I decreti attuativi che mancano ancora all'appello sono 521. In aumento rispetto alla nostra ultima rilevazione.
L'82,4% di attuazioni richieste da norme del governo Meloni deve ancora essere pubblicato.
Si stima che le risorse già stanziate ma non erogabili per la mancanza delle relative attuazioni ammontino a oltre 17 miliardi.
Sono 180 i decreti per cui era previsto un termine di scadenza per la pubblicazione che non è stato rispettato.
I ministeri dell'ambiente, dell'economia e delle infrastrutture devono ancora pubblicare più di 60 decreti attuativi ciascuno.
Nelle ultime settimane il governo ha ripreso a produrre un numero significativo di decreti legge e altri ne sono già stati annunciati. In molti casi queste misure stanziano fondi a favore di istituzioni, imprese e cittadini.
Spesso però le risorse messe a disposizione con gli atti aventi forza di legge necessitano di ulteriori indicazioni per poter essere erogate ai soggetti beneficiari. Tali indicazioni solitamente sono contenute nei cosiddetti decreti attuativi.
Dopo il lavoro del parlamento, l’implementazione di una legge passa nelle mani di ministeri e agenzie pubbliche. Un secondo tempo delle leggi spesso ignorato, ma che lascia molte norme incomplete. Vai a “Che cosa sono i decreti attuativi”
La mancanza di queste norme di secondo livello di fatto fa sì che le risorse già stanziate rimangano solo sulla carta e che i soggetti beneficiari non ne possano usufruire. Nonostante il lavoro fatto negli ultimi anni per cercare di smaltire l’arretrato, alla data del 20 aprile erano ancora più di 400 i decreti di questo tipo che mancavano all’appello. Valore peraltro in aumento rispetto allo scorso febbraio. In molti casi questi atti rappresentano un indispensabile passaggio propedeutico per l’assegnazione dei fondi stanziati.
17,2 miliardi € le risorse già stanziate ma non erogabili per la mancanza di decreti attuativi.
Nella maggior parte dei casi la pubblicazione di questi atti ricade sotto la responsabilità dei ministeri. Il monitoraggio di questa dinamica è quindi un elemento molto importante per valutare l’azione del governo. In questo senso l’aumento dei decreti attuativi richiesti e non ancora pubblicati rappresenta un campanello d’allarme che non deve essere sottovalutato.
Secondo un report di Openpolis, che fa il punto al 22 giugno, le risorse bloccate dalla mancata emanazione dei decreti attuativi sono al momento circa 13,2 miliardi, di cui 6,8 miliardi fanno riferimento a quei provvedimenti che avrebbero già dovuto essere pubblicati e la cui data di scadenza non è stata rispettata. Fermandoci al governo Meloni è per esempio scaduto quello che ha per oggetto l’erogazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo di ciclovie urbane intermodali che faceva riferimento al ministero di Matteo Salvini e che, scaduto il primo aprile, prevedeva due milioni di finanziamento quest’anno e altri otto nei prossimi due anni.
Un altro – ministero proponente la presidenza del Consiglio – era relativo alla presentazione delle richieste per la concessione di un contributo straordinario destinato alle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza che erogano servizi socio-sanitari e socio-assistenziali in regime semiresidenziale e residenziale in favore di anziani, in proporzione all’incremento dei costi sostenuti per l’energia termica ed elettrica nell’anno 2022 rispetto all’anno 2021, e le relative procedure di controllo. Scaduto il 31 gennaio, prevedeva un finanziamento di 5 milioni.
Scaduto il 31 marzo è il testo per la ripartizione delle risorse di cui al Fondo per la decarbonizzazione e per la riconversione verde delle raffinerie esistenti – ministero proponente Ambiente e sicurezza energetica – che prevedeva per il 2002 un finanziamento di 205 milioni, per quest’anno 45 milioni e 10 milioni per il 2024. La lista è lunga e la consultazione sul motore di ricerca riserva sorprese. Con buona pace delle risorse di cui il governo con il sottosegretario Fazzolari si fa vanto di avere sbloccato.
Nemmeno quello per le RSA sono riusciti a fare. RSA sta per Residenza Anziani.
Un governo di incapaci che ogni giorno mostra quallo che valgano, che poi sarebbe pochissimo o nulla. Incapaci, incompetenti, sbruffoni, mangia pane a tradimento, FASCISTI.
Quelli che li hanno votati si devono vergognare ed invece, in particolare 2, li difendono nonostante l'evidenza dei fatti.




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