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Discussione: L'avvenire degli Stati

  1. #1
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    Predefinito L'avvenire degli Stati

    Incollo un commento, che un forumista ha postato in un altro thread, per avviare una discussione sul tema proposto in questo thread.

    "Gli Stati si stanno lentamente disgregando, come una montagna di roccia fragile che vi sta franando sotto i piedi e questi sentimenti di patriottismo sfrenato sono un contraccolpo che parte dalla non accettazione della realtà.

    Ci sono forze economiche che controllano ormai la politica di molte nazioni e i governi non sono più assolutamente indipendenti e impossibilitati ad applicare anche solo una delle velleità patriottiche.

    Allo stesso modo le persone sono sempre più propense a non attaccarsi ad un concetto di patria e muoversi dove possono ottenere le migliori condizioni di vita e benessere lavorativo. Inoltre stanno nascendo tipologie lavorative dove la stanzialità in un territorio definibile come "patria" sta diventando opzionale".
    _________________

    Questa analisi è realistica, ma non per questo raccomandabile. Gli Stati –non le nazioni, attenzione- continuano ad essere -adesso, in un futuro non prossimo non si può sapere- non soltanto utili ma necessari, perché sono l’unico strumento che possa consentire ai ceti meno abbienti, che sono la maggioranza, di non dover fare la fine dei migranti africani, i cui paesi di appartenenza non sono veri Stati (e neppure tribù allargate) ma ristrette conventicole di persone che hanno conquistato il potere con la forza –e magari con l’aiuto di quale paese colonialista occidentale- per gestirlo egoisticamente a favore della ristretta conventicola. E’ vero che la finanza globalista attualmente egemone mira a trasformare gli Stati tradizionali, di origine europea/occidentale, in tribù africane dove i cittadini, a parte le élites, non contano una mazza; ma proprio per questo è un disegno che va strenuamente combattuto, non da patrioti (è finito quel tempo, che aveva altro genere di problemi, che erano di convivenza fra Stati), ma da “cittadini”, che sono la base e la linfa vitale degli Stati moderni, che meritano di sopravvivere proprio per lo svolgimento di quella necessaria funzione di tutela di tutti i loro cittadini, senza distinzione. Senza gli Stati (democratici) le persone sono numeri, schiavi, se non zavorra, spazzatura.

  2. #2
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    Predefinito Re: L'avvenire degli Stati

    Secondo una teoria nel futuro ci saranno le città Stato tipo Londra sarà uno Stato a se, come Milano per via della forte economia. Tutti gli altri territori rimarranno alla fame e all'abbandono tipo il Sud Italia.

  3. #3
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    Predefinito Re: L'avvenire degli Stati

    Citazione Originariamente Scritto da Estack Visualizza Messaggio
    Secondo una teoria nel futuro ci saranno le città Stato tipo Londra sarà uno Stato a se, come Milano per via della forte economia. Tutti gli altri territori rimarranno alla fame e all'abbandono tipo il Sud Italia.
    Ma è una teoria o la comunicazione di una speranza dei globalisti e dei 'filantropi' come Soros?

  4. #4
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    Predefinito Re: L'avvenire degli Stati

    Citazione Originariamente Scritto da Salvo Visualizza Messaggio
    Incollo un commento, che un forumista ha postato in un altro thread, per avviare una discussione sul tema proposto in questo thread.

    "Gli Stati si stanno lentamente disgregando, come una montagna di roccia fragile che vi sta franando sotto i piedi e questi sentimenti di patriottismo sfrenato sono un contraccolpo che parte dalla non accettazione della realtà.

    Ci sono forze economiche che controllano ormai la politica di molte nazioni e i governi non sono più assolutamente indipendenti e impossibilitati ad applicare anche solo una delle velleità patriottiche.

