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  1. #1
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    Predefinito Nella preghiera della messa " Atto di dolore " c'è una istigazione alla guerra

    In questa preghiera Dio viene visto come un castigatore, di conseguenza le persone agiscono anche loro come castigatori e fanno da sempre guerre.
    Il pezzo male tradotto é " perché peccando ho meritato il tuo castigo"
    Dio non castiga altrimenti sarebbe come il male, solo il male castiga, il diavolo.
    Basta guerre.Pace e democrazia sono il volere di Dio.

  2. #2
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    Predefinito Re: Nella preghiera della messa " Atto di dolore " c'è una istigazione alla guerra

    3. In riferimento all’atto di dolore e all’altra preghiera: il linguaggio antropomorfico è chiaro.
    Con il peccato ci si sottrae al sostegno di Dio e della comunità, ci si consegna al potere degli uomini e dei demoni.
    Dio non sottrae mai la sua misericordia. È l’uomo che ha il potere di sottrarvisi.
    Diceva Sant’Agostino che “Dio non abbandona a meno che prima non venga abbandonato” (Deus non deserit nisi prius deseratur).


    https://www.bing.com/ck/a?!&&p=4a72d...RpZ2hpLw&ntb=1

    E consiglio di leggere bene anche questo articolo: https://www.bing.com/ck/a?!&&p=921d1...bGlhdG8v&ntb=1
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  3. #3
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    Predefinito Re: Nella preghiera della messa " Atto di dolore " c'è una istigazione alla guerra

    Citazione Originariamente Scritto da Elsass Visualizza Messaggio
    In questa preghiera Dio viene visto come un castigatore, di conseguenza le persone agiscono anche loro come castigatori e fanno da sempre guerre.
    Il pezzo male tradotto é " perché peccando ho meritato il tuo castigo"
    Dio non castiga altrimenti sarebbe come il male, solo il male castiga, il diavolo.
    Dopo aver letto le pagine che ti sono state postate annotati quali passaggi ti creano difficoltà che vediamo di approfondirli. Però prima leggili e rileggili.
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA LIBERA SENZA CONTROLLO.
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  4. #4
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    Predefinito Re: Nella preghiera della messa " Atto di dolore " c'è una istigazione alla guerra

    Citazione Originariamente Scritto da Elsass Visualizza Messaggio
    In questa preghiera Dio viene visto come un castigatore, di conseguenza le persone agiscono anche loro come castigatori e fanno da sempre guerre.
    Il pezzo male tradotto é " perché peccando ho meritato il tuo castigo"
    Dio non castiga altrimenti sarebbe come il male, solo il male castiga, il diavolo.
    Se Tizio ruba qualcosa a Caio, secondo te Tizio dev'essere punito per aver commesso un furto a danno di Caio in modo proporzionato?
    Se la tua risposta è sì, allora dovresti capire agevolmente che castigare qualcuno - cioè punirlo - non è necessariamente un male morale, ma può essere un bene.
    Dico "può essere" e non "è" un bene perché ci possono essere castighi ingiusti: ad esempio, un castigo è ingiusto quando qualcuno viene punito per un fatto che non ha commesso oppure quando qualcuno viene punito per un fatto che ha commesso, ma in modo sproporzionato.
    Questo è ciò che, purtroppo, accade nelle vicende umane. Ciò non toglie che nessuna persona di buon senso oserebbe mai negare che, nonostante gli errori o le ingiustizie, è comunque necessario che ogni Stato abbia un corpo di polizia che si occupi di tutelare l'ordine pubblico, un sistema giudiziario che, di fronte ad un'accusa o ad un fatto penalmente rilevante, verifichi se una persona è incolpevole o meno ed un sistema carcerario.

