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    Arrow Cosa vedere a Firenze in 3 giorni: musei, monumenti ed eventi (aggiornamento 6 GENNAI


    Cosa vedere a Firenze in 3 giorni: musei, monumenti ed eventiCosa vedere a Firenze in 3 giorni? La guida per tutti Firenze è una delle città più amate e visitate d’Italia. In 3 giorni a Firenze potrete ammirare tanti dei patrimoni artistici più importanti d’Europa. Fare un viaggio in quell’epoca straordinaria che è stata il Rinascimento italiano.
    Cosa vedere a Firenze in tre giorni? Musei, piazze, giardini, palazzi e monumenti di grande bellezza! Potrete gironzolare tra i luoghi simbolo e stradine che hanno accolto i più grandi artisti della storia dell’arte italiana.
    La città di Firenze, in tre giorni, si può visitare a piedi, da un lato perché gran parte del centro storico è chiuso al traffico e ai mezzi; dall’altro perché così avrete modo di scoprire dettagli, di questa straordinaria città, che altrimenti vi potrebbero sfuggire.
    3 giorni a Firenze: cosa vedere il primo giorno

    Un itinerario tipo – da fare a piedi – per il primo giorno da passare nel capoluogo toscano, per scoprire i posti più belli, monumenti, chiese e musei, potrebbe partire da Piazza della Signoria. Una delle piazze più importanti della città, ritrovo della vita fiorentina.
    Dalla piazza è già visibile la struttura imponente di Palazzo Vecchio, da sempre palazzo del potere. Tra il 1865 e il 1871 – anni in cui Firenze è stata capitale d’Italia – ha ospitato il Parlamento Italiano. Sede, per secoli, del Granducato di Toscana e della Signoria dei Medici.
    A Piazza della Signoria potrete iniziare a familiarizzare con uno dei capolavori della scultura mondiale e simbolo del Rinascimento, infatti, c’è una delle copie del David di Michelangelo (l’altra è a Piazza Michelangelo). Da qui potreste proseguire verso via dei Calzaiuoli – strada dello shopping – e fare una visita alla Chiesa di Orsanmichele: chiesa delle arti e i mestieri fiorentini, le antiche corporazioni. Una delle costruzioni due-trecentesche più importanti della città.
    Oppure, potreste proseguire verso il fiume e recarvi alla vicina Galleria degli Uffizi. Uno dei musei più antichi d’Europa. Al suo interno accoglie una dell più ricche collezioni di pittura al mondo. Potrete ammirare e rimanere magicamente incantati da opere di: Leonardo, Michelangelo, Botticelli, Paolo Uccello e Piero della Francesca, solo per menzionarne alcuni.
    La visita agli Uffizi vi terrà piacevolmente impegnati per almeno due ore.
    Cosa vedere il primo giorno a Firenze: Piazza Duomo e la Cattedrale di Santa Maria del fiore

    Dopo la estasiante esperienza museale, potreste ripassare per Piazza della Signoria e sempre continuando sulla via dei Calzaiuoli, arrivare in Piazza Duomo. Qui, si erge maestosa la Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Assolutamente da visitare: la Cupola del Brunelleschi, il Campanile di Giotto, il Battistero di San Giovanni e la Porta del Paradiso.
    Santa Maria del Fiore, sarà uno dei luoghi che vi affascinerà del capoluogo toscano. La Cupola del Brunelleschi, con la sua altezza straordinaria e l’avanguardia della tecnica costruttiva, è uno dei must dell’architettura rinascimentale da vedere.
    Il Campanile di Giotto, slanciato ed elegante nella decorazione, che termina con una grande terrazza, vi permetterà di godere di un panorama estremamente suggestivo. Anche la Cupola (per visitarla è obbligatoria la prenotazione), con i suoi 463 scalini, vi offrirà una vista da lasciare senza parole..
    Al tramonto o la sera, è d’obbligo una passeggiata a Ponte Vecchio, il ponte più famoso di Firenze. Ospita, oggi, moltissimi negozi di oreficeria e gioielleria, un tempo era il luogo delle botteghe dei macellai, localizzati tutti qui per evitare che il sangue e gli scarti delle carni spargessero per le vie del centro un cattivo odore.
    Cosa vedere a Firenze, Giorno 2: Cappelle Medicee, Basilica di Santa Maria Novella e la Galleria dell’Accademia

