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    Predefinito Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

    Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo - Corriere della Sera

    [Esplora il significato del termine: POLITICA E GIUSTIZIA Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo La decisione di Berlusconi: bisogna rinunciare, non voglio si dica che faccio leggi-vergogna POLITICA E GIUSTIZIA Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo La decisione di Berlusconi: bisogna rinunciare, non voglio si dica che faccio leggi-vergogna Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi ROMA - Silvio Berlusconi è deciso a chiedere alla sua maggioranza di ritirare il lodo Alfano. Il presidente del Consiglio, raggiunto al telefono a tarda sera, non è affatto irritato per la nota del capo dello Stato, si dice anzi sereno e quasi indifferente per quanto sta accadendo in queste ore. «Non cambia nulla con l’intervento del presidente della Repubblica - dice -. A questo punto io chiederò che quella legge costituzionale venga ritirata. Il lodo Alfano porta con sé un meccanismo farraginoso per l’approvazione e in questo modo serve soltanto a dare fiato alle polemiche strumentali dell’opposizione». Il lodo è una legge costituzionale e come tale ha bisogno di quattro letture, due della Camera e due del Senato. Inoltre, se non approvato con una maggioranza dei due terzi, può essere sottoposto a referendum confermativo: un tipo di referendum che non ha bisogno di quorum. Berlusconi conferma quanto detto alla Frankfurter Allgemeine Zeitung: «Questa legge non è stata una mia iniziativa, ma una proposta del mio partito. Io non sono più interessato a portarla avanti. Non voglio che si dica che faccio leggi ad personam, leggi vergogna. Altro che leggi vergogna. Sono sedici o diciassette anni che vengo perseguitato dai magistrati per fatti già chiariti». Il premier cita l’ultima accusa rivoltagli dai pm: «Si guardi quanto emerso sull’evasione fiscale - afferma -. Io e mio figlio siamo perseguiti per una presunta frode di 800 mila euro, quando solo nell’anno in questione abbiamo versato al fisco 448 milioni». Il presidente del Consiglio assicura che tutte le accuse contro di lui sono assolutamente infondate e strumentali: «Ho giurato sui miei cinque figli e sui miei nipoti che non sono responsabile di nessuno dei fatti che mi vengono attribuiti». Silvio Berlusconi difende e sostiene la riforma della giustizia che il ministro Angelino Alfano sta perfezionando in questi giorni e che troverà sbocco in uno dei prossimi consigli dei ministri: «Quello è un progetto che mi interessa e che non si fermerà, ma ripeto: senza il Lodo, che invece verrà ritirato». Quindi nessuna marcia indietro sulla riforma complessiva della giustizia, alla quale il premier non vuole in nessun caso rinunciare. Il presidente del Consiglio con i suoi ha avuto anche modo di tornare sulla vicenda delle ville costruite ad Antigua, delle quali si è di recente occupata la trasmissione Report condotta da Milena Gabanelli (per questo citata in giudizio dal premier). Silvio Berlusconi sostiene che è tutto chiarito, di essere lui il proprietario, di aver fatto l’operazione per fare un piacere a un amico, all’architetto Gamondi che voleva investire lì e portando un cliente tanto importante ha potuto ottenere la concessione. «Sono stato in quella casa soltanto quattro giorni», ha detto ai suoi. Berlusconi ha occupato la villa di Antigua un’unica volta, dal primo al quattro di gennaio del 2008. Il presidente del Consiglio ha anche parlato con chi gli è più vicino della banca Arner, a lungo citata nel sevizio di Report su Antigua, sostenendo che tra i correntisti c’erano alcuni suoi amici e che gli è stato affidato il conto numero uno soltanto perché il suo è il nome più noto e prestigioso. Ma è sul lodo Alfano che si concentra la sua attenzione: non ha nessuna intenzione di offrire sponde all’opposizione continuando a portarlo avanti ed è probabilmente quello che aveva già detto nel pomeriggio al ministro della Giustizia, che era andato a trovarlo a Palazzo Grazioli. Paola Di Caro 23 ottobre 2010] POLITICA E GIUSTIZIA
    Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo
    La decisione di Berlusconi: bisogna rinunciare, non voglio si dica che faccio leggi-vergogna

