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  1. #31
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    Predefinito Re: E al centro volano gli stracci.

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Troppo liberal per i miei gusti. Ciò nonostante lo ritengo uno dei migliori in parlamento.
    che significa di preciso? E' un economista e i numeri sono numeri così come ciò che causano quei numeri. vuoi dire che se i rilievi che lui fa non corrispondono alle tue idee allora non ti piacciono anche se sono quelle le cause?
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  2. #32
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    Predefinito Re: E al centro volano gli stracci.

    Intervista ad un giovane riformatore candidato con Azione:

    Non chiamateli “I giovani di Calenda”. Perché il movimento Nos, associazione fondata da Alessandro Tommasi è un’altra cosa. Ma hanno corso alle Europee al fianco di Azione, ricevendo più consensi dei più alti dirigenti di quel partito. Abbiamo chiesto a Tommasi di indicarci con quali prospettive i suoi giovani sostenitori guardano al futuro di riformisti e liberali.
    Che campagna elettorale è stata? Ha preso tante preferenze, per essere un debuttante. Più di Elena Bonetti, due volte ministra.

    «E’ stata una campagna diversa come lo è Nos. Per questo non facile perché innovare metodi e linguaggi in un piccolo mondo antico come la politica e i partiti non è semplice. Siamo partiti ad ottobre e continuato fino alle elezioni, sempre ascoltando partendo da cosa non fa dormire le persone la notte. Una campagna piena di under 40 che non avevano mai fatto politica. Il mio risultato personale di 15mila preferenze è oltre le nostre aspettative. Significa che aprirsi a un pubblico ampio, ai giovani, agli astenuti, ai delusi della politica paga. Ma questo è solo l’inizio».
    Amarezza per come è andata a finire. Che sensazioni ha provato?
    «La prima, di amarezza. Ovvio. Mi ero candidato perché credo l’UE sia il livello minimo per incidere sui grandi cambiamenti globali, demografico a tecnologico e climatico. Abbiamo provato a portare voti da giovani e astensionisti riuscendoci. Ma quando un obiettivo come il 4% non viene raggiunto, bisogna partire dall’assunto che qualcosa sia andato storto e provare ad aggiustarlo. Ora c’è voglia di rilancio, comunicando di più e meglio».

    Guardiamo al futuro. Renzi fa il passo indietro. Carlo Calenda?
    «Possiamo uscire da questo duopolio? Questo non vuol dire rottamazione o cose simili. Sono – anche queste – categorie del passato. Piuttosto che passi indietro a qualcuno, anche stavolta facciamo noi un passo avanti e diciamo che serve un nuovo soggetto, contendibile. Non una mano di bianco all’esistente. 36 ore fa abbiamo lanciato l’invito per una iniziativa di avvio del soggetto libdem di cui si parla da almeno 12 mesi. Ci sono già quasi mille iscritti».

    Con Calenda vi siete riuniti? E cosa vi siete detti? Ha capito la gravità della situazione?
    «Ho partecipato al direttivo di Azione di lunedì, pur non essendo io iscritto ad Azione, cosa di cui sono grato a Calenda. Non ho avuto un confronto aperto con lui ma da quando Nos è nata ripeto quel che ci aveva spinto a partecipare alla lista Siamo Europei: abbiamo un orizzonte di lungo periodo e serve un nuovo soggetto, diverso dall’esistente. Per far nascere una cosa nuova, servono obiettivi e regole di funzionamento, non veti o freni».

    Nos rimarrà un movimento indipendente?
    «L’obiettivo non è l’indipendenza di Nos ma la sua fine! Noi auspichiamo che Nos possa smettere di esistere perché vuol dire che è nato davvero questo benedetto soggetto libdem. Questa è la differenza con gli altri che si guardano dentro, noi di ego non abbiamo. A guidare non sono i brand o le leadership ma i valori della comunità e gli obiettivi che ci si da».

