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    Predefinito "Dubia" su gay e donne prete. E ora arriva la risposta del Papa

    Mentre i partecipanti al Sinodo sono impegnati al ritiro spirituale di Sacrofano, la vigilia dell'apertura - il 4 ottobre con la messa d'inaugurazione - si è accesa con la pubblicazione dei dubia di cinque cardinali che IlGiornale.it, in contemporanea con altri due organi d'informazione in Italia, ha pubblicato questa mattina. La pubblicazione dei cinque quesiti firmati dai cardinali Walter Brandmüller, Raymond Leo Burke, Juan Sandoval Íñiguez, Robert Sarah e Joseph Zen Ze-kiun - inviati il 10 luglio e poi, dopo la risposta del Papa giudicata non soddisfacente a livello giuridico, reinviati il 21 agosto - con una lettera ai fedeli laici che spiegava i motivi dell'iniziativa ha suscitato la reazione della Santa Sede poche ore dopo.


    La risposta del Papa

    Sul sito ufficiale della Santa Sede è stato pubblicato un documento su carta intestata del dicastero per la dottrina della fede con data 25 settembre 2023, in cui il prefetto Víctor Manuel Fernández, scrive al Papa dopo essere entrato in possesso della sua risposta dell'11 luglio alla prima versione dei dubia. Il neocardinale chiede il permesso di poter citare alcuni passaggi di quelle cinque risposte al fine di fornire - scrive il prelato argentino - "un migliore chiarimento delle questioni che (...) vengono sottoposte" al suo dicastero. La lettera di Fernández è seguita dalle domande del 10 luglio di Brandmüller, Burke, Sandoval Íñiguez, Sarah e Zen e da otto pagine con le cinque risposte del Papa inviate l'11 luglio.

    Alla prima domanda, sulla possibilità o meno di reinterpretare la divina Rivelazione in base ai cambiamenti culturali e antropologici in voga, il Papa risponde che "i cambiamenti culturali e le nuove sfide della storia non modificano la Rivelazione, ma possono stimolarci a rendere più espliciti alcuni aspetti della sua straripante ricchezza, che offre sempre di più". A suo dire, quindi, "è inevitabile che ciò possa portare a una migliore espressione di alcune affermazioni passate del Magistero, ed è infatti successo così lungo la storia".
    Benedizioni delle coppie gay

    La questione della benedizione delle coppie formate da persone omosessuali, da tempo di grande attualità in Germania, è al centro del secondo dubium esposto dai cinque cardinali. Il Papa ribadisce nella risposta che il matrimonio è "un'unione esclusiva, stabile e indissolubile tra un uomo e una donna, naturalmente aperta a generare figli". Tuttavia, Francesco aggiunge che "la prudenza pastorale deve discernere adeguatamente se ci sono forme di benedizione, richieste da una o più persone, che non trasmettano un concetto errato del matrimonio". Una risposta che il Pontefice argentino motiva, sostenendo che "quando si chiede una benedizione, si sta esprimendo una richiesta di aiuto a Dio, una supplica per poter vivere meglio, una fiducia in un Padre che può aiutarci a vivere meglio". Francesco, dunque, non sembra chiudere del tutto le porte alla possibilità di una qualche forma di benedizione ad hoc per le situazioni relazionali presentate nella domanda dei cardinali, a patto che generi confusione facendole apparire un matrimonio.
    Sinodo e ordinazione femminile

    La terza domanda dei cardinali interrogava il Papa sulla struttura stessa del Sinodo. Nella risposta, Francesco sembra sferzare i suoi interlocutori sottolineando come"sebbene riconosciate che l'autorità suprema e piena della Chiesa sia esercitata sia dal Papa a motivo del suo ufficio (...) con queste domande stesse manifestate il vostro bisogno di partecipare, di esprimere liberamente il vostro parere e di collaborare, chiedendo così una forma di 'sinodalità' nell'esercizio del mio ministero". Nella quarta risposta, invece, Bergoglio affronta uno dei temi che, magari indirettamente, potrebbero essere discussi nella sessione imminente del Sinodo: l'ordinazione femminile. Francesco riconosce che Giovanni Paolo II in Ordinatio sacerdotalis aveva affermato "'in modo definitivo' l'impossibilità di conferire l'ordinazione sacerdotale alle donne" ma subito dopo invita a riconoscere "che non è stata ancora sviluppata esaustivamente una dottrina chiara e autorevole sulla natura esatta di una 'dichiarazione definitiva'". Francesco, infine, aggiunge che il 'no' alle donne prete "non è una definizione dogmatica" e che "può essere oggetto di studio, come nel caso della validità delle ordinazioni nella Comunione anglicana". Nell'ultima risposta sul sacramento della confessione, il Papa cita Giovanni Paolo II per sostenere che "non dobbiamo richiedere ai fedeli propositi di correzione troppo precisi e sicuri, che alla fine finiscono per essere astratti o addirittura narcisisti, ma anche la prevedibilità di una nuova caduta 'non pregiudica l'autenticità del proposito'". La domanda verteva sulla possibilità che un penitente sia assolto sebbene si sia rifiutato di fare il proposito di non ricommettere quel peccato.
    Botta e risposta

