Acquisto prima casa 2024: quali le agevolazioni previste? Breve guida (aggiornamento
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Ultime notizie Acquisto prima casa 2024: quali le agevolazioni previste? Breve guida (aggiornamento 30 Marzo)
Acquisto prima casa 2024: le principali agevolazioni previste per chi compra un immobile che intende eleggere ad abitazione principale. Acquisto prima casa: a disposizione di chi compra un’immobile che si vuole eleggere ad abitazione principale previste diverse agevolazioni fiscali. Quali sono nello specifico e in quali casi si applicano esattamente? Una panoramica veloce sul tema.
Imu 2024: chi deve pagarla? Calcolo Importo e scadenze
Acquisto prima casa 2024: quali le agevolazioni previste?
Acquisto prima casa: a disposizione di chi compra un’immobile che si vuole eleggere ad abitazione principale previste diverse agevolazioni fiscali. In breve, quando si compra una cosiddetta “prima casa” si ha diritto ha una riduzione di Iva, imposta di registro, imposta ipotecaria e catastale.
Nello specifico, è previsto uno sconto dell’Iva, che passa dal 10% al 4%, per gli acquisti da impresa costruttrice, il pagamento di un’imposta di registro del 2% (minimo 1000 euro) per gli acquisti da privato, sempre per gli acquisti da privato l’imposta ipotecaria e quella catastale sono fissate a 50 euro ciascuna (invece, per gli acquisti da impresa costruttrice l’imposta ipotecaria e quella catastale sono fissate a 200 euro ciascuna, anche l’imposta di registro dovuta è fissata in misura pari a 200 euro).
Quali i requisiti da soddisfare per avere diritto ai bonus?
Acquisto prima casa: per usufruire delle agevolazioni però è necessario che il fabbricato che si acquista rispetti determinati requisiti. Sostanzialmente che appartenga ad alcune particolari categorie catastali: A2, A3, A4, A5, A6, A7, A11 (escluse le cosiddette case “di lusso”). Anche l’acquirente deve soddisfare particolari requisiti: innanzitutto, deve avere o comunque stabilire la propria residenza nello stesso comune in cui si trova l’immobile.
Scendendo nel dettaglio dei requisiti relativi all’acquirente: quest’ultimo non può sfruttare le agevolazioni fiscali previste per la prima casa se è già proprietario o titolare di diritto di uso, usufrutto, abitazione di un altro immobile nello stesso Comune in cui compra. Inoltre, l’acquirente non può sfruttare le agevolazioni neanche se è proprietario di un’abitazione, ovunque localizzata sul territorio nazionale, per cui ha già sfruttato le stesse agevolazioni (le può sfruttare per il nuovo immobile vendendo quello acquistato precedentemente entro un anno dal perfezionamento della compravendita).
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Scritto da: Guglielmo Sano
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Imposta di successione 2024: quando si può pagare a rate? I casi (aggiornamento 31 MA
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Ultime notizie Imposta di successione 2024: quando si può pagare a rate? I casi (aggiornamento 31 Marzo)
Imposta di successione 2024: è possibile rateizzarla? Le informazioni più importanti sul tema. Imposta di successione 2024: come funziona la tassa che si paga sui beni ricevuti in eredità? Quali sono le aliquote e le franchigie entro cui è dovuta? È possibile rateizzarla? Se sì in quali casi? Una panoramica delle informazioni fondamentali sull’argomento.
Imposta di successione 2024: di cosa si tratta?
Imposta di successione 2024: di cosa si tratta? In poche parole, è la tassa che si paga sui beni che si ricevono in eredità. Tuttavia, non è dovuta in tutti i casi, infatti, la sua applicazione – sulla base di aliquote crescenti – dipende dal superamento di determinate franchigie (cioè dal valore del bene o dei beni che si ricevono in eredità). Anzi è molto difficile che scatti il pagamento dell’imposta di successione: basti pensare che in caso di trasferimento di beni a coniugi, figli o altri parenti in linea retta si paga il 4% per l’importo eccedente la franchigia fissata a quota un milione di euro.