    Parteciperebbe a un congresso fondativo dell’area liberaldemocratica e riformista, se Azione e Italia Viva svolgessero due congressi paralleli e confluissero, guidati da una terza figura di leader, in un soggetto nuovo?
    «Azione e Italia Viva ovviamente devono fare quello che credono meglio. Noi siamo esterni ad entrambi e abbiamo solo una cosa in mente: la costruzione di quanto prima questo soggetto e la convocazione l’abbiamo lanciata ieri. Ci sono decine di amministratori, militanti, imprenditori che ci hanno già scritto per aderire a questa iniziativa, oltre alle centinaia di iscritti all’evento. Quindi mi chiedo se sono i congressi interni ciò che serve o se possiamo già concentrarci sul futuro».

    Chi potrebbe essere a guidare questo progetto?
    «Partiamo da cosa vogliamo fare e troviamo le persone con le migliori competenze per servire quei bisogni. Ci vuole una struttura transitoria che guidi senza interessi personali questo percorso rigenerativo di un’area che il paese vuole che esista. Io sono disponibile a mettere idee e metodo per accompagnare con Nos questo percorso. Al servizio e non per potere. Leadership a missione, adattive, inclusive. Questo è quello che ho visto nelle aziende in cui ho lavorato e che sono quelle di successo oggi. Il padre padrone lo lasciamo agli anni novanta”.

    https://www.ilriformista.it/lo-slanc..._campaign=2023
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  3. #33
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    Predefinito Re: E al centro volano gli stracci.

    Sembrano molte e diverse le voci per un cambio di rotta abbandonando i due conflittuali alla loro strada. Sarò possibile senza che poi ne arrivino altri simili?
    Il sonno della ragione genera mostri.


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  4. #34
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    Predefinito Re: E al centro volano gli stracci.

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    che significa di preciso? E' un economista e i numeri sono numeri così come ciò che causano quei numeri. vuoi dire che se i rilievi che lui fa non corrispondono alle tue idee allora non ti piacciono anche se sono quelle le cause?
    Parlavo in generale delle sue idee, non dell'intervista che hai messo, che anzi è molto condivisibile. Avercene tanti di politici del genere

    Unico appunto, proprio riguardo alle sue idee... Milei proprio non mi piace, porterà l'Argentina al disastro, ancora peggio di com'è
    Il senso della vita è la pizza

  5. #35
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    Predefinito Re: E al centro volano gli stracci.

    Citazione Originariamente Scritto da THE MATRIX Visualizza Messaggio
    Intervista ad un giovane riformatore candidato con Azione:

    Non chiamateli “I giovani di Calenda”. Perché il movimento Nos, associazione fondata da Alessandro Tommasi è un’altra cosa. Ma hanno corso alle Europee al fianco di Azione, ricevendo più consensi dei più alti dirigenti di quel partito. Abbiamo chiesto a Tommasi di indicarci con quali prospettive i suoi giovani sostenitori guardano al futuro di riformisti e liberali.
    Che campagna elettorale è stata? Ha preso tante preferenze, per essere un debuttante. Più di Elena Bonetti, due volte ministra.

    «E’ stata una campagna diversa come lo è Nos. Per questo non facile perché innovare metodi e linguaggi in un piccolo mondo antico come la politica e i partiti non è semplice. Siamo partiti ad ottobre e continuato fino alle elezioni, sempre ascoltando partendo da cosa non fa dormire le persone la notte. Una campagna piena di under 40 che non avevano mai fatto politica. Il mio risultato personale di 15mila preferenze è oltre le nostre aspettative. Significa che aprirsi a un pubblico ampio, ai giovani, agli astenuti, ai delusi della politica paga. Ma questo è solo l’inizio».
    Amarezza per come è andata a finire. Che sensazioni ha provato?
    «La prima, di amarezza. Ovvio. Mi ero candidato perché credo l’UE sia il livello minimo per incidere sui grandi cambiamenti globali, demografico a tecnologico e climatico. Abbiamo provato a portare voti da giovani e astensionisti riuscendoci. Ma quando un obiettivo come il 4% non viene raggiunto, bisogna partire dall’assunto che qualcosa sia andato storto e provare ad aggiustarlo. Ora c’è voglia di rilancio, comunicando di più e meglio».

