Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 52
  1. #1
    Socialdemocratico filo-UE
    Data Registrazione
    16 Nov 2022
    Località
    Pozzi Neri, Macroverso
    Messaggi
    5,018
     Likes dati
    1,082
     Like avuti
    438
    Mentioned
    119 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Chi è stato Napolitano

    Giorgio Napolitano, ex presidente della Repubblica per due mandati tra il 2006 e il 2015 e primo della storia d’Italia a essere rieletto, è morto venerdì a 98 anni. Napolitano era in condizioni di salute precarie da molto tempo per via dell’età, e si era aggravato negli ultimi giorni: al momento della morte si trovava nella clinica privata Salvator Mundi a Roma. Una camera ardente verrà allestita a palazzo Madama, la sede del Senato, e martedì in piazza Montecitorio, fuori dal palazzo della Camera dei deputati, si celebreranno i funerali di Stato, laici: lo stesso giorno sarà dichiarato lutto nazionale.

    Per decenni esponente di spicco del Partito comunista italiano (PCI) nella cosiddetta Prima Repubblica, poi presidente della Camera e ministro dell’Interno dopo il 1992, Napolitano raggiunse il massimo della sua influenza politica in tarda età, durante il primo mandato da presidente della Repubblica in cui si trovò a gestire momenti delicati dal punto di vista politico e turbolenti dal punto di vista economico.

    Benché sia sempre rimasto all’interno dei dettami costituzionali, che prevedono un allargamento dei poteri del capo dello Stato nei periodi di maggiore instabilità del sistema politico, Napolitano è ricordato come un presidente della Repubblica particolarmente interventista. Durante il periodo della crisi dei debiti sovrani, che rischiò di far collassare l’economia italiana nel 2011, spinse per far dimettere l’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nominando poi un governo tecnico presieduto da Mario Monti.

    Ma fu soprattutto durante la fase successiva, dopo le elezioni del 2013, che Napolitano diventò un presidente controverso, ritenuto a volte troppo ingombrante da alcune forze politiche. In quelle elezioni il Movimento 5 Stelle ottenne un risultato molto al di sopra delle aspettative, e il fatto che Napolitano nominò non uno ma due governi di “larghe intese” tra centrosinistra e centrodestra che escludevano il M5S venne usato a lungo come strumento di propaganda, per attacchi politici sia contro Napolitano stesso che contro i due presidenti del Consiglio di quegli anni, Enrico Letta e Matteo Renzi.

    Sui giornali e tra i critici si cominciò a chiamare Napolitano “Re Giorgio”, un soprannome che poi avrebbe assunto in parte anche connotati positivi.

    Giorgio Napolitano nacque a Napoli il 29 giugno del 1925 in una famiglia della borghesia, tre anni dopo l’inizio del ventennio fascista. Il padre, Giovanni, era un avvocato e poeta, originario di Gallo di Comiziano, un piccolo paese della provincia di Napoli. La madre, Carolina Bobbio, era di origini piemontesi. Nei primi anni di vita abitò a Napoli, in via Monte di Dio, nei Quartieri Spagnoli a pochi passi da piazza del Plebiscito. Fece il liceo classico e si laureò in giurisprudenza all’Università di Napoli Federico II nel 1947 con una tesi di economia politica sul «mancato sviluppo del mezzogiorno».

    Durante l’università Napolitano scrisse articoli per la rivista dei Gruppi universitari fascisti (GUF), un gruppo studentesco di volontari, e prese parte alle attività teatrali e cinematografiche. Recitò in alcuni spettacoli e scrisse sonetti in dialetto napoletano con lo pseudonimo di Tommaso Pignatelli.

    Nel PCI Napolitano fece a lungo parte della corrente riformista, favorevole alla cosiddetta “via italiana al socialismo”. Per i riformisti la strada per arrivare al socialismo non era la contrapposizione netta al capitalismo o la rivoluzione. Bisognava portare avanti graduali riforme, con l’aiuto dei partiti socialisti italiani e ispirandosi ai partiti socialdemocratici europei. I riformisti furono sempre in contrapposizione con l’ala più radicale e di sinistra del PCI. Il principale esponente riformista era Giorgio Amendola, ma dopo la sua morte, negli anni Ottanta, Napolitano fondò la sua corrente di cui restò a lungo il capo: i “miglioristi”.

