



Quote LGBT per i militari argentini, risarcimenti per i gay nella Bundeswehr
https://www.analisidifesa.it/2020/11...la-bundeswehr/
La Cirinnà vuole le quote LGBT
L’on. Cirinnà vuole nelle istituzioni le quote rosa, nelle scuole l’introduzione di un fumetto gay, le adozioni per tutti e l’utero in affitto perché se l’utero è buono per l’aborto è buono anche per far nascere.
https://lanuovabq.it/it/la-cirinna-vuole-le-quote-lgbt
Quote Rosa e Diritti Lgbt nel Contratto di medici e sanitari
https://www.quotidianosanita.it/lett...icolo_id=71880
L'ultima della Cirinnà: "Quote Lgbt nelle giunte e nei governi"
https://www.ilgiornale.it/news/polit...i-1785320.html
Il mondo che verrà . il premier Cameron impone quote Lgbt alla BBC. Sarà cosa anche per la Rai?
https://www.iltimone.org/news-timone...-impone-quote/
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


"non sto mai dalla parte di nessuno, perché nessuno sta mai dalla mia.” (Cit.)


J.K. Rowling: «Una donna è una donna. E se non vi va bene arrestatemi»
La mamma di “Harry Potter” – la celebre saga a cui la nostra rivista ha dedicato uno speciale – ha ancora una volta dimostrato di non voler cedere al totalitarismo arcobaleno. Nelle ultime ore, infatti, ha sfidato a viso aperto l’ultimo atto di propaganda progressista approvato e suggellato dal governo scozzese. Stiamo parlando dell’approvazione, a partire dallo scorso 1° aprile, della legge che estende il crimine di incitamento all’odio, finora contemplato soltanto per i casi di razzismo, anche a chi esprime idee critiche sulla fluidità di genere. Ma la Rowling non ci sta, anzi, ha definito il provvedimento «ridicolo», sostenendo che continuerà ad affermare l’esistenza e la distinzione tra i due sessi, sulla base delle caratteristiche biologiche.
La scrittrice ha spiegato le ragioni della sua forte opposizione allo Scottish Hate Crime Act: «I legislatori scozzesi sembrano aver dato più valore ai sentimenti degli uomini che portano avanti la loro idea di femminilità, per quanto misogina o opportunistica, che ai diritti e alle libertà delle donne e delle ragazze reali». Inoltre sostiene che questa legge non farà altro che mettere a tacere chi sostiene la necessità degli spazi differenziati per i due sessi, avvallando ancora di più le aggressioni violente che avvengono in queste circostanze. Per non parlare, poi, dice la Rowling, «della grottesca ingiustizia di permettere agli uomini di competere negli sport femminili, delle ingiustizie sul lavoro e delle opportunità negate alle donne».
La scrittrice ha denunciato, inoltre, una situazione davvero da psicopolizia che si verifica da tempo, in Scozia: «Da diversi anni ormai, le donne scozzesi subiscono pressioni da parte del governo e dei membri della polizia affinché neghino l’evidenza dei loro occhi e delle loro orecchie, ripudino i fatti biologici e abbraccino un concetto neo-religioso di genere che non può essere provato. La ridefinizione del termine “donna” per includere tutti gli uomini che fanno coming out come tali, ha già avuto gravi conseguenze per i diritti e la sicurezza delle donne e delle ragazze in Scozia, e l’impatto più forte si fa sempre sentire».
Un bavaglio ideologico che annovera tra le ripercussioni più gravi, sottolinea la scrittrice, l’aumento delle violenze a danno delle donne: «É impossibile descrivere o affrontare con precisione la realtà della violenza e della violenza sessuale commesse contro le donne e le ragazze, o affrontare l’attuale attacco ai diritti delle donne e delle ragazze, a meno che non ci sia permesso di chiamare un uomo un uomo. La libertà di espressione e di credo finisce in Scozia se la descrizione accurata del sesso biologico è considerata criminale». Di fronte a tutto questo la Rowling è disposta a metterci la faccia fino in fondo e sfida il governo scozzese: «Al momento sono fuori dal paese, ma se quello che ho scritto qui è considerato un crimine secondo i termini della nuova legge, mi aspetto di essere arrestata quando tornerò nel luogo di nascita dell’Illuminismo scozzese». (Fonte foto: Ansa)
https://www.iltimone.org/news-timone...e-arrestatemi/
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
Der Wehrwolf