    Guardiamo al futuro. Renzi fa il passo indietro. Carlo Calenda?
    «Possiamo uscire da questo duopolio? Questo non vuol dire rottamazione o cose simili. Sono – anche queste – categorie del passato. Piuttosto che passi indietro a qualcuno, anche stavolta facciamo noi un passo avanti e diciamo che serve un nuovo soggetto, contendibile. Non una mano di bianco all’esistente. 36 ore fa abbiamo lanciato l’invito per una iniziativa di avvio del soggetto libdem di cui si parla da almeno 12 mesi. Ci sono già quasi mille iscritti».

    Con Calenda vi siete riuniti? E cosa vi siete detti? Ha capito la gravità della situazione?
    «Ho partecipato al direttivo di Azione di lunedì, pur non essendo io iscritto ad Azione, cosa di cui sono grato a Calenda. Non ho avuto un confronto aperto con lui ma da quando Nos è nata ripeto quel che ci aveva spinto a partecipare alla lista Siamo Europei: abbiamo un orizzonte di lungo periodo e serve un nuovo soggetto, diverso dall’esistente. Per far nascere una cosa nuova, servono obiettivi e regole di funzionamento, non veti o freni».

    Nos rimarrà un movimento indipendente?
    «L’obiettivo non è l’indipendenza di Nos ma la sua fine! Noi auspichiamo che Nos possa smettere di esistere perché vuol dire che è nato davvero questo benedetto soggetto libdem. Questa è la differenza con gli altri che si guardano dentro, noi di ego non abbiamo. A guidare non sono i brand o le leadership ma i valori della comunità e gli obiettivi che ci si da».

    Parteciperebbe a un congresso fondativo dell’area liberaldemocratica e riformista, se Azione e Italia Viva svolgessero due congressi paralleli e confluissero, guidati da una terza figura di leader, in un soggetto nuovo?
    «Azione e Italia Viva ovviamente devono fare quello che credono meglio. Noi siamo esterni ad entrambi e abbiamo solo una cosa in mente: la costruzione di quanto prima questo soggetto e la convocazione l’abbiamo lanciata ieri. Ci sono decine di amministratori, militanti, imprenditori che ci hanno già scritto per aderire a questa iniziativa, oltre alle centinaia di iscritti all’evento. Quindi mi chiedo se sono i congressi interni ciò che serve o se possiamo già concentrarci sul futuro».

    Chi potrebbe essere a guidare questo progetto?
    «Partiamo da cosa vogliamo fare e troviamo le persone con le migliori competenze per servire quei bisogni. Ci vuole una struttura transitoria che guidi senza interessi personali questo percorso rigenerativo di un’area che il paese vuole che esista. Io sono disponibile a mettere idee e metodo per accompagnare con Nos questo percorso. Al servizio e non per potere. Leadership a missione, adattive, inclusive. Questo è quello che ho visto nelle aziende in cui ho lavorato e che sono quelle di successo oggi. Il padre padrone lo lasciamo agli anni novanta”.

    https://www.ilriformista.it/lo-slanc..._campaign=2023
    Però vedi le domande del giornalista anche qua... sempre alla ricerca della fantomatica figura. Capisco che col premierato sarà ancora più importante un leader ma non se ne esce
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  6. #36
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    Predefinito Re: E al centro volano gli stracci.

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Parlavo in generale delle sue idee, non dell'intervista che hai messo, che anzi è molto condivisibile. Avercene tanti di politici del genere

