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Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA PRIVATA, SOLO DI STATO
Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
“Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
"Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


Sai quella cosa che si chiama chimica, sai quelle cose che si chiamano molecole , sai che aggregate le molecole formano quelle cose che si chiamano sapone?
Ora il sapone 'lava' grazie al fatto che le molecole del sapone si agganciano alle molecole di 'sporco' e diluendosi le trascinano via dagli oggetti.
Ora nel sapone sporco le molecole di sporco sono attaccate alle molecole aggregate del sapone.
Mettendo sotto l'acqua il sapone possono avvenire due cose o vengono diluite (staccate dal resto) le molecole del sapone che sono già direttamente attaccate allo sporco e va via (più difficile visto che lo sporco impedisce all'acqua di penetrare) oppure dalla parte pulita si staccano le molecole del sapone e tramite lo sfregamento si attaccano alle molecole di sporco e lo portano via.
Quindi il sapone lava se stesso come lava gli altri oggetti.
La sostanza e la forma non servono una bella 'minchia' per spiegare fenomeni chimico/fisico.
Io stimo più il trovar un vero, benché di cosa leggiera, che 'l disputar lungamente delle massime questioni senza conseguir verità nissuna


@Darwin @emv
Ammetto che anch'io dopo anni faccio ancora casino fra le varie accezioni dei termini aristotelico-tomistici, però sebbene a volte sostanza sia sinonimo di materia, il più delle volte la sostanza è il sinolo materia-forma.
Quindi siccome ho notato che lo fai spesso, perché usi la coppia sostanza-forma per queste simpatiche battute?
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Le coppie aristoteliche che possiamo chiamare anche FRANCESCO e GIUSEPPE servono a giustificare il movimento delle cose heri, hodie et semper, in secula seculorum, amen.
Delle due, FRANCESCO è la più semplice da contemplare, possiamo chiamarla essenza, perché è ciò che appare di più caratteristico ai nostri occhi di una cosa, di un ente.
Invece riguardo a GIUSEPPE, la questione si complica, possiamo chiamarla esistenza, atto d'esistere, ma volendo anche proprio essere e basta, ma dato che l'essere in ultima analisi è Dio (ipsum esse subsistens, atto puro), allora per certi versi possiamo dire che è proprio Dio nell'ente.
Quindi lo stesso ente subisce delle trasformazioni nella sua essenza più intellegibile solo grazie al fatto che Dio lo sostiene passo, passo, altrimenti cadrebbe completamente nel nulla oppure dovrebbe essere eterno, senza scampo.
Quindi arriviamo alle solite tre opzioni: l'ente è nulla, l'ente è eterno, l'ente si trasforma perché Dio onnipotente gli da la manina per fare tutte le sue cosine, comprese quelle chimiche.
Ho detto, buon giorno!
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