





Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


NEW YORK, 19 giugno 2023 (IDN) - Mentre l'Ucraina si preparava a lanciare la sua controffensiva tanto annunciata ma a lungo ritardata, i media hanno pubblicato una fotografia di un soldato ucraino con il dito sulle labbra, a simboleggiare la necessità di mantenere il segreto per mantenere qualche elemento di sorpresa per questa operazione ampiamente telegrafata.
Ora che l'offensiva è in corso da due settimane, è chiaro che il governo ucraino e i suoi alleati occidentali tacciono per tutt'altro motivo: per nascondere il costo brutale che i coraggiosi giovani ucraini stanno pagando per recuperare piccoli brandelli di territorio da Forze di occupazione russe, in quella che alcuni già definiscono una missione suicida .
Gli esperti occidentali in un primo momento hanno descritto queste prime due settimane di combattimenti come "operazioni di sondaggio" per trovare punti deboli nelle difese della Russia, che la Russia ha fortificato dal 2022 con più strati di campi minati, "denti di drago", trappole per carri armati, artiglieria pre - posizionata , ed elicotteri d'attacco, incontrastati in aria, che possono sparare 12 missili anticarro ciascuno.
Su consiglio dei consiglieri militari britannici a Kiev, l'Ucraina ha scagliato carri armati e veicoli corazzati occidentali presidiati da truppe addestrate dalla NATO in questi campi di sterminio senza supporto aereo o operazioni di sminamento. I risultati sono stati prevedibilmente disastrosi, ed è ormai chiaro che non si tratta solo di operazioni di “sondaggio” come sosteneva inizialmente la propaganda, ma della tanto attesa offensiva principale.
Un funzionario occidentale con accesso all'intelligence ha dichiarato all'Associated Press il 14 giugno: “Ora sono in corso intensi combattimenti in quasi tutti i settori del fronte... Questo è molto più che sondare. Si tratta di movimenti su vasta scala di armature e attrezzature pesanti nella zona di sicurezza russa”.
Stanno emergendo altri scorci della realtà dietro la propaganda. In una conferenza stampa dopo un vertice al quartier generale della NATO, il generale americano Milley ha avvertito che l'offensiva sarà lunga, violenta e costosa per le vite degli ucraini. “Questa è una lotta molto difficile. È una lotta molto violenta e probabilmente richiederà molto tempo e un costo elevato", ha detto Milley.
I video russi mostrano dozzine di carri armati e veicoli corazzati ucraini che giacciono distrutti nei campi minati, e i consiglieri militari della NATO in Ucraina hanno confermato di aver perso 38 carri armati in una notte dell'8 giugno, compresi i Leopard II di costruzione tedesca appena consegnati.
Rob Lee del Foreign Policy Research Institute ha spiegato al New York Times che i russi stanno cercando di infliggere quante più vittime e distruggere quanti più veicoli possibile nelle aree di fronte alle loro principali linee difensive, trasformando quelle aree in letali zone di uccisione. Se questa strategia funziona, tutte le forze ucraine che raggiungono le principali linee di difesa russe saranno troppo indebolite e impoverite per sfondare e raggiungere il loro obiettivo di recidere il ponte terrestre della Russia tra il Donbass e la Crimea.
https://indepthnews.net/index.php/th...uicide-mission
Il ministero della Difesa russo ha r
Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
(Pablo Neruda - Attribuita)


Generale Battisti: “L’Ucraina ha 2 settimane di tempo per ottenere un successo nella controffensiva”
Il generale Giorgio Battisti: “I risultati della controffensiva non sono ancora quelli che noi occidentali ci aspettavamo. Penso che la forte aspettativa della Nato e dell’Unione Europea abbia spinto gli ucraini a lanciare questo attacco probabilmente un po’ troppo presto rispetto alla preparazione delle loro forze armate”.
Generale, ex comandante del Corpo d'Armata Italiano di Reazione Rapida della NATO (NRDC-ITA).
La scorsa notte l’esercito ucraino ha bombardato, presumibilmente con missili britannici a lungo raggio Storm Shadow, il ponte Chongar, che collega la Crimea all'oblast d Kherson. A renderlo noto il governatore filorusso della regione, Vladimir Saldo: "Il regime criminale di Kiev ha bombardato in modo disumano le strutture civili". "Non ci sono vittime. Al momento, gli esperti di esplosivi stanno conducendo un esame per valutare il tipo di munizioni", ha aggiunto sul suo canale Telegram il responsabile della penisola di Crimea, Sergey Axyonov.