    Unico appunto, proprio riguardo alle sue idee... Milei proprio non mi piace, porterà l'Argentina al disastro, ancora peggio di com'è
    Milei lo giustifico anche io come lui. Senza essere di certo una sua sostenitrice. Già lo stile grillesco è assurdo. Ma là hanno votato per dare un taglio alla spesa pubblica che li porta continuamente al fallimento.
    Ed è una cosa che suggerisco di guardare anche a quelli come te che sono nel PD che oggi rifiuta di fare discorsi sensati senza mai dire dove prenderebbe i soldi che non ci sono. quindi delle due l'una: o non sa di che parla o prende in giro gli elettori. Ma vedi, sono certissima che nel PD sappiano che non ci sono soldi e che la situazione è disastrosa. Quindi perchè fingete che non sia così?
    Ora se c'è una cosa che a me fa andare su tutte le furie, è un politico che mi prende per i fondelli contando che io sia stupida e non sappia come stanno le cose. Molti di noi ne hanno abbastanza di politicanti che li trattano da imbecilli. E se aggiungiamo che poi chi tratta le persone da imbecille, finisce per prendere il voto degli imbecilli, ecco che se va al potere finisce per fare cazzate visto che gli imbecilli si aspettano che realizzino i miracoli promessi.
    Quindi la domanda sorge spontanea: quando la smetterete di prenderci in giro?
    Detto ciò torno a domandare: cosa c'è che non va nei ragionamenti politici di uno come Marattin?
    Vedi, io sono dell'idea che gay e compagnia abbiano i diritti di tutti. Ma non si può negare che ci sia una parte consistente del paese che non accetta queste cose. Ma se il PD invece di intestardirsi sul DDL ZAN avesse accettato la mediazione proposta che accettava anche la Lega, non pensi che oggi sarebbe meglio?
    E' meglio avere le unioni civili o no? Se fosse per il PD attuale è no. Sono talmente sbalestrati che preferiscono, non potendo avere tutto, avere niente.
    io sono di quelli che piuttosto che niente meglio piuttosto. Il PD di adesso no.

    Citazione Originariamente Scritto da Hynkel Visualizza Messaggio
    Però vedi le domande del giornalista anche qua... sempre alla ricerca della fantomatica figura. Capisco che col premierato sarà ancora più importante un leader ma non se ne esce
    Ma, sopra paperino mi ha fatto riflettere sulla cosa. e devo ancora capire bene. Ma mi sembra vero che è il segretario che si elegge che detta la linea. Altrimenti come si fa? Quindi si, un leader ci vuole. E, nel caso, ce ne vuole uno che accantoni il conflitto fra Renzi e Calenda.

    e lì io non capisco come facciano ad essere così stupidi. Cosa ottengono così se non appunto di perdere? La gente che vota moderato è tanta. Ma chi vota con due galli nel pollaio il cui intento è beccarsi fra loro? Che poi io penso che la colpa sia di Calenda non di Renzi. E infatti Renzi si è fatt da parte e Calenda come Conte nemmeno se lo sogna. D'altro canto mentre in Italia viva ci sono figure di rilievo, con conte non c'è altro che gente che reitera il conflitto.
    Quindi vanno aggirati e si fa altro. Se si vuole fare un partito vero e non uno proprietario come Azione e i pentastellati, si stabiliscono le regole e con quelle si procede. Ma no ai partiti personali.
    Che poi a me piacevano le primarie. Ma non aperte ai trucchi facendo votare chi gli va. Devono votare solo i componenti del partito.
    Il sonno della ragione genera mostri.


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  7. #37
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    Predefinito Re: E al centro volano gli stracci.

