Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto?
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Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto?
Pensione 2024: aumenta l’importo del trattamento minimo Inps per effetto della rivalutazione in base all’andamento dell’inflazione. Sale per lo stesso motivo anche il valore dell’assegno sociale. Una panoramica veloce sulle cifre che verranno applicate quest’anno.
Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi
Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto?
Pensione 2024: aumenta l’importo del trattamento minimo Inps. Quest’anno arriverà a 598,61 euro a seguito dell’applicazione dell’adeguamento al tasso di inflazione stabilito in misura pari al 5,4%. Importante sottolineare il cambiamento della cifra visto che proprio in base a tale valore si stabiliscono le percentuali di rivalutazione che pesano sulle pensioni in generale (l’adeguamento viene applicato parzialmente a quelli superiori a 4 volte il trattamento minimo Inps).
Detto questo, alle pensioni minime – cioè quelle che, appunto, non superano i 598.61 euro – quest’anno verrà applicato – oltre alla rivalutazione del 5,4% – anche un ulteriore aumento pari al 2,7%. In pratica, gli assegni più bassi arriveranno fino a 614,77 euro. Da segnalare anche che a seguito della modifica all’importo del trattamento minimo cambiano, per esempio, anche i limiti superati i quali scatta il taglio delle pensioni di reversibilità: nel 2024 non vi sarà alcun taglio entro i 23.345,79 euro annui.
Cresce anche l’importo dell’assegno sociale 2024
Pensione 2024: sale sempre in virtù dell’adeguamento al tasso di inflazione anche il valore dell’assegno social. Sarà di 534,41 euro il valore nel corso dei prossimi dodici mesi. Fissata la stessa cifra come importo minimo da raggiungere per accedere alle pensioni di vecchiaia solo contributive (con 67 anni di età). Per andare in pensione anticipata solo contributiva, invece, bisognerà raggiungere quota 1.603,23 euro (3 volte l’assegno sociale). Il valore scende a 1.496,35 euro per le donne con un figlio e a 1.389,47 euro per le donne con due figli o più (rispettivamente 2,8 volte e 2,6 volte il valore dell’assegno sociale).
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Scritto da: Guglielmo Sano
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La Promessa, anticipazioni puntate fino al 12 gennaio: Il ritorno di Salvador
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La Promessa, anticipazioni puntate fino al 12 gennaio: Il ritorno di Salvador
Un’altra emozionante settimana de La Promessa è pronta a coinvolgere il pubblico italiano. Dall’8 al 12 gennaio 2024, la soap opera di Canale5 ci stupirà con colpi di scena, rivelazioni scioccanti e amori tormentati. Per non perdere neanche un dettaglio delle avventure di Jana e Manuel, prepariamoci a tuffarci nelle anticipazioni di questa intensa settimana.
Il Paradiso delle Signore, anticipazioni fino al 12 gennaio 2024: Adelaide pronta a partire, Umberto vuole fermarla
La Promessa, anticipazioni – Puntata di Lunedì 8 gennaio 2024: Il Ritorno di Salvador
La settimana inizia con una sorpresa mozzafiato: Salvador farà ritorno alla tenuta, scuotendo le fondamenta di La Promessa. Dopo essere stato creduto morto da tutti, ecco il suo ritorno, ma le sue condizioni saranno critiche. La sua riapparizione metterà a dura prova le relazioni tra i personaggi, in particolare Lope, che si troverà a dover affrontare i suoi sentimenti per Maria. Riusciranno a gestire questa inattesa svolta nelle loro vite?
Trama puntata di Martedì 9 gennaio 2024: Curro alla Ricerca della Verità
La verità è una forza potente, e Curro è determinato a scoprirne di più sulla sua identità e sul passato di Eugenia. La tensione aumenterà quando Simona svelerà informazioni cruciali su Dolores, la presunta madre di Curro. Con emozioni a fior di pelle, la puntata promette una dura discussione e rivelazioni scioccanti.
