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Discussione: Considerazioni

  1. #21
    ___La Causa del Popolo___
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    Predefinito Re: Considerazioni

    Citazione Originariamente Scritto da RibelleInEsilio Visualizza Messaggio
    Per quel che mi riguarda la questione “ideologica” è il primo, grandissimo scoglio che blocca la creazione di un fronte italiano socialista.

    L’approcio marxista e marxiano alla disamina sociale e politica è qualcosa di estremamente moderno, uno strumento che ha aiutato non solo i paesi socialisti ma anche quelli non propriamente socialisti. Ma rimane uno strumento, non un dogma.

    Marx ed Engels (ed altri prima di loro, occorre dirlo) parlavano del loro contesto sociale. E la lotta al capitalismo che essi hanno intrapreso è figlia di quel tempo e di quel secolo.

    Oggi siamo in una realtà completamente differente, almeno nel mondo sviluppato. Il capitalismo di allora non è più il capitalismo di adesso. Oggi penso sia opportuno parlare di neoproletariato, laddove il proletario non è più il padre di famiglia con 10 bocche da sfamare nella capanna che corre alla fabbrica per farsi assumere in giornata al mattino (anche se stiamo andando in questa direzione), ma diventa lo studente obbligato a pagare 800 Euro per una stanza, la coppia desiderosa di avere casa ma senza possibilità di aprire un mutuo, il figlio unico che non ha altri mezzi di sostentamento che non siano la pensione dei genitori e un misero stipendio senza garanzie contrattuali, il bar di famiglia chiuso per le tasse ed il carovita, l’imprenditore suicida...

    Passare ad una società socialista richiede un impegno in termini di sviluppo economico, sociale, legislativo, strutturale e diciamocelo, spirituale e morale tale da dover impiegare tempi generazionali. Questo è dove hanno sostanzialmente fallito modelli come l’URSS e l’internazionalismo.

    Con questa pippa cosa voglio dire? Che il fine ultimo deve essere chiaramente il superamento della società capitalistica, tuttavia il come è qualcosa di estremamente dinamico, l’errore di fondo è anteporre la teoria alla prassi. Le società umane locali sono troppo frammentate e troppo diverse tra loro per formulare un comune denominatore applicabile ovunque e allo stesso modo.

    La socializzazione delle imprese ad esempio può andare benissimo per un determinato settore ma essere assolutamente impraticabile per un altro.

    Direi che un programma socialista italiano dovrà principalmente puntare alle basi: riportare allo Stato ciò che è di competenza dello Stato ripristinando la sovranità nazionale ed economica di questo paese, prima di pensare ad altro.
    Concordo praticamente al 100%
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
    "O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch

  2. #22
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    Predefinito Re: Considerazioni

    Citazione Originariamente Scritto da RibelleInEsilio Visualizza Messaggio
    Per quel che mi riguarda la questione “ideologica” è il primo, grandissimo scoglio che blocca la creazione di un fronte italiano socialista.

    L’approcio marxista e marxiano alla disamina sociale e politica è qualcosa di estremamente moderno, uno strumento che ha aiutato non solo i paesi socialisti ma anche quelli non propriamente socialisti. Ma rimane uno strumento, non un dogma.

    Marx ed Engels (ed altri prima di loro, occorre dirlo) parlavano del loro contesto sociale. E la lotta al capitalismo che essi hanno intrapreso è figlia di quel tempo e di quel secolo.

    Oggi siamo in una realtà completamente differente, almeno nel mondo sviluppato. Il capitalismo di allora non è più il capitalismo di adesso. Oggi penso sia opportuno parlare di neoproletariato, laddove il proletario non è più il padre di famiglia con 10 bocche da sfamare nella capanna che corre alla fabbrica per farsi assumere in giornata al mattino (anche se stiamo andando in questa direzione), ma diventa lo studente obbligato a pagare 800 Euro per una stanza, la coppia desiderosa di avere casa ma senza possibilità di aprire un mutuo, il figlio unico che non ha altri mezzi di sostentamento che non siano la pensione dei genitori e un misero stipendio senza garanzie contrattuali, il bar di famiglia chiuso per le tasse ed il carovita, l’imprenditore suicida...

    Passare ad una società socialista richiede un impegno in termini di sviluppo economico, sociale, legislativo, strutturale e diciamocelo, spirituale e morale tale da dover impiegare tempi generazionali. Questo è dove hanno sostanzialmente fallito modelli come l’URSS e l’internazionalismo.

    Con questa pippa cosa voglio dire? Che il fine ultimo deve essere chiaramente il superamento della società capitalistica, tuttavia il come è qualcosa di estremamente dinamico, l’errore di fondo è anteporre la teoria alla prassi. Le società umane locali sono troppo frammentate e troppo diverse tra loro per formulare un comune denominatore applicabile ovunque e allo stesso modo.

    La socializzazione delle imprese ad esempio può andare benissimo per un determinato settore ma essere assolutamente impraticabile per un altro.

    Direi che un programma socialista italiano dovrà principalmente puntare alle basi: riportare allo Stato ciò che è di competenza dello Stato ripristinando la sovranità nazionale ed economica di questo paese, prima di pensare ad altro.
    Lucida analisi. Mi trovi concorde, soprattutto, sulle parole riguardanti il neoproletariato e la sua morfologia.
    Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -

    Il sonno della ragione genera i liberali

 

 
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