearsi con i Comunisti Italiani, Ingroia e Paragone. Intanto Rifondazione e De Magistris guardano ai 5 Stelle

    Nell'esplodere della crisi politica che porterà l'Italia al voto il 25 settembre ci sono tanti personaggi in cerca d'autore che in nome dell'anti-atlantismo, di uno pseudo-pacifismo, del sovranismo antieuropeista si stanno studiando per alleanze frankenstein

    Sono decine i personaggi in cerca d'autore ora che la crisi politica è esplosa e si torna a votare. Partiti e movimenti che si ''chiamano'' tra loro e si dicono pronti ad unirsi in forza di concetti quali anti-sistema o anti-Nato o anti-Europa e chi più anti ne ha più anti ne metta.

    Rossi, neri, ultracattolici, agnostici: figure con passati lontanissimi che ora si strizzano l'occhio, si annusano, dialogano e già questo sembra pazzesco. E allora ecco che Mario Adinolfi, sì quello del Popolo della Famiglia che pochi giorni fa ha fondato un partito con Simone Di Stefano, ex leader di Casa Pound, e lo ha chiamato Alternativa per l'Italia (riprendendo il nome del movimento di ultradestra tedesco Alternative für Deutschland) oggi si appella a Marco Rizzo, storico leader del Partito Comunista e a Gianluigi Paragone di Italexit per allearsi.

    L'elemento che dovrebbe unire questi campioni dell'anti è, appunto, l'essere anti e poi c'è, in qualche modo, il sovranismo che piace a tutti loro. Evidentemente anche a quello che per decenni si professava comunista ma oggi scrive: ''Si vota il 25 settembre. Bisogna presentare le liste subito dopo Ferragosto. È chiaro che il sistema preferisce non correre rischi in merito alla presenza di novità politiche che sappiano rappresentare il dissenso nel nostro Paese. Comunque, noi siamo pronti. Le firme le raccoglieremo con voi da subito. Uniti per la Costituzione, sarà il nome di chi vorrà una Italia sovrana, di chi vive del proprio lavoro. Igor Camilli, Salvatore Catello, Stefano D’Andrea, Antonella D’Angeli, Francesca Donato, Mario Gallo, Antonio Ingroia, Nicola Lanza, Marco Rizzo, Francesco Toscano''.

    Insomma con Rizzo c'è anche Ingroia, ex candidato alla presidenza del consiglio nel 2013 per la Rifondazione Comunisti, Federazione dei Verdi, Italia dei Valori, Movimento Arancione di De Magistris e Partito Comunista Italiano, facendo registrare un flop clamoroso: la sua Rivoluzione Civile non superò lo sbarramento né alla Camera né al Senato. E c'è anche Francesco Toscolano fondatore, qualche anno fa, di Ancora Italia movimento per la piena sovranità nazionale, raggiungibile attraverso l’uscita da Unione europea e Nato.

    Il messaggio di Rizzo, però, non è piaciuto ad Adinolfi che ha replicato così: ''Leggo che Marco Rizzo raccoglie le firme per la sua lista con Toscano, Gianluigi Paragone fa lo stesso per Italexit, noi di APLI preso atto delle loro chiusure stiamo per avviare i nostri banchetti. Affinché sia chiaro, noi siamo pronti anche subito a fermare tutto e a valutare percorsi unitari. Abbiamo letto anche sul Corriere della Sera frasi stupide tipo “no agli integralisti cattolici”. Non siamo permalosi, fingiamo di non aver letto perché la gente ci vuole uniti. E noi siamo totalmente disponibili ai percorsi unitari nell’area vasta che si è formata all’opposizione in questi ultimi 17 mesi. Ma il tempo stringe e senza risposte immediate alla nostra mano tesa non potremo che andare avanti da soli''.

    E nel marasma dei movimenti in atto ci sarebbe anche l'area di sinistra, con Rifondazione e Potere al Popolo che sta varando il movimento Unione popolare, con alla guida Luigi De Magistris. E da più parti si ipotizza che il blocco possa guardare proprio al Movimento 5 Stelle in chiave di alleanze. Un Movimento che si è svuotato dei suoi rappresentanti più ''responsabili'' (passati con Di Maio) e che, pur essendo guidato da Conte (che da piani doveva rappresentare proprio il volto più governista e responsabile del Movimento) oggi si trova su posizioni confuse tra l'anti-atlantismo e lo pseudo-pacifismo.