Diverso il discorso per i trasferimenti di beni a fratelli e sorelle: in tal caso l’aliquota è fissata al 6% per la quota eccedente la franchigia fissata a 100mila euro. L’aliquota è sempre al 6% per altri parenti (fino al quarto grado), è dell’8% per soggetti non parenti (in entrambi i casi si applica in ogni caso, ovvero non è prevista alcuna franchigia). Da precisare che se il trasferimento avviene in favore di persone portatrici di handicap l’aliquota dovuta varia sempre tra il 4%, il 6%, l’8% a seconda del grado di parentela ma la franchigia si alza fino a un milione e mezzo di euro.
Quando si può pagare a rate?
Imposta di successione 2024: posto tale schema, però, può comunque capitare che ricevere un’eredità comporti il pagamento di un importo consistente sotto forma di imposta di successione. In tal evenienza è legittimo che il contribuente si chieda se è possibile rateizzare il pagamento della stessa? Secondo la normativa è possibile effettuare il pagamento attraverso 12 rate trimestrali se la somma da versare è superiore ai 20mila euro.
Si può usufruire del pagamento rateale anche per gli importi superiori a 1.000 euro: in tal evenienza si deve versare la prima rata entro 60 giorni dalla notifica di liquidazione, la prima rata deve essere pari ad almeno il 20% del totale da versare, il restante 80% potrà essere spalmato lungo un piano di rateizzazione di 8 rate con cadenza trimestrale. Invece, per gli importi inferiori a 1.000 euro l’importo da saldare deve essere sempre versato in un’unica soluzione.
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Anticipo Tfr 2024: cos’è, requisiti, importo. Guida veloce (aggiornamento 31 MARZO)
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Ultime notizie Anticipo Tfr 2024: cos’è, requisiti, importo. Guida veloce (aggiornamento 31 Marzo)
Anticipo Tfr 2024: di cosa si tratta? Quali requisiti bisogna soddisfare? Fino a che importo può arrivare? Le informazioni più importanti. Anticipo Tfr 2024: di cosa si parla esattamente quando ci si riferisce al Trattamento di fine rapporto? A chi spetta la liquidazione? Come è possibile ottenerla – parzialmente – prima della cessazione del servizio? Una panoramica delle informazioni più importanti sull’argomento.
Naspi 2024: chi può fare domanda e come? Info utili
Anticipo Tfr 2024: di cosa si tratta?
Anticipo Tfr 2024: è possibile richiedere una parte del trattamento di fine rapporto mentre ancora si lavora? La risposta è affermativa ma, naturalmente, nel caso in cui la propria richiesta venisse accolta, si avrà diritto a ricevere un anticipo pari alla quota maturata fino al momento della richiesta. Inoltre, bisogna precisare che tale possibilità è riservata ai lavoratori del settore privato.
Infatti, i dipendenti pubblici possono richiedere (una parte) della liquidazione soltanto alla cessazione del rapporto di lavoro con la propria amministrazione: a quel punto l’anticipo del Tfr (che si richiede all’Inps o a banche che offrono tale servizio) permette di ricevere una parte del trattamento di fine rapporto prima, molto prima, delle tempistiche previste nel caso dei lavoratori della PA (tra due e cinque anni).
A chi spetta?
Anticipo Tfr 2024: quali lavoratori del settore privato possono richiederlo? Per fare domanda di anticipo del Tfr bisogna soddisfare un requisito in particolare: essere in azienda da almeno 8 anni, cioè è necessario che siano decorsi almeno 8 anni dall’assunzione. L’anticipo può essere richiesto solo una volta e la domanda deve essere sempre giustificata da un valido motivo: per esempio, spese sanitarie urgenti, acquisto di una prima casa, sostegno a periodi di congedo (come quelli che si possono ottenere in caso di nascita di un figlio o partecipazione a percorsi formativi).
Da precisare che non possono fare richiesta di Tfr i dipendenti di aziende in crisi così come quei lavoratori che hanno una cessione del quinto in corso. Infine, per quanto riguarda l’importo: l’anticipo del Tfr non potrà superare il 70% dell’importo maturato alla data della richiesta.
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Naspi 2024: chi può fare domanda e come? Info utili (aggiornamento 31 MARZO)
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Ultime notizie Naspi 2024: chi può fare domanda e come? Info utili (aggiornamento 31 Marzo)
Naspi 2024: chi può richiedere l’indennità di disoccupazione? Entro quando si può fare domanda e come? Le informazioni più importanti sul tema. Naspi 2024: chi può fare domanda di indennità di disoccupazione? Come si inoltra la richiesta? Entro quando si riceve e qual è il suo importo? Le informazioni più importanti sul sostegno economico.
