Noci nazionali - 9.90 euro.
Noci californiane - 3.98 euro ( in offerta).
Come mai tutta questa differenza?


Noci nazionali - 9.90 euro.
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Come mai tutta questa differenza?
“Non prenderti a cuore guadagno e perdita”


Correggo in "costano"?
Cum Feris Ferus
Chi striscia non inciampa. Cit.




è tutto un complotto ordito dalle demoplutocrazie giudaico massoniche con la complicità di Biden, Bill Gates e Ursula Von dee Leyen, che vogliono distruggere le coltivazioni italiane per poter vendere più noci della California, ma anche della Germania e, soprattutto, quelle olandesi. l'unica speranza è che quest'anno arrivino in Europa la Le Pen e negli Usa Trump, in modo che - sconfitti i demoplutoeccetera - si ritornino a vendere le noci italiane, e soprattutto quelle abruzzesi, a prezzi inferiori a 5 euro, mentre quelle della California, finalmente espropriate a Bill Gates, costeranno più di 10 euro al chilo.
e non dimentichiamo il nocino.
vergin di servo encomio e di codardo oltraggio






mistero svelato: https://www.myfruit.it/frutta-a-gusc...re-di-piu.html
A preoccupare da tempo tanti produttori italiani di noce che sono consorziati in un’organizzazione, sono due cose: la concorrenza estera e quella interna. E Bertetti illustra bene la situazione. “Da due-tre anni la concorrenza estera, specialmente californiana e cilena, sta mettendo decisamente a rischio la nostra filiera. La ragione è molto semplice: molto spesso, per il mondo della distribuzione una noce è una noce, al di là della sua provenienza. Ma noi siamo costretti a una battaglia impari, come andare sul ring a combattere con le mani legate. All’estero, infatti, non ci sono le restrizioni fitosanitarie esistenti in Italia. Ad esempio, mentre noi abbiamo il limite di 4 chili di rame per ettaro all’anno, altrove arrivano anche a 25 chili per ettaro. Non parliamo poi di insetticidi, funghicidi e perfino antibiotici, da noi vietati e altrove consentiti. Ciò incide ovviamente sulla produttività, che giocoforza ci vede soccombere: su 100 chili di noci, noi possiamo avere infatti uno scarto anche di 35-40 chili, mentre altri solo 10 chili sullo stesso quantitativo. Ovviamente, tutto ciò va ad incidere sul costo finale del prodotto”.
A tale situazione, va ad aggiungersi appunto anche la sopra citata concorrenza interna. “A livello nazionale – spiega Bertetti – ci sono diversi battitori liberi, ovvero produttori che si muovono all’esterno delle strutture organizzative, che senz’altro creano disturbo alle dinamiche di mercato, perché ovviamente hanno costi diversi”.
Ultima, ma non certo per importanza, c’è poi la questione degli aumenti dei costi di produzione: “Anche noi – prosegue Bertetti – siamo molto preoccupati per questo aumento dei costi. Esemplare, ma purtroppo non isolato, è il caso dell’urea, che da 36-37 euro il quintale, oggi è quotata a 92-93 euro il quintale”.


Perchè i prezzi sono quelli stabiliti dalla Grande Distribuzione, a prescindere dai costi reali. Magari quelle italiane a loro costano 2 euro e quelle californiane 3 euro, per cui possono stabilire i prezzi che vogliono, magari per incrementare le vendite dell'uno anzichè dell'altra, o perchè le californiane sono in scadenza... Chi lo sa quali sono i meccanismi?
Vedi anche quello che scrive alpha12000.
Cum Feris Ferus
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