Re: capitalisti per i poveri
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Niemand
Sono milioni che non riescono a trovare un lavoro decente, per questo non si deve stare senza lavorare.
Ti sei mai chiesto quante aziende ci sono che vanno avanti a stento?
Nei decenni passati e sino adesso i sindacati italiani, a mio parere hanno portato l‘Italia sull‘orlo del collasso con le loro lotte sindacali con scioperi nazionali a ripetizione creando instabilita‘ politica e mandando la lira a fondo.
I sindacati tedeschi invece sui accordavano prima o dopo alcuni giorni di sciopero.
Veramente i sindacati tedeschi hanno ottenuto meno lavoro a parità di salario, creando un milione di posti di lavoro cioè hanno difeso i diritti del lavoro anche a costo di non lavorare. Non a caso spendono 40 miliardi per il loro rdc.
Re: capitalisti per i poveri
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Niemand
Quale realta`.
Certi poveri sono tali perche`vogliono esserlo. Magari si puo`attraversare un brutto periodo della vita ma poi ci si tira su.
Per non essere poveri si deve cercare di lavorare e guadagnare non aspettare lo Stato che ti dia da mangiare.
Beh no. Ci sono 4 milioni di poveri lavoratori quindi lavorare non fa uscire dalla povertà. I disoccupati e i poveri sono frutto del neoliberismo e delle aziende che fanno profitto tagliando il lavoro. Uno stato civile non asseconda tale tendenza privata facendo lavorare gratis ma la limita con sussidi, in modo da obbligare le aziende a dare un salario decente.
Se le aziende non danno un salario decente possono anche chiudere e fallire, così creano meno danni alla società. Prenderanno il loro posto aziende più civili.
Re: capitalisti per i poveri
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Robert Owen
Se si parla di nuove invenzioni, evidentemente le persone non possono sapere di averne bisogno. Le persone non potevano sapere di avere bisogno della lampadina prima che queste venissero inventate. C'era la domanda di candele e lampade a petrolio.
Il punto è che se le persone ritengono che una nuova invenzione sia inutile possono boicottarla. Se le aziende continuano a produrre quella cosa, è perché evidentemente ha avuto successo, cioè le persone la considerano un'invenzione utile.
Non è proprio così. I cittadini non hanno nessun potere sul mercato ma solo un popolo bue.
Tutti i mercati sono oligopoli e le aziende possono creare anche i bisogni se controllano il mercato, cioè possono vendere anche se sono beni inutili a livello pratico e anche se sono dannosi.
Ci sono corsi di laurea per imparare a creare bisogni finti nella popolazione.
Re: capitalisti per i poveri
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Niemand
No, perche`subito dopo possono chiudere.
Invece sono costrette a innovare, portare qualche miglioria al prodotto, per vendere i nuovi.
I settori dell'elettronica di consumo sono in mano a poche grandi aziende che fanno tutto tranne che portare innovazioni per il consumatore, perchè c'è poca concorrenza. Come già detto controllano il mercato aumentando i costi per fare più profitto, contro il consumatore.
Basti pensare a come rendono difficile aprire uno smarthphone o portatile, per obbligare a portarlo all'assistenza che spennerà il cliente, o a come hanno escluso l'alimentatore per farlo comprare a parte. Tutte pratiche anti-concorrenziali legate a posizioni dominanti.
Re: capitalisti per i poveri
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CapitanFracassa
B
Se le aziende non danno un salario decente possono anche chiudere e fallire, così creano meno danni alla società. Prenderanno il loro posto aziende più civili.
ma assolutamente sbagliato!
i salari sono stabiliti dai ccnl, con rigorosissima supervisione dei sindacati, storica stampella della sinistra arraffona che si arricchisce sulle spalle dei lavoratori. gli stessi che strizzano l'occhio al parassitismo statale e privilegiare i negri, penalizzando i lavoratori che li foraggiano.
Re: capitalisti per i poveri
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Robert Owen
L'industria di qualsiasi genere non fa altro che soddisfare una domanda che esiste.
No, negli oligopoli è l'offerta che crea la domanda. Hanno così potere sul mercato, e disponibilità finanziarie, da assumere esperti di marketing per portare avanti campagne per creare bisogni nella popolazione.
