le motivazioni di tutto ciò sono attribuibili a:
Esposizione. Le sostanze perfluoroalchiliche sono utilizzate in centinaia di prodotti, l’esposizione umana ai PFAS è quindi molto estesa;
Quantità di sostanze. Sono presenti più di 9.000 PFAS, destinati a crescere;
Resistenza. Queste sostanze rimangono nell’ambiente per un periodo di tempo ancora sconosciuto, ma sono molto resistenti;
Bio-accumulo. La quantità di sostanze perfluoroalchiliche negli alimenti consumata dall’uomo, crea un accumulo nell’organismo, di tutta la catena, gravando sull’organismo, non venendo espulsa, può causare le patologie ed alterazioni viste sopra.
Questo è stato evidenziato dalla diffusione di ritrovamento dei PFAF nel sangue e delle urine della popolazione campionata negli studi.
Quali sono gli alimenti più a rischio di presenza di sostanze perfluoroalchiliche?
Gli alimenti dove sono più presenti i PFAS, sono difficili da isolare, in quanto o per contaminazione diretta, o indiretta, sono molti gli alimenti per i quali si stanno portando avanti degli studi.
Queste sostanze possono essere presenti nella frutta, ortaggi, radici e tuberi amilacei, alghe marine, cereali, frutta a guscio, semi oleosi, alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia, alimenti di origine animale, bevande analcoliche, vino e birra.
È chiaro che, cercare di consumare alimenti provenienti da produttori dei quali sia stata fatta una valutazione ambientale su questo pericolo chimico, può essere di aiuto