un interessante articolo di Francesco Piccolo sull'Unità
Affinità e divergenze tra il Pd e gli altri - Francesco Piccolo - l'Unità.it
Affinità e divergenze tra il Pd e gli altri« precedente | successivo » In questo momento, i due poli si ignorano del tutto, perché sono concentrati nelle battaglie interne. A destra sono più rumorosi e feroci, ma poi continuano a votare uniti ogni tipo di legge, come se nulla fosse. A sinistra sono meno scomposti, più eleganti, ma le divisioni sono più profonde e laceranti.
Bersani ultimamente replica in questo modo agli attacchi maliziosi dei suoi possibili alleati: senza di voi forse è meno facile vincere, senza il Pd però è impossibile vincere. Una presa di posizione giusta e che mette in chiaro le proporzioni reali tra il Pd e tutti gli altri partiti che potrebbero entrare in una coalizione. In tutti questi anni il Pd ha subito da qualsiasi alleato, come se fosse il partito più debole e non quello più forte. Quindi un po’ di orgoglio e di senso di rivalsa sono sacrosanti.
Quello che rimane a fare la differenza, e a rendere debole il partito più forte del centro sinistra, è un dato di fatto che Bersani fa solo finta di non sapere: ai suoi possibili alleati, Di Pietro e Casini, non importa vincere. Anzi, in qualche modo perdere consente loro di continuare a rappresentare qualcosa di concreto. Perché la differenza vera tra il Pd e gli altri partiti di opposizione, è che il Pd, ed è questa l’unica sua virtù palese e incontrastabile, è un partito di governo. È nato per governare. È naturalmente propenso a dare battaglia alle elezioni per vincere (anche se spesso perde). Gli altri, no. Quindi, solo il Pd ha da perdere. Gli altri, se perdono, sono contenti.
25 ottobre 2010




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