    Ha firmato, insieme con Claudio Velardi, una lettera che chiede a Matteo Renzi e Carlo Calenda di fare entrambi un passo indietro.
    Come descriverebbe quello che è successo con queste elezioni?
    «Oggettivamente ci sono stati due fallimenti. Quello della lista Stati Uniti d’Europa e quello di Azione. Più uno più grande: quello di un’area politico-culturale che aspetta di avere una rappresentanza e che una volta di più ha visto dilapidare un milione e settecentomila voti».
    Hai scritto una lettera molto dura, al Foglio. Chiedendo sostanzialmente di rottamare i rottamatori.
    «Mi è costata molto. Perché sono amico di Matteo Renzi e di Carlo Calenda, due persone che hanno capacità di leadership, generosità, carisma. In modi diversi. E scrivere che tutti e due devono fare un passo indietro mi è costato. Ho collaborato sia con Renzi sia con Calenda, sempre in modo positivo».
    Eppure la sua conclusione è che hanno fallito l’occasione della vita.
    «Certo è ridicolo aver fatto due partiti gemelli, che sostengono le stesse cose, usano le stesse parole sugli stessi temi e poi vanno divisi, contrapposti alle elezioni. Nella stessa famiglia c’era chi votava per Azione e chi per Stati Uniti d’Europa, e tutti votavano per le stesse idee, le stesse ragioni».
    Dunque, dimissioni di entrambi. E poi si riparte?
    «Insistiamo molto con il merito? E allora quando si registra un insuccesso di questo genere si dovrebbe per primi prendere atto e agire con coerenza. Facendo un passo indietro. Se la Meloni avesse preso un punto percentuale meno delle elezioni politiche, tutti in coro ne avrebbero chiesto le dimissioni. E allora la stessa regola deve potersi applicare ai leader che perdono».
    Le rimproverano di non aver voluto distinguere le responsabilità di Renzi e di Calenda…
    «Volutamente. Il problema è voltare pagina. Mi scrivono mail in cui mi rimproverano di non aver precisato i dettagli, la cronistoria, le vicende… non voglio entrare nel merito, cerchiamo di capirci. Perché se continuiamo con le polemiche restrospettive, ricadiamo nella stessa situazione da cui dico che bisogna uscire».
    Invita a un bagno di realtà, quindi.
    «E purtroppo questo scontro di personalità ha lasciato dietro di sé dei malumori e dei livori giganteschi. Tifoserie da stadio. A questo punto nessuno dei due, né Renzi né Calenda, può essere il federatore di una nuova realtà. Bisogna sgomberare il campo dal passato e ricominciare da capo».
    Qual è il percorso?
    «Chiederei le dimissioni dei due. Le dimissioni. Non la promessa di dimettersi. Le dimissioni. L’affidamento a qualcuno di una reggenza, per la quale sceglierei dei pontieri, dei personaggi che hanno cercato di unire e non di dividere. E proverei a rimettere il discorso sulla buona strada. Ci vorrà del tempo, perché sento in giro troppo malumore. Serviranno molti mesi e forse anni».
    Davanti al bipolarismo, una tendenza che sembra inarrestabile, i riformisti dovranno scegliere da che parte stare?
    «Ci sono fasi che vanno e vengono. Avevo previsto che Meloni avesse preso qualcosa in più delle politiche. Schlein ha fatto come nel judo: ha usato come forza la forza dell’avversaria. Più Meloni diventa forte, più diventa forte anche lei. Si trova però a guidare un campo largo con divisioni profondissime e comunque quello che non li divide è qualcosa che non mi trova per niente d’accordo. Tutto basato sulla spesa pubblica, sullo stato assistenziale. Sulla difesa del bonus 110%. L’Italia ha bisogno di puntare prima di tutto sulla crescita economica».
    Una prospettiva liberale, insomma.
    «La crescita è tutto. Fino a adesso abbiamo avuto l’assistenza della Bce e dell’Unione Europea, ma con il vento che tira in Europa non è detto che la avremo ancora. Serve la crescita, e per almeno tre motivi: per creare lavoro, per redistribuire la ricchezza e per ridurre il debito pubblico. Ecco le priorità su cui una forza riformatrice e liberale dovrebbe puntare».
    Quel 51 % di elettori che non va più a votare, cosa ci dice?
    «Che non esistono più differenze marcate tra le forze politiche. Che al netto degli argomenti di colore e di bandiera, tutti i partiti hanno una postura simile, programmi che differiscono per pochi punti ma che non segnano, per gli italiani, scelte esistenziali, drammatiche e esiziali come quelle che segnavano la vita politica di quando ero ragazzo».
    Il problema è proprio questo, c’è bisogno dei riformisti per fare una rivoluzione, come diceva Gobetti…
    «L’Italia va liberata. Il Paese ha un sistema bloccato, burocratico fino all’eccesso, con decine di adempimenti e di pastoie che rendono tutto troppo lento, troppo farraginoso».
    Serve un leader nuovo, per un progetto nuovo.
    «Le figure dei leader emergono, soprattutto quando c’è crisi. Ma serve tempo, siamo davanti a un processo che è iniziato. Devono calmarsi le acque, pacificarsi le tifoserie. E dal lavoro comune nasce sempre una figura di sintesi capace di guidare la svolta».

    https://www.ilriformista.it/chicco-t..._campaign=2023
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  8. #38
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    Predefinito Re: E al centro volano gli stracci.

    https://www.ilfoglio.it/lettere/2024...pello-6645596/
    Chi ha scritto al direttore Claudio Cerasa