    POLITICA E GIUSTIZIA

    Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

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    Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi
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    ROMA - Silvio Berlusconi è deciso a chiedere alla sua maggioranza di ritirare il lodo Alfano. Il presidente del Consiglio, raggiunto al telefono a tarda sera, non è affatto irritato per la nota del capo dello Stato, si dice anzi sereno e quasi indifferente per quanto sta accadendo in queste ore.
    «Non cambia nulla con l'intervento del presidente della Repubblica - dice -. A questo punto io chiederò che quella legge costituzionale venga ritirata. Il lodo Alfano porta con sé un meccanismo farraginoso per l'approvazione e in questo modo serve soltanto a dare fiato alle polemiche strumentali dell'opposizione».
    Il lodo è una legge costituzionale e come tale ha bisogno di quattro letture, due della Camera e due del Senato. Inoltre, se non approvato con una maggioranza dei due terzi, può essere sottoposto a referendum confermativo: un tipo di referendum che non ha bisogno di quorum.

    Berlusconi conferma quanto detto alla Frankfurter Allgemeine Zeitung: «Questa legge non è stata una mia iniziativa, ma una proposta del mio partito. Io non sono più interessato a portarla avanti. Non voglio che si dica che faccio leggi ad personam, leggi vergogna. Altro che leggi vergogna. Sono sedici o diciassette anni che vengo perseguitato dai magistrati per fatti già chiariti».
    Il premier cita l'ultima accusa rivoltagli dai pm: «Si guardi quanto emerso sull'evasione fiscale - afferma -. Io e mio figlio siamo perseguiti per una presunta frode di 800 mila euro, quando solo nell'anno in questione abbiamo versato al fisco 448 milioni».
    Il presidente del Consiglio assicura che tutte le accuse contro di lui sono assolutamente infondate e strumentali: «Ho giurato sui miei cinque figli e sui miei nipoti che non sono responsabile di nessuno dei fatti che mi vengono attribuiti».

    Silvio Berlusconi difende e sostiene la riforma della giustizia che il ministro Angelino Alfano sta perfezionando in questi giorni e che troverà sbocco in uno dei prossimi consigli dei ministri: «Quello è un progetto che mi interessa e che non si fermerà, ma ripeto: senza il Lodo, che invece verrà ritirato». Quindi nessuna marcia indietro sulla riforma complessiva della giustizia, alla quale il premier non vuole in nessun caso rinunciare.
    Il presidente del Consiglio con i suoi ha avuto anche modo di tornare sulla vicenda delle ville costruite ad Antigua, delle quali si è di recente occupata la trasmissione Report condotta da Milena Gabanelli (per questo citata in giudizio dal premier). Silvio Berlusconi sostiene che è tutto chiarito, di essere lui il proprietario, di aver fatto l'operazione per fare un piacere a un amico, all'architetto Gamondi che voleva investire lì e portando un cliente tanto importante ha potuto ottenere la concessione.
    «Sono stato in quella casa soltanto quattro giorni», ha detto ai suoi. Berlusconi ha occupato la villa di Antigua un'unica volta, dal primo al quattro di gennaio del 2008. Il presidente del Consiglio ha anche parlato con chi gli è più vicino della banca Arner, a lungo citata nel sevizio di Report su Antigua, sostenendo che tra i correntisti c'erano alcuni suoi amici e che gli è stato affidato il conto numero uno soltanto perché il suo è il nome più noto e prestigioso.

    Ma è sul lodo Alfano che si concentra la sua attenzione: non ha nessuna intenzione di offrire sponde all'opposizione continuando a portarlo avanti ed è probabilmente quello che aveva già detto nel pomeriggio al ministro della Giustizia, che era andato a trovarlo a Palazzo Grazioli.

    Paola Di Caro
    23 ottobre 2010

  2. #2
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    Predefinito Rif: Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

    Ecco bravo faccia ritirare il Lodo e poi si faccia processare.
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

    repapelle: repapelle: ostridicolo: ostridicolo:

    La decisione di Berlusconi: bisogna rinunciare, non voglio si dica che faccio leggi-vergogna
    Ultima modifica di luca18; 23-10-10 alle 11:11

  4. #4
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    Predefinito Rif: Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

    Qualcosa bolle in pentola.