    Nel caso di Dio, sappiamo non solo che è buono e giusto, ma che è la bontà e la giustizia stesse per antonomasia. È infinita bontà ed infinita giustizia. Perciò, da Dio non può provenire alcun castigo ingiusto o che non sia, in qualche modo, a fin di bene. A maggior ragione ciò risulta vero se teniamo conto che è infinita misericordia: se Colui che è infinita misericordia infligge un castigo momentaneo, è proprio perché esso è meritato o perché esso è veramente a fin di bene. Se Colui che è infinita misericordia infligge un castigo permanente, è proprio perché chi lo ha ricevuto s'è rifiutato fino all'ultimo di ricevere la sua stessa misericordia, pentendosi amaramente e sinceramente delle proprie colpe.
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  5. #5
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    Predefinito Re: Nella preghiera della messa " Atto di dolore " c'è una istigazione alla guerra

    non hai capito nulla

  6. #6
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    Predefinito Re: Nella preghiera della messa " Atto di dolore " c'è una istigazione alla guerra

    Citazione Originariamente Scritto da Elsass Visualizza Messaggio
    Il pezzo male tradotto é "perché peccando ho meritato il tuo castigo"
    In merito ai dubbi di traduzione che spesso si insinuano, chiariamo che non ci possono essere errori di traduzione perché la formula non ha alcuna difficoltà dal latino all'italiano, in quanto il passaggio è diretto, infatti l'etimologia di "castigare" viene dal latino ed è molto interessante il significato, perché è un composto di "castus" e "agere": rendere puro, purificare. Quindi indica proprio la volontà intrinsecamente buona dell'atto divino.

    Anche per quel che riguarda la Bibbia, il termine compare, come castigo, castighi, castigare... molte volte, 103. Ebraico o greco che sia non ci sono mai dubbi quando un termine compare così tante volte.
    Ultima modifica di emv; 18-08-23 alle 02:41
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  7. #7
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    Predefinito Re: Nella preghiera della messa " Atto di dolore " c'è una istigazione alla guerra


    Scritto da Elsass:
    In questa preghiera Dio viene visto come un castigatore, di conseguenza le persone agiscono anche loro come castigatori e fanno da sempre guerre.
    Il pezzo male tradotto é " perché peccando ho meritato il tuo castigo"
    Dio non castiga altrimenti sarebbe come il male, solo il male castiga, il diavolo.

    [hr]

    Scritto da Giò:
    Se Tizio ruba qualcosa a Caio, secondo te Tizio dev'essere punito per aver commesso un furto a danno di Caio in modo proporzionato?
    Se la tua risposta è sì, allora dovresti capire agevolmente che castigare qualcuno - cioè punirlo - non è necessariamente un male morale, ma può essere un bene.
    Dico "può essere" e non "è" un bene perché ci possono essere castighi ingiusti: ad esempio, un castigo è ingiusto quando qualcuno viene punito per un fatto che non ha commesso oppure quando qualcuno viene punito per un fatto che ha commesso, ma in modo sproporzionato.
    Questo è ciò che, purtroppo, accade nelle vicende umane. Ciò non toglie che nessuna persona di buon senso oserebbe mai negare che, nonostante gli errori o le ingiustizie, è comunque necessario che ogni Stato abbia un corpo di polizia che si occupi di tutelare l'ordine pubblico, un sistema giudiziario che, di fronte ad un'accusa o ad un fatto penalmente rilevante, verifichi se una persona è incolpevole o meno ed un sistema carcerario. Nel caso di Dio, sappiamo non solo che è buono e giusto, ma che è la bontà e la giustizia stesse per antonomasia. È infinita bontà ed infinita giustizia. Perciò, da Dio non può provenire alcun castigo ingiusto o che non sia, in qualche modo, a fin di bene. A maggior ragione ciò risulta vero se teniamo conto che è infinita misericordia: se Colui che è infinita misericordia infligge un castigo momentaneo, è proprio perché esso è meritato o perché esso è veramente a fin di bene. Se Colui che è infinita misericordia infligge un castigo permanente, è proprio perché chi lo ha ricevuto s'è rifiutato fino all'ultimo di ricevere la sua stessa misericordia, pentendosi amaramente e sinceramente delle proprie colpe.

    Quanto scrivi, caro @Giò, è verissimo. Ma, ad un certo punto, il Figlio del Falegname se ne esce fuori con queste parole (1).

    1) Dal mio Testo Sacro di Riferimento:
      


    Come è possibile accettare un Mondo, in cui le cose vadano davvero così? E' mai possibile lasciare che tutti i malvagi facciano il proprio comodo, e del tutto impunemente? Il fatto è che, spesso, i cosiddetti malvagi, a loro volta, di torti ne hanno subiti davvero tanti, spesso in tenerissima età, e spesso sono diventati così feroci, proprio per una forma di vendetta. E noi non possiamo sapere se, tutto quello che hanno subito in precedenza, possa costituire una forma di attenuanti generiche, così numerose, e così grandi, da arrivare perfino ad annullare il crimine commesso.



