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  1. #1
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    Predefinito Fisco,proposta 20-20-20 del PD

    Fisco, dal Pd una proposta 20-20-20 N.D.D., 28 ottobre 2010, 17:02



    Riduzione al 20% dell'aliquota sul primo scaglione; portare dal 12,5 al 20% la tassazione dei redditi da capitale ad esclusione dei titoli di Stato; applicazione dell'aliquota del 20 % al reddito d'impresa e da lavoro autonomo. Bersani presenta una mozione parlamentare che sposta il peso delle tasse dal lavoro e dall'impresa alla rendita finanziaria e all'evasione. Verrà votata alla Camera il 22 novembre e la maggioranza dovrà dire no o si al taglio delle imposte. Bersani ha anche rilanciato l'esigenza di un Piano di investimenti europeo, sostenuto dal varo di Eurobond

    Non ci sta il Pd a continuare ad assistere inerte di fronte all'azione di un governo che non si occupa delle emergenze del Paese. E così in una conferenza stampa presieduta dallo stesso leader del Pd, Bersani, il maggiore partito di opposizione si getta all'attacco. E lo fa su una delle materie più congeniali all'ex ministro dello sviluppo dell'ultimo governo Prodi. Il Fisco. Propone la riforma del 20, 20, 20 il partito di Bersani. La proposta ruota attorno a tre pilastri e fissa, spiega il leader dei democratici, "i paletti essenziali della riforma fiscale". La riduzione al 20% dell'aliquota sul primo scaglione; l'allineamento al 20% della tassazione dei redditi da capitale ad esclusione dei titoli di Stato; l'applicazione dell'aliquota del 20 % al reddito d'impresa e da lavoro autonomo.
    "In questo testo - sostiene Bersani - ci sono novità radicali anche rispetto alla nostra esperienza. Il senso è quello di arricchire l'impresa più che l'imprenditore e inserire criteri di equità".
    Ma Bersani non si ferma qui e si scaglia contro il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sulla copertura della riforma attraverso la lotta all'evasione fiscale: "Dice che è come mettere il carro davanti ai buoi. Ma se lui ha messo una decina di miliardi a sostegno dell'equilibrio di bilancio indicandoli come previsione di lotta all'evasione...è lui che ha messo una carovana davanti ai buoi". La riforma fiscale del Pd "sta in piedi" - chiosa Bersani - mentre l'impegno del governo nella lotta all'evasione è dubbio: "Hanno fatto il più mega condono, con uno scudo che ha coperto di tutto...non credo che vogliano davvero fare la lotta all'evasione".

    Non è solo con il Ministro dell'economia che se la prende il leader del Pd. Sì perché nel giorno in cui esplode l'ennesimo bubbone sulla vita privata del premier, Bersani tuona: "Abbiamo il diritto di chiedere che il presidente del consiglio sia in grado di garantire sobrietà e dignità" mentre le vicende che coinvolgono Silvio Berlusconi, da ultimo il caso della ragazza marocchina, "imbarazzano il Parlamento". Ecco perché - secondo Bersani - "Berlusconi 'statista' dovrebbe staccare la spina perché si dovrebbe rendere conto della situazione del paese e del fatto che i gradi di tensione stanno salendo. Oppure lo faccia qualcun altro che ha senso di responsabilità. Sul dopo, vedremo: c'è la Costituzione, c'è un presidente della Repubblica, c'è il Parlamento, vedremo che cosa si può fare per aprire una fase nuova".

    E infine è toccato a Brunetta a essere bersagliato dalle critiche dell'opposizione. E al ministro che oggi ha annunciato un taglio di 300mila posti nella pubblica amministrazione Bersani ha detto: "Anch'io sono per la razionalizzazione del turn over ma va fatta sulla base di un progetto industriale della pubblica amministrazione. E' questo il limite del brunettismo: slogan ma manca il progetto".