Pensione anticipata 2024: cambiano i requisiti. I nuovi limiti
Naspi 2024: chi può fare domanda?
Naspi 2024: chi può fare domanda di indennità di disoccupazione? La Naspi è un sostegno economico che possono richiedere tutti i lavoratori dipendenti (subordinati a tempo determinato) che hanno perso involontariamente il proprio impiego. Dunque, possono fare richiesta di indennità anche coloro che appartengono alle seguenti categorie: apprendisti, dipendenti PA con contratto a tempo determinato, personale artistico con contratto subordinato a tempo determinato, soci lavoratori di cooperative con un rapporto di lavoro subordinato.
Inoltre, possono accedere all’indennità anche le lavoratrici che hanno presentato le dimissioni nel periodo di maternità, le lavoratrici obbligate a presentare le dimissioni durante il periodo tutelato dalla maternità, lavoratori licenziati per motivi disciplinari. Non possono fare richiesta di Naspi, invece, i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, gli operai agricoli (sia a tempo determinato che indeterminato), i lavoratori extracomunitari con permesso di lavoro stagionale.
Come si inoltra richiesta?
Naspi 2024: come si inoltra richiesta? Innanzitutto, oltre che appartenere alle summenzionate categorie, bisogna essere in possesso di particolari requisiti: 1) stato di disoccupazione (da dimostrare ottenendo il rilascio della Did, la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro; 2) aver versato nei 4 anni precedenti all’inizio del periodo di disoccupazione almeno 13 settimane di contribuzione. Se si possiedono questi requisiti si hanno 68 giorni di tempo dalla perdita dell’impiego per inoltrare richiesta di Naspi attraverso l’apposito servizio (si trova in evidenza nell’area “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”) messo a disposizione sul sito Inps.
Ottenuta l’approvazione della domanda, la Naspi decorre dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro se la domanda viene presentato entro 8 giorni oppure dal giorno successivo alla domanda se questa viene presentato dopo l’ottavo giorno. Quanto dura la Naspi? Il numero di erogazioni dipende dalla storia contributiva del richiedente. In generale, l’indennità si estende per la metà delle settimane coperte di contribuzioni registrate nei 4 anni precedenti al giorno della cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro (fino a un massimo di 2 anni). Infine, per quanto riguarda l’importo, la Naspi in linea di massima corrisponde al 75% della retribuzione media mensile dei 4 anni precedenti alla cessazione del rapporto di lavoro per cui si richiede se inferiore a 1.435,21 euro; se l’importo medio è superiore si aggiunge il 25% fino a un importo massimo che per il 2024 è stato stabilito in misura pari a 1.550,42 euro.
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Scadenze fiscali aprile 2024: gli adempimenti da ricordare. Calendario (aggiornamento
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Ultime notizie Scadenze fiscali aprile 2024: gli adempimenti da ricordare. Calendario (aggiornamento 31 Marzo)
Scadenze fiscali aprile 2024: non un calendario fitto questo mese anche se compaiono due importanti appuntamenti con Pace Fiscale e Superbonus. Aggiornamento 29 marzo: Con lo stesso decreto con cui il Governo ha bloccato la possibilità di usufruire della cessione del credito di imposta e dello sconto in fattura nel quadro del Superbonus è stata ulteriormente prorogata anche la scadenza fissata per il versamento della quinta rata relativa al ravvedimento speciale e per la seconda e ultima rata della regolarizzazione degli errori formali. Ci sarà tempo non più fino al 2 aprile ma fino al 31 maggio per effettuare i pagamenti. Inoltre, col medesimo provvedimento si dà la possibilità di sfruttare la procedura anche per le dichiarazioni precedenti all’anno di imposta 2022 (ma in tal caso si potrà utilizzare la sanatoria solo attraverso pagamento in un’unica soluzione).
