Non è normale ma lo sembra. Non è normale che un partito che ha perso tutte le elezioni negli ultimi dieci anni pretenda di continuare a comandare e lo abbia fatto prima a colpi di lockdown, cioè rinchiudendo l’intero paese e impedendo le votazioni come deciso da Mattarella, presidente formalmente a posto, in realtà al limite dell’eversione.
Non è normale che oggi, alla vigilia del voto, esponenti del medesimo partito vadano in giro a dire, sbracati e contenti, che “tanto ci penserà la magistratura”. Non è normale che il potere giudiziario, lottizzato dal PD, reduce dallo scandalo più inverecondo a memoria repubblicana, continui le stesse camorre per sostenere il partito di riferimento, vale a dire se stesso, sabotando i competitori.
Non è normale ma a forza di subirlo lo diventa. Non è normale che nelle scuole sia tutto uno scoppiettare di riunioni carbonare, chat, gruppi tra insegnanti, al 99,99% tesserati PD e CGIL Scuola, per consultarsi “sul da farsi”. Non è normale la propaganda massiccia, praticamente ricattatoria, sugli studenti già in grado di votare.
Non è normale che due supposte umane uscite da qualche centro sociale si fermino con la bicicletta maleodorante davanti a un banchetto di Fratelli d’Italia e provochino, “vi appendiamo tutti, quale piazza scegliete?”. Non è normale il livello peggio che miserabile dei candidati di tutti gli schieramenti.
Non è normale che Conte, con dietro D’Alema, giri il Sud in trionfo perché “tu si nu ddio, agg’ accattà il reddit ‘e cittadennanz”. Cioè centinaia di milioni ogni mese amministrati dalle mafie. Non è normale quel magistrato, Scarpinato, candidato coi grillini che dice: la Meloni è pericolosa, è fascista, e quasi la chiama stragista. Non è normale ma ormai lo è.
Non è normale che uno Speranza, uno che dovrebbe buttarsi dal decimo piano se avesse un barlume di coscienza, insista nel pretendere le stesse cure che hanno provocato la morte di duecentomila innocenti.
Non è normale costringere un popolo a sierarsi quattro, otto, venti volte in un anno. Ammesso che ci arrivi. Non è normale soffocare, censurare, insabbiare, truccare dati, casistiche, morti sospette, improvvise, che improvvise non sono, che sono peggio che sospette, come se niente fosse.
Non è normale che i telegiornali di stato si occupino, ogni santo giorno, del PD, del suo segretario, dei suoi satelliti, poi ancora del Politburo, del segretario, dei compari, è tutto a voi la linea.
Non è normale un partito che a Frosinone, ma è solo un posto fra tanti, veda i suoi mammasantissima ritrovarsi a cena per discutere di spartizioni e finire a minacciarsi di morte, tutti chiaramente ubriachi e drogati. E nessuno deve dire niente perché il PD replica alla maniera di Moro: noi non ci faremo processare. Poi processarono lui e lo giustiziarono, cosa che il PD non rischia perché le BR, come disse Franceschini, uno dei fondatori, erano roba loro.
Non è normale che si dia tanto spazio alla propaganda dei cambiamenti climatici che provocherebbero disastri, e poco o niente ai disastri provocati dagli uomini, dai politici, dai piddini che rubano sui fondi per la manutenzione e la messa in sicurezza dei fiumi.
Non è normale che la famigli Benetton, protetta dal PD, osteggiata a parole dai grillini che alla fine se ne sono fatti comprare, esca dal criminale disastro del ponte Morandi impunita e ancora più ricca. Non è normale, è anormale, ma ormai normale.
Non è normale che i piddini si trovino in segreto negli hotel a 5 stelle per decidere come alimentare il traffico di uteri dopo quello di organi legato alla tratta dei migranti.
Non è normale spingere bambini di pochi anni o pochi mesi a fare i conti con una sessualità non ancora sbocciata, e per di più per obbligarli a confonderla, a cambiarla. Non è normale ritrovarci al punto in cui siamo per avere sottoscritto una transizione ecologica delinquenziale e demenziale, cui ha prestato la faccia una milionaria viziata, isterica e cattiva e con riconosciuti problemi psicosessuali. Non è normale un capo dello stato votato inesorabilmente a qualsiasi scelta sbagliata e perniciosa per il paese.
Non è normale che un “tecnico” inetto, che le ha sbagliate tutte, venga rimpianto come un Messia. Non è normale un papa cattolico che dica: l’occidente è il cancro del mondo, e arrivi ad auspicare scenari cubani, cambogiani.
Non è normale che la fata turchina sia diventata nera e lesbo, che Pinocchio sia un burattino gender, che un papà, sposato a un altro papà, “allatti” il neonato, che i bambini nascano dall’utero postal market, che le cosiddette minoranze, da quelle sessuali a quelle etniche, si esprimano con violenza inusitata verso tutti quelli che non si piegano alle loro pretese.
Non è normale che gente in campagna elettorale, da Conte e Di Maio, invitino la Meloni, una donna, a “non farsi vedere a Napoli” o Renzi a “venire in Sicilia con la scorta, che è meglio”. Non è normale vivere in una nazione che non esiste quasi più ma dove l’unica passione la scatenano due analfabeti, un ex calciatore e una ex velina di scarso talento, che si disputano ferocemente un patrimonio di 110 milioni di euro.
Non è normale una coppia di di influencer improntata al culto del denaro qui ed ora, senza radici, senza storia, due trentenni che fanno pagare acqua piovana a 8 euro la bottiglietta e un paio di ciabattine di plastica costruite da piccoli schiavi cinesi 100 euro, che predicano contro le disuguaglianze, lo sfruttamento, le povertà e, ovviamente, “il fascismo”. E lui faceva filastrocche sugli sbirri “infami e figli di cani.” E adesso, appena tornati da un aperitivo in elicottero su un ghiacciaio, all’insegna della sostenibilità ambientale, si facciano un selfie col capo dello stato e non è chiaro chi ha concesso l’onore e chi lo ha ricevuto anche se lei, poche ore dopo, manda un messaggio alla nazione per dire di non votare la destra stragista ma il democratico partito del presidente.
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