



Come chi l'ha creato??
Esiste di per sé! È un principio primo.
Se dio fosse parte dell universo fisico il principio primo sarebbe necessariamente l'universo. Altrimenti chi l'ha creato?? Se è lui il principio primo allora dio non è più l'unico principio primo. Oppure l'universo genera Dio dentro se stesso. Ma allora il creatore è l'universo.
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Gli scolastici hanno disputato molto de constantia subiecti, come la chiamavano, vale a dire su come possa avere verità reale la proposizione che verte su un soggetto, se tale soggetto non esiste. Il fatto è che la verità non è che condizionale e dice che, nel caso che il soggetto esista, lo si troverà in quel certo modo. Ma si chiederà ancora in cosa sia fondata una simile connessione, dal momento che in essa vi è della realtà che non trae in inganno. La risposta sarà che essa è fondata nel legame delle idee. Ma si domanderà, replicando, dove sarebbero queste idee se non esistesse alcuno spirito, e cosa diverrebbe allora il fondamento reale di questa certezza delle verità eterne. Tutto questo ci conduce infine all’ultimo fondamento delle verità, vale a dire a quello spirito supremo e universale che non può non esistere, il cui Intelletto a dire il vero è la regione delle verità eterne, come ha riconosciuto sant’Agostino, il quale esprime ciò in maniera assai vivida. E affinché non si pensi che non è necessario ricorrervi, bisogna considerare che queste verità necessarie contengono la ragione determinante e il principio regolativo delle esistenze stesse e, in una parola, le leggi dell’universo. Pertanto queste verità necessarie, essendo anteriori alle esistenze degli esseri contingenti, bisogna pure che siano fondate nell’esistenza di una sostanza necessaria.




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Ma questo è proprio il nocciolo del discorso, in teoria posso affermare l'esistenza de:
- il Dio metafisico infinito;
- gli dei metafisici finiti (che poi sarebbero gli angeli);
- gli dei fisici finiti o infiniti.
Ma per ognuna delle possibilità va portata una giustificazione.




Merovingio, un'essenza infinita non attuata è un'assurdità. Il fatto che un'essenza sia potenziale e non puramente (in) atto è già segno della limitatezza dell'ente che, in caso di attuazione di quella essenza/potenza, assurgerebbe all'esistenza. Ma anche volendo ammettere, senza concederla, la possibilità di tale assurdità, come minimo servirebbe una causa proporzionata per rendere attuale quell'essenza/potenza. E questa causa proporzionata non potrebbe che essere infinita in atto.
Se il distinguo fra essenza ed esistenza in Dio è meramente logico e non reale, nel senso che ho spiegato un po' di messaggi fa, Dio non ha limiti. L'essenza non limita la sua esistenza perché l'essenza di Dio è l'Essere stesso sussistente. Non è un'essenza che necessita di attuazione da parte di una causa per assurgere all'esistenza. Esiste di per sé, per l'appunto. Visto che Dio non è attuato da alcunché, ma esiste di per sé, da cosa dipenderebbe il suo limite? Non dall'essenza: l'essenza esercita, per così dire, una funzione limitante nel momento in cui c'è una potenza passiva, che le corrisponde, da attuare. Qua non c'è alcuna "potenza dell'esistenza" da attuare perché siamo di fronte a qualcosa che è Atto puro ed esiste in modo assolutamente necessario.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


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