La Promessa, anticipazioni – Puntata di Mercoledì 10 gennaio 2024: Confronti e Conflitti
La tensione raggiungerà il culmine quando Cruz si renderà conto dell’inganno orchestrato da Taylor e Lorenzo. I sentimenti di tradimento e rabbia porteranno la marchesa a una profonda crisi. Nel frattempo, Salvador cercherà di tornare alla normalità, ma i fantasmi del passato e le ferite della guerra rendono il suo cammino difficile.
Trama Puntata di Giovedì 11 gennaio 2024: Catalina Corre di Fronte a suo Padre
Catalina non ha intenzione di arretrare di fronte alle pressioni familiari. La giovane, consapevole delle sue capacità, affronterà il padre, Don Alonso, chiedendo la gestione della tenuta. Sarà una sfida coraggiosa che porterà a un confronto avvincente. Nel frattempo, Manuel continuerà a resistere al ruolo impostogli dal marchese.
Anticipazioni La Promessa – Puntata di Venerdì 12 gennaio 2024: Manuel e Jana: Un Amore Complicato
Manuel sarà alle prese con la difficile verità di essere stato ingannato nel suo matrimonio con Jana. La presenza rassicurante di amici come Blanca e Don Romulo potrebbe essere la chiave per superare questa difficile fase. Nel frattempo, la distanza tra Manuel e Jana continua a crescere, ma un volo insieme potrebbe cambiare tutto. Il rischio di essere scoperti da Jimena aggiunge un tocco di suspense a questa coinvolgente puntata.
Non perdetevi i nuovi episodi de La Promessa, in onda su Canale5 dal lunedì al venerdì alle ore 16.40. Sintonizzatevi per emozionarvi con le passioni che animano i personaggi di questa affascinante soap opera.
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Scritto da: Giampaolo Roccaforte
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Paestum: sito archeologico, cosa vedere e come arrivare (aggiornamento 5 GENNAIO)
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Paestum: sito archeologico, cosa vedere e come arrivare Cosa vedere a Paestum? La guida per tutti Ultime notizie Paestum, antica città della Magna Grecia, è un sito archeologico riconosciuto dall’Unesco dal 1998 situato nella Piana di Sele, nel golfo di Salerno. È possibile raggiungere l’ex colonia greca attraverso l’A3 Salerno-Reggio Calabria imboccando l’uscita per Battipaglia ed entrando nella SS18, per poi giungere a Via Laura di Paestum. L’odierno Parco Archeologico è un’ex colonia fondata dai Greci intorno al VII secolo a.c. con il nome Poseidonia; la città, probabilmente, accolse gran parte della popolazione di Sibari dopo che quest’ultima venne distrutta nel 510 a.c. È in questo periodo che il luogo visse un momento di grande splendore.
LEGGI LE NOTIZIE DEL TERMOMETRO QUOTIDIANO (aggiornamento 5 Gennaio)
Le diverse occupazioni e il nome romano Paestum
Tra il 420 a.c. e il 410 a.c i Lucani, popolazione appartenente al ceppo italico, occuparono la città greca soprannominandola Paistom. Dopo un breve periodo di assedio a causa della battaglia persa contro Alessandro il Molosso, re dell’Epiro, Paistom tornò sotto il comando dei Lucani fino al 273 a.c. È allora che i Romani conquistano Paiston e le assegnano il nome che continua ad avere tutt’oggi: Paestum. Dopo diverso tempo, l’ex colonia venne abbandonata e, solo durante il XVI secolo, conobbe un nuovo periodo di “risorgimento”.
Le opere architettoniche del sito archeologico
All’interno di Paestum, sono diversi i beni culturali sorprendentemente conservati in ottimo stato:
Mura di cinta di forma poligonale: costruita dai Greci per difendere la colonia e in seguito rafforzate sia dai Lucani che dai Romani, è formata da una muratura a doppia cortina di grandi massi.