Il danneggiamento del ponte non deve in realtà stupire ed è propedeutico a un massiccio attacco che le forze armate ucraina potrebbero decidere di lanciare nelle prossime due settimane. L'offensiva di Kiev, infatti, finora è proceduta a rilento, conseguendo piccoli e marginali conquiste territoriali e avanzate di poche centinaia di metri. Merito dell'organizzazione difensiva russa, ma anche della scelta ucraina di temporeggiare e scagliare l'attacco principale nel punto più fragile del dispositivo difensivo di Mosca. L'importante, però, è che tale attacco venga portato a termine entro l'11 e il 12 luglio, quando a Vilnius, in Lituania, si terrà il vertice dei capi di stato e di governo Nato. Ne è convinto il generale Giorgio Battisti, già comandante del Corpo d'Armata Italiano di Reazione Rapida della NATO (NRDC-ITA).
Generale, come sta andando la controffensiva ucraina?
La controffensiva, largamente preannunciata da Kiev, è in corso ormai da due settimane e i risultati non sono forse quelli che noi occidentali ci aspettavamo. Non è un caso che ieri anche il presidente Zelensky abbia dichiarato che le operazioni porteranno risultati positivi ma saranno comunque molto lunghe. Che dire? Penso che la forte aspettativa della Nato e dell'Unione Europea abbia spinto gli ucraini a lanciare questo attacco probabilmente un po' troppo presto rispetto alla preparazione delle loro forze armate, e probabilmente in previsione del vertice dell'Alleanza Atlantica di Vilnius dell'11 e il 12 luglio. In quell'occasione Kiev vuole presentare ai capi di stato e di governo dei buoni risultati, cioè delle porzioni di territorio strappate ai russi. Questo dimostrerebbe che l'Ucraina è in grado di combattere con armi occidentali, può conseguire dei successi e merita la fiducia e il supporto in termini di equipaggiamenti militari, addestramento e aiuti finanziari. Questa è la ragione per la quale attualmente la controffensiva è in una fase di stasi operativa: Kiev ha bisogno di riorganizzarsi e condurre prossimamente azioni più efficaci.
Cosa non sta funzionando nella controffensiva lanciata dall'Ucraina?
Questa controffensiva ucraina non è stata improvvisa come quella dello scorso settembre e non è stata in grado di sorprendere i russi, permettendo loro di prepararsi e organizzarsi per tutto l'inverno. Mosca ha creato linee difensive su mille chilometri di fronte con ostacoli anticarro, fossati, denti di drago e campi minati. Insomma, i russi si aspettavano un attacco e si sono preparati a dovere. Aggiungo che quel Paese impara sempre dalle sue sconfitte, come dimostrano la Prima e la Seconda Guerra Mondiale. I risultati sono questi: gli ucraini hanno conseguito limitati successi recuperando qualche centinaio di metri o al massimo un paio di chilometri di territorio al termine di battaglie estenuanti. È brutto dirlo, ma sono misure da Grande Guerra, quando si conquistava una trincea distante una manciata di metri. Anche per questo Kiev si sta riorganizzando per riprendere l'iniziativa in modo molto più massiccio: questo avverrà molto realisticamente prima della metà di luglio, ovvero prima del vertice Nato.
Di quali forze dispone Kiev?
Secondo quanto dichiarato dal segretario generale della Nato Stoltenberg l'Ucraina può contare su circa 50mila uomini e donne addestrati da consiglieri militari occidentali e suddivisi in 9/12 brigate: questi soldati, sommati a carri armati moderni Leopard I e II, Challenger britannici e centinaia di veicoli da combattimento, dovrebbero essere pronti a lanciare un massiccio attacco. Tuttavia la formazione di questi 50mila uomini e donne è stata molto frettolosa, essendo durata appena qualche mese, mentre per una recluta senza esperienza di combattimento serve normalmente molto più tempo. Insomma, Kiev potrebbe aver sopravvalutato le proprie capacità: far funzionare queste nuove brigate, ciascuna di circa 5mila uomini, non sarà semplice. Per fare un paragone calcistico: puoi avere un fuoriclasse in squadra, ma se gli altri dieci compagni non sono all'altezza le partite le perdi ugualmente. Aggiungo una cosa: i militari addestrati negli ultimi mesi erano prevalentemente reclute perché i migliori sono stati logorati a Bakhmut per provare a tenere una città dal valore strategico quasi nullo. Lì Kiev ha perso i migliori soldati.
