Ottobre 2010: il lodo Alfano viene ritirato. Le opposizioni esultano,mentre Berlusconi e Ghedini cercano a tempo di record di trovare qualcosa con cui sostituirlo.
Novembre 2010: a Perugia viene definitivamente fondato FLI.
Dicembre 2010: la Corte Costituzionale dichiara il legittimo impedimento anti-costituzionale. Il processo Mills riprende,mentre inizia il nuovo processo contro Berlusoni Silvio e Piersilvio sull'evasione fiscale.
Il PD ed IdV chiedono le dimissioni del Presidente del Consiglio,richiesta a cui si associano sorprendentemente anche UdC,ApI,MpA e soprattutto FLI,che vuole riaproppiarsi del vessilo della legalità dopo che nell'ottobre aveva votato a favore del Lodo in Commissione Affari Costituzionali. Berlusconi,colto in contropiede,cerca di resistere,ma si trova in difficoltà a causa di membri del suo partito che sono ormai in libera uscita (Pisanu,Martino,gli ex-AN). Di fatto Berlusconi è difeso solo dalla Lega,dai Team della Libertà della Brambilla e (molto svogliatamente) da Liberamente.
Il 13 dicembre Berlusconi si dimette da Presidente del Consiglio. Napolitano da il via al mercato delle vacche,garbatamente chiamato "consultazioni" dai mezzi d'informazione.
Gennaio 2011: le consultazioni vanno avanti,si fanno i nomi di Tremonti e di Draghi come presidenti,mentre Pisanu e Martino escono dal PdL,dove Berlusconi comanda sempre meno.
I mercati non hanno preso bene la caduta del Governo,i danni vengono limitati solo dalle ferie natalizie che un po' tengono chiuse le borse e un po' fanno aumentare il commercio.
Il 7 gennaio Giulio Tremonti è nominato Presidente del Consiglio (Benny,il vignettista di Libero,lo disegnerà in una storica vignetta come una Befana che si porta nel sacco Berlusconi,il titolo ovviamente è "Tremonti epifania-il bipolarismo si porta via").
Tremonti,molto stimato in ambito europeo,forma dunque un governo tecnico-politico. I nomi di alcuni ministri:
Ministro degli Interni: Antonio Manganelli,ex-capo della Polizia
Ministro degli Affari Esteri: Sergio Romano,ex-ambasciatore
Ministro dell'Economia: Tremonti ad interim
Ministro della Giustizia: Michele Vietti,ex-vicepresidente delle Corte Costituzionale ed ex- UdC (ne è uscito proprio per entrare nel Governo tecnico)
Ministro della Difesa: Gianfranco Paglia,ex-maggiore dell'Esercito ed ex-FLI (anche lui dimessosi per entrare nel Governo
Ministro dello Sviluppo Economico: Emma Marcegaglia,ex-presidente di Confindustria
Ministro del Lavoro: Pietro Ichino,giuslavorista ed ex-PD (vd. Vietti e Paglia)
Ministro della Salute: Umberto Veronesi,ex-senatore del PD (si era però già dimesso da molto)
Ministro dei Beni Culturali: Alberto Angela,divulgatore,figlio del noto Piero
Il Governo ottiene la fiducia di entrambi i rami del Parlamento col voto favorevole di PD,ApI,UdC,MpA e FLI (che conta ora su 46 deputati e 17 senatori). L'IdV,che non è riuscita ad imporre la sua visione di un governo trimestrale,si astiene alla Camera ma vota a favore al Senato (dove astensione significa voto contrario) per evitare un ritorno di Berlusconi.
Anni 2011-2012: il Governo Tremonti diventa abbastanza popolare,grazie alla presenza di figure note (Veronesi,Angela) e alle politiche perseguite.
Nella finanziaria del 2011 vegnono presi provvedimenti di enorme portata per ridurre la spesa pubblica e,a sorpresa,anche il debito. Viene alzata la tassazione sulle transizioni finanziare (come vuole FLI),si attuano tagli alla politica (tra cui l'abolizione delle auto blu),si comincia a vendere una parte del patrimonio immobiliare all'estero (stimato in 400 milioni),si decide la privatizzazione di RAI2 e RAI3,vengono abolite le province (in modo soft,resteranno vive sino allo scadere del mandato delle cariche locali).
