Che sia un atto inviso al Signore lo si capisce perché altrimenti non lo avrebbe distrutto mediante i Romani. Come predetto da Gesù non solo con la famosa profezia ma ci sono anche altri elementi profetici a sostegno sia sempre di Gesù che dei profeti del Vecchio Testamento. Che sia inviso a Dio lo provano diversi fatti: l'incendio del tempio, narra Giuseppe Flavio che fu appiccato tramite una sorta di prodigio perché non era intenzione di Tito, superstizioso che temeva Jahweh, incendiarlo; poi un miracolo poco noto, l'Imperatore Giuliano l'Apostata nel quadro di una politica di rilancio dei culti locali ebbe un piano per farlo ricostruire ma i rabbini erano riluttanti ma non ne volevano sapere per le ragioni menzionate (anche se all'epoca la riforma talmudica era ancora in corso, siamo nel IV sec.) accadde allora un evento misterioso, ne parlo qua: STORIA - Giuliano l'Apostata, Il terzo Tempio e le "Palle di fuoco"
Infine che non andrebbe ricostruito non è solo argomento della teologia cattolica (è Gesù il nuovo tempio) ma anche della teologia ebraica fino agli '50 circa quando incominciò la svolta sionista. Per inquadrare il discorso diciamo che il Sionismo fu condannato da ben tre concili rabbinici mondiali a cavallo tra ottocento e novecento come ideologia materialista e blasfema poiché spettava solo al Messia ripristinare il Regno di Davide. Non solo ma sempre secondo l'ortodossia ebraica non è nemmeno chiaro quale sia il punto esatto dove dovrebbe sorgere l'edificio sacro tanto che vi era persino il timore di calpestare il possibile luogo e proprio per questo sarebbe il Messia stesso a portare il tempio giù dal Cielo, già costruito, per posarlo in terra nel luogo giusto. Attualmente ci sono sette sioniste che ritengono di sapere quale sia il punto esatto in base alla cabala, tutte cose fuori però dalla religiosità normale ebraica di duemila anni.





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