Il professor Breccia ci ha spiegato una settimana fa che Kiev sta impiegando solo 2 delle 12 brigate a sua disposizione. È ancora così?
Sì, questo è sostanzialmente vero. L'Ucraina afferma di aver impiegato tre delle dodici brigate preparate secondo gli standard Nato. Per questo quelle a cui abbiamo assistito sono state solo puntate offensive, tecnicamente chiamate "ricognizioni in forze", per testare la capacità reattiva russa e individuare punti deboli in cui scatenare le altre nove brigate. L'attacco più massiccio, quindi, deve ancora avvenire: probabilmente verrà condotto entro l'11 e il 12 luglio, per presentare dei risultati alla Nato.
Perché gli ucraini la scorsa notte hanno danneggiato il ponte di Chonhar che collega l’oblast d Kherson alla Crimea?
Questa campagna di bombardamenti nelle retrovie russe è iniziata da tempo, e anche i russi la stanno conducendo bombardando i centri di afflusso delle armi e i depositi di armi occidentali. Insomma, Kiev ha bombardato il ponte di Chonhar, che collega Kherson alla Crimea, allo scopo di ostacolare i rifornimenti russi. Colpire vie di comunicazione come ponti e ferrovie ha lo scopo di ridurre le capacità di approvvigionamento di armi, munizioni, uomini e mezzi da parte della Russia. Attenzione, però, anche Mosca sta facendo la stessa cosa con le retrovie ucraine. Queste campagne di bombardamento vengono effettuate convenzionalmente prima di ogni offensiva militare, tant'è vero che prima dello Sbarco in Normandia gli Alleati iniziarono a colpire linee ferroviarie, ponti e strutture critiche tedesche. Niente di nuovo, insomma: gli attacchi alle infrastrutture rientrano perfettamente nella norma.
Putin ha annunciato il dispiegamento di missili Sarmat. Per quale ragione? Quale segnale vuole lanciare al resto del mondo?
Questi annunci da parte dei russi avvengono con una certa periodicità; il Sarmat è un missile balistico intercontinentale in grado di raggiungere una velocità di 24mila chilometri orari e percorrere 12/13mila chilometri. Si tratta di un'arma che non verrebbe impiegata sul campo di battaglia ucraino (a questo scopo ci sarebbero le armi nucleari tattiche); il Sarmat, invece, potrebbe teoricamente colpire gli Stati Uniti. Questa minaccia viene evocata periodicamente e non deve stupire. Il problema, osservando le fonti aperte russe, è che in quel Paese da giorni sembra esserci un grosso dibattito tra chi propone un impiego di armi nucleari preventivo finalizzato a vincere la guerra in Ucraina e chi, invece, afferma che non si tratterebbe di una scelta al momento opportuna. Questo dibattito oggi investe l'establishment russo e fino a qualche settimana fa non avveniva. Ecco, credo che questo sia l'aspetto più preoccupante.
https://www.fanpage.it/esteri/genera...ontroffensiva/
Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...


La guerra dei ponti aspettando "il giorno più lungo": ecco perché la controffensiva ucraina deve ancora iniziare
Le azioni militari di Kiev per riprendere il controllo dei territori occupati dalla Russia sembrano "in pausa" ma l'attacco ai ponti tra Crimea e Ucraina mettono in luce la vera strategia ucraina. Come ci spiega Orio Giorgio Stirpe, colonnello Nato e tra i più ascoltati analisti militari
Per l'Ucraina sarebbe molto più facile riprendersi la Crimea piuttosto che strappare alle truppe russe il Donbass. Ma è ancora troppo presto per capire come finirà la guerra in Ucraina anche perché l'annunciata controffensiva di Kiev ancora deve praticamente iniziare. Lo spiega Orio Giorgio Stirpe, colonnello dell'esercito italiano in riserva e tra i più ascoltati analisti militari sulla guerra in Ucraina. Today.it lo ha raggiunto al telefono per cercare di capire qualcosa di più di una situazione sul campo raccontata in modo discorde dalle opposte propagande e difficilissima da poter confermare in modo indipendente in una zona di una guerra senza esclusione di colpi.
Come sta andando davvero la controffensiva ucraina? Kiev sembra aver fermato le conquiste (per ora pochi piccoli villaggi in zone contese), mentre la Russia rivendica di aver distrutto battaglioni equipaggiati con mezzi blindati occidentali? Siamo allo stallo?