    A titolo di esempio, andatevi a rileggere come in quel famoso libro, il buon Jean Valjean, ci era arrivato, dentro la casa del cardinale, quando stava per rubargli il candelabro. Come si comportò il cardinale. E come si comportò l'ostinato e cieco poliziotto che gli dava la caccia. Noi, siamo esseri molto limitati. Stabilire quello che davvero sia giusto, e quello che davvero sia sbagliato, è qualcosa che non è alla nostra portata. Non dobbiamo giudicare, per non essere giudicati. Ma anche perché, per giudicare, c'è già qualcuno che sta aspettando a farlo. Ed il suo giudizio, è giusto. E' l'unico che lo è davvero. Perché, da sempre, sa tutto, di tutti. Peggio di un Truman Show, applicato ad ognuno dei più di 8 miliardi di esseri umani che siamo, più tutti quelli che ci hanno preceduto, ovvero che sono già diventati concime per l'albero di pere. E poi, se c'è davvero un Giudice, ed è un giudice capace di sapere sia quello che abbiamo fatto, e addirittura quello che abbiamo pensato, non è vero che un malvagio rimarrebbe impunito. La sua punizione, è soltanto rimandata, fino al giorno del processo. Quel processo, senza lungaggini, senza bolli, pubblici ministeri ed avvocati, che durerà un solo giorno.

    Ah, piace anche a me la frase del profeta Geremia che hai messo sulla tua firma. Se vuoi che uno possa legge tutto quanto ha detto, metti nella tua firma il link al testo completo. Questo qui sotto.

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Geremia 17, 5)

    Ovvero, devi appiccicare sulla tuo pannello utente questo:



    E' molto importante mandare a mente quell'ammonizione. Perché l'uomo, anche il migliore degli uomini, è solo una brutta copia di quello che è Dio. Ed è solo a Dio che dobbiamo guardare, per capire che cosa sia giusto fare. E per capire come la pensi, e che cosa voglia da noi, ci ha lasciato tutta una serie di 'megafoni', nell'arco di svariati secoli, che di tanto in tanto si sono sintonizzati sulla sua esatta lunghezza d'onda. Tipo il buon Geremia, il buon Isaia, e il più preparato e ferrato di tutti, ovvero il Figlio del Falegname. Che è stato istruito, vis a vis, a tu per tu, direttamente da colui che ha fatto dalla prima all'ultima molecola, delle stelle che potete vedere stanotte. E a questo punto che facciamo questa notte? Beh, oltre che a guardare lo spettacolo, ci troviamo un posto poco illuminato, senza inquinamento luminoso, e gli chiediamo sempre la stessa cosa, ovvero la preghiera che non fa perdere tempo né a noi, né a lui:



    "Tu sai già esattamente quello che è giusto fare. Fa tutto quello che, dalla notte dei tempi, avevi già deciso di fare. Ma fa ancora più in fretta"


    E quindi, se fosse per me, in questi giorni, oltre che spalancare i confini all'arrivo dei migranti, io aprirei dalla prima, all'ultima cella delle nostre patrie galere.






    Il post originale era qui:
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  8. #8
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    Predefinito Re: Nella preghiera della messa " Atto di dolore " c'è una istigazione alla guerra

    Se pensi che quello che ti ho scritto è Arabo, caro @attila621, no, non è arabo... L'Arabo, è questo...


      





    Fine. Ca$$eggio.
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  9. #9
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    Predefinito Re: Nella preghiera della messa " Atto di dolore " c'è una istigazione alla guerra

    Buongiorno caro Serafino... bentornato... dalla tua missione in giro per i siti di mezzo mondo, immagino?... A portare la buona novella apocalittica...

    e sei venuto ad incasinare questo 3D... come al solito... possibile che non riesci ad essere più breve e meno ridonante di paccottiglia visiva?
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  10. #10
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    Predefinito Re: Nella preghiera della messa " Atto di dolore " c'è una istigazione alla guerra

