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  1. #1
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    Predefinito il Manicheismo, il male di cui soffre la sinistra

    s. m. [der. di manicheo]. – 1. Religione fondata nell’antica Persia da Mani, noto in Occidente anche come Manicheo, nel 3° sec. d. C.: muovendo probabilmente da un’esperienza etica vissuta come continua tensione tra bene e male, questa religione concepisce tutta la realtà come lotta perenne tra due principî opposti, il bene e il male, lo spirito e la materia, la luce e le tenebre, Dio e il suo antagonista.

    2. estens. Tendenza a contrapporre in modo rigido e dogmatico principî, atteggiamenti o posizioni ritenuti inconciliabili, come fossero opposte espressioni di bene e male, di vero e falso.

  2. #2
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    Predefinito Re: il Manicheismo, il male di cui soffre la sinistra

    Al massimo questo è il male di cui soffre la società duale occidentale.

    Leggendo il titolo pensavo di trovare anche un'argomentazione che dimostrasse l'asserzione, invece c'è un'ipotesi non argomentata con solo una definizione generica a supporto...
    L'ultimo thread nella sezione Diritti, Parità...

    https://forum.termometropolitico.it/...egiudizio.html

  3. #3
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    Predefinito Re: il Manicheismo, il male di cui soffre la sinistra

    Ma non era il Comunismo?
    Unita nella diversità - In verscheidenheid verenigd - United in diversity - Unis dans la diversité - Unida en la diversidad

  4. #4
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    Predefinito Re: il Manicheismo, il male di cui soffre la sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Spike Spiegel Visualizza Messaggio
    Al massimo questo è il male di cui soffre la società duale occidentale.

    Leggendo il titolo pensavo di trovare anche un'argomentazione che dimostrasse l'asserzione, invece c'è un'ipotesi non argomentata con solo una definizione generica a supporto...
    se vuoi ti posto qualcosa, ne parlai anni fa, dirai che è roba vecchia, ma nella Schlein trovo che ci sia un ritorno prepotente a questa dottrina

    Il progressismo manicheo dell’odierna sinistra italiana

    Per l’odierna sinistra, traditrice dei suoi vecchi valori e portatrice acritica di progressismo esacerbato, sono passati poco più di 50 anni dal ’68, quando lo slogan dei manifestanti era il noto «Vietato vietare». All’epoca, una minoranza molto rumorosa era in rivolta contro «il sistema».

    Da contro il sistema a dentro il sistema
    Ora quelle idee sono maggioranza, «il sistema» ed i suoi rappresentati multimilionari hanno idee progressiste. Nonostante tutto, la sinistra continua ad auto-incensarsi, proclamandosi come alternativa alla deriva fascista (parola in neolingua per etichettare chi non aderisce a liberalismo e progressismo).

    Ma non solo: anche alla onnipresente deriva razzista (parola in neolingua per definire chi vuole regolare i flussi migratori), alla deriva omofoba (parola in neolingua per qualificare chi esprime perplessità sulle teorie di genere). Tutte queste presunte derive non sono altro che la reazione naturale di un popolo che è stanco di essere vessato da un sistema sempre più distante dalla realtà.

    Nel progressismo, l’odierna sinistra pratica censura
    I progressisti, non riuscendo a far presa come vorrebbero, stanno alzando il tiro: dalla denigrazione sono passati alla censura. Questo si origina da una visione manichea della società: da una parte ci sono i progressisti, i «buoni» mentre dall’altra parte della barricata ci sono i «cattivi», ovverosia coloro che vengono etichettati come fascisti, razzisti, omofobi e chi più ne ha più ne metta.

    Forti di questa convinzione, incapaci di interloquire sul piano dialettico, si sentono autorizzati a censurare i «cattivi», sono convinti di rendere un servizio all’umanità. Il tutto, senza accorgersi delle contraddizioni in cui ricadono, usando strumenti repressivi e autoritari che loro stessi criticano ad ideologie passate. Se il fine è il «bene», tutti i mezzi sono giustificati.

    Con queste premesse è pressoché impossibile intavolare ogni tipo di dibattito: senza idee progressiste si è ridotti ad un potenziale Hitler, ed in quanto tale meritevole di essere diffamato, censurato, estromesso dall’insegnamento (si veda il caso Gervasoni). Guai a chi faccia notare il parallelismo con il giuramento di fedeltà al regime per i professori universitari del 1931.

