Scritto da Elsass:
In questa preghiera Dio viene visto come un castigatore, di conseguenza le persone agiscono anche loro come castigatori e fanno da sempre guerre.
Il pezzo male tradotto é " perché peccando ho meritato il tuo castigo"
Dio non castiga altrimenti sarebbe come il male, solo il male castiga, il diavolo.
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Scritto da Giò:
Se Tizio ruba qualcosa a Caio, secondo te Tizio dev'essere punito per aver commesso un furto a danno di Caio in modo proporzionato?
Se la tua risposta è sì, allora dovresti capire agevolmente che castigare qualcuno - cioè punirlo - non è necessariamente un male morale, ma può essere un bene.
Dico "può essere" e non "è" un bene perché ci possono essere castighi ingiusti: ad esempio, un castigo è ingiusto quando qualcuno viene punito per un fatto che non ha commesso oppure quando qualcuno viene punito per un fatto che ha commesso, ma in modo sproporzionato.
Questo è ciò che, purtroppo, accade nelle vicende umane. Ciò non toglie che nessuna persona di buon senso oserebbe mai negare che, nonostante gli errori o le ingiustizie, è comunque necessario che ogni Stato abbia un corpo di polizia che si occupi di tutelare l'ordine pubblico, un sistema giudiziario che, di fronte ad un'accusa o ad un fatto penalmente rilevante, verifichi se una persona è incolpevole o meno ed un sistema carcerario. Nel caso di Dio, sappiamo non solo che è buono e giusto, ma che è la bontà e la giustizia stesse per antonomasia. È infinita bontà ed infinita giustizia. Perciò, da Dio non può provenire alcun castigo ingiusto o che non sia, in qualche modo, a fin di bene. A maggior ragione ciò risulta vero se teniamo conto che è infinita misericordia: se Colui che è infinita misericordia infligge un castigo momentaneo, è proprio perché esso è meritato o perché esso è veramente a fin di bene. Se Colui che è infinita misericordia infligge un castigo permanente, è proprio perché chi lo ha ricevuto s'è rifiutato fino all'ultimo di ricevere la sua stessa misericordia, pentendosi amaramente e sinceramente delle proprie colpe.