"La controffensiva? Non è ancora iniziata. Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro. Sul lato di Kiev stiamo assistendo a un ibrido tra dottrina originale ucraina post sovietica e l'uso di equipaggiamenti e tecniche occidentali, in molti casi l'esercito ucraino sta cercando di applicare la dottrina Nato senza il materiale per farlo. Le spiego: l'efficacia dei sistemi d'arma moderni dipende esclusivamente dalla capacità del personale. I mezzi corazzati (tank, bllindati, lanciarazzi) forniti sono infinitamente superiori a quelli russi. Ma sono concepiti e costruiti per militari professionisti. Gli ucraini sono a tutti gli effetti personale di leva. Sono estremamente motivati ma la vera incognita sullo andamento della guerra incognita sta tutto in una variabile: l'addestramento è stato sufficiente? Mesi fa sono stati addestrati gli istruttori che poi stanno preparando i soldati all'uso dei sistemi d'arma occidentali: è questa la vera ricchezza militare di Kiev ora".
Mancano aerei ed elicotteri, la superiorità aerea di Mosca potrebbe limitare i progressi dei militari di Kiev?
"La superiorità aerea è tutta da dimostrare. Anzi. È solo teoria. I russi sulla carta dispongono di molti più aerei quindi potenzialmente questo fatto potrebbe avere effetti decisivi. Ma nella realtà non si è tradotta in effetti cinetici sul terreno. Perché non stanno usando gli aerei sul campo? Quasi un anno fa abbiamo assistito a contrattacco di Kharkiv dove Kiev ha spinto le proprie formazioni corazzate in terreno aperto: era la situazione ideale in cui l'aviazione russa poteva colpire formazioni prive della copertura della contraerea. Eppure i Russi con Sukhoi 25 e 35 (gli aerei caccia tank) non si sono visti. E le truppe dei coscritti hanno subito sconfitta netta. Cambiando per certi versi per la seconda volta il corso della guerra dopo l'invasione respinta alle porte di Kiev. E se non hanno schierato il supporto aereo era perché non erano in grado di farlo: se non erano in grado di schierare i temibili Sukhoi a settembre del 2022, dopo un anno di sanzioni sicuramente non saranno in grado di farlo ora. Molto probabilmente manca la possibilità di manutenere gli aerei, a partire dai pezzi di ricambio".
Guerra in Ucraina, la mappa
Che cosa dobbiamo aspettarci ora?
"Le vorrei fare un parallelo rispetto a quanto successo con la guerra del Golfo nel 1991: siamo stati per mesi ad aspettare che succedesse qualcosa, poi a mezzanotte del 17 gennaio l'annuncio di Emilio Fede mentre il cielo di Bagdad veniva illuminato a giorno dalle esplosioni: erano iniziati quei bombardamenti che avrebbero gravemente danneggiato le strutture logistiche dell'Iraq. Ma va ricordato che con l'aviazione non ha mai vinto una guerra: il 24 febbraio iniziò la guerra sul campo e in 100 ore finì. Oggi vediamo l'equivalente di campagna aerea, ma che Kiev senza una vera e propria aeronautica deve condurre con l'artiglieria. È così l'Ucraina sta cercando di ottenere stessi effetti ma senza aerei attaccando in profondità i posti comando, centri e snodi logistici. Lo abbiamo visto proprio oggi con il bombardamento dei ponti di Chongar che collegano la Crimea al resto dell'Ucraina".
"Gli Himars in dotazione agli ucraini sono devastanti in questo" continua il colonnello Stirpe. "Ma Kiev ora ha un altro problema: colpire riserve per evitare che le truppe russe possano coprire buchi lasciati quando i coscritti in prima linea vengono sconfitti nelle trincee. Lo abbiamo visto in queste settimane: Kiev provoca con azioni offensive affinché le riserve si spostino nel punto più lontano possibile da quello scelto per il vero attacco. Così che quando quel giorno verrà le seconde linee russe saranno scoperte. In pratica si sta facendo un finto attacco per logorare riserve. Lo si vede dal fatto che si stanno impiegando forze che sono già a contatto sul fronte, come le brigate territoriali. Le truppe per così dire di élite invece sono altrove. Delle 20 brigate addestrate ed equipaggiate con mezzi occidentali ne sono state dispiegate solo due. Quando le riserve russe saranno logorate allora inizierà l'attacco vero e proprio".
La distruzione della diga di Nova Kakhovka ha ritardato la controffensiva?
