
Originariamente Scritto da
Giulio962
https://www.ildolomiti.it/politica/2...no-ai-5-stelle
Adinolfi sta con l'ex Casa Pound e vuole allearsi con i Comunisti Italiani, Ingroia e Paragone. Intanto Rifondazione e De Magistris guardano ai 5 Stelle
Nell'esplodere della crisi politica che porterà l'Italia al voto il 25 settembre ci sono tanti personaggi in cerca d'autore che in nome dell'anti-atlantismo, di uno pseudo-pacifismo, del sovranismo antieuropeista si stanno studiando per alleanze frankenstein
Sono decine i personaggi in cerca d'autore ora che la crisi politica è esplosa e si torna a votare. Partiti e movimenti che si ''chiamano'' tra loro e si dicono pronti ad unirsi in forza di concetti quali anti-sistema o anti-Nato o anti-Europa e chi più anti ne ha più anti ne metta.
Rossi, neri, ultracattolici, agnostici: figure con passati lontanissimi che ora si strizzano l'occhio, si annusano, dialogano e già questo sembra pazzesco. E allora ecco che Mario Adinolfi, sì quello del Popolo della Famiglia che pochi giorni fa ha fondato un partito con Simone Di Stefano, ex leader di Casa Pound, e lo ha chiamato Alternativa per l'Italia (riprendendo il nome del movimento di ultradestra tedesco Alternative für Deutschland) oggi si appella a Marco Rizzo, storico leader del Partito Comunista e a Gianluigi Paragone di Italexit per allearsi.
L'elemento che dovrebbe unire questi campioni dell'anti è, appunto, l'essere anti e poi c'è, in qualche modo, il sovranismo che piace a tutti loro. Evidentemente anche a quello che per decenni si professava comunista ma oggi scrive: ''Si vota il 25 settembre. Bisogna presentare le liste subito dopo Ferragosto. È chiaro che il sistema preferisce non correre rischi in merito alla presenza di novità politiche che sappiano rappresentare il dissenso nel nostro Paese. Comunque, noi siamo pronti. Le firme le raccoglieremo con voi da subito. Uniti per la Costituzione, sarà il nome di chi vorrà una Italia sovrana, di chi vive del proprio lavoro. Igor Camilli, Salvatore Catello, Stefano D’Andrea, Antonella D’Angeli, Francesca Donato, Mario Gallo, Antonio Ingroia, Nicola Lanza, Marco Rizzo, Francesco Toscano''.
Insomma con Rizzo c'è anche Ingroia, ex candidato alla presidenza del consiglio nel 2013 per la Rifondazione Comunisti, Federazione dei Verdi, Italia dei Valori, Movimento Arancione di De Magistris e Partito Comunista Italiano, facendo registrare un flop clamoroso: la sua Rivoluzione Civile non superò lo sbarramento né alla Camera né al Senato. E c'è anche Francesco Toscolano fondatore, qualche anno fa, di Ancora Italia movimento per la piena sovranità nazionale, raggiungibile attraverso l’uscita da Unione europea e Nato.
Il messaggio di Rizzo, però, non è piaciuto ad Adinolfi che ha replicato così: ''Leggo che Marco Rizzo raccoglie le firme per la sua lista con Toscano, Gianluigi Paragone fa lo stesso per Italexit, noi di APLI preso atto delle loro chiusure stiamo per avviare i nostri banchetti. Affinché sia chiaro, noi siamo pronti anche subito a fermare tutto e a valutare percorsi unitari. Abbiamo letto anche sul Corriere della Sera frasi stupide tipo “no agli integralisti cattolici”. Non siamo permalosi, fingiamo di non aver letto perché la gente ci vuole uniti. E noi siamo totalmente disponibili ai percorsi unitari nell’area vasta che si è formata all’opposizione in questi ultimi 17 mesi. Ma il tempo stringe e senza risposte immediate alla nostra mano tesa non potremo che andare avanti da soli''.
E nel marasma dei movimenti in atto ci sarebbe anche l'area di sinistra, con Rifondazione e Potere al Popolo che sta varando il movimento Unione popolare, con alla guida Luigi De Magistris. E da più parti si ipotizza che il blocco possa guardare proprio al Movimento 5 Stelle in chiave di alleanze. Un Movimento che si è svuotato dei suoi rappresentanti più ''responsabili'' (passati con Di Maio) e che, pur essendo guidato da Conte (che da piani doveva rappresentare proprio il volto più governista e responsabile del Movimento) oggi si trova su posizioni confuse tra l'anti-atlantismo e lo pseudo-pacifismo.
Nella sua analisi Rifondazione Comunista spiega che sta lavorando a ''una coalizione e per un governo popolare per la pace, per la giustizia sociale e ambientale. Non c'è da spargere una sola lacrima sulle dimissioni di Draghi - spiegano - la cui agenda si è dimostrata impermeabile ai bisogni della maggioranza del paese e delle classi popolari e pericolosa prosecuzione dell'attacco ai diritti che va avanti da anni. Il governo Draghi e le modalità con cui è avvenuta la sua caduta testimoniano ancora una volta il fallimento di una classe dirigente neoliberista autoreferenziale che ha portato il paese in guerra, lo ha impoverito e reso più ingiusto''.
Poi l'attacco al Pd che ''apre un'autostrada all'affermazione di una destra con cui ha condiviso e condivide tutte le scelte strategiche''. E l'attacco a Mattarella con l'ombra del complotto (come scritto anche da Rizzo) sullo sfondo: ''Consideriamo grave sul piano democratico la decisione di Mattarella di convocare le elezioni per una data così ravvicinata come il 25 settembre, non solo per la palese discriminazione per le liste che dovranno raccogliere le firme mentre i partiti presenti in parlamento si sono esentati per legge ma anche per l'impossibilità di svolgere una campagna elettorale partecipata. Vogliono che le elezioni siano una competizione truccata tra i partiti guerrafondai e antipopolari. Noi lavoreremo per guastare la festa al partito unico della guerra, della precarizzazione del lavoro, delle privatizzazioni, della devastazione ambientale''.
E quindi l'apertura a Conte: ''Poniamo apertamente alle formazioni che si dicono di sinistra e ambientaliste e si sono dichiarate all'opposizione del governo Draghi con quale credibilità ripropongano logiche di alleanza con un Partito Democratico che si presenta come il più coerente sostenitore dell'agenda Draghi. Lo stesso tema riguarda il Movimento 5 Stelle che si trova a un bivio dopo una legislatura che ha deluso le speranze di cambiamento e rottura che aveva rappresentato per milioni di persone. Rifondazione Comunista mette a disposizione tutte le sue energie militanti per rendere possibile la costruzione di una coalizione di alternativa contro la guerra per un governo popolare con un programma sociale e ecologico, per la democrazia e l'attuazione della Costituzione''.