    Il secondo giorno, dei vostri tre giorni a Firenze, potrebbe cominciare da Piazza San Marco. Dalla piazza, camminando su via Ricasoli, verso il fiume, a pochi passi troverete la Galleria dell’Accademia (civico 60). Qui potrete farvi rapire dall’imponenza dell’autentica statua del David di Michelangelo: simbolo dell’arte scultorea del Rinascimento e ormai icona dell’arte italiana.
    La Galleria, oltre al David, ospita altre importantissime sculture del genio Michelangelo: i Prigioni e il San Matteo incompiuto; e una collezione di dipinti del Trecento e del Quattrocento.
    Non molto lontano della galleria, direzione via degli Alfani, se siete interessati all’arte del restauro c’è l’Opificio delle pietre dure, uno degli edifici di restauro più importanti al mondo.
    Muovendovi verso Piazza San Marco, invece, potreste visitare il Museo di San Marco, di fianco alla chiesa, qui potrete soffermarvi davanti ai meravigliosi affreschi del Beato Angelico.
    Il Museo delle opere di Fra’ Angelico, o Museo di San Marco è ospitato all’interno del convento dei Domenicani, ed è un tipico esempio di convento quattrocentesco. Fu ampliato da Michelozzo nel 1396 e conserva importanti dipinti nell’antico ospizio per i pellegrini.
    Assolutamente da vedere: la Crocifissione con Santi nella sala capitolare, le Tre Marie alla Tomba, l’Annunciazione, la Deposizione dalla Croce e il Giudizio Universale. Spettacolare anche l’Ultima Cena realizzata dal Ghirlandaio. Le celle sotterrane, invece, ospitano una collezione rara di campane e alcune preziose reliquie.
    Tre giorni a Firenze: camminare nella città dei Medici, un’esperienza indescrivibile!

    Percorrendo via Cavour, direzione Arno, potrete ammirare Palazzo Medici Riccardi, opera di Michelozzo, prima casa dei Medici e palazzo rinascimentale per eccellenza. Proseguendo verso la Basilica di San Lorenzo, su via de’ Pucci, arriverete alle Cappelle Medicee.
    Alle Cappelle, dove sono conservati i resti mortali della famiglia più importante nella storia di Firenze: i Medici, si accede dalla chiesa, poiché le cappelle sono strutturate come prolungamento della parte absidale della Basilica.
    La cappella dei Principi ha una forma ottagonale ed è coperta da una grande cupola. Il rivestimento interno è di una ricchezza indicibile ed è proprio durante questi lavori che venne creato l’Opificio delle pietre dure, appunto specializzato in pietre preziose e marmi rari proveniente da tutto il mondo.
    Tre giorni a Firenze, giorno 2: Santa Maria Novella e Piazza Santa Croce

    Per rendere davvero eccezionale la vostra visita alla città medicea, non può mancare una visita alla Piazza e alla Basilica di Santa Maria Novella, la chiesa di marmi verdi e bianchi, affrescata dal Ghirlandaio
    Santa Maria Novella è una delle più importanti chiese della città. Su commissione della famiglia Rucellai, nel Quattrocento, Leon Battista Alberti disegna il grande portale centrale, la trabeazione e il completamento superiore della facciata.
    Un secolo dopo, successivamente al Concilio di Trento, tra il 1565 e il 1571 la chiesa fu rimaneggiata ad opera di Giorgio Vasari, con la rimozione del recinto del coro e la ricostruzione degli altari laterali, che comportò l’accorciamento delle finestre gotiche.
    Un’altra tappa del secondo giorno a Firenze, a pochi passi della Basilica, si potrebbe fare al Museo del Novecento. Per gli amanti della moda, invece, a qualche isolato più in là, non molto lontano da Ponte Santa Trinità, c’è il Museo di Salvatore Ferragamo.
    Il terzo giorno a Firenze: cosa vedere