Il sistema fiscale è riformato e semplificato. La lotta all'evasione diventa senza quartiere (può sembrare paradossale,ma Tremonti diventa in breve l'eroe di questa lotta),tanto che viene creato (per lo più per motivi di propaganda) un sottosegretario alla lotta all'evasione fiscale,subito affidato al gen. Speciale.
Viene varata una nuova legge elettorale piuttosto complicata: proporzionale con sbarramento al 5% nazionale per tutti,sistema di preferenze uninominale (vd. il sistema tedesco),premio di maggioranza del 55% nazionale sia alla Camera che al Senato per la coalizione che ha avuto già di per sè la maggioranza dei seggi,sistema di assegnazione dei seggi D'Hondt,circoscrizioni medio-piccole. Obbligo di indicare il candidato presidente del Consiglio,di fare primarie per stabilire i candidati e obbligo di coalizione (l'asse D'Alema-Casini è sconfitto dall'asse Fini-Veltroni)
Tremonti si dimostra politicamente abilissimo,e riesce a far avvicinare al Governo l'IdV e soprattutto la Lega Nord (nonostante l'abolizione delle province),che ottiene l'approvazione completa dei decreti attuativi del federalismo con modifiche minime.
Dipendente dai voti del PD e dell'IdV,Tremonti è costretto a prendere provvedimenti precisi: Minzolini è cacciato dal TG1 e viene approvata una legge sul conflitto d'interessi. Berlusconi,costretto a scegliere,sceglie Fininvest,indicando nella Brambilla il suo successore,scontentando molto Frattini e la Russa (capi di Liberamente e di Nuova Destra,le correnti più forti del PDL).
Comprendendo bene le possibilità di attirare verso il Governo parecchi pidiellini,Tremonti riesce a far accettare al PD e all'IdV una riforma della Costituzione che stabilisca definitivamente la libertà d'impresa nei termini voluti dal PdL.
L'ex-partito unico dei moderati si spacca al momento del voto: mentre i deputati che si rifanno a Liberamente e a Nuova Destra si astengono,i deputati fedeli alla Brambilla,a Bondi e a Cicchitto (rinconducibili a Berlusconi) votano contro. E' la fine del PDL,le reti Mediaset tuonano contro i traditori,che decidono di uscire dal partito. Nuova Destra è la prima ad uscire,seguita poi da Liberamente,che insieme vanno a fondare la Unione per le Libertà (UpL),che si astiene ad ogni votazione.
2013: la situazione è messa così: PD e IdV sono sempre alleati,è ancora in vigore il patto Bersani-Vendola (anche se SeL è molto critica verso il Governo). L'UdC,l'ApI ed il MpA non esistono più,fusi nel Partito della Nazione. A destra FLI e UpL si abboccano. La Lega decide di volta in volta come votare,ma ha da tempo smesso di criticare furiosamente il Governo. Il PdL si autoproclama unica vera opposizione.
L'avvicinarsi delle elezioni manda in fibrillazione il Governo. Tremonti lo capisce,ed evita di prendere decisioni che dividerebbero la maggioranza. Si rinuncia anche ad una riforma condivisa della seconda parte della Costituzione,rimandata sine die.
Nasce il Nuovo Ulivo,con dentro PD,SeL,Radicali e PSI mentre ne è esclusa l'IdV,che è estremamente critica col Governo che pure continua a sostenere in un modo o in un altro. Le primarie di coalizione vedono vittorioso Bersani contro Vendola.
Le elezioni vengono indette per il 13 e 14 marzo.
Si presentano le seguenti liste:
IL NUOVO ULIVO - BERSANI PRESIDENTE:
SINISTRA,ECOLOGIA E LIBERTA':
Guidata da Nichi Vendola,uguale a quella attuale e membro del Nuovo Ulivo,la coalizione di centrosinistra. Vendola,come detto,ha perso le primarie con un onorevole 46% dei voti,ma sostiene lealmente Bersani.
