MILANO - « La fase conclusiva della procedura di identificazione, foto-segnalazione e affidamento della minore è stata operata in modo corrretto. Non sono previsti ulteriori accertamenti sul punto». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, a proposito della vicenda di Ruby, la ragazza marocchina portata in Questura e dopo qualche ora rilasciata e affidata alla consigliere regionale Nicole Minetti.
LE TELEFONATE - Dopo che la Procura di Milano ha accertato che le procedure di identificazione e di affido di Ruby quella notte in Questura vennero effettuate correttamente, rimane da sciogliere il nodo delle presunte pressioni, relative alle due telefonate giunte da Palazzo Chigi: una in cui il capo scorta del premier e poi lo steso premier parlano con il capo di gabinetto Pietro Ostuni e la seconda fatta sempre dal capo scorta del presidente del Consiglio allo stesso Ostuni.
VIMINALE - Sulla vicenda, nel frattempo, interviene anche il ministero dell'Interno. «Per noi la vicenda rimane ferma al rapporto inviatoci dalla Questura di Milano» dichiara il Viminale rispetto alle domande dei media per capire come sono andati i fatti la notte del 27 maggio scorso, quando «Ruby», per l'anagrafe Karima El Mahroug, è stata fermata dalla polizia perché denunciata per il furto di 3 mila euro. «Il resto - si precisa - è oggetto di indagini della magistratura». Anche sulle telefonate del premier Silvio Berlusconi dal Viminale «nessun commento».
«Su Ruby procedure rispettate» - Corriere della Sera




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