    Le parole di Piero Calamandrei
    Si travalicano, in tal senso, i limiti della politica: il progressismo dell’odierna sinistra diventa una religione politica monoteista, incapace di tollerare chi la mette in discussione. Così, in nome della libertà e della democrazia, si censurano coloro non hanno idee progressiste. Nel caso italiano, costoro cercano anche di evitare di andare al voto, perché sanno che ne uscirebbero sconfitti. Che idea di democrazia è questa? Per usare le parole di Giorgio Gaber, trattasi de “Il potere dei più buoni“. Loro possono perché sono assolutamente convinti di stare dalla parte giusta della storia.


    A tal proposito – con i dovuti distinguo -, calzano bene le parole di Piero Calamandrei, antifascista e Padre Costituente, che in più di un’occasione fece dei parallelismi tra Partito Nazionale Fascista e Democrazia Cristiana. Ad esempio, in un articolo pubblicato su “Il Ponte”, nel giugno del 1950, scrisse:

    «Quando la fede si trasforma in partito e la lotta politica diventa guerra di religione, il partito confessionale è portato anche senza volerlo, anche senza accorgersene, a comportarsi come un partito totalitario. Finché sarà minoranza, difenderà la libertà, perché cercherà di servirsene per diventare maggioranza. Ma, una volta diventato maggioranza, sentirà il dovere di negar la libertà degli altri, perché il credente ha il dovere di obbedire ciecamente all’unica verità che può salvarlo, e di combattere per sbarrare la strada alla eresia che vuol dire perdizione. “Credere, obbedire, combattere“» [1].

    Sinistra e progressismo: il connubio di oggi
    Credere, obbedire, combattere. È sicuramente questo slogan fascista il più adatto per la sinistra odierna: credere ed obbedire ai dogmi del progressismo senza obiettare, combattere senza tregua i non allineati al pensiero unico. Per concludere, in “Storia del pensiero politico“, il politologo Marcel Prélot illumina sulla funzione dell’opinione all’interno di un governo:

    «Il linguaggio corrente ed il senso comune concordano nel rifiutare il nome di “governo d’opinione” alle monarchie tradizionali o alle monocrazie popolari. Questi regimi implicano infatti un monismo fondamentale: ammettono un’unica opinione con cui s’identificano, accettano un’unica dottrina dello stato cui tutti hanno il dovere di aderire. Coloro che si rifiutano di farlo sono nemici, criminali che devono essere eliminati coi mezzi più radicali.

    Viceversa, un autentico regime d’opinione implica il riconoscimento d’un pluralismo dottrinale, la coscienza e l’accettazione di più partiti irriducibili gli uni agli altri. Realmente tollerati, se non addirittura riconosciuti come l’espressione di una benefica diversità. Mentre le monocrazie vedono nell’opinione solo un elemento passivo cui chiedere appoggio, tranne contro coloro che si servono di mezzi illegali, lo Stato non dispone di alcun criterio etico per condannare un’opinione» [2].

    Dunque, l’odierna sinistra, specialmente italiana – fattasi liberista, elitaria e finanche demofobica – ha radicalmente ribaltato i suoi vecchi valori, aderito al progressismo senza senso critico, e perduto di vista una visione politica popolare. Aderendo, invece, a quella sistemica.

    https://oltrelalinea.news/2019/11/19...stra-italiana/

  5. #5
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    Predefinito Re: il Manicheismo, il male di cui soffre la sinistra

    cio' che trovo triste è che l'opposizione nel condannare senza appello certi programmi della maggioranza non ne vuole neanche discutere per cercare di modificarli

    - la Flat Tax è un crimine e non se ne parla = l'opposione aspetta che per un incidente o altro il governo cada prematuramente per abolire la riforma

    - discutere sul presidenzialismo è tabu', eppure sono idee nate nel PD, D'Alema, Prodi...magari si potrebbe riproporre una via di mezzo, un premierato, un sindaco d'Italia e trovare un compromesso= E no questo è fascismo e va combattuto, nessuna discussione è possibile

    - IL RDC idem= speriamo che i fascisti cadano per ristabilire il RDC come prima

    - Il ponte sullo stretto: un abominio da bloccare, Conte nel 2020 ne propetto' la fattibilità

    - Gli appalti che verranno snelliti nel 98% dei casi, era un'idea prima di Conte e poi di Draghi, non è farina del sacco di Salvini e quindi è roba da bloccare

    - Sugli sbarchi l'opposizione fa il tifo per gli scafisti, bisognerebbe fare fronte comune, avere un minimo di orgoglio nazionale e difendere le frontiere, e invece ogni volta che c'è un morto l'opposizone la prende come occasione per attaccare il governo e vederlo in difficoltà

    - questo muro contro muro che esclude ogni discussione perhcè l'avversario è fascista e quindi è il male assoluto e con il male non si parla MAI

    Ecco il manicheismo

  6. #6
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    Predefinito Re: il Manicheismo, il male di cui soffre la sinistra

    Quello che il nostro FrancoAntonio non capisce è che il muro contro muro è proprio la tecnica del governo Meloni. "Noi siamo stati eletti per fare queste cose, e queste cose faremo". Fine del confronto.