    Il terzo giorno a Firenze si può scegliere di rimanere in città o fare una gita fuori porta in una delle vicine località del Chianti. Se deciderete di fare un’atra passeggiata tra le meraviglie della città, sono assolutamente da visitare: Piazza Santa Croce e la sua chiesa, in cui furono sepolti Galileo e Michelangelo; Piazzale Michelangelo, una tra le zona più panoramiche dell’intera città.
    Oppure potreste programmare una visita nella zone dell’Oltrarno, riva sinistra del fiume Arno. Potreste partire da Piazza del Carmine e visitare la Cappella Brancacci, ospitata dalla Chiesa di santa Maria del Carmine. Nella Cappella si rimarrà stupefatti dagli affreschi di Masaccio, Masolino, Filippino Lippi.
    Tra gli affreschi più importanti: la Cacciata dal Paradiso terrestre e il celebre Pagamento del tributo del Masaccio.
    Tra le cose da visitare a Firenze in tre giorni, non può mancare Palazzo Pitti, tra i più importanti palazzi del potere della città. All’interno del Palazzo ci sono i magnifici Giardini di Boboli, il primo esempio di giardino all’italiana.
    I giardini si estendono sulla collina di Boboli tra Palazzo Pitti, il Forte del Belvedere e la porta Romana, e occupano 45.000 metri quadrati. Questo spazio ospita numerosissime opere di scultura di ogni epoca e alcune costruzioni in vario stile, come: la fontana del Carciofo, la Grotta del Buontalenti, la fontana di Bacco e l’obelisco egiziano, tra le tante meraviglie.
    Inoltre, sempre all’interno di Palazzo Pitti, potete visitare diversi musei: la Galleria Palatina, la Galleria d’Arte Moderna, il Museo degli argenti, il Museo del Costume, il Museo delle Porcellane e il Museo delle Carrozze.
    Insomma, le cose da vedere a Firenze in tre giorni sono davvero tante, di straordinaria bellezza, emozionanti e cariche di storia.

  2. #122
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    Arrow Pensione invalidità 2024: nuovi importi e limiti reddito. Le cifre (aggiornamento 6 G


    Ultime notizie Pensione invalidità 2024: nuovi importi e limiti reddito. Le cifre (aggiornamento 6 Gennaio)
    Pensione invalidità 2024: i nuovi importi e limiti di reddito. Le cifre Inps. Pensione invalidità 2024: l’Inps ha comunicato i nuovi importi e i limiti di reddito entro cui rientrare per ricevere le prestazioni assistenziali destinate ai disabili. A quanto ammonteranno quest’anno? Una panoramica delle cifre più importanti.
    Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi
    Pensione invalidità 2024: nuovi importi e limiti reddito. Le cifre

    Pensione invalidità 2024: l’Inps ha comunicato i nuovi importi e i limiti di reddito entro cui rientrare per ricevere le prestazioni assistenziali destinate ai disabili. Il cambiamento delle cifre – sia quelle dei trattamenti che quelle delle relative soglie reddituali – è dovuto in particolare al tasso di rivalutazione che per quest’anno sarà pari all’8,6%.
    Dunque, per schematizzare, a partire dal primo gennaio 2024 la pensione di invalidità al 100% salirà a quota 333,33 euro (potrà essere percepita se si ha un reddito inferiore ai 19.461,12 euro annui), invece, l’indennità di accompagnamento sarà di 531,76 euro (viene erogata a prescindere dal reddito ai disabili non autosufficienti). Anche la pensione di invalidità per chi ha una disabilità riconosciuta tra il 74% e il 99% cresce fino a 333,33 euro mensili, per riceverla però il limite di reddito entro cui rientrare è fissato a 5.725,46 euro.
    Bonus bollette 2024: confermato. Importo, requisiti, come funziona
    A chi spetta l’incremento al milione?