    L’adesione di Napolitano al comunismo moderato e riformista non fu immediata: fu un percorso lungo che nella sua autobiografia descrisse come «un’evoluzione» piena di un «grave tormento autocritico». Napolitano prese i primi contatti con gli esponenti del PCI già nel 1944, tramite le sue amicizie nei circoli intellettuali e culturali di Napoli, che era stata liberata dall’occupazione tedesca l’anno prima. Nel novembre del 1945, pochi mesi dopo la fine della guerra, si iscrisse al PCI. Prima di laurearsi, nel 1947, era divenuto segretario federale di Napoli e Caserta. Poi nel 1953 venne eletto per la prima volta al parlamento: da allora e fino al 1996, con l’unica eccezione della IV legislatura, venne sempre rieletto nella circoscrizione di Napoli.

    Il momento più drammatico di quel periodo, come raccontò lui stesso, fu causato dall’invasione sovietica dell’Ungheria. In seguito agli accordi di pace stipulati alla fine della Seconda guerra mondiale l’Ungheria, come il resto dell’Europa orientale, si era trovata nella sfera di influenza dell’Unione Sovietica. Gli ungheresi si ribellarono alla dittatura filosovietica e all’occupazione militare nel 1956, e la repressione della rivoluzione da parte dell’esercito russo costò più di duemila morti.

    Fu un momento di crisi per il comunismo internazionale. In Italia il leader della CGIL Giuseppe Di Vittorio definì i sovietici «una banda di assassini». Diversi amici di Napolitano, tra cui Antonio Ghirelli e Giuseppe Patroni Griffi, si allontanarono definitivamente dal partito. La linea ufficiale però rimase saldamente filosovietica. L’Unità, all’epoca quotidiano del partito, definì i rivoluzionari «teppisti» e «spregevoli provocatori». Lo stesso Napolitano rimase su questa linea e disse che «l’intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo», mentre quando avvenne una cosa simile il decennio successivo in Cecoslovacchia criticò l’invasione. Nel 2006 Napolitano volle fare la sua prima visita ufficiale da presidente della Repubblica a Budapest, la capitale dell’Ungheria, dove depose una corona di fiori sulla tomba di Imre Nagy, il presidente dell’Ungheria rivoluzionaria ucciso dai sovietici.

    Alla morte di Amendola nel 1980 la sua eredità venne raccolta dalla corrente dei “miglioristi”, di cui Napolitano fu leader a lungo. Il “migliorismo” derivava il suo nome dall’idea che fosse possibile “migliorare” gradualmente il capitalismo, attraverso una serie di riforme da portare avanti con una partecipazione attiva al governo.

    Tra il 1989 e il 1991 si svolse il lungo processo iniziato con la cosidetta “Svolta della Bolognina”, che avrebbe portato allo scioglimento del PCI il 3 febbraio 1991. Per Napolitano furono anni in cui si distaccò sempre più dalla vita operativa nel partito per diventare una figura più istituzionale, una sorta di padre nobile della sinistra che potesse assumere cariche importanti per cui era richiesta una certa imparzialità.
    Nel 1992 venne eletto presidente della Camera, in piena crisi politica dovuta agli scandali di Tangentopoli e ai processi dell’inchiesta “Mani Pulite”. Durante il primo governo Prodi divenne il primo ministro dell’Interno proveniente dal PCI.

    Per le stesse qualità venne nominato nel 2005 senatore a vita e poi diventò l’undicesimo presidente della Repubblica, eletto alla quarta votazione con 543 voti. All’inizio il suo mandato filò senza troppi scossoni, poi nel 2010 cominciò la crisi dei debiti sovrani. In estrema sintesi, nella crisi generale dell’economia dovuta al fallimento della grande banca d’affari americana Lehman Brothers, gli Stati europei più deboli dal punto di vista economico entrarono a loro volta in crisi, Italia compresa: lo spread, cioè il differenziale tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, salì in maniera allarmante nel 2011 arrivando al suo massimo storico (574 punti base) a novembre.

