il regista Luca Baracchini pensa bene di mandare in scena la rivisitazione arcobaleno di un capolavoro immortale di Giuseppe Verdi: La Traviata, qui riproposta in salsa trans con elementi fetish e sadomaso — perché senza frustini e borchie a quanto pare non si va più da nessuna parte.
La Traviata è trans e fetish, ma il pubblico non gradisce
L’opera così proposta è andata in scena al teatro Ponchielli di Cremona e poi al Sociale di Como ma, a quanto riportano le cronache locali, il pubblico sembra non avere gradito particolarmente. Fischi, buuu, urla di disapprovazione: gli spettatori paganti hanno reagito all’abuso artistico con veemenza. E’ vero, «loro» ci provano di continuo a proporre in tutte le salse la realtà aumentata dell’autopercezione, ma a quanto pare questi esperimenti non riescono — ancora — ad attecchire.
E’ colpa dello spettatore bigotto
Del resto il Baracchini ha già messo le mani avanti nell’introduzione del suo lavoro: se non arrivi a comprendere la genialità della mia rivisitazione, caro spettatore, è colpa del tuo bigottismo
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