Una mia riflessione, suggerita dalla rilettura che sto facendo di Aristotele.
Fin dai primi anni di istruzione scolastica, almeno nelle economie occidentali, viene insegnato che la forma di governo migliore è la democrazia. Quest'ultima è anche la più giusta ed etica, sebbene un adolescente possa avere una comprensione limitata di tali concetti. Fino al quinto anno di istruzione superiore, diventa un mantra quotidiano: siamo in democrazia, viviamo in democrazia, siamo governati dalla democrazia.
Naturalmente, se ci si limita a tale apprendimento di parte, si trascorrerà il resto della propria vita accettando acriticamente tali presupposti oramai fossilizzati senza alcuna legittima esitazione.
Il potere al popolo è la ricetta ragionevole per governare una nazione, mentre le aristocrazie e le monarchie dei secoli passati devono essere respinte. E qua ci si ferma.
Vediamo:
Secondo Aristotele, la forma di governo migliore assoluta è rappresentata dalla politeia, un concetto che non è né facile da spiegare né da tradurre poiché deriva dal greco antico.
Tuttavia, per una questione di chiarezza espositiva, possiamo considerare che la concezione aristotelica di politeia identifichi una forma di governo assegnata alla classe media attraverso un qualche tipo di struttura costitutiva. Nella politeia, solo coloro che partecipano alla vita pubblica della polis possono essere autorizzati a governarla. Secondo Aristotele, questa forma di governo è la migliore in quanto permette di raggiungere stabilità e buon governo grazie alle qualità della classe media, che sia ragionevolmente istruita e ragionevolmente benestante.
Di conseguenza, un numero limitato di persone, preparate e competenti, controllano e governano lo Stato nell'interesse di tutti.
Aristotele, ci avverte riguardo alla degenerazione dei costumi umani che possono portare a degradare e compromettere le forme di governo.
Pertanto, esiste il rischio di trasformare la monarchia in tirannia, l'aristocrazia in oligarchia e infine la politeia in democrazia. È importante sottolineare che, secondo Aristotele, la democrazia è considerata una forma di governo degenerata.
Secondo Aristotele, la democrazia rappresenta il governo dei poveri e degli ignoranti sugli abbienti e sui colti generando una forma di governo che può portare alla rovina dello Stato.
Il popolo, costituito per la maggior parte da persone poco abbienti e poco preparate, spesso manifesta spirito di rivalsa nei confronti delle classi più agiate e colte. Per questo motivo, la democrazia viene identificata come oclocrazia, ovvero il potere alle masse. Se un popolo si dimostra irragionevole e poco virtuoso, la democrazia diventa la migliore forma di governo per portare rapidamente il dissesto e la rovina dello Stato.
Altri filosofi moderni hanno spesso considerato la democrazia in modo negativo, come Kant con la sua definizione di democrazia come tirannia della maggioranza.
Quindi sarebbe importante rendersi conto che la bellezza tanto celebrata della democrazia potrebbe rivelarsi in realtà una menzogna da cui bisognerebbe guardarsi.




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