  5. #5
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    Predefinito Rif: Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

    3/10/2010
    La differenza tra immunità e impunità

    LUCA RICOLFI

    In tutta Europa si parla di cose serie, di come gestire la crisi economica e possibilmente uscirne. Anche in Italia se ne parla molto, e con grande preoccupazione, sulla grande stampa non meno che fra la gente. Non così nei palazzi della politica, dove quotidianamente va in scena il conflitto fra Pdl e Fli, ovvero la disfida fra Berlusconi e Fini. Mi sono sempre occupato poco di queste beghe, convinto che i problemi più gravi dell’Italia, quelli da cui dipende la nostra vita di tutti i giorni, siano quelli economico-sociali, e che un governo vada giudicato innanzitutto per come affronta quel tipo di problemi. E proprio in questo spirito, nelle ultime due settimane La Stampa ha messo molte delle sue energie su un duplice obiettivo: un bilancio di metà legislatura delle cose fatte fin qui, e un inventario delle cose ancora da fare. Ora però è diverso. Le beghe fra Pdl e Fli sono arrivate a un punto tale da mettere a repentaglio qualsiasi speranza di veder affrontati i nostri veri problemi. E il patto che si va profilando fra Berlusconi e Fini va, a mio parere, oltre qualsiasi ragionevole soglia di decenza.

    Provo a dire perché. Berlusconi, lo sappiamo tutti, ha avuto ed ha una serie di problemi giudiziari. La maggior parte li ha scansati come un'anguilla, per lo più attraverso varie leggi ad personam, ma altri restano in piedi, ed altri ancora si profilano all'orizzonte. Alcuni ritengono che dovrebbe affrontare i processi, ora e subito, anche se questo dovesse rendergli estremamente difficoltoso esercitare le sue funzioni di presidente del Consiglio. Altri pensano che una parte della magistratura perseguiti Berlusconi, e che questo lo autorizzi a sottrarsi ai processi vita natural durante. Fra queste due posizioni estreme, tuttavia, da tempo si è fatta strada una posizione intermedia, che chiamerei la «soluzione Sartori», perché fu appunto Giovanni Sartori ad enunciarla con la massima chiarezza in un editoriale del Corriere della Sera di qualche anno fa. Secondo questa posizione un politico eletto, che sta governando, di fronte a un rinvio a giudizio che lo costringerebbe ad affrontare un processo dovrebbe avere la facoltà di scegliere fra due alternative: affrontare il processo subito, oppure ottenerne la sospensione fino al termine del proprio mandato. La ratio di questa soluzione è duplice: da un lato tutela il potere politico rispetto al potere giudiziario, dall’altro tutela le scelte dell’elettorato, impedendo che un governo liberamente eletto possa divenire ostaggio delle iniziative di singoli magistrati.

    Nello stesso tempo, prevedendo comunque l’obbligo per il politico di affrontare il processo al più tardi alla fine del proprio mandato, tutela il principio costituzionale dell’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Fino a qualche giorno fa sembrava questa la filosofia prevalente non solo in una parte dell’opposizione, segnatamente nel partito di Casini, ma anche fra i politici della maggioranza, non solo quelli di Futuro e libertà ma anche quelli del Pdl. Che infatti non si sono mai stancati di ripetere, in innumerevoli occasioni, che la richiesta di immunità per il premier non era una pretesa di impunità. Ora però non è più così. Nella commissione Affari costituzionali del Senato la maggioranza ha approvato, con il concorso degli uomini di Fini, una versione del cosiddetto lodo Alfano costituzionale che non solo prevede uno scudo per Berlusconi fino al termine del suo attuale mandato (2013), ma anche la reiterabilità dello scudo, ossia la possibilità di sospendere i processi più volte. In concreto significa che Berlusconi potrebbe sottrarsi ai suoi processi semplicemente facendosi rieleggere presidente del Consiglio o Presidente della Repubblica, carica da cui decadrebbe nel 2020, alla veneranda età di 84 anni.

    Non solo, ma una volta approvato il lodo nell’attuale forma, sarebbe la Costituzione stessa a prevedere la possibilità di usare l’accesso alle più alte cariche dello Stato come strumento per sfuggire ai processi. Una norma pensata per salvare un singolo uomo politico determinerebbe un cambiamento permanente del Dna della nostra Carta fondamentale. A me pare troppo. Pur non votando mai per lui, non sono mai stato fra i demonizzatori di Berlusconi. Spesso mi è capitato di scrivere, sulla base dei miei studi e delle mie ricerche empiriche, che i suoi governi avevano fatto molto meno di quanto aveva promesso, ma anche molto di più di quanto i suoi avversari fossero disposti a riconoscergli. Inoltre non amo il «conservatorismo costituzionale» di tanti miei amici e colleghi, perché la Costituzione del 1948 mi pare superata e, come dicevano i comunisti italiani a proposito dell'Unione Sovietica, non priva di «tratti illiberali». Però quel che è troppo è troppo.