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Scadenze fiscali aprile 2024: non è previsto un fitto calendario di scadenze fiscali per quanto riguarda questo mese. Ad aprile 2024 compaiono comunque degli importanti adempimenti come il versamento della quinta rata del ravvedimento operoso speciale e il termine per la comunicazione riguardante la cessione del credito nel quadro del Superbonus. Uno sguardo alle date più importanti da tenere a mente.
Modello Redditi 2024: chi deve usarlo e scadenze. Le novità
Scadenze fiscali aprile 2024: due versamenti relativi alla Pace Fiscale
Scadenze fiscali aprile 2024: non è previsto un fitto calendario di scadenze fiscali per quanto riguarda questo mese. D’altra parte, ad aprile 2024 compaiono comunque degli importanti adempimenti come il versamento della quinta rata del ravvedimento operoso speciale (permette di sanare errori nelle dichiarazioni che non sono stati contestati dall’Agenzia delle Entrate).
Per quanto riguarda il versamento, riservato chiaramente a chi ha scelto la rateizzazione del debito con l’AdE attraverso la misura di pace fiscale prevista dall’ultima Legge di Bilancio, la scadenza entro cui effettuare il pagamento è fissata al 2 aprile. Sempre entro il 2 aprile va effettuato il versamento della seconda e ultima rata della regolarizzazione degli errori formali (un’altra misura del pacchetto “Pace Fiscale” contenuto nell’ultima Finanziaria).
Entro quando la comunicazione di cessione del credito Superbonus?
Scadenze fiscali aprile 2024: invece, cade il 4 aprile un altro importante appuntamento. Quello con la comunicazione dell’opzione per lo sconto o la prima cessione del credito nel quadro del Superbonus di cui si intende usufruire per le spese sostenute nel 2023 o per le rate residue delle detrazioni non sfruttate in relazione alle spese edilizie sostenute tra il 2020 e il 2022.
Altre importanti scadenze cadono: il 10 febbraio, versamento dei contributi da parte dei datori di lavoro degli addetti ai servizi domestici/familiari; il 16 aprile, versamento dei contributi per lavoratori dipendenti e collaboratori ma anche versamento dell’Iva per i contribuenti mensili; il 25 aprile, scadenza per l’invio dei modelli Intrastat riguardanti elenchi riepilogativi per cessioni e acquisti intracomunitari di beni e per prestazioni di servizi rese/ricevute a/da soggetti passivi Ue.
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Costi bollette: aumentano con mercato libero? Le prospettive (aggiornamento 31 MARZO)
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Ultime notizie Costi bollette: aumentano con mercato libero? Le prospettive (aggiornamento 31 Marzo)
Costi bollette destinanti ad aumentare con il passaggio al mercato libero? Secondo recenti stime sfavorevole rispetto al servizio a tutele graduali. Costi bollette: il caro energia subito dagli italiani negli ultimi anni potrebbe aggravarsi con la fine del mercato tutelato? Secondo alcune recenti stime, il passaggio al mercato libero oggi porterebbe i consumatori a spendere quasi 1.800 euro in più all’anno rispetto all’assegnazione al servizio a tutele graduali.
Bonus psicologo 2024 al via: importo e scadenza. Come si richiede
Costi bollette: aumentano con mercato libero?
Costi bollette: il caro energia subito dagli italiani negli ultimi anni potrebbe aggravarsi con la fine del mercato tutelato? In generale, ci si aspetta che il passaggio a un regime di piena concorrenza tra gli operatori porti a un abbassamento delle tariffe, in particolare di quelle relative alle forniture dell’energia elettrica. Tuttavia, secondo alcune recenti stime, come quelle fornite dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), attivando oggi un’utenza nel mercato libero ci si troverà a pagare anche 1.776 euro all’anno in più rispetto a quanto si pagherebbe con un un’utenza attivata nel quadro del Servizio a Tutele Graduali (in cui a partire da luglio si troveranno tutti coloro che non hanno attivato un’utenza nel mercato libero).
Fino a 1.776 euro annui in più rispetto all’STG
Costi bollette: la situazione in realtà è ancora più paradossale: non attivando un’offerta del mercato libero ma aspettando l’assegnazione al regime di STG, si risparmieranno più o meno 131 euro all’anno rispetto alle tariffe del mercato tutelato. Invece, entrando nello specifico, chi attiva ad oggi un’offerta del mercato libero, potrebbe ritrovarsi a spendere tra 162 euro e 573 euro in più in confronto alle tariffe del servizio a tutele graduali. Se l’offerta del mercato libero attivata è “a prezzo fisso” i conti sono ancora peggiori: all’anno si spenderanno tra 204 euro e, appunto, 1.776 euro in più rispetto al servizio a tutele graduali secondo le stime Crc.