    Nella lettera ai fedeli che IlGiornale.it ha pubblicato questa mattina, i cinque cardinali firmatari avevano ricostruito i fatti cronologicamente: una prima lettera coi dubia era stata inviata a Santa Marta il 10 luglio con risposta del Papa del giorno successivo. Quest'ultima, però, non conteneva i "sì o no" che si attendevano gli estensori dei quesiti. A quel punto Brandmüller, Burke, Sandoval Íñiguez, Sarah e Zen avevano deciso di riformulare più nettamente le domande e di reinviarle il 21 agosto. Ma non era arrivata una seconda risposta. Le risposte pubblicate dal sito della Santa Sede non riportano la data della risposta papale ma solo quella - il 25 settembre 2023 - in cui Fernández scrive per avere l'autorizzazione a citarne dei passaggi. La curiosità è che nel testo del cardinale prefetto si faccia riferimento solamente ai cardinali Brandmüller e Burke, senza menzionare gli altri tre. Nella lettera papale dell'11 luglio, inoltre, si trova un passaggio che qualcuno potrebbe collegare ai precedenti dubia, quelli del 2016 sull'accesso alla comunione dei divorziati risposati. Scrive il Papa, sapendo di rivolgersi a due dei quattro firmatari dei vecchi dubia: "benché non sempre mi sembri prudente rispondere alle domande rivoltemi direttamente, e sarebbe impossibile rispondere a tutte, in questo caso ho ritenuto opportuno farlo data la vicinanza del Sinodo".
    L'influenza sul Sinodo

    La pubblicazione delle risposte del Papa su quesiti che dovrebbero far parte della discussione diventa inevitabilmente un convitato di pietra al Sinodo di ottobre. Lo dimostrano le parole utilizzate dal cardinale Fernández nella richiesta di citare paragrafi della risposta papale per le questioni che vengono sottoposte al suo dicastero. Una motivazione che sembrerebbe suggerire la possibilità che quesiti analoghi a quelli che i cinque cardinali hanno inviato al Papa possano essere stati spediti all'ex congregazione per la dottrina della fede. Nessuno dei cinque cardinali firmatari è presente nell'elenco dei partecipanti al Sinodo, ma il cardinale Burke dirà la sua domani nel corso di un convegno critico nei confronti dell'assise organizzato da La Nuova Bussola Quotidiana al teatro Ghione di Roma. Nonostante ciò, le loro preoccupazioni su benedizioni alle coppie omosessuali, struttura della Chiesa, ordinazione femminile e cambiamenti della dottrina sono condivise - come testimoniano le numerose dichiarazioni in proposito - dal cardinale Gerhard Ludwig Müller che sarà tra i partecipanti proprio per volere del Papa. L'ex prefetto della congregazione per la dottrina della fede, però, non ha firmato i dubia dei suoi confratelli. I padri sinodali, usciti dal ritiro spirituale di Sacrofano, scopriranno le posizioni esplicitate da Francesco nella risposta del 11 luglio sui dossier che andranno ad affrontare in Vaticano. Riusciranno a non farsi condizionare?

    https://www.ilgiornale.it/news/vatic...a-2219937.html
    IDEOLOGICAL DECOMPILER
    Angine de poitrinisateur du rythme argumentatif

  2. #2
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    Predefinito Re: "Dubia" su gay e donne prete. E ora arriva la risposta del Papa

    Citazione Originariamente Scritto da Dr. Gori Visualizza Messaggio
    Benedizioni delle coppie gay

    La questione della benedizione delle coppie formate da persone omosessuali, da tempo di grande attualità in Germania, è al centro del secondo dubium esposto dai cinque cardinali. Il Papa ribadisce nella risposta che il matrimonio è "un'unione esclusiva, stabile e indissolubile tra un uomo e una donna, naturalmente aperta a generare figli". Tuttavia, Francesco aggiunge che "la prudenza pastorale deve discernere adeguatamente se ci sono forme di benedizione, richieste da una o più persone, che non trasmettano un concetto errato del matrimonio". Una risposta che il Pontefice argentino motiva, sostenendo che "quando si chiede una benedizione, si sta esprimendo una richiesta di aiuto a Dio, una supplica per poter vivere meglio, una fiducia in un Padre che può aiutarci a vivere meglio". Francesco, dunque, non sembra chiudere del tutto le porte alla possibilità di una qualche forma di benedizione ad hoc per le situazioni relazionali presentate nella domanda dei cardinali, a patto che generi confusione facendole apparire un matrimonio.



