



Questo è generalmente vero.
Se sei ricco sei una persona rispettabile anche perché solo perché sei ricco.
Tutto il resto non conta. La persona può essere anche stronza o cattiva, ma siccome è ricca, la stronzaggine e la cattiveria passano in secondo in piano.
Se non sei ricco non sei nessuno, vieni trattato come una ciofeca, anche se sei una persona buona e gentile.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Comunque, ho letto le storie di alcuni americani ricchi e famosi.
Loro lavoravano per diventare ricchi, lo facevano per 24 ore al giorno, perché anche il tempo libero doveva fruttare il denaro.
Erano obbligati dal denaro a produrre altro denaro.
Forse sono diventati dipendenti dal soldi, dall’accumulo.
Le dipendenze obbligano, si sa.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Mi sembra più la descrizione dell'Italia che dell'America. Che ha tanti, tantissimi diffetti, ma che riconosce una qualità che in Italia e' quasi inesistente: la meritocrazia.
Per il resto potete pensare tutto quello che volete di un Paese che avete visto solo in cartolina.




“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Anni fa hi letto la storia di un brillante avvocato che lavorava tantissimo e guadagnava tantissimo e per colpa di troppi impegni ha perso la sua famiglia.
Tra il lavoro, tribunale, golf, party, pranzi e cene con gente giusta non aveva più tempo per moglie e figli.
Qualunque cosa faceva gli fruttava denaro: nuove conoscenze -> nuovi incarichi -> nuovi guadagni.
La moglie l’ha lasciato, portando via i figli, dopo un po’ lui si “sveglio”, ha capito che senza di lei e senza bambini lui non vale niente, che sono loro la cosa più preziosa della sua vita e allora ha cambiato tutto.
Ha scelto la famiglia.
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Ci sono due modi di leggere questo link: 1.Crederci 2.Non crederci.
Nel caso ci credeste, visto che l'America e' lontana, fatevi un viaggetto in Svizzera (auto-treno o bus) e fate un confranto con l'italia. E ricordate che molti svizzeri considerano gli italiani dei fannulloni.
Dal link: "Ad esempio le abitudini di lavoro degli Svizzeri sono più simili a quelle degli Americani, mentre gli italiani non amano molto essere al lavoro, lavorando il 29% di meno rispetto alle ore lavorative in un anno dei loro omologhi svizzeri"
Ho ho, gli svizzeri lavorano 4 ore di piu' degli americani?
Nel caso non ci credeste, ricordo che sono state scritte, e continuano a scrivere, delle gran cazzate. Ecco la frase di un italiano illustre: "con l'euro e' come se vi pagassero un giorno in piu' lavorando un giorno in meno"
Chi si e' accorto di questo? Dunque continuate a pensare quello che volete, che il mondo va avanti lo stesso.




Vero che in italia si considera poco la meritocrazia ma quello che non mi piace è il fatto proprio di misurare proprio tutto col metro del denaro e lo ammettono anche loro quando ne parlo ad esempio coi miei "ragazzi" di Boston, dove ho un ufficio
Proprio lì, pochi anni fa (credo che qualcuno come Dario se lo ricordi perché ne parlammo in Piazzetta), presi una grossa paura visto che ebbi un collasso da stanchezza durante una riunione di lavoro. L'assistenza che ricevetti fu impeccabile e mi ripresi in fretta, naturalmente sono dotato di ogni tipo di garanzia che da quelle parti è necessaria per stare tranquilli. Da allora mia moglie controlla che non esageri in nulla.
Tu hai assimilato un po' troppo quella mentalità, il lavoro è necessario e piacevole specialmente quando ti capita di fare cose che ti piacciono. Nel mio caso lavoro e viaggi sono praticamente una cosa unica, mi occupo di cose legate alle mie passioni (IT e aviazione) e altre legate alle tradizioni di famiglia e mi diverto moltissimo quindi andrò avanti per parecchi anni ancora ma non tutti sono così fortunati.
Sicuramente anche tu hai fatto qualcosa che ti piaceva e ti dava soddisfazioni ma bisogna anche mettersi nei panni di chi come noi non ha potuto farlo. Ecco, questa è la cosa più difficile da fare: cercare di comprendere le situazioni altrui che non sempre sono dovute a scarsa voglia o menefreghismo ma i fattori sono diversi.
Ma quanti figli del Perozzi in giro...
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