"Non avrà nessun effetto a breve termine perché un attacco a Sud della diga su Dnipro era escluso perché era troppo rischioso proprio per la presenza di quella diga: i russi avrebbero potuto farla saltare determinando il fallimento della controffensiva, bloccando soldati e sopratutto mezzi nell'acquitrino. Ma è andata diversamente: ora la diga non c'è più ed è una arma in meno per gli occupanti".
E a lungo termine?
"Quando il fango sarà asciugato quanto successo potrà favorire gli ucraini. Magari sarà questione di mesi ma a fine estate l'esercito di Kiev avrà l'opportunità di attaccare anche da quel fronte".
Si è parlato tanto delle condizioni climatiche che possono aver ritardato le azioni...
"In Ucraina meridionale ha smesso di piovere il 14 giugno. Quindi in queste settimane era impossibile muovere unità pesanti. Ora non è più prevista pioggia, potrebbe essere questione di giorni. Io direi che "il giorno più lungo", quello dell'invasione dei territori occupati potrebbe essere uno dei primi di luglio".
Come finirà?
"Kiev può riprendersi anche la Crimea, anzi è più facile riprendersi la Crimea che non il Donbass. La Crimea è un territorio difficilissimo da difendere e i soldati che la dovrebbero presidiare si trovano sul fronte di Melitopol: un ripiegamento sarebbe una catastrofe per Mosca perché durante al ritirata dovrebbero passare da imbuto strettissimo, sotto tiro ucraino. Far passare l'armata sarebbe un massacro e poi si troverebbero in trappola: Kiev ha già tentato di distruggere il ponte di Kerch, è ovvio che ci riproveranno. Quanto al Donbass si tratta di una regione fortemente militarizzata, con tante linee di collegamento logistico con la Russia. Riuscire a conquistarlo con la forza vorrebbe dire pagare un caro prezzo".
Abbiamo parlato di guerra, e poco di pace... Quanto è lontana la fine del conflitto?
"I decisori politici a Kiev e gli alleati occidentali hanno posto un traguardo chiaro, il ripristino dello stato di diritto secondo i confini internazionali del 2014".
https://www.today.it/mondo/controffe...io-stirpe.html
Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...


A parte le idee espresse (più o meno fondate), per un ufficiale in spe-ruolo normale congedarsi da colonnello è più unico che raro.
Se costui fosse davvero uno tra gli “analisti più ascoltati” avrebbe dovuto andare in pensione con la greca e almeno due stelle.
Se è andato in pensione come colonnello significa che in servizio è arrivato tenente colonnello, ovvero non ha mai avuto un comando di corpo o un ruolo di stato maggiore importante.
Si tratta di un SO1 (OF4) del NRDC di Solbiate Olona… support to targeting…altroché “analista”.
Mi piacerebbe vedere le note caratteristiche di un ufficiale in spe-ruolo normale che non è riuscito nemmeno a diventare colonnello in servizio…cazzo sono capitano io che sono del ruolo speciale CMCRI ed avrò fatto si e no cinque richiami.




Non risulta se non alla propaganda russa.
Almeno fino a ieri.
Ukrainian forces conducted counteroffensive operations on at least three sectors of the front on June 21. Ukrainian Deputy Defense Minister Hanna Malyar stated on June 21 that Ukrainian troops had partial success during offensive operations in the Bilohorivka-Shypylivka direction (about 10km south of Kreminna in Luhansk Oblast).[1] A Russian milblogger additionally claimed that Ukrainian forces are counterattacking in the areas south and west of Kreminna.[2] The Ukrainian General Staff reported that Ukrainian forces continued offensive operations in the western Donetsk-eastern Zaporizhia Oblast border area on the Vilne Pole-Makarivka line, and Russian milbloggers continued to discuss Ukrainian attacks in this area, particularly south of Velyka Novosilka.[3] Ukrainian and Russian sources reported that Ukrainian troops continued offensive operations in western Zaporizhia Oblast, both south and southwest of Orikhiv and that Russian forces are counterattacking to regain lost positions in this direction.[4] Russian sources noted a relatively slower pace of Ukrainian offensive operations in both western Donetsk and western Zaporizhia oblasts compared to the previous days.[5]
Vediamo se riporta domani una avanzata russa.
Le linee di rifornimento russe vengono bersagliate da Himars e Shadow.
Se si mette male per gli Ucraini, per i Russi non si mette meglio, hanno anche loro un casino di perdite e ricevono rifornimenti a singhiozzo.
Il disarmo è l'espediente per togliere agli aggrediti la possibilità di difendersi dagli aggressori sfruttando la dabbenaggine di massa.