PARTITO DEMOCRATICO
Il segretario è sempre Bersani,capo della coalizione e candidato presidente. Ha perso parecchi deputati centristi a favore del Partito della Nazione,ma ha nel compenso retto bene durante la fine della legislatura.
Ormai saldamente membro di una coalizione,le vecchie correnti si sono liquefatte per dare luogo a correnti nuove: Bersani e D'Alema guidano la corrente sinistrorsa del partito (nonostante l'odio di Max per Vendola),Veltroni e Marino guidano quella centrista (nel senso che sta al centro del PD) e sono molto vicini al PSI ed ai Radicali,mentre Letta guida la corrente di destra,incline ad accordi col PdN.
Candidano membri sia del PSI che dei Radicali.
ALLEANZA DI CENTRODESTRA (SENZA UN NOME PRECISO) - PER CASINI PRESIDENTE
PARTITO DELLA NAZIONE
Attualmente è solo una federazione di partiti (scusa per non dover inserire un simbolo che non esiste),ma è in procinto di diventare partito. Casini è portavoce della federazione e candidato presidente del Consiglio.
Partito centrista,laico ma non troppo,europeista,include anche i Liberaldemocratici,La Malfa e gruppiccioli sparsi.
FUTURO E LIBERTA' PER L'ITALIA
Guidato da Gianfranco Fini,è un partito vero e prorio,di centrodestra,liberalconservatore,laico,europeista ed atlantico. Il simbolo è quello di Generazione Italia,ma con la scritta "Futuro e Libertà". Fini si è già garantito in caso di vittoria il ruolo di vice-presidente del Consiglio e di Ministro degli Affari Esteri se FLI avrà più voti della Unione per la Libertà.
UNIONE per la LIBERTA'
Anch'essa è più una federazione che non un partito. E' nata infatti dall'incontro fra Liberamente e Nuova Destra,ossia gli ex-AN.
Il portavoce e capo è Frattini,il suo vice è La Russa. Frattini ha già ottenuto da Casini il posto di vicepresidente del Consiglio insieme a Fini,e di ministro degli Esteri se UpL avrà più voti di Fini.
UpL si è distaccata dai berlusconiani tentando di togliersi da dosso l'immagine di lacchè di Berlusconi. Pare persino che La Russa si sia riappacificato con Fini. Atlantista e moderatamente europeista,liberista. Tremonti è membro del partito. Fa parte della alleanza di centrodestra (l'Asse Casini-Fini-Frattini).
COALIZIONE DI DESTRA (ANCHE QUESTA SENZA NOME STABILITO) - PER LA BRAMBILLA PRESIDENTE
IL POPOLO DELLA LIBERTA'
Guidato da una combattivissima Brambilla,si autodefinisce il Tea Party italiano. Populista,molto molto tiepido verso l'Europa,anti-tasse e anti-legge sul conflitto d'interessi.
LA DESTRA
Uguale a quella attuale,guidata da Storace. La Santanchè,membro del PdL,è molto vicina ed è candidata alla vice-presidenza (la coalizione di destra è fiera di avere due candidati donne).
PARTITI SENZA COALIZIONE
LEGA NORD
Uguale a quella attuale,candida Maroni come Presidente del Consiglio. Bossi,pur essendo tuttora capo della Lega,vuole stare in disparte (del resto crede poco in una vittoria). La Lega ha portato a casa il federalismo fiscale,ma si è macchiata di "collaborazionismo" col Governo.
LISTA COMUNISTA
Uguale a quella attuale. Candidano Diliberto.
MOVIMENTO CINQUE STELLE-ITALIA DEI VALORI
Lista comune per i legalitari. Di Pietro ha sostenuto il Governo (seppur mugugnando) e ha paura di andare al voto da solo. E' comunque candidato presidente del Consiglio. Grillo e Travaglio sono candidati all'interno della lista.









),ma è in procinto di diventare partito. Casini è portavoce della federazione e candidato presidente del Consiglio.








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