Il Foro: di forma rettangolare, venne costruito sotto la dominazione dei Romani. Lungo il perimetro della grande piazza vi sono diverse botteghe ed edifici sia pubblici che religiosi. Sul lato nord si erge il Tempio Italico, all’interno del quale si trova solo un altare rettangolare.
Tre maestosi templi in stile dorico: -Tempio di Hera, costruito nel VI secolo, è formato da 9 colonne su due lati e 18 negli altri due ed è dedicato alla divinità della fertilità e della vita Era.
-Tempio di Nettuno, costruito nel V secolo, è il più grande tempio all’interno del sito archeologico ed è dedicato probabilmente al dio Zeus o Apollo, ma era stato erroneamente attribuito al dio Nettuno da alcuni studiosi.
-Tempio di Cerere, edificato nel 500 a.c., in verità dedicato alla dea Athena è il più piccolo tempio a Paestum e venne trasformato in chiesa durante il Medioevo, per questo motivo contiene tre tombe cristiane.
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Scritto da: Sabrina Conigliaro
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Rimborso 730 dicembre 2023 senza sostituto di imposta: a chi arriva? (aggiornamento 5
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Ultime notizie Rimborso 730 dicembre 2023 senza sostituto di imposta: a chi arriva? (aggiornamento 5 Gennaio)
Rimborso 730 dicembre 2023: quando arriva per i senza sostituto di imposta. Rimborso 730 dicembre 2023: ancora non è stato erogato a chi ha presentato la dichiarazione dei redditi senza sostituto d’imposta (ed è poi risultato titolare di un conguaglio fiscale). In base a quali parametri viene erogato? Quali sono all’incirca le tempistiche del versamento? Una panoramica veloce sull’argomento.
Rimborso 730 dicembre 2023 senza sostituto di imposta: a chi arriva?
Rimborso 730 dicembre 2023: ancora non è stato erogato a chi ha presentato la dichiarazione senza sostituto d’imposta risultando successivamente titolare di un conguaglio fiscale. Quali contribuenti rientrano in questa categoria?
Presentano il modello 730 senza sostituto d’imposta coloro che non percepiscono trattamenti Inps, coloro che non lavorano o che comunque hanno perso il lavoro prima della dichiarazione dei redditi, chi non ha più un datore di lavoro pur avendo avuto un reddito da lavoro dipendente nel periodo d’imposta di riferimento, i lavoratori domestici (i datori di lavoro domestico non possono essere sostituti d’imposta).
Per tutti questi contribuenti è direttamente l’Agenzia delle Entrate a liquidare il rimborso (ove maturato naturalmente) mentre per i contribuenti che hanno il sostituto d’imposta (datore di lavoro o Inps per esempio) viene versato tramite il cedolino o la busta paga.
Quali sono le tempistiche del pagamento?
Rimborso 730 dicembre 2023: il pagamento diretto da parte dell’AdE, invece, segue tempistiche più lente. Innanzitutto, i versamenti non partono prima della chiusura della stagione dichiarativa (non prima del 30 novembre ultimo termine per correzione 730 via Modello Redditi) quando i rimborsi per chi ha il sostituto d’imposta in generale arrivano entro il mese successivo a quello dell’invio della dichiarazione dei redditi.
Inoltre, i tempi si allungano ulteriormente nel caso in cui si debba comunicare il proprio Iban all’Agenzia delle Entrate (cioè quando non si vuole ricevere un bonifico al domicilio) oppure se il rimborso è superiore ai 4mila euro (per cui scattano dei controlli che dilatano ulteriormente le tempistiche). Detto ciò, se l’Iban è già in banca dati AdE e il rimborso è inferiore ai 4mila euro, di solito scatta tra dicembre e febbraio. Chi invece aspetta un rimborso maturato da dichiarazione con modello Pf dovrà attendere almeno 6 mesi dalla scadenza del termine ultimo per l’invio, in questo caso almeno marzo o aprile.
