
Originariamente Scritto da
Blue
Thread interessante, che mi fa venire in mente un quadro di Caravaggio che ho visto l'anno scorso nella chiesa romana di San Luigi dei Francesi, la Cappella Contarelli.
Questa cappella contiene tre capolavori di Caravaggio: "Il martirio di San Matteo", San Matteo e l'angelo" e "La vocazione di San Matteo"... questo:
Il cardinale Contarelli (che in realtà era francese e si chiamava Mathieu Cointrel) aveva lasciato scritto come avrebbe voluto che fosse affrescata la cappella:
San Matteo dentro un [...] salone ad uso di gabella, con diverse robbe che convengono a tale officio et un banco come usano i gabellieri, con libri et denari [...]
Quando il cardinale morì, il lavoro fu in un primo tempo affidato ai pittori Girolamo Muziano, che neppure lo iniziò, poi a Cavalier d’Arpino, che si limitò alla decorazione della volta, e solo in seguito a Caravaggio, che realizzò le tre tele tra il 1599 e il 1602.
Quella che ci interessa è una tela enorme (misura 322 x 340 cm) e rappresenta il momento in cui Gesù, in piedi all'estrema destra del dipinto e con un'aureola sopra la testa, chiama Matteo - un esattore delle tasse, ovvero una figura quanto mai distante dal mondo spirituale - e lo invita a seguirlo. Infatti, Matteo indica se stesso con un dito, come a dire "Stai chiamando proprio me"?
Ma la critica non è univoca nell'associare a Matteo la figura con la lunga barba rappresentata nel dipinto. Alcuni ritengono che Matteo potrebbe essere il personaggio seduto all'estrema sinistra della tela, col capo chino sul tavolo e intento a contare dei denari. Quindi, il primo dubbio che avvolge questo quadro è l'incertezza sulla figura di San Matteo: è il vecchio con la barba, il giovane che conta i denari o, addirittura, il giovane col cappello piumato, a destra del personaggio con la barba?
Ma non è finita qui. Che genere di monete sono quelle sul tavolo? A quel tempo, Caravaggio andava su e giù per l'Italia e non solo: soggiornò a Milano, Genova, Napoli, Malta, in Sicilia e infine in Toscana, dove morì. Nel Seicento l'Italia era divisa in diversi stati ed è impensabile che Caravaggio, passando dall'uno all'altro, dovesse andare ogni volta da un cambiavalute...
C'è qualcuno - ad esempio @
trash, tanto per fare un nome a caso - che saprebbe sciogliere almeno uno di questi due dubbi?