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Se Tizio ruba qualcosa a Caio, secondo te Tizio dev'essere punito per aver commesso un furto a danno di Caio in modo proporzionato?
    Se la tua risposta è sì, allora dovresti capire agevolmente che castigare qualcuno - cioè punirlo - non è necessariamente un male morale, ma può essere un bene.
    Dico "può essere" e non "è" un bene perché ci possono essere castighi ingiusti: ad esempio, un castigo è ingiusto quando qualcuno viene punito per un fatto che non ha commesso oppure quando qualcuno viene punito per un fatto che ha commesso, ma in modo sproporzionato.
    Questo è ciò che, purtroppo, accade nelle vicende umane. Ciò non toglie che nessuna persona di buon senso oserebbe mai negare che, nonostante gli errori o le ingiustizie, è comunque necessario che ogni Stato abbia un corpo di polizia che si occupi di tutelare l'ordine pubblico, un sistema giudiziario che, di fronte ad un'accusa o ad un fatto penalmente rilevante, verifichi se una persona è incolpevole o meno ed un sistema carcerario.

    Nel caso di Dio, sappiamo non solo che è buono e giusto, ma che è la bontà e la giustizia stesse per antonomasia. È infinita bontà ed infinita giustizia. Perciò, da Dio non può provenire alcun castigo ingiusto o che non sia, in qualche modo, a fin di bene. A maggior ragione ciò risulta vero se teniamo conto che è infinita misericordia: se Colui che è infinita misericordia infligge un castigo momentaneo, è proprio perché esso è meritato o perché esso è veramente a fin di bene. Se Colui che è infinita misericordia infligge un castigo permanente, è proprio perché chi lo ha ricevuto s'è rifiutato fino all'ultimo di ricevere la sua stessa misericordia, pentendosi amaramente e sinceramente delle proprie colpe.
    Sulla questione dell'Inferno però è doveroso dire questo: “L’espressione l’inferno è stato preparato va intesa nel medesimo modo in cui si dice che uno si è preparato a soffrire determinati mali con il proprio comportamento.
    Un proverbio popolare dice che “chi è causa del suo mal, pianga se stesso”.

    2. San Tommaso quando commenta il passo evangelico riguardante il giudizio universale fa propria una sentenza di Origene: “Bisogna poi considerare che ai santi fu detto «Benedetti del Padre mio», ma ora ai dannati non viene detto: andate maledetti del Padre mio: infatti l’amministratore delle benedizioni è il Padre, ma della maledizione è attore chiunque nei riguardi di se stesso, se opera cose degne di maledizione” (Cfr. Commento a Matteo, 25,41).

    3. Aggiunge San Tommaso: “Essi stessi (i dannati) hanno acquisito la morte (spirituale) per se stessi con le proprie mani, secondo quanto è detto in Is 31,7 ‘In quel giorno ognuno rigetterà i suoi idoli d’argento e i suoi idoli d’oro, lavoro delle vostre mani peccatrici’” (Commento in Matteo, 25,41).

    4. Va nell’inferno chi in questa vita non ha voluto imparare ad amare Dio e ad amare il prossimo.
    Qualcuno ha detto che “l’inferno è la sofferenza di non poter più amare”.
    Questa sofferenza radicale è stata scelta dal dannato stesso durante la sua vita terrena. È una scelta che condiziona inesorabilmente la sua vita futura.
    Non si comincia ad amare il giorno dopo la morte.
    La morte cristallizza per sempre la condizione che ognuno si è costruito con le proprie mani.
    Di qui quella rabbia di tutti contro tutti e contro Dio che caratterizza l’inferno.
    L’inferno pertanto non è stato creato da Dio, ma è stato preparato da Lucifero e dagli angeli ribelli nell’istante stesso del loro rifiuto di Dio.
    Tutto il contenuto dell’inferno sgorga di qui.

    5. Un filosofo cristiano Maurice Blondel ha scritto opportunamente: “Dire che la città dolente e i suoi supplizi sono opera della somma Sapienza e del primo Amore significa attribuire a Dio una responsabilità che grava esclusivamente sugl’impenitenti: si tratta di una conseguenza, non di una volontà diretta e di una espressa creazione dell’amore divino.
    La pena del dannato è l’effetto, non lo scopo della Giustizia, della Sapienza e dell’Amore misconosciuto” (M. Blondel, La philosophie et l’esprit chrétien, t. II, p. 356).


    https://www.amicidomenicani.it/come-...-bonta-di-dio/
    Ultima modifica di emv; 26-08-23 alle 19:28 Motivo: problema al link
    Socio Fondatore di AS - Alternativa Sociale

 

 
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