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Scritto da: Guglielmo Sano
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Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto? (aggiornamento 5 GENNAIO)
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Ultime notizie Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto? (aggiornamento 5 Gennaio)
Pensione 2024: aumenta il trattamento minimo Inps. Di quanto e conseguenze. Pensione 2024: aumenta l’importo del trattamento minimo Inps per effetto della rivalutazione in base all’andamento dell’inflazione. Sale per lo stesso motivo anche il valore dell’assegno sociale. Una panoramica veloce sulle cifre che verranno applicate quest’anno.
Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi
Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto?
Pensione 2024: aumenta l’importo del trattamento minimo Inps. Quest’anno arriverà a 598,61 euro a seguito dell’applicazione dell’adeguamento al tasso di inflazione stabilito in misura pari al 5,4%. Importante sottolineare il cambiamento della cifra visto che proprio in base a tale valore si stabiliscono le percentuali di rivalutazione che pesano sulle pensioni in generale (l’adeguamento viene applicato parzialmente a quelli superiori a 4 volte il trattamento minimo Inps).
Detto questo, alle pensioni minime – cioè quelle che, appunto, non superano i 598.61 euro – quest’anno verrà applicato – oltre alla rivalutazione del 5,4% – anche un ulteriore aumento pari al 2,7%. In pratica, gli assegni più bassi arriveranno fino a 614,77 euro. Da segnalare anche che a seguito della modifica all’importo del trattamento minimo cambiano, per esempio, anche i limiti superati i quali scatta il taglio delle pensioni di reversibilità: nel 2024 non vi sarà alcun taglio entro i 23.345,79 euro annui.
Cresce anche l’importo dell’assegno sociale 2024
Pensione 2024: sale sempre in virtù dell’adeguamento al tasso di inflazione anche il valore dell’assegno social. Sarà di 534,41 euro il valore nel corso dei prossimi dodici mesi. Fissata la stessa cifra come importo minimo da raggiungere per accedere alle pensioni di vecchiaia solo contributive (con 67 anni di età). Per andare in pensione anticipata solo contributiva, invece, bisognerà raggiungere quota 1.603,23 euro (3 volte l’assegno sociale). Il valore scende a 1.496,35 euro per le donne con un figlio e a 1.389,47 euro per le donne con due figli o più (rispettivamente 2,8 volte e 2,6 volte il valore dell’assegno sociale).
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Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi (aggiornamento 5 GENNAIO)
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Ultime notizie Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi (aggiornamento 5 Gennaio)
Successione 2024: a quanto ammontano le imposte? Quando scattano le agevolazioni? Successione 2024: di cosa si parla esattamente quando ci si riferisce alla tassa di successione? A quanto ammontano le imposte per chi riceve un’eredità? Entro quali limiti è possibile ottenere delle agevolazioni e pagare meno? Una panoramica delle informazioni più importanti sull’argomento.
Pensione 2024: torna la Legge Fornero. In quali casi?
Successione 2024: Quante tasse si pagano?
Successione 2024: la tassa di successione, in breve, è una quota di imposte applicata al patrimonio che si riceve in eredità (ma di fatto anche a quello che si riceve a seguito di una donazione). Il suo ammontare è variabile: in pratica, cambia a seconda della tipologia di beni ereditati nonché del grado di parentela in essere tra gli eredi e l’autore del lascito. Sono previsti anche dei limiti riguardanti il valore del patrimonio al di sotto dei quali sono previste delle agevolazioni o, addirittura, l’esonero.