    Allo stesso modo le persone sono sempre più propense a non attaccarsi ad un concetto di patria e muoversi dove possono ottenere le migliori condizioni di vita e benessere lavorativo. Inoltre stanno nascendo tipologie lavorative dove la stanzialità in un territorio definibile come "patria" sta diventando opzionale".
    _________________

    Questa analisi è realistica, ma non per questo raccomandabile. Gli Stati –non le nazioni, attenzione- continuano ad essere -adesso, in un futuro non prossimo non si può sapere- non soltanto utili ma necessari, perché sono l’unico strumento che possa consentire ai ceti meno abbienti, che sono la maggioranza, di non dover fare la fine dei migranti africani, i cui paesi di appartenenza non sono veri Stati (e neppure tribù allargate) ma ristrette conventicole di persone che hanno conquistato il potere con la forza –e magari con l’aiuto di quale paese colonialista occidentale- per gestirlo egoisticamente a favore della ristretta conventicola. E’ vero che la finanza globalista attualmente egemone mira a trasformare gli Stati tradizionali, di origine europea/occidentale, in tribù africane dove i cittadini, a parte le élites, non contano una mazza; ma proprio per questo è un disegno che va strenuamente combattuto, non da patrioti (è finito quel tempo, che aveva altro genere di problemi, che erano di convivenza fra Stati), ma da “cittadini”, che sono la base e la linfa vitale degli Stati moderni, che meritano di sopravvivere proprio per lo svolgimento di quella necessaria funzione di tutela di tutti i loro cittadini, senza distinzione. Senza gli Stati (democratici) le persone sono numeri, schiavi, se non zavorra, spazzatura.

    Veramente lì ci sono solo delle vuote affermazioni. Un tizio afferma, senza fornire alcuna prova, che gli Stati si stanno disgregando.
    Facile così. Possiamo affermare la qualunque. E anche la tua narrazione è fatta di vuote affermazioni.
    dove sono le prove di queste conquiste di potere con la forza? Nel tuo mondo parallelo se ti riferisci alle democrazie. Basti vedere il recente fallimento di Trump.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  5. #5
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    Predefinito Re: L'avvenire degli Stati

    Citazione Originariamente Scritto da Estack Visualizza Messaggio
    Secondo una teoria nel futuro ci saranno le città Stato tipo Londra sarà uno Stato a se, come Milano per via della forte economia. Tutti gli altri territori rimarranno alla fame e all'abbandono tipo il Sud Italia.
    Nei film e racconti di fantascienza c'è di tutto e non sono teorie.

    Citazione Originariamente Scritto da Salvo Visualizza Messaggio
    Ma è una teoria o la comunicazione di una speranza dei globalisti e dei 'filantropi' come Soros?
    Ancora dobbiamo capire le tue di teorie e su cosa siano basate.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  6. #6
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    Predefinito Re: L'avvenire degli Stati

    Citazione Originariamente Scritto da Salvo Visualizza Messaggio
    Incollo un commento, che un forumista ha postato in un altro thread, per avviare una discussione sul tema proposto in questo thread.

    "Gli Stati si stanno lentamente disgregando, come una montagna di roccia fragile che vi sta franando sotto i piedi e questi sentimenti di patriottismo sfrenato sono un contraccolpo che parte dalla non accettazione della realtà.

    Ci sono forze economiche che controllano ormai la politica di molte nazioni e i governi non sono più assolutamente indipendenti e impossibilitati ad applicare anche solo una delle velleità patriottiche.

