Re: capitalisti per i poveri
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ciddo
Ma non e' vero. Quella ricchezza e' in piu', quindi non si puo' dire che la ricchezza vada dai poveri ai ricchi, ma e' vero che entrambi si arricchiscono.
Meglio stare tutti meglio in modo diseguale, che stare tutti egualmente peggio, no ???
Le statistiche sono quelle. La ricchezza, e quindi il potere in un sistema capitalistico, sono nelle mani di un sempre minor numero di persone.
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Anche questo e' falso. Le tutele dei lavoratori, se non preventivamente supportate da aumenti di produttivita', fanno solo scappare o chiudere le imprese.
La produttività l'aumenti con le politiche sociali che garantiscono maggiore istruzione e la formazione di lavoratori specializzati con tutto il sistema a supporto.
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E se aumenta la produttivita', automaticamente aumenta il reddito reale dei lavoratori, non tanto per via delle "lotte" (che non sono mai servite a nulla), ma perche' la produttivita' produce deflazione, e i lavoratori trovano beni piu' accessibili nei negozi !!!
Quando sento dire che le "lotte" non sono servite a nulla vorrei ricordarti come erano trattati i lavoratori anche solo 100 anni fa. Solo un buffone può credere che la durissima lotta (osteggiata sempre dai padroni) non abbia garantito realmente la libertà e il benessere che dai invece al Capitalismo.
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E questo il miracolo del capitalismo, e va innanzitutto compreso !!
Nessun miracolo, solo la tua visione distorta dello stesso.
Re: capitalisti per i poveri
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Querion
Le crisi economiche che ci portiamo dietro da cinquant'anni derivano dalla speculazione dei e sui mercati, che allo stesso modo speculano sulle monete nazionali. E, ogni volta, per risolvere le crisi è dovuto intervenire lo Stato che, oltretutto deve dare regolamentazioni e fare controlli visto che la mano invisibile del mercato non esiste.
Ho il sospetto che tu non sappia di che parli. La speculazione e' positiva, e arricchisce gli speculatori che azzeccano le previsioni, e che in tal modo anticipano finanziamenti a chi promette di produrre beni utili in futuro.
La speculazione non produce alcuna crisi, lo speculatore ... nella sua attivita' di comprare quando un bene e' abbondante (quindi a buon mercato), per venderlo quando e' scarso (quindi quando e' costoso), tende invece a calmierare i prezzi, e ad aumentare la disponibilita' del bene quando di esso c'e' piu bisogno.
Tutto cio' e' benefico. Il sistema si inceppa quando le variabili sono artificiosamente alterate dell'arbitraria inziezione di denaro da parte delle autorita', che falsano i prezzi, drogano la domanda, e impediscono agli attori (speculatori compresi) di avere elementi veritieri su cui prendere decisioni.
Re: capitalisti per i poveri
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Guy Fawkes
Non puoi togliere un'autoregolamentazione; il fatto è che il capitalismo NON ha sistema di autoregolamentazione, dato che non è pensato come sistema chiuso ma come continuamente espansivo, e quindi una volta che si presentano limiti all'espansione iniziano i problemi.
I limiti all'espansione sono costituiti dalla produttivita'.... che certamente non puo' essere infinita, ma che non c'e' motivo di pensare che non possa crescere indefinitamente.
Re: capitalisti per i poveri
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Originariamente Scritto da
ciddo
Spesso si parla della contrapposizione tra ricchi e poveri.
Mi e' venuto in mente, scorrendo la classifica dei piu' ricchi al mondo postata da un utente in altro 3D, che alcuni degli imprenditori piu' ricchi al mondo, si sono arricchiti offerendo prodotti a buon mercato, cioe' rendendo accessibili ai poveri beni che prima erano riservati ai pochi che potevano permetterseli.
Bezos ad esempio ha fondato Amazon, un'impresa che ha fatto delle forniture a buon mercato la sua ragione d'essere.
Gates, fondatore di Microsoft, ha introdotto un sistema operativo che ha reso i PC fruibili alle masse, e che ... allora come oggi, costa veramente poco.
La famiglia Walton, fondatrice di Walmart, ha fatto dei prezzi bassi la chiave del suo successo.
Page a Brin, fondatori di Google, hanno fornito sostanzialmente tutto il sapere umano a chiunque accedesse, sostanzialmente gratis.
Questa constatazione dovrebbe fare riflettere, perche' rivela come il capitalismo accresca la ricchezza... e come l'arricchimento monetario di alcuni capitalisti, corrisponda all'arricchimento materiale della societa' intera.
Sono d’accordo, però distinguerei due concetti che mi paiono molto diversi: le esigenze economiche e la solidarietà.
Nel nostro mondo, gli interessi delle grandi imprese e delle masse convergono: le prime prosperano solo se vi sono i secondi a comprare. Ma questo pare incomprensibile a quelli che sono rimasti al mondo di 150 anni fa, al quale si riferiva Marx.
La solidarietà, una volta si diceva beneficenza, è un'altra cosa: dipende dalla sensibilità personale. C’è chi pensa solo al proprio interesse e chi invece prova empatia verso i meno fortunati. Fanno beneficenza, non tutti ma alcuni i poveri, i benestanti, i ricchissimi, ciascuno nella misura in cui possono ovviamente: poco i poveri, di più i benestanti, moltissimo i ricchissimi.
Teniamo conto pure che gli affamati del terzo mondo vengono sfamati dai nostri aiuti: perfino Gaza vive quasi esclusivamente sui nostri aiuti. Sarebbe un errore pensare che la solidarietà sia una esclusiva dei ricchi, dei poveri o del ceto medio: siamo tutti uomini e tutti abbiamo vizi e virtù degli uomini.