    Nella sua analisi Rifondazione Comunista spiega che sta lavorando a ''una coalizione e per un governo popolare per la pace, per la giustizia sociale e ambientale. Non c'è da spargere una sola lacrima sulle dimissioni di Draghi - spiegano - la cui agenda si è dimostrata impermeabile ai bisogni della maggioranza del paese e delle classi popolari e pericolosa prosecuzione dell'attacco ai diritti che va avanti da anni. Il governo Draghi e le modalità con cui è avvenuta la sua caduta testimoniano ancora una volta il fallimento di una classe dirigente neoliberista autoreferenziale che ha portato il paese in guerra, lo ha impoverito e reso più ingiusto''.

    Poi l'attacco al Pd che ''apre un'autostrada all'affermazione di una destra con cui ha condiviso e condivide tutte le scelte strategiche''. E l'attacco a Mattarella con l'ombra del complotto (come scritto anche da Rizzo) sullo sfondo: ''Consideriamo grave sul piano democratico la decisione di Mattarella di convocare le elezioni per una data così ravvicinata come il 25 settembre, non solo per la palese discriminazione per le liste che dovranno raccogliere le firme mentre i partiti presenti in parlamento si sono esentati per legge ma anche per l'impossibilità di svolgere una campagna elettorale partecipata. Vogliono che le elezioni siano una competizione truccata tra i partiti guerrafondai e antipopolari. Noi lavoreremo per guastare la festa al partito unico della guerra, della precarizzazione del lavoro, delle privatizzazioni, della devastazione ambientale''.

    E quindi l'apertura a Conte: ''Poniamo apertamente alle formazioni che si dicono di sinistra e ambientaliste e si sono dichiarate all'opposizione del governo Draghi con quale credibilità ripropongano logiche di alleanza con un Partito Democratico che si presenta come il più coerente sostenitore dell'agenda Draghi. Lo stesso tema riguarda il Movimento 5 Stelle che si trova a un bivio dopo una legislatura che ha deluso le speranze di cambiamento e rottura che aveva rappresentato per milioni di persone. Rifondazione Comunista mette a disposizione tutte le sue energie militanti per rendere possibile la costruzione di una coalizione di alternativa contro la guerra per un governo popolare con un programma sociale e ecologico, per la democrazia e l'attuazione della Costituzione''.
    Che circo...

  5. #25
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    Predefinito Re: Scoop!

    Citazione Originariamente Scritto da Spike Spiegel Visualizza Messaggio
    Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah ahahahahahahahahahahahahah

    c'è poco da ridere.
    se il forum fa statistica avresti visto che fascisti e comunisti sono una cosa sola.

  6. #26
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    Predefinito Re: Scoop!

    Solo in Italia possono succedere cose del genere.
    “Non prenderti a cuore guadagno e perdita”

  7. #27
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    Predefinito Re: Scoop!

    Citazione Originariamente Scritto da smilelife Visualizza Messaggio
    c'è poco da ridere.
    se il forum fa statistica avresti visto che fascisti e comunisti sono una cosa sola.
    Alcuni fascisti ed alcuni comunisti

  8. #28
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    Predefinito Re: Scoop!

    Citazione Originariamente Scritto da Indra88 Visualizza Messaggio
    io non sono razzista, se è contro il green passe e l' invio di armi agli ucronazi allora è mio amico, questo è il discrimine per riconoscere il nazifascismo
    ... e finalmente siete ad un passo dall'obiettivo finale il nazi-comunismo.

    ma d'altronde questa affinità è da qualche tempo che si vedeva.

    e secondo me ci entrano pure gli anarchici.

  9. #29
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    Predefinito Re: Scoop!

    Citazione Originariamente Scritto da smilelife Visualizza Messaggio
    ... e finalmente siete ad un passo dall'obiettivo finale il nazi-comunismo.

    ma d'altronde questa affinità è da qualche tempo che si vedeva.

    e secondo me ci entrano pure gli anarchici.
    I trotzkisti per contro entrano direttamente nella NATO

  10. #30
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    Predefinito Re: Scoop!

    Citazione Originariamente Scritto da Vladimir Ilyich Visualizza Messaggio
    Alcuni fascisti ed alcuni comunisti
    Come la vedi un’ipotetica alleanza?
    “Non prenderti a cuore guadagno e perdita”

 

 
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