    Allo stesso modo le persone sono sempre più propense a non attaccarsi ad un concetto di patria e muoversi dove possono ottenere le migliori condizioni di vita e benessere lavorativo. Inoltre stanno nascendo tipologie lavorative dove la stanzialità in un territorio definibile come "patria" sta diventando opzionale".
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    Questa analisi è realistica, ma non per questo raccomandabile. Gli Stati –non le nazioni, attenzione- continuano ad essere -adesso, in un futuro non prossimo non si può sapere- non soltanto utili ma necessari, perché sono l’unico strumento che possa consentire ai ceti meno abbienti, che sono la maggioranza, di non dover fare la fine dei migranti africani, i cui paesi di appartenenza non sono veri Stati (e neppure tribù allargate) ma ristrette conventicole di persone che hanno conquistato il potere con la forza –e magari con l’aiuto di quale paese colonialista occidentale- per gestirlo egoisticamente a favore della ristretta conventicola. E’ vero che la finanza globalista attualmente egemone mira a trasformare gli Stati tradizionali, di origine europea/occidentale, in tribù africane dove i cittadini, a parte le élites, non contano una mazza; ma proprio per questo è un disegno che va strenuamente combattuto, non da patrioti (è finito quel tempo, che aveva altro genere di problemi, che erano di convivenza fra Stati), ma da “cittadini”, che sono la base e la linfa vitale degli Stati moderni, che meritano di sopravvivere proprio per lo svolgimento di quella necessaria funzione di tutela di tutti i loro cittadini, senza distinzione. Senza gli Stati (democratici) le persone sono numeri, schiavi, se non zavorra, spazzatura.
    @Salvo.

    Visto che sono l'autore del post che hai riportato ti riporto quanto scritto da me ormai quasi due anni fa sul tema.

    Gli Stati Nazionali non sono più in grado di rispondere alle esigenze dell'umanità.

    Stiamo vivendo in un periodo particolare, una sorta di interregno dove il sistema politico attuale non è più in grado di rispondere alle esigenze del genere umano, però non è ancora matura un'alternativa efficace a garantire la sicurezza e il rispetto dei diritti dell'uomo su scala globale.

    L'inadeguatezza degli Stati Nazionali nel nuovo millennio emerge chiara dall'aumento dei divari sociali al loro interno e le classi politiche non si sono mai avvicinate al popolo ma sono rimaste una casta esclusiva, in un mondo che necessita sempre più di sistemi più inclusivi per la tutela delle persone e dell'ambiente.

    Come scrivevo, non è ancora pronta una valida alternativa ma le persone stanno organizzando nuovi schemi che agiscono al di fuori della sfera di controllo degli stati. Le organizzazioni non governative sono una forma embrionale ed imperfetta, di ciò che potrebbe diventare un nuovo modo di gestire il territorio in un mondo dove si deve far fronte a cambiamenti rapidi e spostamenti di milioni di persone tra i continenti, rendendo obsoleto il concetto di Stato in cui i cittadini appartengano ad un unico tipo etnico e culturale.

    Un cambiamento che porterà alla disgregazione degli stati nazionali si sta rendendo necessario perché è impensabile far fronte a esigenze su scala globale da parte di istituzioni che ricevono mandato dai cittadini, con lo scopo di risolvere esclusivamente questioni di carattere locale.
    Anche l'UE non è adeguata visto che i politici vengono eletti promettendo di fare gli interessi di una sola nazione e non per lavorate in modo corale per il bene di tutti i cittadini del Continente.

    Questo cambiamento causerà tensioni sociali da parte di chi lo rifiuta perché ha bisogno di un recinto, più piccolo possibile, per affermare la propria identità. Per molti lo Stato significa proprio questo ma in realtà è un sottile inganno, perché l'identità culturale dei cittadini resta inalterata con l'abbattimento dei confini, già labili e non più in grado di fermare la circolazione delle persone ma soprattutto delle idee. Uno Stato non è più da decenni una realtà chiusa ed impermeabile ai cambiamenti e credere di poter preservare una cultura solo chiudendo i confini è un'utopica illusione. Il ritorno di forme esasperate di sovranismo è un segnale di questa paura del cambiamento in atto.

    Preservare una cultura è possibile a prescindere dall'esistenza di un recinto e l'identità parte dalla volontà di un individuo di mantenerla; nessuna istituzione potrà forzare o sopprimere questo processo.