    Ci vuole proprio una bella faccia di tolla per accusare gli altri di manicheismo.
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  7. #7
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: il Manicheismo, il male di cui soffre la sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da FrancoAntonio Visualizza Messaggio
    s. m. [der. di manicheo]. – 1. Religione fondata nell’antica Persia da Mani, noto in Occidente anche come Manicheo, nel 3° sec. d. C.: muovendo probabilmente da un’esperienza etica vissuta come continua tensione tra bene e male, questa religione concepisce tutta la realtà come lotta perenne tra due principî opposti, il bene e il male, lo spirito e la materia, la luce e le tenebre, Dio e il suo antagonista.

    2. estens. Tendenza a contrapporre in modo rigido e dogmatico principî, atteggiamenti o posizioni ritenuti inconciliabili, come fossero opposte espressioni di bene e male, di vero e falso.
    Può darsi. L'antica distinzione tra Yin e Yang è di origine orientale, e può essere che la lotta tra il Bene e il Male origini da questo. Ma se così fosse si tratterebbe di un concetto mal digerito, perché lo Yin e lo Yang degli orientali non presuppongono nessun tipo di colpa o di nemico né per l'uno, né per l'altro: sono solo due aspetti contrari ma complementari. Ma guarda caso sono sempre le filosofie mal copiate che originano disastri: l'origine del Bene e del Male e di conseguenza l'Etica e la tentazione di dover "guidare" e "insegnare".

    In fondo anche il cristianesimo arriva da là.

    E non è un caso che le due Chiese, quella del papa e quella di Stalin, siano riuscite a fondersi e a far nascere il famigerato "catto-comunismo", tana di fanatici che pretendono di educare, insegnare, correggere, guidare...
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
    Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta

  8. #8
    La polizzzzia del webbbbe
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    Predefinito Re: il Manicheismo, il male di cui soffre la sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    Quello che il nostro FrancoAntonio non capisce è che il muro contro muro è proprio la tecnica del governo Meloni. "Noi siamo stati eletti per fare queste cose, e queste cose faremo". Fine del confronto.

    Ci vuole proprio una bella faccia di tolla per accusare gli altri di manicheismo.
    Beh, il confronto ha senso quando ci sono delle basi su cui raggiungere un punto di equilibrio. Quando le posizioni sono agli antipodi....mi sembra giusto che il governo vada avanti secondo quanto previsto dai loro programmi.
    "La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)

    È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

  9. #9
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: il Manicheismo, il male di cui soffre la sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Dario Visualizza Messaggio
    Quello che il nostro FrancoAntonio non capisce è che il muro contro muro è proprio la tecnica del governo Meloni. "Noi siamo stati eletti per fare queste cose, e queste cose faremo". Fine del confronto.

    Ci vuole proprio una bella faccia di tolla per accusare gli altri di manicheismo.
    L'opposizione a questo governo, a cominciare dal signor Conte portavoce e presidente dei 5 Stelle, e dalla neo arrivata segretaria del PD, per non tacer della mosca cocchiera il segretario dei Verdi, ha connotazioni di fanatismo incredibili. Ogni cosa che succede in questo disgraziato Paese viene scaricata addosso al governo come un macigno, nella speranza di spezzare l'alleanza che lo tiene in piedi. Mai visto, nemmeno ai tempi del PCI, un fanatismo così pervicace e chiuso a qualsiasi confronto. A cominciare dai continui allarmi contro un presunto fascismo che sta solo in testa a loro.
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
    Chi ha argomenti, spiega; chi non c'ha una mazza, insulta

  10. #10
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    Predefinito Re: il Manicheismo, il male di cui soffre la sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da Seyen Visualizza Messaggio
    Beh, il confronto ha senso quando ci sono delle basi su cui raggiungere un punto di equilibrio. Quando le posizioni sono agli antipodi....mi sembra giusto che il governo vada avanti secondo quanto previsto dai loro programmi.
    Ma in realta' lo spazio di manovra c'e' sempre

    Il RDC non e'.stato abolito
    Il presidenzialismo: non e' stato mai detto che deve essere per forza cosi', se ne puo' discutere eccome
    Sulle tasse si puo' discutere

    Quante volte sento dire: col governo piu' a destra di sempre non si discute....

 

 
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