Scendendo più nel dettaglio, l’imposta di successione è dovuta per qualsiasi tipo di immobile anche se in misura, come si diceva, variabile a seconda dei casi. Per esempio, se coniuge, figli, genitori e nipoti ricevono in eredità dal defunto una casa si pagherà una percentuale del 4% sul valore dell’immobile eccedente il milione di euro (sulla parte eccedente il milione e mezzo di euro in caso di erede disabile), invece, fratelli e sorelle pagano il 6%. Man a mano che il legame di parentela diventa meno stretto aumenta la percentuale di trattenuta (al massimo 8%).
I beni esclusi dall’applicazione dell’imposta
Successione 2024: la tassa di successione si applica anche a beni mobili come automobili e gioielli, opere d’arte e prodotti di investimento, quote societarie e denaro depositato su conto corrente (in caso di conto cointestato, solo la parte dell’intestatario autore del lascito viene tassata). Diametralmente non sono sottoposti ad applicazione dell’imposta il premio delle polizze vita e i titoli di stato (che però vengono tassati in caso di donazione).
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Bonus bollette 2024: confermato. Importo, requisiti, come funziona (aggiornamento 5 G
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Ultime notizie Bonus bollette 2024: confermato. Importo, requisiti, come funziona (aggiornamento 5 Gennaio)
Bonus bollette 2024: confermato in automatico ma tornano i “vecchi” requisiti. Bonus bollette 2024: beneficio confermato anche per il 2024, continuerà a essere applicato automaticamente a chi rientra entro determinati limiti Isee (che cambiano rispetto al 2023). Fino a quanto può arrivare lo sconto? Una panoramica su come funzionerà l’agevolazione.
Calcolo assegno di inclusione: cambia rispetto a RdC? Differenze
Bonus bollette 2024: beneficio automatico confermato
Bonus bollette 2024: Bonus sociale a copertura delle spese per acqua, luce e gas confermato anche per il 2024. Continuerà ad essere applicato in automatico se si rientra entro ben precisi limiti Isee: a differenza di quanto accaduto nel 2023, però, tornano a essere applicati i requisiti “ordinari” (dopo l’ampliamento della platea determinatosi a seguito della crisi energetica e, quindi, del rincaro dei prezzi delle materie prime).
In pratica, a partire da gennaio non sarà più applicato al di sotto dei 15mila euro di Isee o dei 30mila euro in caso di famiglie numerose. D’altra parte, chi rientra in tale fascia Isee per il primo trimestre dell’anno è stato previsto comunque un bonus – sempre applicato in automatico, verrà parametrato in base a numerosità e composizione del nucleo – che riguarderà soltanto la bolletta dell’energia elettrica.
Importo, requisiti, come funziona
Bonus bollette 2024: ecco allora che il Bonus sociale verrà applicato sulle fatture energetiche (esclusivamente delle forniture domestiche) di chi ha un Isee entro i 9.530 euro o di chi ha almeno 4 figli a carico (in tal caso l’Isee può arrivare fino a 20mila euro). Come si diceva, non dovrà essere presentata una domanda specifica per vedersi applicato il Bonus: basterà presentare la Dsu, documento che attesta la situazione economica del nucleo familiare fondamentale per ottenere il modello Isee. Gli importi del contributo – che si muovono tra i 90 e i 130 euro – variano in base a una serie di parametri: composizione e numerosità del nucleo familiare, tipologia di fornitura ma anche zona climatica.
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Scadenze fiscali 2024: approvato nuovo calendario. Cosa cambia? (aggiornamento 5 GENN
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Ultime notizie Scadenze fiscali 2024: approvato nuovo calendario. Cosa cambia? (aggiornamento 5 Gennaio)
Scadenze fiscali 2024: via libera al nuovo calendario. Cosa cambia? Scadenze fiscali 2024: con l’approvazione del Decreto adempimenti, strada spianata al nuovo calendario degli appuntamenti con il fisco. Una misura che promette di razionalizzare la selva di scadenze relative ai versamenti. Come cambierà nello specifico l’agenda tributaria? Uno sguardo veloce alle modifiche previste.
