
Originariamente Scritto da
Traiano
Allora, intanto considerati fortunato che, anche se dopo un po', ti sto rispondendo (che non è scontato). Rispondo solo se e quando voglio. Per esempio quell'idiota di Ciddo starà forse aspettando una mia risposta, ma lui non merita risposta perché è troppo demente. Al massimo quando mi va, gli risponderò. Quindi ripeto, considerati fortunato.
Andiamo nel merito: qui parlavamo del bonus del 110%. Che non è automaticamente dato a tutti i proprietari di case o, "se è un regalo ai ricchi e i beneficiari potenzialmente sono tutti i proprietari di case, allora"...perché non è così. So che forse non ci arrivi, oppure siccome parli (o millanti?) di essere in Canada o in qualche altro buco di culo, però è lo stesso ragionamento del regalo fatto da COntedemmerda il devoto di padrepio subito dopo il primo lockdown: lo sconto sul monopattino di 400€ circa. Ovvio che le teste non pensanti come te potrebbero pensare che, anche in questo caso, siccome i potenziali clienti sono tutta la popolazione, allora non è un regalo ai ricchi...peccato che se tu gli fai lo sconto di 400€ su un monopattino di 1000, devi avere 600€. Se non ce l'hai, ti attacchi.
Ritornando a sto regalo ai ricchi, il meccanismo (spiegato bene qui--->
https://jacobinitalia.it/chi-specula...trutturazioni/ ) è, semplificando, che se hai i liquidi, bene, se non ce l'hai ci guadagnano i prenditori edili con grandi movimenti di affari e le banche (se non sono "ricchi" questi, chi lo è?).
Dall'articolo:
Facciamo un esempio pratico: il condominio di Parco della Vittoria composto da 10 appartamenti, vuole effettuare dei lavori di ristrutturazione e decide così di rivolgersi all’azienda Lofaccioio Srl per sapere quanto costeranno. Quest’ultima propone un preventivo di 250 mila euro e informa tutti i condomini che i lavori possono accedere al bonus 110, quindi ciascun condomino dovrà pagare 25 mila euro a testa ma riceverà uno sconto di 27,5 mila euro totali che verrà suddiviso in 5 anni. In pratica ogni anno ciascun condomino pagherà 5,5 mila euro in meno di tasse. A questo punto i condomini si riuniscono in assemblea per decidere il da farsi ma si accorgono che uno di loro non può permettersi di spendere 25 mila euro e un altro non ha sufficiente capienza fiscale, ovvero paga un quantitativo di tasse minore di 5,5 mila euro l’anno, per cui perderebbe lo sconto sulle tasse. I proprietari decidono allora di sfruttare la novità relativa alla cessione del credito e pensano quindi alla cessione totale a terzi. Si rivolgono all’azienda Lofaccioio Srl chiedendo di poter usufruire dello sconto in fattura sui lavori; tramite lo sconto in fattura, l’impresa anticiperà la spesa detraibile e il condominio non dovrà versare alcunché. L’azienda guadagnerà dall’intervento ricevendo uno sconto sulle tasse pari a 275 mila euro, il 110% del costo dei lavori, suddiviso su 5 anni. L’amministratore delegato della Lofaccioio Srl non trova però vantaggioso l’accordo; l’azienda è piccola, l’imposizione di una soglia di prezzo su materiali e opere lo porta già ad avere un utile più basso rispetto ad altri lavori e non può permettersi di sopravvivere senza un ingresso reale da reinvestire nell’azienda. Il condominio di Parco della Vittoria non si scoraggia per la risposta ricevuta e decide quindi di rivolgersi a una grossa società o a un istituto di credito. La Banca Bassotti invece che finanziare direttamente i lavori propone loro di comprare la detrazione: tutti i condomini avranno così i soldi per poter pagare i lavori di ristrutturazione ma non potranno usufruire dello sconto sulle tasse. Questo sconto verrà ceduto alla Banca Bassotti e si trasformerà in credito d’imposta, ovvero un credito nei confronti dello Stato, che può essere utilizzato per compensare eventuali debiti dell’azienda nei confronti dell’erario o per il pagamento dei tributi e che volendo potrà essere ceduto ulteriormente.
Quello che traspare dal meccanismo appena descritto è che con «lo sconto sulle tasse» lo Stato sta decidendo coscientemente di rinunciare a parte dei soldi dei contribuenti che dovrebbero essere investiti nei servizi statali per finanziare il privato, senza trarre alcun profitto monetario dai lavori svolti o senza chiedere quote alle aziende e ai soggetti coinvolti.
Quindi, si. È un regalo ai ricchi. Poi indubbiamente c'è qualche vantaggio per la collettività, ma è la stessa cosa di dare a un prenditore mano libera per quel che riguarda l'inquinamento in un Comune, però in cambio deve rifare la strada e deve curare l'aiuola più grande del paese. Deh, che bella l'A-I-U-O-LAHH, direbbero certi australopitechi, brava l'azienda!
Detto questo, se non capisci adesso è un problema tuo.