Re: capitalisti per i poveri
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Originariamente Scritto da
ciddo
Ho il sospetto che tu non sappia di che parli. La speculazione e' positiva, e arricchisce gli speculatori che azzeccano le previsioni, e che in tal modo anticipano finanziamenti a chi promette di produrre beni utili in futuro.
Peccato che tutte le crisi recenti sono state create da speculazioni fallimentari.
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Tutto cio' e' benefico. Il sistema si inceppa quando le variabili sono artificiosamente alterate dell'arbitraria inziezione di denaro da parte delle autorita', che falsano i prezzi, drogano la domanda, e impediscono agli attori (speculatori compresi) di avere elementi veritieri su cui prendere decisioni.
Il sistema si inceppa per questioni spesso interne, come le speculazioni fallimentari che generano crisi che colpiscono anche chi non ha speculato, i Cartelli che alterano i prezzi e i Monopoli che gestiscono il prezzo che vogliono dalla loro posizione di vantaggio. Tutte cose perfettamente interne al sistema capitalistico e che hanno bisogno dello Stato per essere risolte, controllate e regolamentate.
Il sistema capitalistico è il sistema per arricchirsi, ma non è perfetto né tanto meno giusto.
Re: capitalisti per i poveri
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mary ann
Comunque sarebbe ora anche smettere di considerare gli ultra ricchi come benefattori per tutti i poveri del mondo.
Loro sono capitalisti, fanno affari sempre e ovunque. E credo che abbiano un ricco tornaconto: le donazioni le scaricano dalle tasse, organizzano i party con offerte di denaro ( donano gli ospiti), altri eventi dove gira il denaro, aprono fondazioni che non pagano le tasse, fanno, ovviamente, anche altre cose, sanno come muoversi.
si, non pagano le tasse su quello che danno in solidarieta ma il resto lo mettono loro
Ad esempio se io do 100 euro risparmio mettiamo il 25 % di tasse ( a certe condizioni) ma metto 75 euro
In pratica le donazioni vengono in qualche modo fatte in parte a spese dello stato
Re: capitalisti per i poveri
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Originariamente Scritto da
Querion
Peccato che tutte le crisi recenti sono state create da speculazioni fallimentari.
Il sistema si inceppa per questioni spesso interne, come le speculazioni fallimentari che generano crisi che colpiscono anche chi non ha speculato, i Cartelli che alterano i prezzi e i Monopoli che gestiscono il prezzo che vogliono dalla loro posizione di vantaggio. Tutte cose perfettamente interne al sistema capitalistico e che hanno bisogno dello Stato per essere risolte, controllate e regolamentate.
Il sistema capitalistico è il sistema per arricchirsi, ma non è perfetto né tanto meno giusto.
Ne conosci di migliori?
Re: capitalisti per i poveri
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Originariamente Scritto da
ciddo
I limiti all'espansione sono costituiti dalla produttivita'.... che certamente non puo' essere infinita, ma che non c'e' motivo di pensare che non possa crescere indefinitamente.
Ci sono dei limiti: geografici (il numero di mercati, e di acquirenti, è finito), produttivi (non siamo in situazione di post scarsità), logistici e di politica nazionale ed internazionale.
Il grosso problema è stato appunto pensare che il mercato potesse espandersi all'infinito, che ad ogni ostacolo sarebbe intervenuto un progresso produttivo, una nuova scoperta, un differente paradigma.
Ma quando questo non è successo abbiamo avuto crisi di saturazione dei mercati, di sovraproduzione, di sovraesposizione...
Crisi risolte (più o meno) dall'intervento della politica e non dei mercati.
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Originariamente Scritto da
Querion
Il sistema capitalistico è il sistema per arricchirsi, ma non è perfetto né tanto meno giusto.
Nessun sistema è perfetto, e giusto non è qualcosa che sia programmato per essere, dato che il capitalismo è amorale, non si ponme neppure la questione sulla giustizia del sistema e dei risultati. Tocca alla società, alla cultura, alla politica fornire risposte e valori etici e di giustizia.
Re: capitalisti per i poveri
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Originariamente Scritto da
Niemand
Ne conosci di migliori?
Quindi se non ci sono sistemi migliori non si può criticare o aggiustare le storture del capitalismo?
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Nessun sistema è perfetto, e giusto non è qualcosa che sia programmato per essere, dato che il capitalismo è amorale, non si ponme neppure la questione sulla giustizia del sistema e dei risultati. Tocca alla società, alla cultura, alla politica fornire risposte e valori etici e di giustizia.
Esatto, come ho detto, più volte, che il capitalismo necessita dello Stato per controlli, regolamentazioni e ridistribuzione delle ricchezze.
Re: capitalisti per i poveri
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Originariamente Scritto da
Guy Fawkes
Non puoi togliere un'autoregolamentazione; il fatto è che il capitalismo NON ha sistema di autoregolamentazione, dato che non è pensato come sistema chiuso ma come continuamente espansivo, e quindi una volta che si presentano limiti all'espansione iniziano i problemi.
Non so se ci siamo capiti. Il capitalista grande (come quello piccolo) deve, se il mercato decide così, essere lasciato fallire, non deve essere tenuto in vita a oltranza, coi soldi degli altri o stampandoglieli nuovi-nuovi. Imo, è una forma di autoregolamentazione (diciamo naturale): chiude bottega chi non sta in piedi da solo e si trasforma in un peso economico per gli altri.