    Capisco che per i finiani di Futuro e libertà l'opportunità politica e le ambizioni di partito facciano aggio su qualsiasi considerazione di correttezza istituzionale, di giustizia, di ragionevolezza. Capisco che i politici di Fli preferiscano glissare sulla distinzione fra uno scudo a tempo (che Fini stesso aveva promesso a Berlusconi) e uno scudo eterno, che nessuno si era sognato di promettere a chicchessia. E capisco pure il ragionamento politico - svolto ieri dal Secolo d'Italia, quotidiano vicino a Fini - per cui pur di avere le mani libere domani si è disposti a pagare il «dazio» dello scudo per Berlusconi oggi. Ma per noi cittadini è diverso. Per noi, o almeno per quanti di noi vogliono continuare a credere nell’uguaglianza di tutti, politici e comuni mortali, di fronte alla legge, la distinzione fra immunità e impunità è chiarissima. Sull’immunità si può discutere, se non altro perché è un istituto presente anche in altre democrazie. Sull’impunità diventa difficile, molto difficile, anche con la migliore buona volontà. Almeno finché vogliamo vivere in uno Stato di diritto.
    La differenza tra immunità e impunità - LASTAMPA.it

    Spero che l'analisi di Ricolfi risulti a questo punto superata.

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  6. #6
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    Predefinito Rif: Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

    Citazione Originariamente Scritto da Nexus 6 Visualizza Messaggio
    Qualcosa bolle in pentola.
    Ovvio , questo lodo non si capisce perchè lo hanno portato avanti , era inutile per i processi attuali e il suo cammino pieno di insidie parlamentari per non parlare del referendum confermativo .
    Ora vediamo cosa salta fuori.

  7. #7
    Italiani ! tiè !
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    Predefinito Rif: Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

    Citazione Originariamente Scritto da Nexus 6 Visualizza Messaggio
    Qualcosa bolle in pentola.
    Elezioni, Bossi si è rotto e la lega volerà
    Un fallimento è l'opportunità di ricominciare in modo più intelligente.
    Henry Ford.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

    Citazione Originariamente Scritto da Berlusconi Visualizza Messaggio
    «Questa legge non è stata una mia iniziativa, ma una proposta del mio partito. Io non sono più interessato a portarla avanti. Non voglio che si dica che faccio leggi ad personam, leggi vergogna. Altro che leggi vergogna. Sono sedici o diciassette anni che vengo perseguitato dai magistrati per fatti già chiariti»
    Sono queste le balle che non sopporto.

    Citazione Originariamente Scritto da Berlusconi Visualizza Messaggio
    «Ho giurato sui miei cinque figli e sui miei nipoti che non sono responsabile di nessuno dei fatti che mi vengono attribuiti».
    Ma la giustizia italiana ha stabilito che ha corrotto Mills, quindi?

    Citazione Originariamente Scritto da Nexus 6 Visualizza Messaggio
    Qualcosa bolle in pentola.
    Lo penso anch'io, troppa accondiscendenza.
    In fondo rischia la galera.
    Ultima modifica di Ochtopus; 23-10-10 alle 11:22
    "Odiare i mascalzoni è cosa nobile, onora gli onesti"

  9. #9
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    Predefinito Rif: Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

    Quale sarebbe lo scudo efficace che egli ritiene di sostituire al lodo?
    C'è puzza di bruciato,
    Riproviamoci.
    La Repubblica l'ho rispettata, ma non sono stato rispettato.
    Restauriamo la Monarchia.
    Voglio tornare a casa e se non ci fosse più una casa, beh la ricostruiremo.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Il Cavaliere: a questo punto si ritiri il Lodo

    _Ha detto chiaro che lascerà cadere il Lodo ma non la riforma della giustizia.
    Quella può essere approvata molto rapidamente e prevede un notevole controllo sui PM.
    Al 14 dicembre manca un mese e mezzo, più che sufficiente per mettere in atto la solita macchina berlusconiana sulla quale però non si potrà indagare.
    Probabilmente si sta muovendo per la conferma del legittimo impedimento suon di ricatti e corruzioni.
    Ultima modifica di Ochtopus; 23-10-10 alle 11:39
    "Odiare i mascalzoni è cosa nobile, onora gli onesti"

 

 
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