    Il governo era presieduto da Berlusconi, che non sembrava avere piena contezza della gravità della situazione, nonostante gli avvertimenti della Commissione Europea e degli altri capi di governo. Napolitano, si scoprì poi, aveva già sondato le possibilità di sostituire Berlusconi in estate. Berlusconi si dimise però soltanto il 9 novembre successivo, e Napolitano, sposando in pieno le indicazioni dell’Europa, nominò presidente del Consiglio l’economista Mario Monti. Disse che la cosiddetta austerity, fatta di tagli all’economia e rigore di bilancio, era necessaria e che sarebbe stato un periodo di sacrifici per l’Italia.

    Per il modo con cui gestì la situazione e per l’immobilismo che stava attraversando il sistema politico di allora, alla scadenza del settennato Napolitano venne rieletto contro la sua volontà, a patto che da lì in avanti tutta la politica si impegnasse a portare avanti le riforme che servivano al paese. Questo messaggio venne sintetizzato efficacemente nel discorso al parlamento con cui Napolitano accettò di farsi rieleggere, un discorso fatto con i toni che avrebbe usato un docente di fronte a una scolaresca.

    Si aprì un’altra fase di instabilità, perché c’erano appena state le elezioni nel febbraio precedente. Ne era uscito un quadro frammentato in tre poli, da un lato il centrodestra, dall’altro il centrosinistra, e in mezzo il Movimento 5 Stelle che non aveva intenzione di allearsi con nessuno. La formula che venne trovata fu un governo “di larghe intese” tra centrosinistra e centrodestra: individuò nel vicesegretario del PD, Enrico Letta, la figura che avrebbe potuto mediare tra le due parti.

    Il governo Letta però durò poco a causa dei sommovimenti interni al Partito Democratico e all’improvvisa crescita dei consensi dell’allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi. A gennaio del 2014 diventò segretario del PD, mettendo Letta in minoranza, e il mese dopo fece cadere il suo governo. Di fronte a tutto questo Napolitano non ebbe un ruolo molto attivo, si limitò a dire che le sorti del governo dipendevano dal PD. La direzione del partito decise che Letta si doveva dimettere e Napolitano sancì la situazione nominando Renzi nuovo presidente del Consiglio.

    A gennaio dell’anno successivo, viste le intenzioni riformatrici del governo che aveva nominato e vista l’età già piuttosto avanzata, Napolitano si dimise dalla sua carica: prima di lui lo avevano fatto solo Antonio Segni (per motivi di salute), Giovanni Leone e Francesco Cossiga, entrambi quando mancavano soltanto pochi mesi alla fine del settennato. Nel discorso di fine anno del 2014, Napolitano aveva detto: «A quanti auspicano – anche per fiducia e affetto nei miei confronti – che continui nel mio impegno, come largamente richiestomi nell’aprile 2013, dico semplicemente che ho il dovere di non sottovalutare i segni dell’affaticamento e le incognite che essi racchiudono, e dunque di non esitare a trarne le conseguenze». Gli succedette Sergio Mattarella, ancora oggi in carica, anche lui al suo secondo mandato.

    https://www.ilpost.it/2023/09/22/gio...olitano-morto/

  2. #2
    iperbannatiSSimo
    Data Registrazione
    28 Jul 2010
    Messaggi
    79,128
     Likes dati
    26,105
     Like avuti
    44,111
    Mentioned
    3700 Post(s)
    Tagged
    23 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: Chi è stato Napolitano

    Napolitano è stato anche quello che quando era nel parlamento europeo si faceva rimborsare 800€ di viaggio in aereo quando il biglietto costava 90€, incassando 700 € puliti esentasse... alla faccia dei fessi cittadini che lavorano e pagano le tasse per pagare lui .
    La denuncia fu di un giornalista tedesco.

    https://www.dcnews.it/2023/09/22/qua...per-bruxelles/
    When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
    "Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)

  3. #3
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Feb 2021
    Messaggi
    1,789
     Likes dati
    37
     Like avuti
    308
    Mentioned
    79 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Chi è stato Napolitano

    Purtroppo nella sua carriera di presidente c'é una grave macchia: nominò Silvio Berlusconi presidente del Consiglio dei Ministri.

