
Originariamente Scritto da
cireno
Seguo ormai da troppi anni aimè, le vicende della politica mondiale e davanti al fallimento del voto, come adesione intendo, posso affermare con sicurezza che questo è il traguardo che voleva il capitalismo da quando è finita la guerra.
Lasciamo perdere la guerra armata che il capitalismo ha portato al socialismo nel 1939 e veniamo al dopoguerra, cosa vediamo? La reazione borghese al cancro sovietico percepito come socialismo possibile non aveva raggiunto il risultato sperato: l’Urss era tra chi aveva vinto. Occorreva un’altra strategia quindi, per arrivare a cancellare quel cancro dalla pace capitalista. E da lì è cominciata la guerra fredda che ha costretto l’Urss, un Paese distrutto dalla guerra al 64% e che inoltre aveva perso 25 milioni di cittadini, a usare le proprie risorse per fabbricare armi. La tenzone con gli USA padre della guerra fredda era impari, che gli Usa non avevano perso che 400 mila soldati e non avevano avuto danni alla nazione. Come è finita questa fase lo sappiamo: l’Urss, per forza, ha dovuto alzare le braccia in segno di resa. Primo obiettivo raggiunto.
Ora il Capitalismo aveva un altro problema: in Europa, anzi NEL MONDO: c’erano troppi comunisti. Gli Yankee si sono dedicati con impegno feroce a eliminarli, anche fisicamente (un milione di comunisti uccisi in Indonesia, per non parlare delle guerre guerre in Corea, in Vietnam, in Somalia e quelle minori della CIA, insomma les americains hanno fatto proprio un bel lavoro, in quel senso). Ma c’era un altro problema: l’idea comunista fra le genti, e anche questa andava eliminata. E’ così cominciato il tambureggiamento mediatico: l’Urss ha fatto questo e quello, la gente stava male, venivano uccisi i sospettati, il comunismo merda e terrore, magari la gran parte delle notizie erano false e inventate ma tant’è, batti e ribatti alla fine, la caduta dell’Urss nel 1989 ha confermato, agli occhi del popolo che non va troppo per il sottile nel stilare giudizi, che il comunismo era un errore, era fango, cacca pupù. E osì i partiti comunisti europei si sono trasformati dapprima in socialdemocratici e poi, piano piano, in partiti di governo graditi al capitalismo.
Ecco, il capitalismo ha vinto la sua battaglia. Può fingere di aver difeso una democrazia che non c’è, nei fatti, e ci presenta, quando si va a votare, su e giù lo stesso partito. Per cui voti questo o voti quello alla fine la società sempre pervasa dai guasti del capitalismo ti troverai davanti.
Meravigliarsi quindi della scarsa affluenza alle urne vuol dire non capire perché questo pseudo-insulto alla democrazia si realizza. La signora di Palermo intervistata stamane da Agorà ha detto: io prendo 290euro di pensione al mese e anche votassi questo o quello la mia condizione non muterebbe, e allora cosa vado a votare a fare?
Parole sante: per fare qualcosa bisogna avere un motivo, una ragione. Votare a cosa serve, oggi?