Solo in un mercato di concorrenza perfetta comanda il consumatore, ma non c'è nè la trasparenza informativa e nè l'assenza di barriere per rendere reale tale mercato. Aria fritta insomma.
Re: capitalisti per i poveri
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zio totò
ma assolutamente sbagliato!
i salari sono stabiliti dai ccnl, con rigorosissima supervisione dei sindacati, storica stampella della sinistra arraffona che si arricchisce sulle spalle dei lavoratori. gli stessi che strizzano l'occhio al parassitismo statale e privilegiare i negri, penalizzando i lavoratori che li foraggiano.
Quella non è sinistra ma un altro partito neoliberista. Non è colpa della sinistra ma del neoliberismo che ha ridotto i poteri dei sindacati, cambiando le leggi e dando mano libera alle aziende di pagare poco i lavoratori. E' lo stato che deve indirizzare l'economia altrimenti i reali parassiti borghesi privati faranno profitti sulla pelle della povera gente.
Anche eliminando gli immigrati verrebbero sfruttati gli italiani con le stesse paghe degli immigrati.
Re: capitalisti per i poveri
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CapitanFracassa
Veramente i sindacati tedeschi hanno ottenuto meno lavoro a parità di salario, creando un milione di posti di lavoro cioè hanno difeso i diritti del lavoro anche a costo di non lavorare. Non a caso spendono 40 miliardi per il loro rdc.
A parita`di salario? Guarda che anche in germania ci sono i sindacati di categoria.
Comunque parlavo d un arco di 30-40 anni non di una sinola trattativa.
Qundo in Italia si facevano scioperi nazionali a catena i tedeschi patteggiavano spuntanto auenti minimi ma anche altri diritti.
Poi in Germania non si fa lo sciopero nazionale.
Re: capitalisti per i poveri
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CapitanFracassa
Non è negare la realtà ma l'unica soluzione, che infatti funziona. Nei paesi dove l'economia è più mista, cioè lo stato produce i beni con una quota di pil maggiore assieme ai privati, c'è più benessere sociale perchè la produzione di beni stessa è più inclusiva cioè si produce con meno profitto e più lavoro e più diritti.
Quel 40% sul pil non è infatti produzione ma trasferimenti di ricchezza cioè sussidi o stato sociale, ed è così alto perchè appunto non è vero che i privati producono ricchezza ma la producono solo per le loro tasche con alti profitti, obbligando gli stati a spendere tanto per lo stato sociale.
Il pesce puzza dalla testa. Per spendere meno per lo stato sociale, e dare più dignità alle persone con un buon lavoro, bisogna far produrre allo stato i beni con meno profitti. Problema risolto. E' così semplice. Avanti un altro.
Nel nostro mondo occidentale lo stato non produce: anche quando gestisce grandi aziende come le ferrovie in forma privatistica lo scopo non è il profitto ma il fine sociale
Infatti il 40, % del PIL in contributi viene impiegato per fini sociali
In fondo è la realizzazione del marxiano “dare per quanto si può e ricevere per quanto si ha bisogno” ma il dare non è spontaneo ma per imposizione fiscale
Diciamo allora che il dare e il ricevere sono commisurati al reddito
A nessuno piace pagare le tasse ma senza di esse non solo non ci sarebbe una giusta ridistribuzione del reddito ma in mancanza di compratori non ci sarebbe nemmeno produzione
E paradossalmente se i ricchi pagassero meno tasse sarebbero meno ricchi
Re: capitalisti per i poveri
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CapitanFracassa
I settori dell'elettronica di consumo sono in mano a poche grandi aziende che fanno tutto tranne che portare innovazioni per il consumatore, perchè c'è poca concorrenza. Come già detto controllano il mercato aumentando i costi per fare più profitto, contro il consumatore.
Basti pensare a come rendono difficile aprire uno smarthphone o portatile, per obbligare a portarlo all'assistenza che spennerà il cliente, o a come hanno escluso l'alimentatore per farlo comprare a parte. Tutte pratiche anti-concorrenziali legate a posizioni dominanti.
Le migliorie le fanno al prodotto, per le riparazioni mettono o manomettevano il prodotto che non funzionava piu`dopo una certa data.
A proposito di telefonini, la Ue aveva fatto una legge con cui si omologavano tutti i cavi di ricarica e quindi con un solo cavo di doveva poter ricaricare ogni telefonino.
Non so che fine abbia fatto.