Superbonus 2024: scende al 70%. Come funzionerà? Le ultime modifiche
Scadenze fiscali 2024: obiettivo semplificazione e razionalizzazione
Scadenze fiscali 2024: una misura attesa da tempo quella contenuta nel Decreto Adempimenti, solo nel 2023 il calendario dei versamenti tributari ha contato migliaia di appuntamenti. Le modifiche previste proprio in un’ottica di razionalizzazione e semplificazione di tale selva di scadenze. Principalmente due i perni su cui si basa il riassetto dell’agenda fiscale: innanzitutto, la pausa estiva e natalizia (quindi, nei mesi di agosto e dicembre) per quanto riguarda l’invio di lettere di compliance e avvisi bonari (in pratica, memorandum di pagamento da parte dell’AdE). Poi l’unificazione della data ultima per l’invio della dichiarazione dei redditi: per tutti diventerà quella del 30 settembre.
Approvato nuovo calendario: come cambierà?
Scadenze fiscali 2024: scendendo più nel dettaglio, come cambierà il calendario nel 2024? Probabilmente la novità più importante per i lavori autonomi, chiaramente quelli più interessati dalla determinazione del calendario fiscale, lo slittamento del versamento dell’acconto delle imposte di novembre. Infatti, questo appuntamento viene posticipato al 16 gennaio: data in cui si potrà versare il dovuto in un’unica rata oppure versare la prima rata di 5 (previste per lo stesso giorno dei 4 mesi successivi, da febbraio a maggio).
Altra importante novità per le partite Iva – strettamente legata alle modifiche del calendario fiscale – il lancio sperimentale del concordato preventivo biennale. In pratica, una sorta di accordo tra lavoratore autonomo e fisco sulle imposte da pagare nei due anni successivi a prescindere dai guadagni. Sottoscrivendo l’accordo si potrà usufruire di un trattamento di favore. Nel 2024 sarà riservato solo alle Partite Iva più “piccole” ma potrebbe essere presto allargato a tutte le altre.
Previste anche qui delle scadenze: entro il 30 aprile 2024 l’AdE metterà in campo le proprie proposte di concordato, entro il 21 luglio il contribuente potrà comunicare i propri dati per permettere all’Agenzia di personalizzare la proposta di accordo, quindi, entro il 26 luglio l’AdE farà la propria proposta. A quel punto si avranno 5 giorni per accettare: infine, entro il 31 luglio il contribuente dovrà versare saldo Irpef 2023 (più acconto 2024, se soggetto Isa) per aderire.
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Patto di attivazione digitale: cos’è e quando è necessario (aggiornamento 5 GENNAIO)
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Ultime notizie Patto di attivazione digitale: cos’è e quando è necessario (aggiornamento 5 Gennaio)
Patto di attivazione digitale: fondamentale per ricevere i sussidi post RdC. Patto di attivazione digitale: di cosa si tratta? La sottoscrizione uno dei passaggi fondamentali per ricevere l’Assegno di Inclusione ma anche il Supporto Formazione Lavoro, i sussidi che andranno a sostituire il Reddito di Cittadinanza da gennaio 2024. A cosa serve? Dopo aver sottoscritto il PAD il nucleo familiare beneficiario dell’AdI parteciperà a un percorso di inclusione sociale ed eventualmente di riqualificazione lavorativa. Uno sguardo alle informazioni fondamentali sull’argomento.
Domande assegno di inclusione: da quando, requisiti, come si fa
Patto di attivazione digitale: di cosa si tratta?
Patto di attivazione digitale: la sottoscrizione del PAD sarà un passaggio fondamentale per poter ricevere sia l’Assegno di inclusione che il Supporto Formazione Lavoro, i sussidi che da gennaio 2024 sostituiranno il Reddito di Cittadinanza. Nel caso del Bonus da 350 euro sarà il singolo inoccupato a sottoscriverlo mentre nel caso dell’AdI sarà tutto il nucleo familiare a stipularlo (chiaro però che sarà solo un componente a inoltrare la domanda).