    Al direttore - Con la medesima amicizia che Claudio Velardi e Chicco Testa dichiarano nei confronti di Renzi e Calenda, che so essere sincera, vorrei rivolgermi a loro per manifestare tutta la mia delusione per un’analisi così palesemente ingiusta e non degna della loro qualità umana. Come è ovvio si possono avere tutte le riserve e manifestare qualunque critica nei confronti di Renzi, il quale peraltro si presta spesso, a causa della sua “nettezza e decisione” nelle scelte a fornire elementi di critica non solo agli avversari, ma anche ai suoi amici. Come è ovvio si può muovere qualunque critica rispetto all’azione politica di Renzi nel corso di un decennio. Tutto assolutamente lecito e rispettabile. Quello che ho trovato tecnicamente non onesto sul piano intellettuale è la scrittura di una lettera fondata su una premessa che gli stessi autori sanno perfettamente essere falsa e che ha come unica ragione quella di far apparire e apprezzare il ragionamento come credibile in quanto equidistante. Tanto appare chiaro quello che dico che gli autori stessi affermano testualmente, dopo aver fatto tutta la lunga premessa di accuse, “non ci interessa analizzare chi porta le responsabilità maggiori”. Non interessa? Ma come fa a non interessarvi! Avreste scritto questa lettera se la lista Stati Uniti d’Europa avesse preso per esempio il 7 per cento? Avreste chiesto passi indietro se questo progetto politico avesse avuto un successo elettorale? Ovviamente no. E allora come fate a non essere interessati ad analizzare di chi è, in questa occasione, la responsabilità di questa durissima sconfitta. E che credibilità ha il vostro appello se pilatescamente evitate di farla questa analisi? E’ lecito chiedere passi indietro a Renzi e Calenda, altroché! Magari, sempre per con onestà intellettuale, si poteva segnalare che proprio Renzi qualche ora prima aveva detto esattamente la stessa cosa. Ma farlo facendo una premessa tecnicamente non vera (e ciascuno può facilmente verificare che non è vera andando a leggere gli atti e le decine e decine di dichiarazioni che testimoniano che il responsabile di quanto accaduto è uno solo: Carlo Calenda, che ha perennemente e irresponsabilmente nel modo più miope immaginabile rifiutato di accogliere l’appello di Emma Bonino) è per me davvero deludente perché conosco il valore di Claudio e Chicco e sono abituato a riflessioni decisamente più valide coraggiose e credibili. Altro che non ci interessa analizzare. Avete invece il dovere di analizzare. Poi, una volta che avete analizzato, e detto la verità, io sottoscrivo con voi l’appello al passo indietro. Ma prima la verità deinde philosophari.
    Roberto Giachetti
    deputato di Italia viva

    Il passo indietro di Renzi c’è stato. Serve quello di Calenda. Calenda lo ha annunciato in una riunione a porte chiuse, durante la quale ha detto di essere disposto a farlo nel caso fosse necessario, cosa che poi ha smentito pubblicamente. Ma la strada è quella. Passi indietro e primarie per scegliere il leader. Tertium (polum) non datur.

    Al direttore - Chicco Testa e Claudio Velardi propongono un disarmo bilaterale tra Renzi e Calenda per arrivare a una nuova unitaria formazione liberaldemocratica. Soggiungo che il disarmo dovrebbe essere trilaterale – +Europa porta temi essenziali dell’arcipelago liberale ma è meglio evitare un solipsismo radicale – e che il punto forte non possono che essere le primarie o strumenti simili. Non sono un fan, ma organizzare un congresso costitutivo mi sembra molto duro a breve termine. Quanto agli attuali leader, credo che la loro personale generosità per far nascere una formazione liberaldemocratica rilevante e duratura si sposi con il loro self-interest, come se fossero mossi da una mano invisibile, insomma.
    Alessandro De Nicola