    A me sembra una pessima sintesi fatta di proposizioni tagliuzzate e messe insieme per dimostrare un pensiero rivoluzionario che, mi dispiace deludere i tradizionalisti, ma non mi pare esista. Una sintesi migliore è questa de l'Avvenire, per la maggior dimestichezza col linguaggio cattolico: https://www.avvenire.it/chiesa/pagin...ponde-ai-dubia

    Ma se si vuole leggere un'esposizione completa ben fatta, è qui:

    https://silerenonpossum.com/sinodo-i...acro-collegio/


    da qui traggo la risposta a pezzo quotato di cui sopra che esplicita meglio il pensiero del Santo Padre:



    "c) Per questo motivo la Chiesa evita qualsiasi tipo di rito o sacramento che possa contraddire questa convinzione e dare l’impressione che venga riconosciuto come matrimonio qualcosa che non lo è.

    d) Tuttavia, nei rapporti con le persone non dobbiamo perdere la carità pastorale che deve permeare tutte le nostre decisioni e i nostri atteggiamenti. La difesa della verità oggettiva non è l’unica espressione di questa carità, che è fatta anche di gentilezza, pazienza, comprensione, tenerezza e incoraggiamento. Non possiamo quindi diventare giudici che si limitano a negare, respingere ed escludere.

    e) La prudenza pastorale deve quindi discernere bene se esistono forme di benedizione, richieste da una o più persone, che non trasmettano una concezione errata del matrimonio. Infatti, quando si chiede una benedizione, si esprime una richiesta di aiuto a Dio, una supplica per un modo di vivere migliore, una fiducia in un Padre che può aiutarci a vivere meglio.

    f) D’altra parte, anche se ci sono situazioni che non sono moralmente accettabili da un punto di vista oggettivo, la stessa carità pastorale esige che non si trattino semplicemente come “peccatori” altre persone la cui colpa o responsabilità può essere attenuata da vari fattori che influiscono sull’imputabilità soggettiva (cfr. Giovanni Paolo II, Reconciliatio et Paenitentia, 17).

    g) Le decisioni che, in determinate circostanze, possono rientrare nella prudenza pastorale, non devono necessariamente diventare una norma. Non è cioè opportuno che una Diocesi, una Conferenza Episcopale o qualsiasi altra struttura ecclesiale autorizzi costantemente e ufficialmente procedure o riti per ogni tipo di questione, poiché tutto “ciò che fa parte di un discernimento pratico in una situazione particolare non può essere elevato alla categoria di norma”, perché questo “darebbe luogo a una casistica insopportabile” (Amoris Laetitia 304). Il Diritto Canonico non deve e non può coprire tutto, né le Conferenze Episcopali possono pretendere di farlo con i loro vari documenti e protocolli, perché la vita della Chiesa si svolge attraverso molti canali diversi da quelli normativi."



    I punti e, f, g sono stati indebitamente uniti nella sintesi de Il Giornale, ma il punto g spiega che non c'è nessuna intenzione di creare nuovi riti e norme.

    E allora che cosa se ne deduce?

    Che c'è solo l'invito tutto a pastorale a comprendere la vita di singole persone attraverso un rapporto personale che guardi al male minore e alla salvezza delle anime. Ricordiamo sempre a questi pagani teocon che cosa è la legge suprema della Chiesa, la "salus animarum".

    Faccio un esempio.

    Poniamo che in una diocesi ci sia una coppia di gay che, pur nel suo peccato riesce a mantenersi fedele e a non dare pubblico scandalo. Metti che grazie all'assistenza spirituale riesci a fargli capire che non si deve far generare artificialmente un bambino e allora ne adottasse uno abbandonato e lo fa educare in una scuola cattolica, senza promuovere nel bambino la loro omosessualità come modello. Addirittura meglio se ne adottassero molti di bambini così il rapporto genitoriale è meno esclusivo e più "sano", che facessero del bene sociale aiutando un asilo, se sono ricchi sublimando il desiderio di paternità in modo cristiano, cosa gli potresti dire a persone così? Li vorresti condannare al pubblico ludibrio e di quale pubblico, cattolico che non c'è più?
    Li vuoi spingere fuori dalla Chiesa inducendoli a peggiorare ancora di più, aggiungendo peccati su peccati?
    In una società parecchio più degradata ed Lgbt conformata, costoro sarebbe un fattore di estinzione dell'omosessualità perché la promiscuità sessuale e il pubblico scandalo sono un moltiplicatore del peccato strutturale, per parafrasare il Papa Francesco.



    Chi volesse può verificare dalla fonte in originale spagnolo:

    https://www.vatican.va/roman_curia/c...dubia-2023.pdf
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA LIBERA SENZA CONTROLLO.
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


 

 

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