    Pensione invalidità 2024: naturalmente l’Inps ha comunicato anche i limiti di reddito da rispettare per vedersi erogato anche il cosiddetto “incremento al milione” – che quest’anno porterà l’assegno fino a 401,72 euro – prima dei 65 anni. Tale incremento spetta a invalidi al 100%, sordomuti, ciechi assoluti che hanno un reddito di 9.555,65 euro per i percettori singoli e 16.502,98 euro per i percettori sposati (tali soglie sono da calcolare sommando reddito individuale più eventuale reddito del coniuge più l’importo della pensione di invalidità e, infine, dividendo il risultato per 13).
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    Arrow Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto? (aggiornamento 6 GENNAIO)


    Ultime notizie Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto? (aggiornamento 6 Gennaio)
    Pensione 2024: aumenta il trattamento minimo Inps. Di quanto e conseguenze. Pensione 2024: aumenta l’importo del trattamento minimo Inps per effetto della rivalutazione in base all’andamento dell’inflazione. Sale per lo stesso motivo anche il valore dell’assegno sociale. Una panoramica veloce sulle cifre che verranno applicate quest’anno.
    Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi
    Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto?

    Pensione 2024: aumenta l’importo del trattamento minimo Inps. Quest’anno arriverà a 598,61 euro a seguito dell’applicazione dell’adeguamento al tasso di inflazione stabilito in misura pari al 5,4%. Importante sottolineare il cambiamento della cifra visto che proprio in base a tale valore si stabiliscono le percentuali di rivalutazione che pesano sulle pensioni in generale (l’adeguamento viene applicato parzialmente a quelli superiori a 4 volte il trattamento minimo Inps).
    Detto questo, alle pensioni minime – cioè quelle che, appunto, non superano i 598.61 euro – quest’anno verrà applicato – oltre alla rivalutazione del 5,4% – anche un ulteriore aumento pari al 2,7%. In pratica, gli assegni più bassi arriveranno fino a 614,77 euro. Da segnalare anche che a seguito della modifica all’importo del trattamento minimo cambiano, per esempio, anche i limiti superati i quali scatta il taglio delle pensioni di reversibilità: nel 2024 non vi sarà alcun taglio entro i 23.345,79 euro annui.
    Cresce anche l’importo dell’assegno sociale 2024

    Pensione 2024: sale sempre in virtù dell’adeguamento al tasso di inflazione anche il valore dell’assegno social. Sarà di 534,41 euro il valore nel corso dei prossimi dodici mesi. Fissata la stessa cifra come importo minimo da raggiungere per accedere alle pensioni di vecchiaia solo contributive (con 67 anni di età). Per andare in pensione anticipata solo contributiva, invece, bisognerà raggiungere quota 1.603,23 euro (3 volte l’assegno sociale). Il valore scende a 1.496,35 euro per le donne con un figlio e a 1.389,47 euro per le donne con due figli o più (rispettivamente 2,8 volte e 2,6 volte il valore dell’assegno sociale).
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    Arrow Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi (aggiornamento 6 GENNAIO)


    Ultime notizie Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi (aggiornamento 6 Gennaio)
    Successione 2024: a quanto ammontano le imposte? Quando scattano le agevolazioni? Successione 2024: di cosa si parla esattamente quando ci si riferisce alla tassa di successione? A quanto ammontano le imposte per chi riceve un’eredità? Entro quali limiti è possibile ottenere delle agevolazioni e pagare meno? Una panoramica delle informazioni più importanti sull’argomento.
    Pensione 2024: torna la Legge Fornero. In quali casi?
    Successione 2024: Quante tasse si pagano?

    Successione 2024: la tassa di successione, in breve, è una quota di imposte applicata al patrimonio che si riceve in eredità (ma di fatto anche a quello che si riceve a seguito di una donazione). Il suo ammontare è variabile: in pratica, cambia a seconda della tipologia di beni ereditati nonché del grado di parentela in essere tra gli eredi e l’autore del lascito. Sono previsti anche dei limiti riguardanti il valore del patrimonio al di sotto dei quali sono previste delle agevolazioni o, addirittura, l’esonero.
    Scendendo più nel dettaglio, l’imposta di successione è dovuta per qualsiasi tipo di immobile anche se in misura, come si diceva, variabile a seconda dei casi. Per esempio, se coniuge, figli, genitori e nipoti ricevono in eredità dal defunto una casa si pagherà una percentuale del 4% sul valore dell’immobile eccedente il milione di euro (sulla parte eccedente il milione e mezzo di euro in caso di erede disabile), invece, fratelli e sorelle pagano il 6%. Man a mano che il legame di parentela diventa meno stretto aumenta la percentuale di trattenuta (al massimo 8%).
    I beni esclusi dall’applicazione dell’imposta