  4. #4
    Super Troll
    Data Registrazione
    13 Oct 2010
    Località
    cagliari
    Messaggi
    78,414
     Likes dati
    3,887
     Like avuti
    9,803
    Mentioned
    357 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito Re: Chi è stato Napolitano

    Citazione Originariamente Scritto da Triangolo nero Visualizza Messaggio
    Napolitano è stato anche quello che quando era nel parlamento europeo si faceva rimborsare 800€ di viaggio in aereo quando il biglietto costava 90€, incassando 700 € puliti esentasse... alla faccia dei fessi cittadini che lavorano e pagano le tasse per pagare lui .
    La denuncia fu di un giornalista tedesco.

    https://www.dcnews.it/2023/09/22/qua...per-bruxelles/
    era un comunista al quale piacevano i soldi.. perciò i lavoratori italiani la hanno sempre presa in saccoccia..
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  5. #5
    iperbannatiSSimo
    Data Registrazione
    28 Jul 2010
    Messaggi
    79,128
     Likes dati
    26,105
     Like avuti
    44,111
    Mentioned
    3700 Post(s)
    Tagged
    23 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: Chi è stato Napolitano

    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    era un comunista al quale piacevano i soldi.. perciò i lavoratori italiani la hanno sempre presa in saccoccia..
    Comunista??? mah... è stato fascista in tempo di fascismo, sostenitore dell'operazione Barbarossa per "civilizzare i popoli slavi"... poi ha mollato l'orbace e ha iniziato a sventolare la bandiera rossa, mutato ancora il vento è diventato atlantista... la parola migliore per definire il Napo credo sia.... opportunista.
    When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
    "Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)

  6. #6
    Me, Myself, I
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    170,330
     Likes dati
    12,341
     Like avuti
    15,469
    Mentioned
    593 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: Chi è stato Napolitano

    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Riassuntino:


    Il Peggiorista
    Marco Travaglio
    Il Fatto Quotidiano 24.09.2023

    Ci vuole un gran talento a fare il parlamentare per 70 anni, il presidente della Repubblica per nove, il presidente della Camera per 5, il ministro dell’Interno per 2 senza mai azzeccarne una. Quindi Napolitano di talento ne aveva da vendere. Fascista fino alla Liberazione e poi comunista, nel 1956 esalta l’Armata Rossa che soffoca nel sangue la rivolta di Budapest, anzi libera l’Ungheria dal “caos” e dalla “controrivoluzione” e “salva la pace nel mondo”. Plaude al Pcus che esilia Solzenicyn. Partecipa all’espulsione dei dissidenti del manifesto, critici sull’invasione della Cecoslovacchia. Poi diventa il “comunista preferito” di Kissinger, ma anche della Fininvest. Capo della destra Pci (i “miglioristi”, detti “piglioristi” per le loro arti prensili), fa la guerra a Berlinguer che osa porre la “questione morale” e chiamare Craxi col suo nome: “gangster”. Nel ‘92, quando i gangster finiscono sotto inchiesta, è presidente della Camera e legge in aula la lettera del socialista Moroni, suicidatosi perché coinvolto in Tangentopoli, fiancheggiando l’assalto degli impuniti a Mani Pulite.
    Nel 2006, dopo un passaggio al Viminale sanza infamia e sanza lode, diventa presidente della Repubblica. E inizia a impicciarsi dappertutto in barba alla Costituzione. Come racconterà il ministro Padoa Schioppa, mette i bastoni fra le ruote al Prodi 2 in nome della prima missione della sua presidenza: le larghe intese con B. (il leader Pd Veltroni gli va dietro e si brucia subito). La seconda è l’attacco a tutti i magistrati che indagano sul potere: Woodcock, De Magistris, Robledo, Forleo e i pm di Palermo che hanno scoperto la trattativa Stato-mafia, trascinati alla Consulta perché intercettando Mancino si sono imbattuti nella sua sacra Voce. Moniti, pressioni e sanzioni tramite il Csm, ringraziamenti ai procuratori che sterilizzano le indagini scomode (come Bruti Liberati sul caso Expo) e interventi a gamba tesa contro chi non lo farebbe mai (come quello che blocca il Csm perché non nomini Lo Forte a Palermo). Al terzo governo B. la dà sempre vinta, firmando tutte le leggi vergogna (tranne il decreto Englaro). E quando il Caimano ne fa una giusta opponendosi all’attacco Nato in Libia, lo costringe a intrupparsi. Lo salva pure dalla sfiducia dei finiani, rinviandola di due mesi e dandogli tempo di comprare i “responsabili”. Lo scaricherà solo quando lo farà l’establishment nazionale e internazionale. Intanto scava trincee contro i 5Stelle che minacciano l’Ancien Régime di cui è santo patrono e imbalsamatore. “Boom dei 5Stelle? Non vedo nessun boom”, esclama stizzito ai loro primi successi. Va bene ‘sta democrazia; ma, se il popolo non obbedisce, si abolisce il popolo.
    Nel 2011 B. si arrende allo spread e agli scandali e lui, per scongiurare le elezioni, architetta il governo tecnico di Monti, che fa pagare la crisi ai più deboli. Crede di aver salvato l’establishment, invece nel 2013 il M5S balza da zero al 25,5%, alla pari col Pd di Bersani, che prima di Monti aveva la vittoria in tasca. Napolitano dà il meglio di sé: dopo aver giurato per mesi che mai si farà rieleggere, briga per il bis per sbarrare la strada a Rodotà, candidato di Grillo, Vendola e base dem (occupy Pd di Schlein) e a Prodi (impallinato dai franchi tiratori che, per sua maggior gloria, uccidono pure Bersani): due presidenti che rispetterebbero gli elettori benedicendo un governo di cambiamento M5S-Pd-Sel. Incontra B. per garantirsene l’appoggio, si fa rieleggere da Pd, FI e Centro e crea in laboratorio il governo Letta con i partiti che han perso le elezioni per tener fuori chi le ha vinte. Un altro golpe bianco, ma pure miope: all’opposizione ci sono M5S, Lega e FdI: i partiti che vinceranno le elezioni dal 2018 al 2022. Mentre i giudici di Palermo distruggono le sue intercettazioni, lui commissaria le Camere con un discorso della corona mai visto prima in una Repubblica parlamentare: la sua presidenza bis sarà a tempo (ma la Costituzione parla di 7 anni) e “a condizione” (che i partiti che l’han rieletto formino il governo e riformino la Costituzione che ha giurato di difendere per ben due volte).
    Però il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi: dopo tre mesi B. viene condannato in Cassazione e deve lasciare il Parlamento per la Severino. Lui gli dà pubblicamente le istruzioni per ottenere una grazia incostituzionale, che gli promette in segreto se lascerà il Senato prima di venirne cacciato: tutto purché FI tenga in piedi Letta. Ma FI se ne va col suo leader pregiudicato: altri intrighi per far nascere il Ncd coi cinque ministri forzisti imbullonati alla poltrona. Letta comunque va a casa nel febbraio 2014, cacciato da Renzi che ha vinto le primarie Pd all’insegna della “rottamazione”. Napolitano cambia cavallo e provvede subito a formattare il Rignanese per la restaurazione. Dalla lista dei ministri, piena di impresentabili, depenna l’unico buono: Gratteri (non sia mai che faccia funzionare la Giustizia). E impone a Renzi la sua vera fissazione: la riforma costituzionale per verticalizzare vieppiù il potere, come chiedono i poteri finanziari italiani e internazionali. Renzi esegue e ci rimane stecchito, entrando di diritto nel Comitato Vittime di Napolitano insieme a Prodi, Veltroni, Letta, Bersani, Fini e Monti. Re Giorgio si dimette nel 2015, giusto in tempo per perdersi i boom dei 5Stelle alle Comunali del 2016 a Roma e Torino e alle Politiche del 2018. Con tutto quello che ha fatto per loro.
    ---

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    14 Apr 2009
    Località
    Cagliari (Sardegna)
    Messaggi
    27,892
     Likes dati
    7,636
     Like avuti
    8,475
    Mentioned
    1151 Post(s)
    Tagged
    32 Thread(s)

    Predefinito Re: Chi è stato Napolitano

    Un traditore due volte. La prima del comunismo (non ho mai capito perché il PCI non lo ha mai sbattuto fuori dal Partito), la seconda dell' Italia.
    Ha fatto sempre gli interessi di Usa, Francia e Germania sia da "comunista" che da PdR.

