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  1. #661
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    Predefinito Re: Ragazzi scomparsi, iniziato il settimo giorno di ricerche

    Per i curiosi di diritto penale. Sembra che i capi di imputazione al momento riscontrati per Filippo Turetta siano l'omicidio volontario ed il sequestro di persona. A mio sommesso avviso bisognerebbe aggiungere l'occultamento di cadavere e modificare l'imputazione, non riscontrabile nella specie, di sequestro di persona in (meno grave, ma riscontrabile) violenza privata. Il sequestro di persona richiede, fra i suoi presupposti, anche una apprezzabile "durata" della privazione dell'altrui libertà personale, che non mi sembra riscontrabile nei pochi minuti trascorsi dal primo caricamento violento di Giulia sull'autovettura fino alla sua uccisione a calci, pugni e coltellate.

  2. #662
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    Predefinito Re: Ragazzi scomparsi, iniziato il settimo giorno di ricerche

    "Scagiona il vero colpevole, mettendo la croce addosso a tutti noi" risponde all'Adnkronos il consigliere regionale veneto dopo la bufera sul suo post su Facebook. E sulla tessera della Lega: "L'ho fatta scadere"


    "Il mio commento? Mi sono espresso nei confronti di una persona, la sorella di Giulia Ceccherin, che ha praticamente scagionato il vero colpevole dell'omicidio, mettendo invece la croce addosso a tutti noi, ai maschi. Ma io non mi sento né colpevole, né un mostro...". Risponde così all'AdnKronos Stefano Valdegamberi, il consigliere regionale veneto finito nella bufera per il suo post su Facebook, in cui non risparmia attacchi a Elena Cecchettin, sorella dell'ultima vittima di femminicidio. "Io -avverte- non credo che si possa dire che è un fatto sociale, le responsabilità sono individuali, casomai dobbiamo porci il problema della mancanza di valori, in famiglia, ad esempio". "Io -dice a riprova del fatto che è sbagliato attaccare gli uomini in quanto tali per le violenze di genere - ho sentito poco fa al telefono un'amica il cui cugino si è appena tolto la vita, vittima di una stalker donna. Il problema è chiaro che non è solo maschile, non è colpa degli uomini".

    Valdegamberi punta il dito contro chi invece segue modelli sbagliati, in particolare i più giovani: "Alcuni - sottolinea - prendono a modello pure i rapper che incitano alla violenza. E molti pensano che in questa società tutto è dovuto, che si possa fare tutto. E questo non è solo un problema del maschio". Modelli sbagliati per il politico veneto sono anche quelli mostrati dalla sorella di Giulia Ceccherin: "Non è difficile vedere qual è il suo mondo -attacca- . Sui social lei mostra immagini raccapriccianti, allusioni sataniche, persone ritratte sanguinanti e seghe elettriche... e allora mi domando come si possa salire su un piedistallo e fare la lezioncina al maschio, ma forse sono io che sono all'antica".

    Infine Valdegamberi si toglie due sassolini dalle scarpe. Il primo: "Scrivono che sono filo-russo? E cosa c'entra con questa storia di cui stiamo parlando?", è la replica. Poi sul tema assicura pure di "non aver mai cambiato idea, penso tuttora che le sanzioni a Mosca siano un errore, nel 2016 avevo detto che erano un danno per le nostre aziende venete e la mia mozione fu appoggiata da tutta la maggioranza. Sono pure andato in Crimea dopo l'annessione russa, e ho visto con i mie occhi che lì convivevano in pace tante culture e religioni diverse".

    L'altra 'precisazione' riguarda la Lega. "Da via Bellerio dicono che non sono leghista? Allora hanno ragione loro, perché quando serve sono della Lega, quando no allora non sono del partito di Salvini", risponde ironico non senza ricordare "di essere stato il più votato in regione, con la lista Zaia". "Ma io -è la sua verità- ho avuto la tessera leghista in tasca, poi l'ho fatta scadere lo scorso anno, non l'ho rinnovata...".

    "Un commento di non condivisione rispetto a dichiarazioni che minimizzano la responsabilità personale dell'omicida per cercare una responsabilità nel presunto 'modello patriarcale' non pensavo suscitasse una tale violenza di reazioni, con minacce di morte" dice il consigliere regionale Stefano Valdegamberi. "L'idea dell'amore come possesso personale, in funzione egoistica di sé stessi e del proprio soddisfacimento e non del bene dell'altro, fortemente promossa ed esaltata nella nostra società, genera mostri ovunque. L'amore è l'antitesi dell'egoismo, ma nessuno educa a questo e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. L'ipernarcisismo dell'egoistica cultura dominante del successo a ogni costo che domina ovunque nella nostra società, non accetta la sconfitta, non accetta il 'no' di una fidanzatina che non vuole stare con te. Quando gli insegnanti rimproverano un nostro figlio, cosa facciamo? Corriamo a rimproverare gli insegnanti: il figlio ha sempre ragione. Non esistono per lui i 'no', ma solo i 'sì': poi ci meravigliamo se ci troviamo dei mostri con la faccia da bravi ragazzi, in casa. Altro che società patriarcale o non patriarcale. Se poi scopro dai social media che l'appello viene fatto da una ragazza che abbraccia ed esalta simboli di satanismo, che tutto sono tranne che amore e fratellanza, non posso pormi degli interrogativi?" conclude.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  3. #663
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    Predefinito Re: Ragazzi scomparsi, iniziato il settimo giorno di ricerche

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    Ma i femminicidi sono molto più frequenti nelle società progressiste del Nord. Quindi la societa' maschilista e patriarcale non c'entra proprio nulla.
    Quel che resta è che in italia tutti gli indici di omicidio sono calati drasticamente, tranne quelli che riguardano le donne che restano sostanzialmente gli stessi nonostante il cambio della società e un sempre minor uso della violenza al suo interno.
    Patriarcato o meno, c'è un problema nel rapporto tra uomini e donne, con la brutta fine di queste ultime di norma.

    La fonte della vulgata è la stessa e medesimo è l'obiettivo: far sentire tutti,in questo caso gli uomini, perennemente in debito.
    Beh, se la maggior parte degli omicidi subiti dalle donne riguardano mariti, ex e fidanzati direi che il problema è il comportamento di questi uomini.
    A meno che non si giustifichi l'uso della violenza, ma non mi sembri il tipo.

  4. #664
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    Predefinito Re: Ragazzi scomparsi, iniziato il settimo giorno di ricerche

    Citazione Originariamente Scritto da Salvo Visualizza Messaggio
    Nel caso di Filippo Turetta, che appartiene al primo tipo sociale di famiglie, c’è secondo me una componente negativa aggiuntiva, che è una notevole fragilità psicologica, forse psichiatricamente patologica, che trasforma la sua immaturità in esplosioni criminose.
    Generalmente i religiosi e i destricoli lo vedono principalmente come un demone irrecuperabile che sarà sempre pericoloso (senza farmaci per rincoglionirlo), mentre le persone più razionali e scientifiche vedono anche lui come una vittima di questo schìfo di società e soprattutto recuperabile.
    Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
    Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.

  5. #665
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    Predefinito Re: Ragazzi scomparsi, iniziato il settimo giorno di ricerche

    Citazione Originariamente Scritto da Salvo Visualizza Messaggio
    No no, la regola che il pentimento è il presupposto del perdono è vera (e credo ancora vigente). Ma mentre nel mondo laico non esiste, in linea di principio, il perdono (previsto per pochi casi del tutto marginali) come cancellazione del reato, nel mondo cristiano-cattolico è la regola. Nel mondo laico il 'pentimento' si chiama ripensamento, resipiscenza, ed è uno dei referenti della "rieducazione" penalmente rilevante, che non cancella il reato ma ne attenua la sanzione.
    Il reato è un concetto sociale mentre il peccato non riguarda la relazione sociale ma solo la relazione con Dio (non tutti i peccati sono reati e viceversa, se oltre al peccato c'è anche il reato ovviamente l'individuo deve pagare il suo conto). Nel peccato, quindi, l'offesa è verso Dio non verso gli uomini perciò può essere cancellata. Davanti a Dio ogni uomo è un singolo assoluto. Questo a livello psicologico è estremamente salutare perché libera dal senso di colpa. Tanto non c'è assolutamente nulla che l'assassino può fare per rimediare al disastro compiuto, questo fardello psicologico il pentito lo da letteralmente al Signore che lo trasformerà in bene. Funziona come il riciclo dei rifiuti...

    La giustizia laica soffoca questo processo e lasciando l'individuo in balia della sua malattia, la "rieducazione" può solo contenerla nei suoi effetti peggiori. E non solo ma lascia in balia delle loro malattie (dolore, sensi di colpa) anche i familiari della vittima.


    E completo il predicozzo...

    L'idea del "diritto del reo a rifarsi una vita" è orribile perché offende la vittima, ma anche il carnefice. Se l'ha uccisa è perché voleva legarla a sè per sempre e la sua guarigione spirituale può avvenire solo restandole legato per sempre, quindi non avendo più nessun'altra relazione sentimentale, cosa che non avrebbe mai voluto. Per questo una nuova relazione offenderebbe anche lui. Per non dire della nuova donna che non c'entra nulla e viene immischiata. Altri danni. Orribile. Egli deve restarle fedele anche da morta e onorare la sua memoria con la sua vita, facendo cose che a lei sarebbero piaciute. E per il padre vedere che l'assassino di sua figlia assumesse questa condotta di vita sarebbe una grande consolazione, l'unica possibile da parte di quel soggetto. Anche questa cosa sarebbe impossibile con il recupero della giustizia laica.

    Quindi dal punto di vista cristiano la giustizia laica è solo qualcosa che aumenta il dolore e moltiplica il disordine. Per non dire di questa orribile penitenza che sono i processi che durano anni! Quando l'anima ha bisogno di voltare pagina il prima possibile, di seppellire la morta il prima possibile per ripartire.

    Lo Stato laico si diverte a produrre scartoffie, a mangiarci sopra per mantenere una pletora di burocrati. Orribile.
    NO UE, NO EURO, NO NATO, NO NUCLEARE, NO GREEN, NO TAV, NO PONTE, NO IA AD AZIENDE PRIVATE, SOLO DI STATO
    Giustizia per Rosa e Olindo. Giustizia per la Palestina
    “Sorgi, Dio, difendi la tua causa.”
    "Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli…"


  6. #666
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    Predefinito Re: Ragazzi scomparsi, iniziato il settimo giorno di ricerche

    Citazione Originariamente Scritto da emv Visualizza Messaggio
    L'idea del "diritto del reo a rifarsi una vita" è orribile perché offende la vittima, ma anche il carnefice.
    In linea generale faccio un po' fatica a comprendere il concetto di offendere la vittima.

    In ottica nichilista la vittima non c'è più, quindi non può essere offesa.

    In ottica non nichilista, quindi anche cristiana, che sappiamo esattamente dei sentimenti della vittima?

    Tornando a bomba, in ottica cristiana, l'unica offesa certa è non pregare per le anime del Purgatorio.
    Puoi rispondermi solo se mi tagghi, grazie.

    Utenti non taggabili: the fool, pippo palla e pertica, Querion, Scipione

  7. #667
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    Predefinito Re: Ragazzi scomparsi, iniziato il settimo giorno di ricerche

    Citazione Originariamente Scritto da Salvo Visualizza Messaggio
    Dice cose che io condivido e che ho scritto nei post precedenti: mi fa piacere pensare che non sono mie elucubrazioni solitarie.
    Mi ricordo una discussione che ebbi con mia suocera che lasciava vincere a carte mia figlia che all'epoca aveva 4 anni
    Mi sono indispettita e l'ho pregata di insegnarle a perdere. Se vinceva doveva essere per le sue capacità.
    Alla fine mia figlia ha imparato a giocare molto bene a carte e perdere l'ha spinta a farlo. Inoltre ha anche imparato a gestire con un sorriso la sconfitta.
    Può sembrare una sciocchezza ma non lo è
    Invecchiando non presto più grande attenzione alle parole, ma giudico solo i fatti

  8. #668
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    Predefinito Re: Ragazzi scomparsi, iniziato il settimo giorno di ricerche

    Citazione Originariamente Scritto da Salvo Visualizza Messaggio
    Del caso di Giulia Cecchettin si parla tanto non già per interesse mediatico e politico ma per la ‘novità’ del caso, che diversamente dai casi precedenti riguarda due famiglie e due persone di buon livello sociale, generalmente aliene da fatti criminosi di questo tipo. Ed è proprio la novità/peculiarità del caso a sconsigliare l’uso dei ragionamenti e delle valutazioni ‘abituali’, maturati e riferiti in ordine a casi che non presentano le suddette novità/peculiarità. Alla base del possessivismo maschile ed alle reazioni sproporzionatamente criminose alle decisioni di autonomia delle donne c’è, come ho già osservato, l’ineducazione familiare al senso del dovere, del rispetto dell’altrui legittimo volere e della responsabilità, che privano i figli, soprattutto i maschi, della necessaria maturità e che li rende quindi impreparati ad affrontare i problemi e le frustrazioni della vita (nelle famiglie dei ceti degradati e malavitosi la causa del possessivismo maschile e della violenza come abitudine dipendono invece da una 'educazione' orientata a questi disvalori). Nel caso di Filippo Turetta, che appartiene al primo tipo sociale di famiglie, c’è secondo me una componente negativa aggiuntiva, che è una notevole fragilità psicologica, forse psichiatricamente patologica, che trasforma la sua immaturità in esplosioni criminose.
    Come dice il Quote del mio post i segnali c’erano eccome ed addirittura sembra ci siano state sedute presso lo psicologo dell’Università. Pertanto non credo che in famiglia non ci siano mai state situazioni di allarme.


    Citazione Originariamente Scritto da acquazzurra Visualizza Messaggio
    Giulia Cecchettin e Filippo Turetta, dai primi segnali alla gelosia fino alla rottura: le tappe della loro relazione (durata due anni)

    I primi segnali

    Per la sorella di Giulia, Elena Cecchettin, i segnali già c'erano: «Filippo era una persona possessiva, aveva alcuni atteggiamenti che non mi piacevano: le stava molto addosso, la controllava». Intervistata a «Chi l'ha visto?», la sorella di Giulia ha infatti raccontato alcuni dettagli della loro relazione. Finità sì, ma mai del tutto: «si continuavano a vedere, ma erano incontri sempre più dilatati. Incontri in amicizia, anche se non tanto in amicizia, perché ogni volta lui cercava di rinnovare questa sua proposta di ritornare insieme. Secondo me faceva pressione su questa sua tristezza per manipolarla». Nonostante ciò, Giulia non aveva paura di lui: «Se mia sorella avesse avuto paura di Filippo non sarebbe mai uscita da sola con lui. Non penso che fosse spaventata da quel punto di vista magari era più che altro stanca, scocciata di continuare a vivere da questa situazione dalla quale era uscita, senza uscirne veramente». Un fatto, questo, confermato anche dalla nonna di Giulia: «Non era preoccupata per quel suo ex che aveva lasciato a causa della sua possessività. Piuttosto il suo era un sentimento di pena nei confronti di chi non accettava la separazione, per questo non aveva interrotto i contatti con lui».

    Gli episodi


    Al raptus di violenza, la sorella di Giulia non ci ha mai creduto. Sono troppi, infatti, gli episodi di violenza psicologica, verbale ed emotiva che la 22enne ha sopportato durante la relazione con Filippo, e anche dopo: «Posso raccontare tanti episodi in cui Filippo ha dimostrato di poter diventare pericoloso. Un'amica di Giulia mi ha raccontato che lui una volta si è presentato alla fermata dell'autobus, dopo che lei gli aveva detto che preferiva andare a fare acquisti a Padova senza di lui. Filippo le controllava il telefono, al punto che Giulia aveva disattivato la funzione che mostra l'ultimo accesso su Whatsapp. Ma lui trovava comunque il modo di controllarla: dopo che le aveva mandato la buonanotte, per essere sicuro che lei non avesse ricevuto altri messaggi, le mandava un emoticon, fingendo di fare il carino, così vedeva se il messaggio veniva recapitato con una sola spunta o due». Poi un'altra violenza: «Filippo diceva sempre a Giulia che doveva rimandare la laurea, che doveva aspettarlo. Voleva che studiassero insieme e questo a mia sorella stava cominciando a pesare», dice sempre Elena Cecchettin. Filippo era dipendente da Giulia, proiettava su di lei le sue frustazioni per lo studio e il suo disagio psicologico: «Io penso che Filippo fosse dipendente da lei, che si sentisse molto solo e che vedesse in mia sorella la sua unica fonte di gioia nella vita. Ma devi saper creare tu gioia nella tua vita. E Giulia sapeva gioire anche delle piccole cose. Lui sapeva di avere dei problemi ma non voleva guarire, non cercava aiuto, non voleva stare meglio. Le aveva detto che si sarebbe ucciso se lei lo avesse lasciato o avesse smesso di essere sua amica. La teneva in scacco emotivamente. Giulia si confidava ma non ci diceva tutto, aveva paura che ci allarmassimo e mai avrebbe pensato che lui potesse farle del male».

    I racconti degli amici

    Come raccontato dai loro amici, la loro storia era finita perché Giulia non amava più Filippo. Lui stava male, ma continuava spesso a vederla: «Sapevo che stava attraversando un periodo difficile, come può succedere a tutti. Era triste perché Giulia l'aveva mollato ma noi amici gli stavamo vicino. L'ultima volta che l'ho visto era più sereno del solito perché aveva cominciato ad andare dallo psicologo dell'università. Mi ha fatto piacere sapere che aveva trovato un esperto con cui parlare delle sue difficoltà: soffriva per Giulia e per gli esami che aveva lasciato indietro».

  9. #669
    Super Troll
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    Predefinito Re: Ragazzi scomparsi, iniziato il settimo giorno di ricerche

    Citazione Originariamente Scritto da King Z. Visualizza Messaggio
    https://www.ilrestodelcarlino.it/fan...retta-mbxpz9ki


    Strangola la moglie.

    Siamo entrati in un ginepraio :/
    Direi che è un’altra situazione.
    La solitudine di coloro che hanno in casa persone malate psichiche.

  10. #670
    Apolide della politica
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    Predefinito Re: Ragazzi scomparsi, iniziato il settimo giorno di ricerche

    Visto che a quanto pare da qualche giorno va di moda dichiarare di provare vergogna nell'essere di sesso maschile allora dico la mia, mi vergogno di appartenere allo stesso sesso dei piloti degli aerei con la stella di David che bombardano ospedali ed uccidono centinaia di donne e bambini palestinesi inermi, come vedete ci sono tanti modi di "vergognarsi"...

 

 
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