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Imposta di successione 2024: quando si può pagare a rate? I casi (aggiornamento 1 APR
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Ultime notizie Imposta di successione 2024: quando si può pagare a rate? I casi (aggiornamento 1 Aprile)
Imposta di successione 2024: è possibile rateizzarla? Le informazioni più importanti sul tema. Imposta di successione 2024: come funziona la tassa che si paga sui beni ricevuti in eredità? Quali sono le aliquote e le franchigie entro cui è dovuta? È possibile rateizzarla? Se sì in quali casi? Una panoramica delle informazioni fondamentali sull’argomento.
Imposta di successione 2024: di cosa si tratta?
Imposta di successione 2024: di cosa si tratta? In poche parole, è la tassa che si paga sui beni che si ricevono in eredità. Tuttavia, non è dovuta in tutti i casi, infatti, la sua applicazione – sulla base di aliquote crescenti – dipende dal superamento di determinate franchigie (cioè dal valore del bene o dei beni che si ricevono in eredità). Anzi è molto difficile che scatti il pagamento dell’imposta di successione: basti pensare che in caso di trasferimento di beni a coniugi, figli o altri parenti in linea retta si paga il 4% per l’importo eccedente la franchigia fissata a quota un milione di euro.
Diverso il discorso per i trasferimenti di beni a fratelli e sorelle: in tal caso l’aliquota è fissata al 6% per la quota eccedente la franchigia fissata a 100mila euro. L’aliquota è sempre al 6% per altri parenti (fino al quarto grado), è dell’8% per soggetti non parenti (in entrambi i casi si applica in ogni caso, ovvero non è prevista alcuna franchigia). Da precisare che se il trasferimento avviene in favore di persone portatrici di handicap l’aliquota dovuta varia sempre tra il 4%, il 6%, l’8% a seconda del grado di parentela ma la franchigia si alza fino a un milione e mezzo di euro.
Quando si può pagare a rate?
Imposta di successione 2024: posto tale schema, però, può comunque capitare che ricevere un’eredità comporti il pagamento di un importo consistente sotto forma di imposta di successione. In tal evenienza è legittimo che il contribuente si chieda se è possibile rateizzare il pagamento della stessa? Secondo la normativa è possibile effettuare il pagamento attraverso 12 rate trimestrali se la somma da versare è superiore ai 20mila euro.
Si può usufruire del pagamento rateale anche per gli importi superiori a 1.000 euro: in tal evenienza si deve versare la prima rata entro 60 giorni dalla notifica di liquidazione, la prima rata deve essere pari ad almeno il 20% del totale da versare, il restante 80% potrà essere spalmato lungo un piano di rateizzazione di 8 rate con cadenza trimestrale. Invece, per gli importi inferiori a 1.000 euro l’importo da saldare deve essere sempre versato in un’unica soluzione.
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Anticipo Tfr 2024: cos’è, requisiti, importo. Guida veloce (aggiornamento 1 APRILE)
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Ultime notizie Anticipo Tfr 2024: cos’è, requisiti, importo. Guida veloce (aggiornamento 1 Aprile)
Anticipo Tfr 2024: di cosa si tratta? Quali requisiti bisogna soddisfare? Fino a che importo può arrivare? Le informazioni più importanti. Anticipo Tfr 2024: di cosa si parla esattamente quando ci si riferisce al Trattamento di fine rapporto? A chi spetta la liquidazione? Come è possibile ottenerla – parzialmente – prima della cessazione del servizio? Una panoramica delle informazioni più importanti sull’argomento.
Naspi 2024: chi può fare domanda e come? Info utili
Anticipo Tfr 2024: di cosa si tratta?
Anticipo Tfr 2024: è possibile richiedere una parte del trattamento di fine rapporto mentre ancora si lavora? La risposta è affermativa ma, naturalmente, nel caso in cui la propria richiesta venisse accolta, si avrà diritto a ricevere un anticipo pari alla quota maturata fino al momento della richiesta. Inoltre, bisogna precisare che tale possibilità è riservata ai lavoratori del settore privato.