    Successione 2024: la tassa di successione si applica anche a beni mobili come automobili e gioielli, opere d’arte e prodotti di investimento, quote societarie e denaro depositato su conto corrente (in caso di conto cointestato, solo la parte dell’intestatario autore del lascito viene tassata). Diametralmente non sono sottoposti ad applicazione dell’imposta il premio delle polizze vita e i titoli di stato (che però vengono tassati in caso di donazione).
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    Arrow Bonus bollette 2024: confermato. Importo, requisiti, come funziona (aggiornamento 6 G


    Ultime notizie Bonus bollette 2024: confermato. Importo, requisiti, come funziona (aggiornamento 6 Gennaio)
    Bonus bollette 2024: confermato in automatico ma tornano i “vecchi” requisiti. Bonus bollette 2024: beneficio confermato anche per il 2024, continuerà a essere applicato automaticamente a chi rientra entro determinati limiti Isee (che cambiano rispetto al 2023). Fino a quanto può arrivare lo sconto? Una panoramica su come funzionerà l’agevolazione.
    Calcolo assegno di inclusione: cambia rispetto a RdC? Differenze
    Bonus bollette 2024: beneficio automatico confermato

    Bonus bollette 2024: Bonus sociale a copertura delle spese per acqua, luce e gas confermato anche per il 2024. Continuerà ad essere applicato in automatico se si rientra entro ben precisi limiti Isee: a differenza di quanto accaduto nel 2023, però, tornano a essere applicati i requisiti “ordinari” (dopo l’ampliamento della platea determinatosi a seguito della crisi energetica e, quindi, del rincaro dei prezzi delle materie prime).
    In pratica, a partire da gennaio non sarà più applicato al di sotto dei 15mila euro di Isee o dei 30mila euro in caso di famiglie numerose. D’altra parte, chi rientra in tale fascia Isee per il primo trimestre dell’anno è stato previsto comunque un bonus – sempre applicato in automatico, verrà parametrato in base a numerosità e composizione del nucleo – che riguarderà soltanto la bolletta dell’energia elettrica.
    Importo, requisiti, come funziona

    Bonus bollette 2024: ecco allora che il Bonus sociale verrà applicato sulle fatture energetiche (esclusivamente delle forniture domestiche) di chi ha un Isee entro i 9.530 euro o di chi ha almeno 4 figli a carico (in tal caso l’Isee può arrivare fino a 20mila euro). Come si diceva, non dovrà essere presentata una domanda specifica per vedersi applicato il Bonus: basterà presentare la Dsu, documento che attesta la situazione economica del nucleo familiare fondamentale per ottenere il modello Isee. Gli importi del contributo – che si muovono tra i 90 e i 130 euro – variano in base a una serie di parametri: composizione e numerosità del nucleo familiare, tipologia di fornitura ma anche zona climatica.
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    Arrow Scadenze fiscali 2024: approvato nuovo calendario. Cosa cambia? (aggiornamento 6 GENN


    Ultime notizie Scadenze fiscali 2024: approvato nuovo calendario. Cosa cambia? (aggiornamento 6 Gennaio)
    Scadenze fiscali 2024: via libera al nuovo calendario. Cosa cambia? Scadenze fiscali 2024: con l’approvazione del Decreto adempimenti, strada spianata al nuovo calendario degli appuntamenti con il fisco. Una misura che promette di razionalizzare la selva di scadenze relative ai versamenti. Come cambierà nello specifico l’agenda tributaria? Uno sguardo veloce alle modifiche previste.
    Superbonus 2024: scende al 70%. Come funzionerà? Le ultime modifiche
    Scadenze fiscali 2024: obiettivo semplificazione e razionalizzazione

    Scadenze fiscali 2024: una misura attesa da tempo quella contenuta nel Decreto Adempimenti, solo nel 2023 il calendario dei versamenti tributari ha contato migliaia di appuntamenti. Le modifiche previste proprio in un’ottica di razionalizzazione e semplificazione di tale selva di scadenze. Principalmente due i perni su cui si basa il riassetto dell’agenda fiscale: innanzitutto, la pausa estiva e natalizia (quindi, nei mesi di agosto e dicembre) per quanto riguarda l’invio di lettere di compliance e avvisi bonari (in pratica, memorandum di pagamento da parte dell’AdE). Poi l’unificazione della data ultima per l’invio della dichiarazione dei redditi: per tutti diventerà quella del 30 settembre.
    Approvato nuovo calendario: come cambierà?

