Firenze, simpatica trattoria alla buona.
Ad un tavolo al fianco al mio siedono quattro agenti immobiliari.
Abitìni blu con pantaloni alla sviluppo, mocassini in cuoio con le nappine danzanti - rigorosamente senza calze.
Camicia bianca con la sigla, cravattona blu con un nodo che sembra un pugno di Mike Tyson.
Immancabile Rolex al polso (vero? Falso? Vattelapesca).
Braccialettini in cuoio e metallo, puzza di eau de toilette da far impallidire una puttana francese del sedicesimo secolo.
Gridano come aquile scuoiate, cianciando di immobiliari cinesi, grandi business, strategie, sviluppo, miliardi ed affari imperdibili.
Ad un certo punto gettano sul tavolo assegni spiegazzati, che si girano di mano in mano con facce compunte e santimoniose.
Eccole qui le virtuose partite iva, sterco dell’umanità, volgarità ipostatica, figli primigeni di quella puttana che è l’Italia.
Ringraziate Dio che non si può avere il porto d’armi. (CUT)




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