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FISCO
La Sardegna
batte cassa


martedì 12 novembre 2002

La Sicilia ce l'ha fatta, ora tocca alla Sardegna. Il federalismo fiscale deve trasformarsi da sogno in realtà. Il Governo regionale sta trattando con quello nazionale per risolvere al più presto una questione vitale, per vincere una rivendicazione storica: il diritto di percepire le imposte dalle imprese che hanno stabilimenti sulla nostra Isola ma sede legale altrove. Un esempio su tutti: la Saras. Che sta a Sarroch, ed è la più grande raffineria d'Europa, e versa all'erario della Lombardia. Oggi il capo dell'esecutivo, Mauro Pili, sarà a Roma per
portare avanti una battaglia che vale molte centinaia di miliardi e che tocca da vicino anche la politica di coesione di Bruxelles e i fondi strutturali dell'Obiettivo 1. «Il tavolo è aperto, il presidente sta discutendo con Tremonti e Berlusconi per trovare una soluzione»,
spiegano da Villa Devoto, «è una partita molto difficile, che comprende anche il Piano di Rinascita». Intanto qualcosa si muove pure in Parlamento. Michele Cossa, deputato dei Riformatori, sposa il sacrosanto principio e in una nota sottolinea che «l'attribuzione dell'Irpeg alla regione che ospita gli insediamenti produttivi è prima di tutto una regola di equità sociale. Sarebbe miope e ingiusto continuare a premiare fiscalmente le regioni che non sopportano gli oneri degli insediamenti produttivi, compresi quelli ambientali, ma ne ricevono soltanto i benefici». Chissà che non sia il primo passo verso un'alleanza di tutti i parlamentari sardi (destra e
sinistra) per combattere insieme e ottenere con la Giunta una vittoria senza colorazioni per l'Isola intera. Un po' come è successo in Sicilia, che ha certamente un peso e uno Statuto diversi, ma che ha salutato - con le parole di Totò Cuffaro - l'emendamento approvato sabato scorso
alla Camera come «il risultato di un'intelligente strategia nella quale sono state coinvolte tutte le forze politiche». Giornata fitta di appuntamenti per il presidente Pili oggi nella capitale. Insieme all'assessore all'Industria Giorgio La Spisa vedrà il ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano. In discussione tre
temi caldi: energia, chimica, carbone. Ma non sarà tutto. Alla luce del traguardo siciliano (e presto delle regioni ordinarie) si lavora sodo per dare alla Sardegna quello che le spetta. Cioè il 100% di Irpef, Irpeg, Iva, eccetera. Ci sono diversi elementi tecnici da esaminare (per la Sicilia si è sostanzialmente data piena attuazione a un articolo dello Statuto, il numero 37, che noi non abbiamo) bisogna anche alzare la voce tra le innumerevoli richieste di Province e Regioni che vogliono maggiori risorse nella manovra appena approvata dalla Camera e piovono da ogni angolo d'Italia. Poi è necessario valutare il maxi-emendamento per il Sud nel suo complesso, capire se realmente il credito d'imposta concesso al Nord non influirà sulla politica per il Mezzogiorno, mettere insieme il puzzle degli interventi e avere un quadro completo in relazione e in equilibrio con le altre realtà regionali. Con un occhio di particolare riguardo per la partita che si gioca in Europa: le risorse straordinarie che con il cofinanziamento Ue mettono in moto complessivamente - sostiene Tremonti - 47 miliardi di euro, la programmazione e la spesa dei fondi strutturali 2002, i "premi" che spettano alle migliori.