    Dalle fila del governo le repliche non si sono fatte attendere e così il portavoce del ministro ha risposto a Bersani con un laconico: "Parla a vanvera". Mentre il leader dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto sul governo ha dichiarato: "Le risposte migliori che Berlusconi e questo governo potessero dare al Paese stanno nei 'già fatto', nelle azioni e nei provvedimenti concreti adottati, nella risoluzione di alcuni problemi anche gravi, spesso ereditati. Ma si sa: non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire". E intanto il Presidente del Consiglio Berlusconi prima ha definito mondezza mediatica i fatti che lo vedrebbero nuovamente coinvolto in festini di varia natura per poi annunciare che quella vera di mondezza da Terzigno sparirà nell'arco di 4 giorni. Staremo a vedere quale tipo di spazzatura travolgerà o meno il premier e il suo governo.


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  2. #2
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    Predefinito Rif: Fisco,proposta 20-20-20 del PD

    la proposta non mi sembra un gran che, e se proprio vogliamo dirla tutta ci manca solo che cominciamo a emettere debito a livello europeo come se non bastasse quello che abbiamo
    Ultima modifica di Morfeo; 31-10-10 alle 18:24
    Dannato Barone Rosso.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Fisco,proposta 20-20-20 del PD

    Citazione Originariamente Scritto da morfeo Visualizza Messaggio
    la proposta non mi sembra un gran che, e se proprio vogliamo dirla tutta ci manca solo che cominciamo a emettere debito a livello europeo come se non bastasse quello che abbiamo
    concordo. Inoltre tassare le rendite al 20% potrebbe essere un'arma a doppio taglio: si incentiverebbe la fuoriuscita di capitali, e si tasserebbero le famiglie che comprano i bot...

  4. #4
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    i bot vengono esclusi,lo hanno detto più volte
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  5. #5
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    Predefinito Rif: Fisco,proposta 20-20-20 del PD

    la cosa più importante sarebbe cambiare la cultura degli accertatori fiscali, non è possibile che ti trattano sempre come un delinquente

  6. #6
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    Predefinito Rif: Fisco,proposta 20-20-20 del PD

    Citazione Originariamente Scritto da SteDiessino Visualizza Messaggio
    i bot vengono esclusi,lo hanno detto più volte
    onf:
    Dannato Barone Rosso.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Fisco,proposta 20-20-20 del PD

    su bot e cct la tassazione rimane uguale,l'ho sentito più volte dire a parecchi esponenti del Pd
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  8. #8
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    Predefinito Rif: Fisco,proposta 20-20-20 del PD


    Se pensano di conquistare i voti e l'appoggio del Nord che lavora con questa roba qua (qui documento più dettagliato e qui quello veramente "tecnico") allora davvero vivono in un altro paese. Un paese dove gli erronei documenti di politica economica si scrivono a Roma per poi andare a Busto Arsizio, in gita di fine settimana, a far finta d'approvarli.
    Documento di sintesi

    - Spero che il programma economico del PD, ad un certo punto, finisca per contenere anche qualcos'altro. Se così non fosse saremmo alla monomaniacalità più imbarazzante secondo cui basta riarrangiare le imposte (a gettito invariato) per risolvere tutti i problemi.

    - L'evidenza suggerisce che le precedenti siano speranze mal riposte. Nel riassumere le proprie posizioni il PD, infatti, dà l'idea che la soluzione di tutto venga da qualche trucchetto fiscale (la numerazione ed i grassetto son miei):

    [1] Per innalzare il potere d’acquisto delle famiglie e sostenere la domanda, incremento delle detrazioni per la produzione di reddito da lavoro dipendente e per i redditi da pensione; sterilizzazione del fiscal drag; introduzione del “bonus per i figli” e del sostegno al lavoro delle donne (vedi punto 2).

    [2] Per sostenere l’occupazione, eliminazione dell’Irap sul costo del lavoro per le neoassunzioni di giovani e donne con contratto a tempo indeterminato.

    [3] Per contrastare la precarietà ed innalzare le pensioni delle generazioni più giovani, riduzione e ri-allineamento del costo del lavoro (vedi “Sviluppo, lavoro, welfare: le proposte del Pd per il diritto unico del lavoro”, Assemblea Nazionale 21-22 Maggio 2010).

    [4] Per promuovere l’innovazione e lo sviluppo sostenibile attuazione graduale delle “imposte verdi” (punto 6).