Trento, regolamento «al femminile» in ateneo. Ma la bozza era differente. Chi ha cambiato genere al testo?
Ovviamente, in un’epoca di asterischi, schwa e fluidità di vario genere, la notizia non poteva che raccogliere il plauso dei cosiddetti media mainstream. Titola Repubblica «Nuovo regolamento di ateneo all’università di Trento. Rettrice, decana, segretaria: tutto al femminile anche se sono uomini». Il Corriere intervista Barbara Poggio, “prorettrice alle politiche di equità e diversità” che parla di «segnale simbolico», mentre secondo il Messaggero siamo di fronte ad una «svolta inclusiva», perché – evidentemente – prima di questo annuncio epocale qualcuno era escluso dalle comunicazioni universitarie.
Il testo ancora non è stato pubblicato, dovranno prima essere espletate alcune formalità, eppure l’Università ha ritenuto di dover fare un comunicato stampa per annunciare urbi et orbi la lieta novella, quella del Regolamento varato utilizzando il cosiddetto “femminile sovraesteso”, in cui, viene esplicitato nell’incipit, «i termini femminili usati in questo testo si riferiscono a tutte le persone». Vengono riportate le parole del rettore Flavio Deflorian: «Nella stesura del nuovo Regolamento abbiamo notato che accordarsi alle linee guida sul linguaggio rispettoso avrebbe appesantito molto tutto il documento. In vari passaggi infatti si sarebbe dovuto specificare i termini sia al femminile, sia al maschile. Così, per rendere tutto più fluido e per facilitare la fase di confronto interno, i nostri uffici amministrativi hanno deciso di lavorare a una bozza declinata su un unico genere. Hanno scelto quello femminile, anche per mantenere all’attenzione degli organi di governo la questione. Leggere il documento mi ha colpito. Come uomo mi sono sentito escluso. Questo mi ha fatto molto riflettere sulla sensazione che possono avere le donne quotidianamente quando non si vedono rappresentate nei documenti ufficiali».
Noi non possiamo fare la stessa esperienza del rettore (dovremmo dire rettrice? O rettora? Potremmo anche dire la Rettore, specificando che non parliamo di Donatella) in quanto il testo appunto, ancora non è stato reso noto e quindi non è possibile leggerlo. Ma pare non lo abbiano letto nemmeno Assemblea di ateneo, a cui pure era stata sottoposta la bozza del nuovo regolamento, che però, stando ad una fonte interna, non conteneva il cosiddetto femminile sovraeseteso. Come mai e quando il testo ha cambiato improvvisamente genere?
Mistero. La cosa certa è che – contrariamente agli obiettivi – il nuovo regolamento invece rischia di far sentire qualcuno escluso, ossia coloro che non declinano i diritti in base al genere e che non vedono discriminazioni dove non ci sono, come Giulia Clara Balestrieri, di Azione Universitaria secondo cui: «In ogni ambiente è necessario il rispetto per l’intelligenza e la competenza di ogni individuo, indipendentemente dal genere. È fondamentale promuovere un ambiente universitario che sia accogliente per tutti – prosegue – Ma a mio avviso è essenziale evitare l’adozione di pratiche linguistiche che possano risultare artificiose. Sono stata eletta rappresentante degli studenti nella mia Facoltà per due mandati, sono il Presidente di un’associazione studentesca, Azione Universitaria Trento, perché dovrei sentirmi discriminata? Sono abituata a guardare alla sostanza delle cose».
Evidentemente qualcuno attraverso la forma vorrebbe modificare la sostanza, attraverso un testo si vorrebbe cambiar la testa di chi pensa, mortificando il buon senso oltre che la lingua italiana. E sconfinando nell’ideologia. La dimostrazione? Solo sette anni fa, nel 2017, proprio l’Università di Trento, già in odore di politicamente corretto, aveva adottato il “linguaggio rispettoso delle differenze”, ma si sa, quando si comincia a contare i generi si sa, non si finisce più, perché non sono più due, non sono più dieci, potrebbero arrivare a trenta.
Ecco, a questo punto – per renderla femminile fino in fondo – chiamiamola Università di Trenta. In nome dell’inclusività.
https://www.iltimone.org/news-timone...nere-al-testo/
"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
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"Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia dell'Europa del XXI secolo più di qualunque altro europeo".
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"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi




"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
È così che muore la libertà: sotto scroscianti applausi

