
Originariamente Scritto da
Halberdier
1. Le regole di ingaggio da guerra non servirebbero a niente se a bordo delle navi libiche continuano ad esserci finanzieri italiani.
2. Fate presto, sembra che i libici stiano acquistando armi antiaeree avanzate a lungo raggio. I Tornado cominciano invece ad essere vecchiotti, servirebbe almeno un aereo più avanzato.
3. Da quel che ho capito, l'immigrazione clandestina via mare è stata limitata (a che prezzo è un altro discorso), per cui direi che i flussi riprenderebbero come e più di prima in caso di rottura. Impossibile poi rispedire i migranti in Libia o in altri Paesi del nordafrica, dove non vi sono accordi in tal senso. L'unica soluzione rimanente è affondare le navi, e non sarebbe molto apprezzato...
4. Le acque territoriali sono stabilite internazionalmente con una distanza di 12 miglia al massimo (22 km). La zona contigua si estende per altri 12 miglia (44 km in totale) e all'interno la nazione costiera può svolgere operazioni di polizia doganale. All'esterno sta la Zona Economica Esclusiva, ma lo Stato costiero può solo far rispettare i suoi diritti di sfruttamento economico. La ZEE, in caso di due Stati che si affacciano a breve distanza sullo stesso mare, viene calcolata con il principio dell'equidistanza.
http://it.wikipedia.org/wiki/Acque_territoriali
http://it.wikipedia.org/wiki/Zona_contigua
http://it.wikipedia.org/wiki/Zona_economica_esclusiva
5. Ovvi incidenti diplomatici (trascurabili, se si considerano le azioni descritte precedentemente) e avversione di alcuni ambienti per via delle espulsioni.
Considerando poi i già citati legami economici (non solo tra Libia e Italia, ma anche tra Libia e altri Paesi dell'UE), direi che i tempi non sono adatti per azioni del genere. Anche volendoli fare.