  8. #8
    AUT CONSILIO AUT ENSE
    Data Registrazione
    30 Oct 2009
    Località
    Granducato di Toscana
    Messaggi
    154,519
     Likes dati
    24,567
     Like avuti
    49,866
    Mentioned
    3008 Post(s)
    Tagged
    77 Thread(s)

    Predefinito Re: Chi è stato Napolitano

    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  9. #9
    iperbannatiSSimo
    Data Registrazione
    28 Jul 2010
    Messaggi
    79,128
     Likes dati
    26,105
     Like avuti
    44,111
    Mentioned
    3700 Post(s)
    Tagged
    23 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    1

    Predefinito Re: Chi è stato Napolitano

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Se la gioca con l'Oscar Luigi
    When history comes to you enforced by law, only one thing is certain: IT'S A LIE!
    "Amo i solitari, i diversi, quelli che non incontri mai. Quelli persi, andati, spiritati, fottuti. Quelli con l'anima in fiamme." (Charles Bukowsky)

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    15 May 2011
    Messaggi
    11,590
     Likes dati
    4
     Like avuti
    695
    Mentioned
    88 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Chi è stato Napolitano

    Citazione Originariamente Scritto da Gastida Visualizza Messaggio
    Giorgio Napolitano, ex presidente della Repubblica per due mandati tra il 2006 e il 2015 e primo della storia d’Italia a essere rieletto, è morto venerdì a 98 anni. Napolitano era in condizioni di salute precarie da molto tempo per via dell’età, e si era aggravato negli ultimi giorni: al momento della morte si trovava nella clinica privata Salvator Mundi a Roma. Una camera ardente verrà allestita a palazzo Madama, la sede del Senato, e martedì in piazza Montecitorio, fuori dal palazzo della Camera dei deputati, si celebreranno i funerali di Stato, laici: lo stesso giorno sarà dichiarato lutto nazionale.

    Per decenni esponente di spicco del Partito comunista italiano (PCI) nella cosiddetta Prima Repubblica, poi presidente della Camera e ministro dell’Interno dopo il 1992, Napolitano raggiunse il massimo della sua influenza politica in tarda età, durante il primo mandato da presidente della Repubblica in cui si trovò a gestire momenti delicati dal punto di vista politico e turbolenti dal punto di vista economico.

    Benché sia sempre rimasto all’interno dei dettami costituzionali, che prevedono un allargamento dei poteri del capo dello Stato nei periodi di maggiore instabilità del sistema politico, Napolitano è ricordato come un presidente della Repubblica particolarmente interventista. Durante il periodo della crisi dei debiti sovrani, che rischiò di far collassare l’economia italiana nel 2011, spinse per far dimettere l’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nominando poi un governo tecnico presieduto da Mario Monti.

    Ma fu soprattutto durante la fase successiva, dopo le elezioni del 2013, che Napolitano diventò un presidente controverso, ritenuto a volte troppo ingombrante da alcune forze politiche. In quelle elezioni il Movimento 5 Stelle ottenne un risultato molto al di sopra delle aspettative, e il fatto che Napolitano nominò non uno ma due governi di “larghe intese” tra centrosinistra e centrodestra che escludevano il M5S venne usato a lungo come strumento di propaganda, per attacchi politici sia contro Napolitano stesso che contro i due presidenti del Consiglio di quegli anni, Enrico Letta e Matteo Renzi.

    Sui giornali e tra i critici si cominciò a chiamare Napolitano “Re Giorgio”, un soprannome che poi avrebbe assunto in parte anche connotati positivi.

    Giorgio Napolitano nacque a Napoli il 29 giugno del 1925 in una famiglia della borghesia, tre anni dopo l’inizio del ventennio fascista. Il padre, Giovanni, era un avvocato e poeta, originario di Gallo di Comiziano, un piccolo paese della provincia di Napoli. La madre, Carolina Bobbio, era di origini piemontesi. Nei primi anni di vita abitò a Napoli, in via Monte di Dio, nei Quartieri Spagnoli a pochi passi da piazza del Plebiscito. Fece il liceo classico e si laureò in giurisprudenza all’Università di Napoli Federico II nel 1947 con una tesi di economia politica sul «mancato sviluppo del mezzogiorno».

    Durante l’università Napolitano scrisse articoli per la rivista dei Gruppi universitari fascisti (GUF), un gruppo studentesco di volontari, e prese parte alle attività teatrali e cinematografiche. Recitò in alcuni spettacoli e scrisse sonetti in dialetto napoletano con lo pseudonimo di Tommaso Pignatelli.