    Al direttore - Condivido in pieno la sua sensazione di sentirsi frastornato dal fallimento del fu Terzo polo, sentimento che sicuramente accomuna tutti coloro che non condividono l’attuale falso bipolarismo privo di idee. Ho quindi letto con vero piacere la lettera in cui Testa e Velardi chiedono le dimissioni di entrambi i due leader per manifesta incapacità nella realizzazione del progetto stesso. Fra gli elettori liberaldemocratici, più o meno orientati verso una sinistra moderata, alcuni hanno votato turandosi il naso (essendo evidente che né per Renzi né per Calenda c’era vera convinzione su di un progetto che avrebbe dovuto travalicare ogni diatriba personale), mentre altri, offesi dal tradimento dopo le ultime elezioni politiche, per protesta hanno disertato le urne o votato Pd o addirittura Forza Italia. Quello che stupisce è che nessuno dei due leader si sia sentito istintivamente e autonomamente in dovere di mettersi immediatamente da parte in quanto coresponsabile della sonora sconfitta di un’intera area ideale e politica. Cordialmente.
    Giovanni Foschi
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    Predefinito Re: E al centro volano gli stracci.

    Al direttore - Cari Matteo e Carlo. La questione è molto semplice: avete fallito. Il risultato elettorale è stato impietoso e voi ve ne dovete assumere la responsabilità fino in fondo. Conosciamo bene ambedue e crediamo di essere vostri amici. Per questo vogliamo parlarvi con franchezza. Abbiamo sostenuto sia l’uno che l’altro in diverse campagne elettorali e con proposte nelle materie che conosciamo. Sappiamo che siete persone capaci, appassionate e generose. Ma ci avete messo, noi elettori che crediamo nella possibilità di uno spazio laico e liberale, pragmatico e non ideologico, in una situazione insostenibile. Nella stessa famiglia, fra gli amici più cari con cui condividiamo questa visione c’era chi votava per l’uno e chi per l’altro. Non abbiamo fatto nulla per convincere l’uno o l’altro a cambiare posizione. Abbiamo fatto molto invece per convincere qualche indeciso a darvi il voto. Ma sapevamo fin da prima che vi eravate, ci avevate, messi in una situazione insostenibile e con un obiettivo difficilissimo. Ciononostante vi abbiamo dato fiducia. Ma avete fallito. Ora alcune cose sono chiare. La prima è che esiste un’area elettorale di una certa importanza che non riesce ad essere rappresentate e a pesare. La seconda che nessuna ulteriore campagna elettorale potrà essere affrontata in queste condizioni. La terza è che le vostre persone rappresentano un ostacolo al raggiungimento dell’obbiettivo di una ricomposizione. Lo diciamo con dispiacere perché non abbiamo assolutamente nulla di personale contro di voi e non vorremmo perdere la vostra amicizia. Nè ci interessa analizzare chi porti le responsabilità maggiori. Abbiamo le nostre idee in proposito ma non sono decisive. Sappiamo anche che siete risorse di idee e di proposte. Ma la cosa che ci è chiara è che questo fallimento è il risultato di uno scontro di personalità, le vostre, che ha reso impossibile ogni accordo. E ancora a risultato negativo acquisito alcuni dei vostri più stretti sostenitori si scambiano accuse infantili, continuando a fare danni. Quindi bisogna girare pagina completamente. E questo implica un passo indietro da parte vostra, senza tatticismi o sotterfugi. Dovete lasciare il campo a persone meno esposte che raccolgano la fiducia non dei pochi amici del vostro “inner circle” ma dei futuri potenziali elettori. Nessuna ricomposizione è possibile, ve lo assicuro, se deve avvenire sotto la leadership di uno di voi. Di questo dovete convincervi. Solo un clima completamente nuovo e con persone non coinvolte in questo scontro che ci ha visto allibiti e attoniti. Sappiamo che è difficile quanto stiamo chiedendo. Avete investito molto in questa impresa e non siete certo persone prive dei qualità. E ci sarà il modo per utilizzare le vostre indubbie capacità. Ma oggi c’è una cosa semplice da fare per voi. Dimettervi in modo irrevocabile.
    Con amicizia

    Chicco Testa e Claudio Velardi

    Perdere non è una tragedia. Essere trombati neanche. Ma perdere senza imparare dai propri errori sarebbe grave. Una proposta ulteriore: mettere insieme tutto quello che c’è e scegliere un leader che oggi non c’è attraverso le primarie. Pensarci.

    https://www.ilfoglio.it/lettere/2024...arte--6642261/
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  10. #40
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    Predefinito Re: E al centro volano gli stracci.

    A sinistra volano gli asini. Ma anche le sardine e lo scorfano.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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