Fin dall'insediamento di questo governo c'è sempre stata la strana sensazione che qualcosa non stia andando con linearità.
Avete presente quando vi trovate in un immenso parco divertimenti e non sapete da dove iniziare?
Ecco: l'impressione su ciò che sta avvenendo a Palazzo Chigi è la stessa. Chi vi è entrato è come se fosse giunto nella sua "Disneyland" personale e inizia a dare sfogo a tutto ciò che gli passa per la testa, senza una logica o alcuna forma di approccio programmatico.
Subito a correre verso la giostra percepita come quella più divertente.
Da qui alcuni esempi di azioni:
- il decreto anti-rave;
- la lotta senza quartiere alle ONG (non all'immigrazione irregolare, sia chiaro);
- bonus economico per i matrimoni in chiesa;
- multe per chi non usa la lingua italiana, anche nell'indicazione delle cariche pubbliche o aziendali (per fortuna che non è retroattiva e alla Lega avranno tempo di sostituire tutte le tracce della campagna elettorale "Salvini Premier")
Questi sono veramente convinti di trovarsi in un parco giochi ma come per tutte le cose,quelle belle, anche quelle brutte per fortuna, c'è una fine a verrà il momento in cui dovranno trovarsi a risolvere i veri problemi.
Con una guerra che non dà segni di voler essere fermata ed una situazione in Africa esplosiva sul fronte migrazione, il loro divertimento avrà vita breve e dovranno fare una scelta: tornarsene a casa o rendersi conto che Palazzo Chigi non è un parco di divertimenti ma un posto di lavoro, dove questi sono pagati profumatamente per fare governare la nazione.





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