    Nel PCI Napolitano fece a lungo parte della corrente riformista, favorevole alla cosiddetta “via italiana al socialismo”. Per i riformisti la strada per arrivare al socialismo non era la contrapposizione netta al capitalismo o la rivoluzione. Bisognava portare avanti graduali riforme, con l’aiuto dei partiti socialisti italiani e ispirandosi ai partiti socialdemocratici europei. I riformisti furono sempre in contrapposizione con l’ala più radicale e di sinistra del PCI. Il principale esponente riformista era Giorgio Amendola, ma dopo la sua morte, negli anni Ottanta, Napolitano fondò la sua corrente di cui restò a lungo il capo: i “miglioristi”.

    L’adesione di Napolitano al comunismo moderato e riformista non fu immediata: fu un percorso lungo che nella sua autobiografia descrisse come «un’evoluzione» piena di un «grave tormento autocritico». Napolitano prese i primi contatti con gli esponenti del PCI già nel 1944, tramite le sue amicizie nei circoli intellettuali e culturali di Napoli, che era stata liberata dall’occupazione tedesca l’anno prima. Nel novembre del 1945, pochi mesi dopo la fine della guerra, si iscrisse al PCI. Prima di laurearsi, nel 1947, era divenuto segretario federale di Napoli e Caserta. Poi nel 1953 venne eletto per la prima volta al parlamento: da allora e fino al 1996, con l’unica eccezione della IV legislatura, venne sempre rieletto nella circoscrizione di Napoli.

    Il momento più drammatico di quel periodo, come raccontò lui stesso, fu causato dall’invasione sovietica dell’Ungheria. In seguito agli accordi di pace stipulati alla fine della Seconda guerra mondiale l’Ungheria, come il resto dell’Europa orientale, si era trovata nella sfera di influenza dell’Unione Sovietica. Gli ungheresi si ribellarono alla dittatura filosovietica e all’occupazione militare nel 1956, e la repressione della rivoluzione da parte dell’esercito russo costò più di duemila morti.

    Fu un momento di crisi per il comunismo internazionale. In Italia il leader della CGIL Giuseppe Di Vittorio definì i sovietici «una banda di assassini». Diversi amici di Napolitano, tra cui Antonio Ghirelli e Giuseppe Patroni Griffi, si allontanarono definitivamente dal partito. La linea ufficiale però rimase saldamente filosovietica. L’Unità, all’epoca quotidiano del partito, definì i rivoluzionari «teppisti» e «spregevoli provocatori». Lo stesso Napolitano rimase su questa linea e disse che «l’intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, ma alla pace nel mondo», mentre quando avvenne una cosa simile il decennio successivo in Cecoslovacchia criticò l’invasione. Nel 2006 Napolitano volle fare la sua prima visita ufficiale da presidente della Repubblica a Budapest, la capitale dell’Ungheria, dove depose una corona di fiori sulla tomba di Imre Nagy, il presidente dell’Ungheria rivoluzionaria ucciso dai sovietici.

    Alla morte di Amendola nel 1980 la sua eredità venne raccolta dalla corrente dei “miglioristi”, di cui Napolitano fu leader a lungo. Il “migliorismo” derivava il suo nome dall’idea che fosse possibile “migliorare” gradualmente il capitalismo, attraverso una serie di riforme da portare avanti con una partecipazione attiva al governo.

    Tra il 1989 e il 1991 si svolse il lungo processo iniziato con la cosidetta “Svolta della Bolognina”, che avrebbe portato allo scioglimento del PCI il 3 febbraio 1991. Per Napolitano furono anni in cui si distaccò sempre più dalla vita operativa nel partito per diventare una figura più istituzionale, una sorta di padre nobile della sinistra che potesse assumere cariche importanti per cui era richiesta una certa imparzialità.
    Nel 1992 venne eletto presidente della Camera, in piena crisi politica dovuta agli scandali di Tangentopoli e ai processi dell’inchiesta “Mani Pulite”. Durante il primo governo Prodi divenne il primo ministro dell’Interno proveniente dal PCI.

    Per le stesse qualità venne nominato nel 2005 senatore a vita e poi diventò l’undicesimo presidente della Repubblica, eletto alla quarta votazione con 543 voti. All’inizio il suo mandato filò senza troppi scossoni, poi nel 2010 cominciò la crisi dei debiti sovrani. In estrema sintesi, nella crisi generale dell’economia dovuta al fallimento della grande banca d’affari americana Lehman Brothers, gli Stati europei più deboli dal punto di vista economico entrarono a loro volta in crisi, Italia compresa: lo spread, cioè il differenziale tra il rendimento dei titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, salì in maniera allarmante nel 2011 arrivando al suo massimo storico (574 punti base) a novembre.