    Scadenze fiscali 2024: scendendo più nel dettaglio, come cambierà il calendario nel 2024? Probabilmente la novità più importante per i lavori autonomi, chiaramente quelli più interessati dalla determinazione del calendario fiscale, lo slittamento del versamento dell’acconto delle imposte di novembre. Infatti, questo appuntamento viene posticipato al 16 gennaio: data in cui si potrà versare il dovuto in un’unica rata oppure versare la prima rata di 5 (previste per lo stesso giorno dei 4 mesi successivi, da febbraio a maggio).
    Altra importante novità per le partite Iva – strettamente legata alle modifiche del calendario fiscale – il lancio sperimentale del concordato preventivo biennale. In pratica, una sorta di accordo tra lavoratore autonomo e fisco sulle imposte da pagare nei due anni successivi a prescindere dai guadagni. Sottoscrivendo l’accordo si potrà usufruire di un trattamento di favore. Nel 2024 sarà riservato solo alle Partite Iva più “piccole” ma potrebbe essere presto allargato a tutte le altre.
    Previste anche qui delle scadenze: entro il 30 aprile 2024 l’AdE metterà in campo le proprie proposte di concordato, entro il 21 luglio il contribuente potrà comunicare i propri dati per permettere all’Agenzia di personalizzare la proposta di accordo, quindi, entro il 26 luglio l’AdE farà la propria proposta. A quel punto si avranno 5 giorni per accettare: infine, entro il 31 luglio il contribuente dovrà versare saldo Irpef 2023 (più acconto 2024, se soggetto Isa) per aderire.
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    Arrow Bollette 2024: fine mercato tutelato. Come cambieranno? (aggiornamento 7 GENNAIO)


    Ultime notizie Bollette 2024: fine mercato tutelato. Come cambieranno? (aggiornamento 7 Gennaio)
    Bollette 2024: come cambieranno con la fine del mercato tutelato. Bollette 2024: a meno di sorprese dell’ultimo minuto, confermata la fine del mercato tutelato dell’energia. Scatterà a gennaio per il gas e ad aprile per l’elettricità. I consumatori dovranno scegliere al più presto un fornitore, orientandosi nella selva delle numerose offerte del settore energia. Una panoramica sul tema.
    Scadenze fiscali 2024: quali cambieranno? Le nuove date
    Bollette 2024: come cambieranno con la fine del mercato tutelato?

    Bollette 2024: con l’anno nuovo, a meno di proroghe (inaspettate) del mercato tutelato, tutti i consumatori italiani (a parte i soggetti “vulnerabili” come over 75, disabili 104, beneficiari di bonus sociali e residenti in strutture di emergenza causa calamità) dovranno passare al mercato libero. In pratica, dovranno orientarsi tra le numerosissime offerte proposte dai fornitori di energia. D’altro canto, per semplicità, si possono dividere i piani tariffari in due grandi categorie.
    Da una parte quelle a prezzo bloccato, dall’altra, quelle a prezzo indicizzato (la differenza è un po’ quella che c’è tra i mutui a tasso fisso e i mutui a tasso variabile: la scelta a quel punto dipende dalle proprie abitudini di consumo nonché dalla propria propensione al rischio). Detto ciò, le tempistiche del cambiamento sono abbastanza strette: la fine del regime di maggior tutela per quanto riguarda le utenze del gas scatterà a partire dall’1 gennaio 2024, per le utenze dell’elettricità dall’1 aprile 2024.
    Decreto Anticipi: cosa dovrebbe contenere? I punti cardine
    Cos’è il servizio a tutele graduali?