Infatti, i dipendenti pubblici possono richiedere (una parte) della liquidazione soltanto alla cessazione del rapporto di lavoro con la propria amministrazione: a quel punto l’anticipo del Tfr (che si richiede all’Inps o a banche che offrono tale servizio) permette di ricevere una parte del trattamento di fine rapporto prima, molto prima, delle tempistiche previste nel caso dei lavoratori della PA (tra due e cinque anni).
A chi spetta?
Anticipo Tfr 2024: quali lavoratori del settore privato possono richiederlo? Per fare domanda di anticipo del Tfr bisogna soddisfare un requisito in particolare: essere in azienda da almeno 8 anni, cioè è necessario che siano decorsi almeno 8 anni dall’assunzione. L’anticipo può essere richiesto solo una volta e la domanda deve essere sempre giustificata da un valido motivo: per esempio, spese sanitarie urgenti, acquisto di una prima casa, sostegno a periodi di congedo (come quelli che si possono ottenere in caso di nascita di un figlio o partecipazione a percorsi formativi).
Da precisare che non possono fare richiesta di Tfr i dipendenti di aziende in crisi così come quei lavoratori che hanno una cessione del quinto in corso. Infine, per quanto riguarda l’importo: l’anticipo del Tfr non potrà superare il 70% dell’importo maturato alla data della richiesta.
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Naspi 2024: chi può fare domanda e come? Info utili (aggiornamento 1 APRILE)
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Ultime notizie Naspi 2024: chi può fare domanda e come? Info utili (aggiornamento 1 Aprile)
Naspi 2024: chi può richiedere l’indennità di disoccupazione? Entro quando si può fare domanda e come? Le informazioni più importanti sul tema. Naspi 2024: chi può fare domanda di indennità di disoccupazione? Come si inoltra la richiesta? Entro quando si riceve e qual è il suo importo? Le informazioni più importanti sul sostegno economico.
Pensione anticipata 2024: cambiano i requisiti. I nuovi limiti
Naspi 2024: chi può fare domanda?
Naspi 2024: chi può fare domanda di indennità di disoccupazione? La Naspi è un sostegno economico che possono richiedere tutti i lavoratori dipendenti (subordinati a tempo determinato) che hanno perso involontariamente il proprio impiego. Dunque, possono fare richiesta di indennità anche coloro che appartengono alle seguenti categorie: apprendisti, dipendenti PA con contratto a tempo determinato, personale artistico con contratto subordinato a tempo determinato, soci lavoratori di cooperative con un rapporto di lavoro subordinato.
Inoltre, possono accedere all’indennità anche le lavoratrici che hanno presentato le dimissioni nel periodo di maternità, le lavoratrici obbligate a presentare le dimissioni durante il periodo tutelato dalla maternità, lavoratori licenziati per motivi disciplinari. Non possono fare richiesta di Naspi, invece, i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, gli operai agricoli (sia a tempo determinato che indeterminato), i lavoratori extracomunitari con permesso di lavoro stagionale.
Come si inoltra richiesta?
Naspi 2024: come si inoltra richiesta? Innanzitutto, oltre che appartenere alle summenzionate categorie, bisogna essere in possesso di particolari requisiti: 1) stato di disoccupazione (da dimostrare ottenendo il rilascio della Did, la Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro; 2) aver versato nei 4 anni precedenti all’inizio del periodo di disoccupazione almeno 13 settimane di contribuzione. Se si possiedono questi requisiti si hanno 68 giorni di tempo dalla perdita dell’impiego per inoltrare richiesta di Naspi attraverso l’apposito servizio (si trova in evidenza nell’area “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”) messo a disposizione sul sito Inps.