    Il governo era presieduto da Berlusconi, che non sembrava avere piena contezza della gravità della situazione, nonostante gli avvertimenti della Commissione Europea e degli altri capi di governo. Napolitano, si scoprì poi, aveva già sondato le possibilità di sostituire Berlusconi in estate. Berlusconi si dimise però soltanto il 9 novembre successivo, e Napolitano, sposando in pieno le indicazioni dell’Europa, nominò presidente del Consiglio l’economista Mario Monti. Disse che la cosiddetta austerity, fatta di tagli all’economia e rigore di bilancio, era necessaria e che sarebbe stato un periodo di sacrifici per l’Italia.

    Per il modo con cui gestì la situazione e per l’immobilismo che stava attraversando il sistema politico di allora, alla scadenza del settennato Napolitano venne rieletto contro la sua volontà, a patto che da lì in avanti tutta la politica si impegnasse a portare avanti le riforme che servivano al paese. Questo messaggio venne sintetizzato efficacemente nel discorso al parlamento con cui Napolitano accettò di farsi rieleggere, un discorso fatto con i toni che avrebbe usato un docente di fronte a una scolaresca.

    Si aprì un’altra fase di instabilità, perché c’erano appena state le elezioni nel febbraio precedente. Ne era uscito un quadro frammentato in tre poli, da un lato il centrodestra, dall’altro il centrosinistra, e in mezzo il Movimento 5 Stelle che non aveva intenzione di allearsi con nessuno. La formula che venne trovata fu un governo “di larghe intese” tra centrosinistra e centrodestra: individuò nel vicesegretario del PD, Enrico Letta, la figura che avrebbe potuto mediare tra le due parti.

    Il governo Letta però durò poco a causa dei sommovimenti interni al Partito Democratico e all’improvvisa crescita dei consensi dell’allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi. A gennaio del 2014 diventò segretario del PD, mettendo Letta in minoranza, e il mese dopo fece cadere il suo governo. Di fronte a tutto questo Napolitano non ebbe un ruolo molto attivo, si limitò a dire che le sorti del governo dipendevano dal PD. La direzione del partito decise che Letta si doveva dimettere e Napolitano sancì la situazione nominando Renzi nuovo presidente del Consiglio.

    A gennaio dell’anno successivo, viste le intenzioni riformatrici del governo che aveva nominato e vista l’età già piuttosto avanzata, Napolitano si dimise dalla sua carica: prima di lui lo avevano fatto solo Antonio Segni (per motivi di salute), Giovanni Leone e Francesco Cossiga, entrambi quando mancavano soltanto pochi mesi alla fine del settennato. Nel discorso di fine anno del 2014, Napolitano aveva detto: «A quanti auspicano – anche per fiducia e affetto nei miei confronti – che continui nel mio impegno, come largamente richiestomi nell’aprile 2013, dico semplicemente che ho il dovere di non sottovalutare i segni dell’affaticamento e le incognite che essi racchiudono, e dunque di non esitare a trarne le conseguenze». Gli succedette Sergio Mattarella, ancora oggi in carica, anche lui al suo secondo mandato.

    https://www.ilpost.it/2023/09/22/gio...olitano-morto/
    La macchia indelebile fu non condannare l'invasione del'Ungheria, di contro non vi furono nella destra italiana le stesse condanne per il colpo di stato i Cile

 

 
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. E' stato Napolitano a dire no a Gratteri
    Di Avanguardia nel forum Socialismo Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 22-02-14, 11:04
  2. Napolitano è stato rieletto
    Di Ugo2000 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 169
    Ultimo Messaggio: 21-04-13, 08:33
  3. Chi è stato il peggiore tra Scalfaro e Napolitano?
    Di natolibero nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 06-12-12, 21:39
  4. Trattative Stato-Mafia, Napolitano sapeva?
    Di Mario Rossi nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 18
    Ultimo Messaggio: 21-06-12, 11:40
  5. Fini insulta lo Stato, Napolitano....
    Di mustang2 nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 26-02-11, 21:47

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito