Si, ma le minchiate bolsceviche del secolo scorso sarebbero comunque OT.
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FOTTE SEGA ABCHE QUANDA VA CONTRO UISRAELE?
Usa, Israele tuteli civili Gaza, o sarà sconfitta strategica
Austin, 'prevenga anche violenze coloni in Cisgiordania'
apo del Pentagono mette in guardia Israele sul rischio si una "sconfitta strategica" nella sua guerra contro Hamas se non terrà conto degli avvertimenti sul crescente numero di vittime civili a Gaza.
"Ho personalmente spinto sui leader israeliani per evitare vittime civili, per evitare una retorica irresponsabile e per prevenire la violenza dei coloni in Cisgiordania", ha detto il segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.
https://www.ansa.it/sito/notizie/mon...77a72f4f0.html
Se letta come manovra che può peggiorare le condizioni di vita di cittadini dell'Occidente, perché può causare effetti negati a lungo termine per Israeliani (ad esempio aumento ulteriore del terrorismo, diminuzione del prestigio internazionale con conseguente peggioramento di rapporto con gli alleati), concordo che l'invasione di Gaza vada condannata. Così come mi sento di condannare per ragioni simili l'invasione dellìIRAQ- Non mi sento di condannarla come risposta alla provocazione di Hamas, ma questo è un altro discorso.
Mi sento di sottolineare che i 2 milioni di arabi di Palestina che vivono Israele vivono meglio lì che in qualsiasi altro stato arabo, in termini di sicurezza, libertà civili, condizioni economiche, e assistenza sanitaria.
Tutto sommato Gaza e i suoi abitanti starebbero meglio sotto gli Israeliani, se gli Israeliani si decidessero a fare questo salto.
sei sicuro che i palestinesi che vivono in Israele stanno così bene?
Comunque non sono due milioni ma un milione quattrocentomila
Quest’anno ricorrono i 74 anni dall’espulsione di massa e dallo spostamento di oltre 700.000 palestinesi dalle loro case, villaggi e città durante il conflitto che ha creato Israele nel 1948. Da allora, la Nakba (catastrofe) – come viene chiamata in arabo dai palestinesi – è stata incisa nella coscienza collettiva palestinese come una storia di spossessamento senza fine.
A 74 anni dalla loro espulsione, la sofferenza e lo sfollamento dei profughi palestinesi sono una realtà quotidiana. I palestinesi che sono fuggiti o sono stati espulsi dalle loro case in quello che oggi è Israele, insieme ai loro discendenti, hanno il diritto al ritorno così come stabilito dal diritto internazionale. Tuttavia, non hanno praticamente alcuna prospettiva di poter tornare alle loro case – molte delle quali distrutte da Israele – o ai villaggi e alle città da cui provengono. Israele non ha mai riconosciuto questo loro diritto.
Negare una casa ai palestinesi è al centro del regime di apartheid imposto da Israele ai palestinesi. L’espropriazione delle proprietà dei palestinesi non si è fermata e la nakba è diventata l’emblema dell’oppressione che i palestinesi devono affrontare ogni giorno, da decenni.
Oggi, oltre 5,6 milioni di palestinesi rimangono rifugiati e non hanno diritto al ritorno. Almeno altri 150.000 corrono il rischio reale di perdere la casa a causa della brutale pratica israeliana di demolizioni di case o sgomberi forzati.
https://www.amnesty.it/apartheid-isr...i-palestinesi/
Beh, gli Israeliani di origine araba evidentemente preferiscono vivere lì che a Gaza o Cisgiordania.
Se no si trasferirebbero, no?
Ecco un testo generato da ChatGPT 4 sull'argomento, per affrontare la questione in modo un più neutrale.
Il confronto della qualità della vita degli arabi palestinesi che vivono in Israele con quelli di Gaza e della Cisgiordania coinvolge diverse dimensioni: economica, welfare, assistenza sanitaria e sicurezza.