Ottenuta l’approvazione della domanda, la Naspi decorre dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro se la domanda viene presentato entro 8 giorni oppure dal giorno successivo alla domanda se questa viene presentato dopo l’ottavo giorno. Quanto dura la Naspi? Il numero di erogazioni dipende dalla storia contributiva del richiedente. In generale, l’indennità si estende per la metà delle settimane coperte di contribuzioni registrate nei 4 anni precedenti al giorno della cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro (fino a un massimo di 2 anni). Infine, per quanto riguarda l’importo, la Naspi in linea di massima corrisponde al 75% della retribuzione media mensile dei 4 anni precedenti alla cessazione del rapporto di lavoro per cui si richiede se inferiore a 1.435,21 euro; se l’importo medio è superiore si aggiunge il 25% fino a un importo massimo che per il 2024 è stato stabilito in misura pari a 1.550,42 euro.
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Scadenze fiscali aprile 2024: gli adempimenti da ricordare. Calendario (aggiornamento
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Ultime notizie Scadenze fiscali aprile 2024: gli adempimenti da ricordare. Calendario (aggiornamento 1 Aprile)
Scadenze fiscali aprile 2024: non un calendario fitto questo mese anche se compaiono due importanti appuntamenti con Pace Fiscale e Superbonus. Aggiornamento 29 marzo: Con lo stesso decreto con cui il Governo ha bloccato la possibilità di usufruire della cessione del credito di imposta e dello sconto in fattura nel quadro del Superbonus è stata ulteriormente prorogata anche la scadenza fissata per il versamento della quinta rata relativa al ravvedimento speciale e per la seconda e ultima rata della regolarizzazione degli errori formali. Ci sarà tempo non più fino al 2 aprile ma fino al 31 maggio per effettuare i pagamenti. Inoltre, col medesimo provvedimento si dà la possibilità di sfruttare la procedura anche per le dichiarazioni precedenti all’anno di imposta 2022 (ma in tal caso si potrà utilizzare la sanatoria solo attraverso pagamento in un’unica soluzione).
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Scadenze fiscali aprile 2024: non è previsto un fitto calendario di scadenze fiscali per quanto riguarda questo mese. Ad aprile 2024 compaiono comunque degli importanti adempimenti come il versamento della quinta rata del ravvedimento operoso speciale e il termine per la comunicazione riguardante la cessione del credito nel quadro del Superbonus. Uno sguardo alle date più importanti da tenere a mente.
Modello Redditi 2024: chi deve usarlo e scadenze. Le novità
Scadenze fiscali aprile 2024: due versamenti relativi alla Pace Fiscale
Scadenze fiscali aprile 2024: non è previsto un fitto calendario di scadenze fiscali per quanto riguarda questo mese. D’altra parte, ad aprile 2024 compaiono comunque degli importanti adempimenti come il versamento della quinta rata del ravvedimento operoso speciale (permette di sanare errori nelle dichiarazioni che non sono stati contestati dall’Agenzia delle Entrate).
Per quanto riguarda il versamento, riservato chiaramente a chi ha scelto la rateizzazione del debito con l’AdE attraverso la misura di pace fiscale prevista dall’ultima Legge di Bilancio, la scadenza entro cui effettuare il pagamento è fissata al 2 aprile. Sempre entro il 2 aprile va effettuato il versamento della seconda e ultima rata della regolarizzazione degli errori formali (un’altra misura del pacchetto “Pace Fiscale” contenuto nell’ultima Finanziaria).
Entro quando la comunicazione di cessione del credito Superbonus?
Scadenze fiscali aprile 2024: invece, cade il 4 aprile un altro importante appuntamento. Quello con la comunicazione dell’opzione per lo sconto o la prima cessione del credito nel quadro del Superbonus di cui si intende usufruire per le spese sostenute nel 2023 o per le rate residue delle detrazioni non sfruttate in relazione alle spese edilizie sostenute tra il 2020 e il 2022.
Altre importanti scadenze cadono: il 10 febbraio, versamento dei contributi da parte dei datori di lavoro degli addetti ai servizi domestici/familiari; il 16 aprile, versamento dei contributi per lavoratori dipendenti e collaboratori ma anche versamento dell’Iva per i contribuenti mensili; il 25 aprile, scadenza per l’invio dei modelli Intrastat riguardanti elenchi riepilogativi per cessioni e acquisti intracomunitari di beni e per prestazioni di servizi rese/ricevute a/da soggetti passivi Ue.
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L'articolo Scadenze fiscali aprile 2024: gli adempimenti da ricordare. Calendario (aggiornamento 1 APRILE) proviene da Termometro Politico.
Scritto da: Guglielmo Sano
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