A cosa serve? A seguito della sottoscrizione del PAD, il singolo beneficiario o il nucleo familiare verranno presi in carico o dal Centro dell’impiego competente per territorio oppure dai servizi sociali del Comune di residenza. Ciò servirà ad analizzare la situazione del singolo o della famiglia, individuare i bisogni e le possibilità di inclusione sociale e riqualificazione lavorativa attraverso percorsi personalizzati.
Necessario per ricevere i sussidi
Patto di attivazione digitale: detto questo, dovrebbe essere chiaro che se non si sottoscrive prima il PAD non si potrà ricevere né l’Assegno di Inclusione né il Supporto Formazione Lavoro. Come si sottoscrive il Patto di attivazione digitale? La procedura deve essere svolta online attraverso la piattaforma Siisl dopo aver fatto richiesta di sussidio (anche in un secondo momento).
Quindi, dopo aver inoltrato domanda di sussidio via apposito servizio Inps si potrà accedere (con Spid o Cie) alla Siisl e compilare un modulo con cui ci si impegna a presentarsi ad un colloquio presso Cpi o servizi sociali entro 120 giorni. Dunque, si comincerà a ricevere il sostegno economico dal mese successivo a quello in cui si è sottoscritto il PAD.
Anche se possono sottoscriverlo volontariamente, alcuni beneficiari sono esentati dagli obblighi connessi alla sottoscrizione del PAD. Tra questi over 60, disabili, mancati oncologici, caregiver, vittime di violenza di genere.
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Pensione invalidità 2024: nuovi importi e limiti reddito. Le cifre
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Pensione invalidità 2024: nuovi importi e limiti reddito. Le cifre
Pensione invalidità 2024: l’Inps ha comunicato i nuovi importi e i limiti di reddito entro cui rientrare per ricevere le prestazioni assistenziali destinate ai disabili. A quanto ammonteranno quest’anno? Una panoramica delle cifre più importanti.
Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi
Pensione invalidità 2024: nuovi importi e limiti reddito. Le cifre
Pensione invalidità 2024: l’Inps ha comunicato i nuovi importi e i limiti di reddito entro cui rientrare per ricevere le prestazioni assistenziali destinate ai disabili. Il cambiamento delle cifre – sia quelle dei trattamenti che quelle delle relative soglie reddituali – è dovuto in particolare al tasso di rivalutazione che per quest’anno sarà pari all’8,6%.
Dunque, per schematizzare, a partire dal primo gennaio 2024 la pensione di invalidità al 100% salirà a quota 333,33 euro (potrà essere percepita se si ha un reddito inferiore ai 19.461,12 euro annui), invece, l’indennità di accompagnamento sarà di 531,76 euro (viene erogata a prescindere dal reddito ai disabili non autosufficienti). Anche la pensione di invalidità per chi ha una disabilità riconosciuta tra il 74% e il 99% cresce fino a 333,33 euro mensili, per riceverla però il limite di reddito entro cui rientrare è fissato a 5.725,46 euro.
Bonus bollette 2024: confermato. Importo, requisiti, come funziona
A chi spetta l’incremento al milione?
Pensione invalidità 2024: naturalmente l’Inps ha comunicato anche i limiti di reddito da rispettare per vedersi erogato anche il cosiddetto “incremento al milione” – che quest’anno porterà l’assegno fino a 401,72 euro – prima dei 65 anni. Tale incremento spetta a invalidi al 100%, sordomuti, ciechi assoluti che hanno un reddito di 9.555,65 euro per i percettori singoli e 16.502,98 euro per i percettori sposati (tali soglie sono da calcolare sommando reddito individuale più eventuale reddito del coniuge più l’importo della pensione di invalidità e, infine, dividendo il risultato per 13).
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