
Originariamente Scritto da
IlWehrwolf
Roberto PECCHIOLI
Brutti tempi per chi è normale, uomo, figlio, marito, padre. La privazione del padre è particolarmente disastrosa per i bambini, perché questi imparano a diventare uomini buoni imitando un uomo buono. Vale anche – ovviamente- per il ruolo materno, che non è assolutamente intercambiabile con quello paterno, una menzogna diffusa per alimentare la crisi dell’istituzione familiare e attaccare il dimorfismo sessuale.
La crisi dei bambini contribuisce alla crisi dell’ Occidente, guidata dall’individualismo che ha lasciato uomini e donne disconnessi dalle relazioni, dalla natura umana e dalla verità oggettiva. Non va meglio alle bambine e alle madri: la crisi, devastante per l’universo maschile, non risparmia l’altra metà del cielo. Stiamo dissipando gli ultimi spiccioli di una gigantesca eredità culturale. Insieme con l’odio per la verità e la realtà, avanza una patologia nuova, la normofobia, l’odio per la normalità. Ne parla Mary Harrington, autrice di Feminism against progress ( Il femminismo contro il progresso, 2023). La normofobia è l’opinione- dominante nella cultura e nell’immaginario progressista – secondo cui nemico da odiare è tutto ciò che non è scelta soggettiva, il normale, il dato di natura. “La normofobia inquadra tutto ciò che è convenzionale, medio, dato, presupposto, tradizionale e normativo – sia di origine fisiologica che culturale – come costruito arbitrariamente e coercitivamente per sostenere interessi acquisiti, in particolare quelli degli uomini bianchi, cristiani ed eterosessuali. I normofobi radicali descrivono esplicitamente il loro obiettivo di sradicamento totale di questo dominio , secondo loro artificiale- del naturale, a favore del desiderio individuale libero e senza restrizioni. “