Economia e Welfare
In Israele:
I cittadini arabi costituiscono circa il 21% della popolazione di Israele. Sebbene abbiano gli stessi diritti legali degli israeliani ebrei, spesso vivono in città più povere e hanno un'istruzione formale minore. Ciò è in parte attribuito alla discriminazione strutturale.
Le città e i paesi arabi generalmente hanno standard di vita inferiori rispetto a quelli prevalentemente ebraici. Questa disparità socioeconomica è oggetto di intenso dibattito, con alcuni analisti che sostengono che Israele abbia effettivamente stabilito una società segregata.
I cittadini arabi affrontano svantaggi strutturali, come scuole scarsamente finanziate nelle loro località, che contribuiscono a livelli di istruzione inferiori, prospettive di impiego ridotte e minore potere di guadagno. Più della metà delle famiglie arabe erano considerate povere nel 2020.
Il governo israeliano ha riconosciuto queste disparità e ha approvato un piano quinquennale da 9 miliardi di dollari nel 2021 per affrontarle, mirando a stimolare l'occupazione, migliorare i servizi sanitari e l'alloggio e sviluppare le infrastrutture.
A Gaza e in Cisgiordania:
Lo sviluppo economico di Gaza è significativamente indietro rispetto a quello della Cisgiordania. Nel 2022, il reddito pro capite a Gaza era solo un quarto di quello della Cisgiordania, con tassi di disoccupazione e povertà molto più elevati. Questo è dovuto a tassi di occupazione e investimento più bassi, oltre a una crescita della produttività considerevolmente inferiore.
Le restrizioni imposte da Israele sui movimenti di lavoro e merci ostacolano gravemente il commercio e la capacità produttiva in entrambe le aree, ma queste restrizioni sono molto più severe per Gaza.
Assistenza Sanitaria
In Israele:
I servizi sanitari sono più accessibili ai cittadini arabi in Israele. Nonostante una storia di sfiducia radicata nel conflitto israelo-palestinese, cittadini arabi ed ebrei lavorano insieme in molte aree, incluso il sistema sanitario, dove professionisti medici arabi ed ebrei lavorano fianco a fianco.
In Cisgiordania:
Molti palestinesi in Cisgiordania incontrano ostacoli nell'accesso all'assistenza sanitaria, in particolare nelle zone dell'Area C sotto il diretto controllo civile e militare israeliano. Oltre un terzo delle persone che vivono in queste zone dipende da cliniche mobili per servizi sanitari essenziali.
Médecins Sans Frontières (MSF) ha fornito assistenza sanitaria di base in alcune aree, concentrandosi su consulenze ambulatoriali, salute riproduttiva, salute mentale e screening nutrizionale. Tuttavia, la mancanza di trasporti pubblici e le cattive condizioni delle strade rendono difficile per le comunità accedere a questi servizi.
Sicurezza
In Israele:
Le preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini arabi in Israele sono più correlate a svantaggi sociali ed economici e al sentimento di essere emarginati, specialmente dopo il passaggio della legge sullo stato-nazione nel 2018, che molti arabi hanno percepito come una minaccia ai loro diritti di cittadini.
A Gaza e in Cisgiordania:
La situazione di sicurezza è più precaria a causa dei conflitti in corso, delle restrizioni e dei blocchi, in particolare a Gaza. Ciò influenza tutti gli aspetti della vita, inclusa la possibilità di opportunità economiche e l'accesso a servizi essenziali come l'assistenza sanitaria.
In sintesi, mentre i cittadini arabi in Israele affrontano determinate sfide economiche e sociali, il loro accesso all'assistenza sanitaria e gli standard di vita complessivi sono generalmente migliori rispetto a quelli dei palestinesi che vivono a Gaza e in Cisgiordania. La situazione a Gaza è particolarmente grave a causa di gravi restrizioni e sottosviluppo economico, mentre in Cisgiordania le sfide sono più legate all'accesso limitato all'assistenza sanitaria e agli impatti del controllo militare e civile in determinate aree.
cred'io ch'ei credette ch'io credessi
che cirenuccio fosse il re dei fessi :D