    [5] Per sostenere gli investimenti innovativi delle imprese, eliminazione del vessatorio click day e ripristino della piena disponibilità del credito di imposta per le spese in ricerca e sviluppo e per gli investimenti nel Mezzogiorno.

    [6] Per contrastare la speculazione finanziaria e recuperare risorse per gli investimenti, approvazione, in coordinamento con gli altri Parlamenti europei, della Financial Transaction Tax (punto 9).

    [6] Nel PD credono davvero che una cosidetta "Tobin Tax" sia non solo una proposta realistica ma anche sensata e "recuperi risorse". Facciamo finta che tutti i paesi del mondo (l'EU non basta, ed è ovvio perché, ma loro non ci arrivano ...) si accordino. Bene, ogni transazione finanziaria (Quali? Anche il deposito del salario in conto corrente? Il ritiro di contanti? L'acquisto o vendita di debito pubblico ...?) viene tassata 1 centesimo di euro per ogni mille euro di nominale (numeri a caso, fa lo stesso). Cosa succederebbe? Prevedo le seguenti quattro conseguenze:

    (i) Le transazioni finanziarie "massiccie" cambierebbero forma legale per evitare la tassazione iniziando una classica rincorsa fra legislatore (che allargherebbe le forme contrattuali tassate) ed i privati (che se ne inventerebbero di nuove). Si chiama "Merton Miller Quadrangle Club Theorem" e funziona perfettamente da decenni.

    (ii) Si ridurrebbe la quantità totale di transazioni finanziarie, generando maggior volatilità dei prezzi.

    (iii) I costi delle operazioni finanziarie "elementari" aumenterebbero in modo da coprire i costi aggiuntivi delle operazioni finanziarie "sofisticate" che stanno alle loro spalle. In altre parole, siccome per pagare un 2% sul mutual fund dell'impiegato del catasto la banca deve fare X operazioni "speculative" al mese che costano 1,8 euro per ogni 5,000 euro depositati, le commissioni per il titolare del conto aumenterebbero in proporzione. In altre parole, la Tobin Tax se la pagano i consumatori, specialmente quelli piccoli. La ragione è banale: come tutta l'evidenza dimostra non hanno alcun potere contrattuale e sono loro il lato inelastico di quel mercato.

    (iv) Aumenterebbe la concentrazione verticale dell'industria finanziaria al fine di evitare i costi di transazione sui mercati (hint per i thickasabrick: think Coase).

    Morale del punto [6]: il gettito aggiuntivo sarebbe risibile, i costi sociali sostanziali e verrebbero quasi tutti pagati dagli strati più deboli della popolazione.

    [5] Qui siamo alla propaganda pura e dura. Non si capisce in che senso il cerottino fiscale proposto possa stimolare investimenti innovativi. Notate la rituale e francamente stucchevole menzione del "Mezzogiorno". Non solo non si capisce cos'abbiano in mente, non solo le quantità implicate sono miserrime ma, soprattutto, trapela il banale fatto che questi non hanno idea da DOVE venga l'innovazione. Vivono così fuori dalle imprese da credere che due centesimi di credito d'imposta rendano innovativa l'impresa che non lo è. È impossibile da commentare.

    Morale del punto [5]: propaganda per i gonzi. Prova che chi scrive questi documenti d'innovazione tecnologica non capisce nulla.

    [4] Come prima, solo peggio. Le "imposte verdi" sono la solita lista di sussidi a tutto ciò che costoro hanno deciso essere energia "buona" o "alternativa". In altre parole, il PD ha scelto di stare contro il nucleare: vogliono i mulini a vento e li vogliono sussidiare con le imposte. Hanno anche deciso che è lì dove c'è l'innovazione e la crescita della produttività. Lo sanno anche i sassi che non solo non è lì né può essere lì ma anche che il nostro paese non ha alcun vantaggio comparato nello sviluppo di tecnologie orientate all'uso di fonti d'energia altre da carbone, olio, gas e acqua. Notate la logica dei provvedimenti suggeriti: incentivi fiscali a quelle attività che "loro" (il PD) ritengono "buone". Vi è, ovviamente, un'alternativa molto più saggia e che richiede molta meno "conoscenza della verita'" da parte del programmatore: la tassazione (pigouviana) delle attività inquinanti o, più generalmente, produttrici di esternalità negative. Eccezion fatta per la carbon tax, questo non è l'approccio scelto dai tecnici del PD. Eppure, tassare le esternalità è ciò che un buon governante socialdemocratico dovrebbe anzitutto proporsi di fare. Ma i tecnici di Bersani sono meglio, loro sanno che occorre dare incentivi a chi cambia le caldaie, le caldaie!