    Bollette 2024: cosa succede se non si passa al mercato libero entro tali scadenze? Posto che i fornitori si sono già attivati attraverso capillari campagne per informare il maggior numero di utenti possibile su tempistiche e modalità del cambiamento, si può stare tranquilli: non attivare un’offerta nel mercato libero entro le deadline fissate sicuramente non comporterà il distacco di luce e gas.
    Tuttavia, il passaggio avverrà comunque: insomma, si passerà comunque al mercato libero anche se sarà garantita per almeno 3 anni una fornitura parzialmente “tutelata”. In pratica, se non si sceglie autonomamente un fornitore, scatterà comunque l’assegnazione “d’ufficio” (contratto valido per un anno) a un attore del mercato libero (quello di cui si è già clienti in sostanza). L’Arera in ogni caso vigilerà sul processo di ingresso nel cosiddetto Stg (Servizio a tutele graduali): per chi ne usufruirà, dunque, una componente del prezzo dell’energia resterà sottoposto a “garanzia” mentre l’altra sarà determinata dalle tariffe del fornitore in base all’andamento del mercato.
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    Arrow Pensione invalidità 2024: nuovi importi e limiti reddito. Le cifre (aggiornamento 7 G


    Ultime notizie Pensione invalidità 2024: nuovi importi e limiti reddito. Le cifre (aggiornamento 7 Gennaio)
    Pensione invalidità 2024: i nuovi importi e limiti di reddito. Le cifre Inps. Pensione invalidità 2024: l’Inps ha comunicato i nuovi importi e i limiti di reddito entro cui rientrare per ricevere le prestazioni assistenziali destinate ai disabili. A quanto ammonteranno quest’anno? Una panoramica delle cifre più importanti.
    Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi
    Pensione invalidità 2024: nuovi importi e limiti reddito. Le cifre

    Pensione invalidità 2024: l’Inps ha comunicato i nuovi importi e i limiti di reddito entro cui rientrare per ricevere le prestazioni assistenziali destinate ai disabili. Il cambiamento delle cifre – sia quelle dei trattamenti che quelle delle relative soglie reddituali – è dovuto in particolare al tasso di rivalutazione che per quest’anno sarà pari all’8,6%.
    Dunque, per schematizzare, a partire dal primo gennaio 2024 la pensione di invalidità al 100% salirà a quota 333,33 euro (potrà essere percepita se si ha un reddito inferiore ai 19.461,12 euro annui), invece, l’indennità di accompagnamento sarà di 531,76 euro (viene erogata a prescindere dal reddito ai disabili non autosufficienti). Anche la pensione di invalidità per chi ha una disabilità riconosciuta tra il 74% e il 99% cresce fino a 333,33 euro mensili, per riceverla però il limite di reddito entro cui rientrare è fissato a 5.725,46 euro.
    Bonus bollette 2024: confermato. Importo, requisiti, come funziona
    A chi spetta l’incremento al milione?

    Pensione invalidità 2024: naturalmente l’Inps ha comunicato anche i limiti di reddito da rispettare per vedersi erogato anche il cosiddetto “incremento al milione” – che quest’anno porterà l’assegno fino a 401,72 euro – prima dei 65 anni. Tale incremento spetta a invalidi al 100%, sordomuti, ciechi assoluti che hanno un reddito di 9.555,65 euro per i percettori singoli e 16.502,98 euro per i percettori sposati (tali soglie sono da calcolare sommando reddito individuale più eventuale reddito del coniuge più l’importo della pensione di invalidità e, infine, dividendo il risultato per 13).
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    Arrow Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto? (aggiornamento 7 GENNAIO)


    Ultime notizie Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto? (aggiornamento 7 Gennaio)
    Pensione 2024: aumenta il trattamento minimo Inps. Di quanto e conseguenze. Pensione 2024: aumenta l’importo del trattamento minimo Inps per effetto della rivalutazione in base all’andamento dell’inflazione. Sale per lo stesso motivo anche il valore dell’assegno sociale. Una panoramica veloce sulle cifre che verranno applicate quest’anno.
    Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi
    Pensione 2024: aumento trattamento minimo. Di quanto?