    L'evoluzione naturale del genere umano è verso un socialismo inclusivo che diventerà il pilastro del nuovo umanesimo.
    Qui trovi il link alla discussione

    Interessanti sono anche alcuni commenti.

    Il thread in questione ha anche un seguito che trovi QUI dove analizzo un altro aspetto della questione.

    Buona lettura.

  7. #7
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    Predefinito Re: L'avvenire degli Stati

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    E anche la tua narrazione è fatta di vuote affermazioni.
    E’ vero che la finanza globalista attualmente egemone mira a trasformare gli Stati tradizionali, di origine europea/occidentale, in tribù africane dove i cittadini, a parte le élites, non contano una mazza;
    Questa sarebbe un'affermazione vuota? Per me è pienissima, perché già adesso non conto una mazza, evidentemente tu fai parte delle élite da brava Maria Antonietta.
    Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.

    Utenti non taggabili: the fool, pippo palla e pertica, Querion, Scipione

  8. #8
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    Predefinito Re: L'avvenire degli Stati

    Citazione Originariamente Scritto da Spike Spiegel Visualizza Messaggio
    @Salvo.

    Visto che sono l'autore del post che hai riportato ti riporto quanto scritto da me ormai quasi due anni fa sul tema.



    Qui trovi il link alla discussione

    Interessanti sono anche alcuni commenti.

    Il thread in questione ha anche un seguito che trovi QUI dove analizzo un altro aspetto della questione.

    Buona lettura.
    Soltanto qualche precisazione. 1. Gli Stati nazionali non hanno esclusivo carattere identitario, che a me peraltro non interessa ed ho cercato di evidenziarlo distinguendo gli Stati dalle nazioni, tanto care alla destra estrema, quella sì esclusivamente identitaria. Gli Stati nazionali sono come grandi famiglie, che sono le società di base, insopprimibili a mio avviso, e cioè quelle che si curano dei membri di quelle aggregazioni umane e che storicamente tutelano meglio i loro appartenenti, in cooperazione con le altre società e senza competizioni. 2. Le difficoltà degli Stati, che tu hai evidenziato e che sono vere, dipendono proprio dalla 'terapia' (di superamento) che tu suggerisci e che purtroppo è già in esecuzione, attraverso la globalizzazione, che non tende a superare le diversità, ma piuttosto, in modo a dir poco infame, ad appiattire tutti i popoli e tutte le genti nella condizione schiavistica di sottoproletariato (devo fare uso di un termine marxiano perché non ne conosco altri), dato che la finalità della finanza sovranazionale che guida questo processo globalista, è elitaria, a favore dei cosiddetti 'migliori', cioè dei più fortunati e dei più spregiudicati; esattamente l'opposto della democrazia e del socialismo, che ritengo tuttora le uniche garanzie di autentico progresso della civiltà e di tutela della eguaglianza, formale e sostanziale, di tutti i cittadini di tutti gli Stati.

  9. #9
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    Predefinito Re: L'avvenire degli Stati

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Veramente lì ci sono solo delle vuote affermazioni. Un tizio afferma, senza fornire alcuna prova, che gli Stati si stanno disgregando.
    Facile così. Possiamo affermare la qualunque. E anche la tua narrazione è fatta di vuote affermazioni.
    dove sono le prove di queste conquiste di potere con la forza? Nel tuo mondo parallelo se ti riferisci alle democrazie. Basti vedere il recente fallimento di Trump.
    @THE MATRIX
    Il "tizio" sono io e ho aggiunto alla discussione dei complementi che spiegano il senso del post da cui è nata questa discussione.

  10. #10
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    Predefinito Re: L'avvenire degli Stati

    Citazione Originariamente Scritto da Salvo Visualizza Messaggio
    Ma è una teoria o la comunicazione di una speranza dei globalisti e dei 'filantropi' come Soros?
    Una teoria di uno che parlò su Byoblu.

 

 
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