    Morale del punto [4]: non solo il PD non ha una politica energetica, non ha nemmeno capito cosa debba fare lo stato per disincentivare le attività inquinanti.

    [3] Qui viene fuori tutta l'ipocrisia - e l'irresponsabilità politica, oserei dire - dell'attuale dirigenza del PD, congiunta alla crassa ignoranza dei suoi tecnici. Solo un'ipocrita e irresponsabile può pensare che la "precarietà" (nel senso di salari bassi per lavori che devono terminare per legge) si possa eliminare, e le miserrime pensioni future di chi ha oggi meno di 40-45 anni si possano aumentare, "riallineando" il costo del lavoro attraverso le microscopiche riduzioni del cuneo fiscale proposte nel documento lì citato. Trattasi di spudorate menzogne, visto che (a) le pensioni future possono aumentare se e solo se il paese comincia a crescere al 2-3% annuo di nuovo e, (b) una riduzione effettiva del cuneo fiscale richiede una riduzione sostanziale dei contributi sociali e questo è possibile se e solo se si aumenta da subito l'età pensionabile e si accelera il completamento della riforma "Dini". In altre parole: una delle ragioni chiave per cui il reddito disponibile dei precari, e dei giovani lavoratori in generale, è basso consiste nell'eccessiva spesa per le pensioni correnti. E per "eccessiva" intendo tra i 3 ed i 5 punti percentuali di PIL. Ma di tutto questo, irresponsabilmente, i documenti economici del PD non parlano.

    Morale del punto [3]: la politica economica del PD è nemica dei giovani lavoratori ai quali vende fumose illusioni e plateali bugie sul costo del lavoro, sul costo delle pensioni correnti e sui modi di finanziamento di quelle future.

    [2] Davvero serve commentare questa ridicola boutade? In un paese dove il tasso di occupazione viaggia attorno al 55% ed è in calo, dove il tasso di occupazione femminile è fra i più bassi dell'Europa (se non ricordo male, a pari con il Portogallo), dove la non crescita del lavoro dura da più di un decennio ed ha cause strutturali profondissime, cosa propone il maggior partito d'opposizione? Un microscopico sgravio fiscale alle imprese per le prime assunzioni! Come si fa a commentare?

    Morale del punto [2]: fortuna che questa è la penultima di questa lista di pagliacciate.

    [1] E qui veniamo al punto di volta, al vero climax dell'intero progetto di riforma fiscale ed economica del PD, alla strada maestra per uscire dalla crisi: occorre ridurre di qualche miserrimo punto percentuale il carico fiscale diretto sulle famiglie di reddito medio basso e sussidiare le famiglie con figli piccoli AL FINE D'AUMENTARE LA DOMANDA! Si', capite? Questi vogliono fare la riforma fiscale (che si assume permanente) per sostenere ciclicamente la domanda (ciclicamente: perché quella permanente si aumenta solo aumentando il reddito prodotto nel lungo periodo)!

    Morale del punto [1]: non ho consigliato a Pierluigi Bersani di licenziare i suoi consiglieri economici perché sono cattivo ed arrogante. Sono anche cattivo ed arrogante, ma quel giorno mi sentivo buono: l'ho fatto per la loro manifesta incompetenza. Abissale incompetenza che questo documento conferma ed eleva a vette mai viste prima.

    noiseFromAmeriKa : Stultum facit Fortuna, quem vult perdere
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    Dannato Barone Rosso.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Fisco,proposta 20-20-20 del PD

    Citazione Originariamente Scritto da SteDiessino Visualizza Messaggio
    su bot e cct la tassazione rimane uguale,l'ho sentito più volte dire a parecchi esponenti del Pd

    La UE lo vieta. Non rispetterebbe la normativa sulla concorrenza...

 

 

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