    Pensione 2024: aumenta l’importo del trattamento minimo Inps. Quest’anno arriverà a 598,61 euro a seguito dell’applicazione dell’adeguamento al tasso di inflazione stabilito in misura pari al 5,4%. Importante sottolineare il cambiamento della cifra visto che proprio in base a tale valore si stabiliscono le percentuali di rivalutazione che pesano sulle pensioni in generale (l’adeguamento viene applicato parzialmente a quelli superiori a 4 volte il trattamento minimo Inps).
    Detto questo, alle pensioni minime – cioè quelle che, appunto, non superano i 598.61 euro – quest’anno verrà applicato – oltre alla rivalutazione del 5,4% – anche un ulteriore aumento pari al 2,7%. In pratica, gli assegni più bassi arriveranno fino a 614,77 euro. Da segnalare anche che a seguito della modifica all’importo del trattamento minimo cambiano, per esempio, anche i limiti superati i quali scatta il taglio delle pensioni di reversibilità: nel 2024 non vi sarà alcun taglio entro i 23.345,79 euro annui.
    Cresce anche l’importo dell’assegno sociale 2024

    Pensione 2024: sale sempre in virtù dell’adeguamento al tasso di inflazione anche il valore dell’assegno social. Sarà di 534,41 euro il valore nel corso dei prossimi dodici mesi. Fissata la stessa cifra come importo minimo da raggiungere per accedere alle pensioni di vecchiaia solo contributive (con 67 anni di età). Per andare in pensione anticipata solo contributiva, invece, bisognerà raggiungere quota 1.603,23 euro (3 volte l’assegno sociale). Il valore scende a 1.496,35 euro per le donne con un figlio e a 1.389,47 euro per le donne con due figli o più (rispettivamente 2,8 volte e 2,6 volte il valore dell’assegno sociale).
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    Arrow Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi (aggiornamento 7 GENNAIO)


    Ultime notizie Successione 2024: quante tasse si pagano? I beni esclusi (aggiornamento 7 Gennaio)
    Successione 2024: a quanto ammontano le imposte? Quando scattano le agevolazioni? Successione 2024: di cosa si parla esattamente quando ci si riferisce alla tassa di successione? A quanto ammontano le imposte per chi riceve un’eredità? Entro quali limiti è possibile ottenere delle agevolazioni e pagare meno? Una panoramica delle informazioni più importanti sull’argomento.
    Pensione 2024: torna la Legge Fornero. In quali casi?
    Successione 2024: Quante tasse si pagano?

    Successione 2024: la tassa di successione, in breve, è una quota di imposte applicata al patrimonio che si riceve in eredità (ma di fatto anche a quello che si riceve a seguito di una donazione). Il suo ammontare è variabile: in pratica, cambia a seconda della tipologia di beni ereditati nonché del grado di parentela in essere tra gli eredi e l’autore del lascito. Sono previsti anche dei limiti riguardanti il valore del patrimonio al di sotto dei quali sono previste delle agevolazioni o, addirittura, l’esonero.
    Scendendo più nel dettaglio, l’imposta di successione è dovuta per qualsiasi tipo di immobile anche se in misura, come si diceva, variabile a seconda dei casi. Per esempio, se coniuge, figli, genitori e nipoti ricevono in eredità dal defunto una casa si pagherà una percentuale del 4% sul valore dell’immobile eccedente il milione di euro (sulla parte eccedente il milione e mezzo di euro in caso di erede disabile), invece, fratelli e sorelle pagano il 6%. Man a mano che il legame di parentela diventa meno stretto aumenta la percentuale di trattenuta (al massimo 8%).
    I beni esclusi dall’applicazione dell’imposta

    Successione 2024: la tassa di successione si applica anche a beni mobili come automobili e gioielli, opere d’arte e prodotti di investimento, quote societarie e denaro depositato su conto corrente (in caso di conto cointestato, solo la parte dell’intestatario autore del lascito viene tassata). Diametralmente non sono sottoposti ad applicazione dell’imposta il premio delle polizze vita e i titoli di stato (che però vengono tassati in caso di donazione).
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